<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323</id><updated>2009-12-25T11:09:59.405+01:00</updated><title type='text'>Il Giardino delle Esperidi</title><subtitle type='html'>Blog di cultura, poesia, musica, arte</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>92</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-4399873348145754948</id><published>2009-12-21T11:12:00.004+01:00</published><updated>2009-12-21T12:09:33.009+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia e Religione'/><title type='text'>Il mistero del Natale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/Sy9V1AfeEaI/AAAAAAAAAPA/KZ9wOrzIzd8/s1600-h/Il+mistero+del+Natale.bmp"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 254px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417643245903417762" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/Sy9V1AfeEaI/AAAAAAAAAPA/KZ9wOrzIzd8/s320/Il+mistero+del+Natale.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;L'amico&lt;strong&gt; Marcello&lt;/strong&gt;, del blog &lt;strong&gt;Aquaeductus&lt;/strong&gt;, si complimenta spesso con autori di questo blog; dimostrazione di stima che effettua mediante la ripubblicazione, da lui, di nostri post. Oggi, gli rendo la cortesia, ripubblicando il suo ultimo: &lt;strong&gt;Natale toscano.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"In Toscana è molto sentita la tradizione del presepe, la “capannuccia”, come solitamente si usa dire nel linguaggio comune, una sineddoche più che giustificata dato che, la parte più importante del presepe, è proprio la capanna della Natività, con tutta la sua simbologia religiosa e spirituale. L’ambiente circostante è solo un panorama complementare, quasi sempre avulso dalla realtà storico-geografica mediorientale. Il paesaggio è quello tipico dell’ appennino toscano, con molto verde, rappresentato dall’immancabile borraccina e dal muschio, con piccoli casolari, intagliati nel legno, nei colori caratteristici e nelle forme architettoniche peculiari della regione. Sulle aie animali da cortile in gesso ed i classici pagliai, oggi del tutto scomparsi dal panorama toscano, che, insieme ad ampie scorze di corteccia di sughero, a piccoli ruscelli, in carta stagnola ed a laghetti di specchi, completavano il presepe domestico o delle chiese più povere. Modesti doni portati dal Bambinello, quasi sempre dolciumi per i più piccoli, venivano posti alla base del presepe, quasi a simboleggiare l'innocenza. Un abete, con addobbi molto semplici, rispondenti all’antica tradizione nordica, frutta al posto delle insignificanti palle, fievoli e tremanti fiammelle delle candeline di cera al posto delle odierne sfavillanti e multicolori lampadine, allietava il soggiorno. Il prevalere, pertanto, della semplicità, del simbolismo e dell’atmosfera gioiosa e nello stesso tempo spirituale della Natività, sul materialismo della vita quotidiana. Poi venne il progresso, il boom economico, babbo Natale e la festa divenne occasione per dimostrare lo status symbol, il raggiunto benessere, i regali divennero costosi, appariscenti, quasi sempre inutili ed elargiti a tutti i conoscenti, col preciso scopo di farsi notare. Nei presepi comparvero le statuette di pregio, gli effetti luminosi speciali, gli alberi di natale furono addobbati riccamente, le tavole imbandite per novelli Pantagruel, in pratica un ritorno ai pagani saturnali, che, nell'antica Roma, si celebravano proprio in questo periodo. &lt;strong&gt;La vuota esteriorità prese, e continua ad avere, il sopravvento sul significato più profondo della Natività che è la redenzione dell’uomo."&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averlo letto, la "tentazione" di parlare del Natale della mia infanzia, è stata forte. Un'infanzia trascorsa nelle campagne del cremonese, negli anni '50, quando i doni venivano portati da &lt;strong&gt;Santa Lucia, in groppa al suo somarello, perchè cieca,&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;nella notte tra il 12 e 13 dicembre -, o di quello di mia moglie - cresciuta in un paesino della Sicilia Sud-Orientale, là dove, negli anni della sua infanzia, e ancora per parecchio tempo dopo, "&lt;em&gt;la parola&lt;/em&gt; &lt;em&gt;mafia era solo un vago aggettivo..." &lt;/em&gt;e dove era &lt;em&gt;"ancora possibile cogliere qualche reliquia della serenità del vivere, del toccare a momenti - fuggevolmente, con tenerezza e rimpianto - il giusto della vita&lt;/em&gt;...", come ha scritto &lt;strong&gt;Gesualdo Bufalino &lt;/strong&gt;-, là dove, per l'appunto, i doni ai bambini venivano portati da parenti defunti, per lo più i nonni, nella notte tra l'1 e il 2 novembre. Ma la frase conclusiva del post di Marcello - "&lt;em&gt;La vuota esteriorità prese, e continua ad avere, il sopravvento sul &lt;strong&gt;significato più profondo della Natività che è la&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;redenzione dell’uomo&lt;/strong&gt;" -&lt;/em&gt; ha sviato la mia mente dal proposito iniziale&lt;em&gt;,&lt;/em&gt; deviandomi a scrivere di un passaggio cruciale della mia vita. Il blog è, infatti, anche diario personale, e la parola &lt;strong&gt;redenzione, &lt;/strong&gt;evocata da Marcello, ha agito su di me, facendo riemergere i ricordi di una mia rinascita, annullando così quel proponimento iniziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anni '70 furono per me un periodo abbastanza burrascoso e tormentato: avrei anche potuto perdermi. Ebbi la fortuna, in quegli anni, di avere tra i clienti la &lt;strong&gt;Editrice Letture, Rassegna del Libro e dello Spettacolo. &lt;/strong&gt;Essa è un'emanazione diretta dei &lt;strong&gt;Padri Gesuiti di San Fedele a Milano&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;. &lt;/strong&gt;A dirigere la rivista, era, in quegli anni, &lt;strong&gt;padre Alessandro Scurani. &lt;/strong&gt;Io, venditore di carta da stampa, ebbi così la possibilità di poter intrattenere con lui un periodo di breve, ma intensa e proficua amicizia. Le mie visite di routine si prolungavano oltre misura, per parlare unicamente di Gesù e dei Vangeli. In quegli anni aveva curato la messa in stampa di una mirabile edizione dei &lt;strong&gt;Vangeli, &lt;/strong&gt;quella, appunto, edita dai &lt;strong&gt;Padri Gesuiti, &lt;/strong&gt;che è il massimo, in tema di Vangeli, che si possa avere. Ne acquistai da lui una copia, con dedica ad personam: "&lt;em&gt;in segno d'amicizia". &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Alessandro Scurani è venuto a mancare negli anni '90, ma è ancor oggi ricordato dai giornalisti più attempati, per gli accesi contrasti avuti con l'agnostico e mangiapreti per eccellenza, &lt;strong&gt;Indro Montanelli, &lt;/strong&gt;su questioni inerenti la fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lessi e rilessi il testo dei quattro evangelisti, abbastanza avidamente, ripromettendomi di rileggerli unitamente a commenti, note e storiografia, che sono la parte più corpulenta ed interessante dell'opera. Un'operazione, questa, che richiede tempo, passione, attenzione e forte coinvolgimento; ciò che è possibile fare solo per gradi e su lunghi lassi di tempo, come in effetti è stato, e continua ad essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, e per chiudere il cerchio, la scoperta e lettura di quello, e di quel Vangelo, coincise con una mia prima rinascita - &lt;strong&gt;quella che Marcello ha inteso chiamare come redenzione &lt;/strong&gt;- a cui, poi, ne sono succedute altre. Sul finire degli anni '70, forse anche grazie alla scoperta "consapevole, consenziente e ragionata" dei Vangeli, la mia vita "ingranò una marcia giusta" e le cose cominciarono a "funzionare" indubbiamente meglio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-4399873348145754948?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/4399873348145754948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=4399873348145754948' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/4399873348145754948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/4399873348145754948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/12/il-mistero-del-natale.html' title='Il mistero del Natale'/><author><name>marshall</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18114663981457754109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00343959779438267127'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/Sy9V1AfeEaI/AAAAAAAAAPA/KZ9wOrzIzd8/s72-c/Il+mistero+del+Natale.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-3750747345921267721</id><published>2009-12-11T15:24:00.008+01:00</published><updated>2009-12-11T18:08:53.980+01:00</updated><title type='text'>L’arte che provoca non è arte, e la Bellezza è nei piccoli gesti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/SyJW2eT1k3I/AAAAAAAAAC4/-IqPC00iwUw/s1600-h/caravaggio_fanciullo_morso_ramarro.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 248px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/SyJW2eT1k3I/AAAAAAAAAC4/-IqPC00iwUw/s320/caravaggio_fanciullo_morso_ramarro.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413985195901948786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Con Roger Scruton filosofo, columnist, compositore e “provocatore” in un mondo dove la ragionevolezza è diventata “provocazione”,  e la provocazione   “saggezza”, condivido alcune idee riguardo l’Arte e la Bellezza e come lui “rifiuto buona parte dell’estetica moderna”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Mi ha molto colpito&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/cultura/larte_che_provoca_non_e_arte_e_bellezza_e_piccoli_gesti/11-12-2009/articolo-id=406031-page=0-comments=1"&gt; questa sua intervista&lt;/a&gt;. Non tutta l’arte ha ripudiato il concetto di bellezza &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;“Solo quella che fa più rumore, e che ne guadagna più pubblicità lo ha fatto”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Nelle arti visive il fenomeno è molto evidente: “ci sono molti artisti che mantengono un’idea di bellezza, che creano opere figurative che alle grandi mostre non arrivano. Arriva invece la cacca dissacrante, che sta lì per il semplice motivo che è offensiva. Il pubblico ordinario non apprezza questa roba. Molti intellettuali non la amano. Ma nessuno dice che è spazzatura”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Questo ovviamente sempre in certi ambiti riportati dal gran megafono mediatico, che si sa non è propriamente “super partes” e alieno a interessi di cassetto.&lt;br /&gt;Perché per ogni amante dell’Arte la &lt;a href="http://weblogs.clarin.com/revistaenie-testigoocular/archives/merda%20d%27artista.jpg"&gt;“cacca è cacca”&lt;/a&gt; e non solo è offensiva allo sguardo, ma anche all’intelletto: solo un beota senza cervello che non capisce nulla di Arte può applaudire a certe &lt;a href="http://www.repubblica.it/2004/j/sezioni/esteri/cattelan/cattelan/cattelan.html"&gt;sconsiderate bruttezze&lt;/a&gt;. E solo un cinico “bottegaio” può proporre la spazzatura come Arte. Se si sottomette l’Arte al “vil denaro”  cioè si “crea” o &lt;a href="http://www.arteconomy24.ilsole24ore.com/quotazioni/artisti.php?id=160"&gt;si finge di creare &lt;/a&gt;per guadagnare tanto, ogni confine viene varcato anche quello  dell’humama pietas e&lt;a href="http://orpheus.ilcannocchiale.it/2007/10/25/far_morire_di_fame_e_di_sete_u.html"&gt; procurare morte e sofferenza  ad un essere vivente&lt;/a&gt;, diventano l’indegna provocazione per garantirsi “onore e gloria”, ma soprattutto un solido conto in banca…&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Com’ è pur tristemente vero che &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;“ci sono molti Artisti che mantengono un’idea di bellezza, che creano opere figurative che alle grandi mostre non arrivano”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; è il caso di un amico fraterno del  mio buon amico Il Berretto a Sonagli&lt;a href="http://fernandez.ilcannocchiale.it/"&gt;,  Francisco Fernandez “un vero Artista”&lt;/a&gt; che  “Non si piega a compromessi e per questo, il suo talento non é stato valorizzato come sarebbe giusto” (copy right BaS..).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Parlare di quanto sia stato “disintegrato” il mondo dell’Arte dal malcostume sopra menzionato  comporterebbe una conoscenza del tema molto più vasta della mia, che è solo il “grido” di dolore di un’amante del Bello.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ritornando a Scruton:&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 204);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;“C’è una sorta di apprezzamento istituzionale per lo shock, spesso si confonde l’opera d’arte scioccante con l’originalità. E questo non c’entra niente con la vita normale. Invece voglio parlare della bellezza nella vita normale, senza nemmeno riferirmi all’arte. Nella vita che ognuno conduce ci sono momenti di bellezza. Anche solo apparecchiare la tavola in maniera bella. Vestirsi bene per uscire la sera. Se si eliminano questi momenti, si eliminano i veri momenti importanti della vita”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;L’Arte infatti in primis è negli occhi di chi la guarda.  Se non c’è questa sensibilità anche&lt;a href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/47/La_nascita_di_Venere_%28Botticelli%29.jpg"&gt; l’immortale Venere&lt;/a&gt; diventa “una sguinzia al mare” e i &lt;a href="http://static.blogo.it/artsblog/lopera-piu-rappresentativa-del-xx-secolo/M.DuchampLafontane1917.jpg"&gt;"gabinetti"&lt;/a&gt; finiscono nei musei…(mi perdonino gli amanti di Duchamp…se ce ne sono…).&lt;br /&gt;Quando si ha il dono di questa sensibilità anche “apparecchiare una tavola” con cristalli e pizzi al tombolo diventa Bellezza, e la vita  una gioia vissuta in ogni istante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Per concludere  Scruton nei suoi libri dà grande risalto alla Tradizione, quella occidentale, quella Cristiana, quella del suo Paese. &lt;span style="color: rgb(204, 102, 0);"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(204, 102, 0);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;“Nel XIX secolo. Si diceva che con Wagner e Baudelaire tutto fosse andato sottosopra, e che l’arte occidentale fosse finita. Ma cinquant’anni dopo c’erano geni come Yates, Pound, Montale. Pensiamo ai film di Fellini. Come li possiamo spiegare? Solo se li connettiamo a una tradizione antica. Fellini ha riattualizzato, anche con il suo modo di fare regia, la commedia dell’arte. Bene, dobbiamo fare così. Dopotutto, pensiamoci, il futuro non esiste. Non abbiamo altro che il nostro passato per costruire. Dobbiamo guardarci dentro e cercare modelli, esperienze, cose perdute”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Una consiglio saggio per una società che ha indossato gli “stivali del multiculturalismo” per correre incontro al baratro che se la inghiottirà: l'arretratezza dell'attuale mondo islamico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;Aretusa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-3750747345921267721?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/3750747345921267721/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=3750747345921267721' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/3750747345921267721'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/3750747345921267721'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/12/larte-che-provoca-non-e-arte-e-la.html' title='L’arte che provoca non è arte, e la Bellezza è nei piccoli gesti'/><author><name>Aretusa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12174582343922904173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09391719473226055236'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/SyJW2eT1k3I/AAAAAAAAAC4/-IqPC00iwUw/s72-c/caravaggio_fanciullo_morso_ramarro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-2310597930896805367</id><published>2009-12-03T17:59:00.010+01:00</published><updated>2009-12-04T00:39:32.954+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Fumetti, passione segreta</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SxfutdyyUjI/AAAAAAAAAqc/MZDrWUN0rms/s1600-h/02_CortoMaltese.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SxfutdyyUjI/AAAAAAAAAqc/MZDrWUN0rms/s400/02_CortoMaltese.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da bambina mi vietavano la lettura dei fumetti, perché dicevano che l'eccesso di immagini impediva di concentrarsi sulla lettura come si fa invece con i&amp;nbsp;buoni libri. Inoltre il fumetto era accusato di limitare la fantasia evocativa suscitata dalla parola scritta. Poi venne il periodo della conversione ai fumetti d'autore. Specie dopo che Buzzati stese i suo &lt;strong&gt;Poema a fumetti&lt;/strong&gt;. &lt;br /&gt;Mi piaceva leggere le sequenze di nuvolette e in seguito imparai a capire che una serie di pallini&amp;nbsp;sotto la nuvoletta, voleva dire che il personaggio&amp;nbsp;stava pensando, e che se la nuvoletta era tratteggiata, i personaggi parlavano sottovoce, mentre se era irta di punte, i personaggi gridavano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfu3MsiDkI/AAAAAAAAAqk/hlmS21N7phY/s1600-h/6a00d8341c684553ef00e54fb0028b8833-800wi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfu3MsiDkI/AAAAAAAAAqk/hlmS21N7phY/s200/6a00d8341c684553ef00e54fb0028b8833-800wi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ma torno a quando di nascosto andavo dall'edicolante e comprarmi&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Monello_(rivista)" target="_blank"&gt; Il &lt;strong&gt;Monello&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; o quando mi facevo prestare di nascosto &lt;strong&gt;&lt;a href="http://comicsando.wordpress.com/2009/04/12/il-monello-e-lintrepido/"&gt;L'Intrepido&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; dal mio vicino di pianerottolo, perché secondo mia madre "non sta bene che una bambina legga i fumetti dei maschi".&amp;nbsp;Ricordo con tanto affetto le strisce di &lt;strong&gt;Superbone&lt;/strong&gt;, di &lt;strong&gt;Arturo &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; Zoe&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e soprattutto di&lt;strong&gt; Pedrito el Drito&lt;/strong&gt; che pigliava sempre delle gran legnate in testa da sua moglie, l'irascibile Paquita, tutti eroi ingenui del Monello. &amp;nbsp;Su &lt;strong&gt;Topolino&lt;/strong&gt; invece avevo licenza di lettura. Ma della banda Disney, &amp;nbsp;io preferivo di&amp;nbsp;gran lunga&amp;nbsp;Paperino perché era più pasticcione,&amp;nbsp; sfigato e non la sapeva così lunga come quel dannato Topo detective. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SxfvWrhkgOI/AAAAAAAAAq0/0hPOhrZT7Es/s1600-h/tnt-766074.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SxfvWrhkgOI/AAAAAAAAAq0/0hPOhrZT7Es/s200/tnt-766074.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfwrcfk3GI/AAAAAAAAArE/5OjdhuNmXnI/s1600-h/superciuk.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfwrcfk3GI/AAAAAAAAArE/5OjdhuNmXnI/s200/superciuk.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Tra i miei preferiti di adolescente però resta la Banda TNT di&lt;strong&gt; Alan Ford&lt;/strong&gt;. Perchè mi piacesse questa sarabanda di poveri sgangherati che avevano un negozio di fiori a paravento delle loro improbabili attività di agenti segreti, è&amp;nbsp; presto detto. Forse perchè avevano una connotazione grottesca, sarcastica e un po' trucidona in stile Italietta del vorrei-ma-non -posso. E perché come agenti segreti non valevano un piffero. I fumetti di&lt;strong&gt; Bunker e Magnus&lt;/strong&gt; (questi gli&amp;nbsp; autori della banda TNT) contengono un sapiente miscela&amp;nbsp;di avventura, umorismo e presa in giro della società italiana che sfocia spesso nello sberleffo. Non parliamo poi del leggendario &lt;strong&gt;Superciuk&lt;/strong&gt; e della trovata di rubare ai poveracci per dare ai ricchi. I poveri infatti erano accusati di tenere sporche le strade e di vivere nei tuguri malsani, in perfetto disaccordo col correttismo politico sessantottino di quegli anni. La moglie &lt;strong&gt;Beppa Giosef&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;foto sotto a sinistra&lt;/em&gt;)&amp;nbsp;poi con i bitorzoli sul naso e i peli il mento era sorta di gansteressa&amp;nbsp; racchiona e &amp;nbsp;insolente. Il bello è che si permetteva pure&amp;nbsp;di essere&amp;nbsp; fedifrega e andava a caccia di giovanottoni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfxkjfoa2I/AAAAAAAAArk/vEugKiblwe8/s1600-h/beppa%2520giosef.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfxkjfoa2I/AAAAAAAAArk/vEugKiblwe8/s200/beppa%2520giosef.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Diabolik&lt;/strong&gt; lo leggevo in spiaggia durante le mie azzurre e interminabili giornate estive, &amp;nbsp;ma dopo un po' me ne stufai, &amp;nbsp;perchè divenne&amp;nbsp;troppo prevedibile. Quell'ispettore Ginko, mai una volta che realizzasse un bel colpo e acciuffasse lui&amp;nbsp; e la sua complice,&amp;nbsp;la bionda&amp;nbsp;Eva Kant. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In seguito si volle dare una connotazione intellettuale al fumetto e nacquero&lt;a href="http://mail.google.com/mail/goog_1259504094968" target="_blank"&gt; &lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.cartonionline.com/personaggi/Valentina.htm" target="_blank"&gt;Valentina&lt;/a&gt;,&lt;/strong&gt; eroina di avventure erotiche più immaginarie che vere e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corto_Maltese" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Corto Maltese&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; (&lt;em&gt;foto in alto al centro&lt;/em&gt;) forse uno tra gli eroi a me cari perché romantico-avventuroso, sognatore, ma&amp;nbsp;soprattutto viaggiatore. Bella l'idea di &lt;strong&gt;Hugo Pratt&lt;/strong&gt; di far nascere il personaggio a La Valetta di Malta da una zingara e da un marinaio di Gibilterra. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfvnp7r3rI/AAAAAAAAAq8/OJHMTUE2VSE/s1600-h/dino+battaglia.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" er="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sxfvnp7r3rI/AAAAAAAAAq8/OJHMTUE2VSE/s320/dino+battaglia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dino_Battaglia"&gt;Dino Battaglia&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; su &lt;strong&gt;Linus&lt;/strong&gt; (che già furoreggiava con Schulz ed altre strisce) catturò la mia fantasia con le storie del Santo Graal e coi racconti di Hoffmann. Fu grazie a lui che poi scoprii la fiaba del Mago Sabbiolino di Eta Hoffmann. Dunque non è poi così vero che il fumetto&amp;nbsp;allontana dalla&amp;nbsp;vera narrativa. In molti casi&amp;nbsp;se ne ispira e ci riconcilia felicemente&amp;nbsp;con questo mondo. &amp;nbsp;Come fece in Francia &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.hazardedizioni.it/autori/tardi.html"&gt;Jacques Tardi&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; con "&lt;strong&gt;Il Viaggio al&amp;nbsp; termine della notte&lt;/strong&gt;" di Céline. Forse quella del fumetto, più che una vera lettura è una sorta di racconto emozionale, una suggestione, una reminiscenza infantile che custodiamo negli scaffali delle nostre case e della nostra memoria,&amp;nbsp;quasi come un album di fotografie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hesperia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-2310597930896805367?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/2310597930896805367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=2310597930896805367' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/2310597930896805367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/2310597930896805367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/12/fumetti-passione-segreta.html' title='Fumetti, passione segreta'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SxfutdyyUjI/AAAAAAAAAqc/MZDrWUN0rms/s72-c/02_CortoMaltese.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1676308323283557371</id><published>2009-11-26T11:34:00.019+01:00</published><updated>2009-11-26T20:17:32.059+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte e storia'/><title type='text'>Vedute</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tra tanti generi di pittura, esiste anche la 'veduta'.&lt;br /&gt;Uno dei maggiori vedutisti è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Giovanni Antonio Canal&lt;/span&gt;, più noto come &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Canaletto&lt;/span&gt; (Venezia, 1697-1768). I suoi dipinti mostrano grande cura nella resa della natura, del paesaggio, della topografia, con attenzione particolare alle connotazioni architettoniche. All'inizio le vedute sono 1)'vedute ideate' e 2)'capricci': 1)elementi architettonici presentati con cura  ma estratti da contesti propri e reinterpretati in scene immaginarie, 2)l'altra tipologia sono paesaggi immaginari con rovine e monumenti.&lt;br /&gt;Ma Venezia del Settecento riunisce l'estetica della veduta e lo spirito illuministico. Il diffondersi delle idee illuministiche e razionalistiche fanno sì che Canaletto adoperi, ad un certo punto, per le sue vedute, un'idea scientifica dell'immagine, realizzata mediante studi sulla prospettiva e sulle capacità dell'occhio, sulle teorie del punto di vista. Si serve infatti anche della &lt;a href="http://www.bortolozzo.net/school/09milano/cameraottica/Can1.htm"&gt;camera ottica.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo strumento è in realtà molto più antico, ma se ne fa grande uso in quest'epoca che richiede una visione analitica, capace di una veridicità inedita. Sull'immagine dal vero proiettata dallo strumento l'artista realizza sì uno schizzo, ma alla fine la calibratura dei volumi, le coloriture ricche rimangono artistiche e personali, non solo 'copiate' dall'immagine riflessa.&lt;br /&gt;Di seguito la sua &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"S.Cristoforo, S.Michele e Murano"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;,&lt;span style="font-size:85%;"&gt; precisa, ma ugualmente vibrante&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-size:85%;"&gt;immersa in un'atmosfera dorata:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw5cezgPaQI/AAAAAAAAAFU/ext1aBIGEnc/s1600/aaa-Canaletto,_San_Cristoforo,_San_Michele_and_Murano.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 283px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw5cezgPaQI/AAAAAAAAAFU/ext1aBIGEnc/s320/aaa-Canaletto,_San_Cristoforo,_San_Michele_and_Murano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408361886809811202" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Anche il genere della veduta nasce in precedenza: alla fine del '500 a Roma, nel '600 come rappresentazioni di ruderi e antichità, solo alla fine del '600 si caratterizza come veduta realistica. E' diffusa anche nel Seicento al Nord, ha successo in Olanda e tutta Europa, a volte per mostrare a chi non poteva viaggiare quali sarebbero stati gli scenari d'arte e città del Grand Tour: chiaramente in Italia dove gli scorci architettonici sono sempre stati più numerosi e ricchi, trova terreno fertile nella rappresentazione delle grandi città d'arte, ora con taglio fotografico-realistico, ora con effetto quinta architettonica-scenografia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw7Dxpplj7I/AAAAAAAAAGE/x0pXjaM5SnM/s1600/aa+venezia-del-canaletto.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 193px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw7Dxpplj7I/AAAAAAAAAGE/x0pXjaM5SnM/s320/aa+venezia-del-canaletto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408475460279832498" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ma ci sono numerose e precisissime vedute del Canaletto anche di città estere. In realtà Canaletto ricrea il genere della veduta trasformandolo quasi in 'paesaggio razionale', superando, con le sue aggiunte stilistiche personali, il precedente olandese Gaspar van Wittel. Per affrontare il genere della veduta, il fruitore può ammirare la precisione della pittura, ma col tempo all'interno dei canoni del genere, può rendersi conto che non si tratta solo di "maniera" (anche se di una splendida maniera) o di ritratto oleografico di città, ma una forte personalità nel tratto, nella resa, è comunque presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro grande vedutista è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bernardo Bellotto&lt;/span&gt; (Venezia, 1721-Varsavia 1780).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw61vZ1rtZI/AAAAAAAAAFs/-Pu42oHnbKI/s1600/aa+bellotto+vaprio+d%27adda.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 206px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw61vZ1rtZI/AAAAAAAAAFs/-Pu42oHnbKI/s320/aa+bellotto+vaprio+d%27adda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408460028513072530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Nipote di Canaletto (e a volte confuso con lo zio) dopo l'apprendistato presso le maggiori città italiane, e ovviamente Venezia, sarà di casa presso grandi Capitali europee. Rispetto alla pittura del precedente, Bellotto sottolinea maggiormente i dettagli architettonici, accentua rese veristiche quasi fotografiche, ma aggiunge una sorta di drammaturgia della visione: i cieli sono profondi, spesso in movimento, il gioco chiaroscurale sottolinea una sensibilità più drammatica e meno olimpica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw61JoENuRI/AAAAAAAAAFk/FdjFT9P6sFA/s1600/aBernardo_Bellotto-big.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 245px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw61JoENuRI/AAAAAAAAAFk/FdjFT9P6sFA/s320/aBernardo_Bellotto-big.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408459379497089298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Si trasferisce a Dresda sotto il patrocinio di Augusto III nel 1747. Sarà ancora a Vienna, a Monaco, prima degli ultimi anni di vita a Varsavia (la precisione delle sue vedute di Varsavia sarà utile anche per la ricostruzione della città dopo la II Guerra Mondiale).&lt;br /&gt;Il suo modo di rappresentare &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dresda"&gt;Dresda&lt;/a&gt; è particolarmente interessante, come parte della storia della città stessa che assume un valore paradigmatico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw620MJP8xI/AAAAAAAAAF0/KAGfzKS44ko/s1600/aa+bellottosn5++frauenkirche.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 179px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw620MJP8xI/AAAAAAAAAF0/KAGfzKS44ko/s320/aa+bellottosn5++frauenkirche.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408461210248016658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;La città si trova sul Fiume Elba, è oggi patrimonio dell'Unesco, era chiamata "Firenze sull'Elba". Dresda conta, nel corso della sua storia, numerose distruzioni: nel 1491 a causa delle fiamme; poi ad opera dei bombardamenti prussiani nel 1790; durante le rivolte per la richiesta della Costituzione nel 1849, stagione dei moti; è stata quasi completamente rasa al suolo nei bombardamenti americani del 1945 (a febbraio, marzo e aprile). Dunque Dresda può rientrare nel novero delle città dolenti, e più volte cadute nella polvere,&lt;br /&gt;d'Europa.&lt;br /&gt;La Dresda rappresentata da Bellotto è, storicamente, quella del bombardamento del 1760: mostra una città colpita nel suo cuore simbolico più autentico, e anche il quadro rappresenta uno shock rispetto alla continuità della sua figurazione abituale. &lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"I resti della Kreuskirche&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;":&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw63JWpgXNI/AAAAAAAAAF8/23-O4ZiOdo0/s1600/aaabellotto-1770-dresda.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 568px; height: 465px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw63JWpgXNI/AAAAAAAAAF8/23-O4ZiOdo0/s400/aaabellotto-1770-dresda.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408461573844917458" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;Il periodo, per esattezza, è la Guerra dei 7 anni. L'alleanza austro-russa si accinge ad attaccare Federico II di Prussia. Federico riesce a far breccia preventivamente in Sassonia e attacca violentemente Dresda.&lt;br /&gt;La distruzione è epocale, la città subisce un grave bombardamento. Anche la dimora dell'artista è distrutta, con quanto di prezioso conteneva.&lt;br /&gt;Bellotto nella rappresentazione della città violata continua ad adoperare il suo stile vedutista con influsso illuminista, ma nel quadro, pur dipinto secondo i canoni consueti, trapela una grande drammaticità.&lt;br /&gt;La scena mostra la Piazza, i resti della grande Chiesa di Santa Croce, con il centro della città sullo sfondo morto: pare di cogliere, della distruzione, le pietre staccatesi dagli architravi, l'impressione è di respirare la polvere in maniera tangibile, sembra lo scenario di una grande Caduta.&lt;br /&gt;Il quadro è chiaramente un altro capolavoro, anche se in memoria di un fatto tragico.&lt;br /&gt;La storia poi accatasta distruzione su distruzione. L'emozione negli occhi di chi guarda aumenta se ci si ricollega alla successiva distruzione di Dresda che conosciamo più da vicino, quella americana del 1945. In quest'ottica il dipinto sembra profetizzare in maniera simbolica un destino sinistro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella successiva DDR Dresda diviene uno tra i più importanti centri industriali. La potenza  industriale dell'altra parte di Germania, lo stile di vita, le possibilità di libertà non eguagliano le condizioni degli altri paesi europei, e nemmeno l'altra metà del paese. Per i tedeschi dell'Est si tratta ancora di una nuova ferita. Visti oggi, sanno che non si stava meglio quando si stava peggio, eppure la risalita è lenta e faticosa, e lo si ricorda ora che da poco si è celebrata la caduta del Muro.&lt;br /&gt;Si ritrovano consegnata una democrazia recente e un capitalismo che li può divorare, come fatti dall'esterno, liberati sì ma lasciati anche soli. La ricostruzione di Dresda dopo i bombardamenti USA incominciò negli anni del socialismo, proprio grazie ai dipinti dettagliati di Bellotto, usati come una guida, una pianta, una memoria. Ma anche il regime DDR cancella a Dresda altre tracce di memoria e d'arte, Vie storiche, per operare la consueta tabula rasa iconoclastica&lt;/span&gt;. &lt;span style="font-size:85%;"&gt;Prima, nel bombardamento USA, era rimasta distrutta anche la Frauenkirche, chiesa barocca importantissima per la città (oggi ricostruita).&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di nuovo il fruitore può sobbalzare, davanti al quadro di Bellotto, SE ha consapevolezza del presente,&lt;br /&gt;pensando alle chiese profanate di recente in &lt;a href="http://www.lisistrata.com/2005specialedossier/016thedayafter.htm"&gt;Kossovo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Il dipinto di Bellotto su Dresda caduta ha tanto da insegnare ancora oggi, assume purtroppo valori metaforici sempre nuovi nella contemporaneità. Anche in visione di tante iniziative, fatte passare come "magnifiche sorti e progressive", della "nuova" idea d'Europa, spersonalizzante e sradicata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1676308323283557371?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1676308323283557371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1676308323283557371' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1676308323283557371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1676308323283557371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/11/vedute.html' title='Vedute'/><author><name>Josh</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12683307591403503893</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06652918479986452594'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sw5cezgPaQI/AAAAAAAAAFU/ext1aBIGEnc/s72-c/aaa-Canaletto,_San_Cristoforo,_San_Michele_and_Murano.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1557870345260391910</id><published>2009-11-20T09:00:00.001+01:00</published><updated>2009-11-20T19:25:47.343+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='urbanistica e architettura'/><title type='text'>Venezia per tutti, tutti per Venezia</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwXBItkLQSI/AAAAAAAAAOQ/B-yyFfu2OG4/s1600/canaletto~1.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 234px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405939283142590754" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwXBItkLQSI/AAAAAAAAAOQ/B-yyFfu2OG4/s320/canaletto~1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Sono i cittadini a fare la città":&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; frase&lt;/em&gt; coniata da un ex contadino, mio conoscente, a cui piace inserirla nei discorsi, quando gli vien chiesto se sia meglio viveve in città o in campagna. Frase enunciato valido per Venezia, che, al diminuire incessante del suo numero di cittadini, potrebbe perdere il diritto di chiamarsi città. Ipotesi assurda, ma non tanto. Dal 1600 in poi, Venezia è andata progressivamente spopolandosi, perdendo il ruolo di seconda metropoli più popolata d'Europa; dopo Londra, che invece ha mantenuto e consolidato il primato costantemente nel tempo. Con i suoi 200.000 abitanti, Venezia era la seconda città del mondo occidentale, per numero di abitanti, durante il Rinascimento. Un numero molto elevato, se consideriamo che Roma, all'inizio del '500, aveva appena 85.000 abitanti, e 100.000 un secolo più tardi.&lt;br /&gt;Per sensibilizzare l'opinione pubblica sul decremento demografico di Venezia, dovuto al deflusso progressivo e inarrestabile dei suoi residenti, sabato 14 novembre è stato inscenato il &lt;strong&gt;Funerale di Venezia.&lt;/strong&gt; Una bara addobbata di tutto puntino, racchiusa in un manto color fucsia, incoronata di fiori e con la scritta"I Cittadini Veneziani", contenente simbolicamente il "cadavere" della città di Venezia, è stata trasportata da una "balotina", con quattro &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwWm2HYnJUI/AAAAAAAAANQ/17ITgphYqSQ/s1600/C%C3%A0+Farsetti+(a+destra)+e+C%C3%A0+Loredan.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405910376353572162" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwWm2HYnJUI/AAAAAAAAANQ/17ITgphYqSQ/s320/C%C3%A0+Farsetti+(a+destra)+e+C%C3%A0+Loredan.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;vogatori che le hanno fatto percorrere tutto il &lt;strong&gt;Canal Grande&lt;/strong&gt;, passando sotto il &lt;strong&gt;Ponte di Rialto &lt;/strong&gt;con arrivo alla sede del Municipio &lt;strong&gt;Cà Farsetti&lt;/strong&gt;. La cerimonia è descritta da &lt;strong&gt;Fausto &lt;/strong&gt;nel suo &lt;a href="http://www.alloggibarbagia.blogspot.com/"&gt;blog&lt;/a&gt;, con dovizia di particolari. Dati inoppugnabili testimoniano il progressivo spopolamento della città, che, alla lunga, potrebbe causarne la "morte". Nell'immediato dopoguerra Venezia aveva ancora 150.000 abitanti. Ridotti a metà negli anni '80, secondo dati da verificare ci sarebbero attualmente (ottobre 2009) 60.020 abitanti residenti. Di questo passo Venezia è destinata a diventare una sorta di Disneyland, frequentata solo da pendolari addetti alle varie attività e servizi turistici, e dai turisti stessi.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;Fausto, veneziano da tante generazioni, forse tra i pochi appartenenti a questa sorta di &lt;strong&gt;specie in via d'estinzione &lt;/strong&gt;(nella quale possiamo sicuramente includere l'attore veneziano &lt;strong&gt;Lino Toffolo&lt;/strong&gt;), rimasto fedelmente a risiedere in città - dove gestisce un albergo economico - ne conosce assai bene storia e vita, abitudini e modo di vivere dei suoi concittadini. A suo parere, l'esodo dalla città lagunare per andare a risiedere sulla terra ferma, è dovuta agli affitti troppo elevati. E ad ogni trasloco, cui ha modo di assistere, vede scomparire una parte viva della città, rammentandogli la lenta agonia e la morte cui è destinata, se non si riuscirà a bloccarne l'emorragia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Confidando nella &lt;strong&gt;Divina Provvidenza, &lt;/strong&gt;affinchè risparmi al mondo la catastrofe che prevedono si verifichi, causata dall'&lt;strong&gt;effetto serra, &lt;/strong&gt;per rivitalizzare Venezia c'è un unica strada percorribile, le cui idee verranno esposte nell'altro blog: &lt;a href="http://www.ecopolfinanza.blogspot.com/"&gt;ecopolfinanza &lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ma le cause dell'esodo sono forse anche altre. Nell'epoca degli agi e dei confort portati dalla motorizzazione di massa, Venezia, pur mantenendo integro il suo fascino unico al mondo, non può dare quel genere di confort che invece potrebbe essere fornito mediante un uso intelligente delle automobili. Col progresso, Venezia è quindi diventata città difficile da vivere, soprattutto per i non più giovani o per chi è affetto da patologie o da postumi di incidenti invalidanti. La fitta presenza di canali (ve ne sono circa 200 nel centro storico) e relativi ponti per poterli attraversare (ve ne sono oltre 400 in tutta Venezia), costituisce un forte deterrente per le famiglie che volessero andare a vivere a Venezia, e una barriera reale al libero movimento di persone con handicap motori. Vorrei sbagliare, ma credo che nelle valutazioni di chi intende lasciare Venezia per andarsi a stabilire sulla terraferma, vengono prese in considerazione anche tali infauste eventualità. A completare il quadro sui motivi che sconsiglierebbero di &lt;strong&gt;"metter su casa a Venezia" &lt;/strong&gt;vi sarebbe poi il catastrofismo messo in piedi dai teorici del global warming. In assenza di adeguate politiche globali, volte a salvaguardare le condozioni di vita sulla terra, potremmo assistere all'innalzamento del livello del mare fino a sei metri, con la conseguente andata sott'acqua di Venezia. Sarebbe una tragedia di portata biblica, forse paragonabile a quella del Diluvio Universale, che priverebbe l'Umanità di una delle sue Perle più belle: Venezia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; DISPLAY: block; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405937932203118578" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwW_6E7Gz_I/AAAAAAAAAOI/MRYGCDEXfIQ/s320/servoscala-persone-disabili-venezia.JPG" /&gt;Tralasciata questa molto malaugurata ipotesi, soffermiamoci per ora su quanto l'Amministrazione Comunale di Venezia ha fatto, con mio grande stupore, negli anni appena trascorsi, e quanto ancora sembra determinata a fare proprio in favore dei disabili e degli anziani, siano essi turisti che residenti. Le passerelle allestite per agevolare e rendere meno faticoso l'attraver&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwW8zwxn2EI/AAAAAAAAAOA/3x1TUAfA2g4/s1600/concorrenti-venice-marathon.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405934525180532802" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwW8zwxn2EI/AAAAAAAAAOA/3x1TUAfA2g4/s320/concorrenti-venice-marathon.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;samento dei 13 ponti - di cui 6 in Fondamenta delle Zattere (vedere &lt;a href="http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/2008/11/fondamenta-delle-zattere.html"&gt;&lt;strong&gt;http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/2008/11/fondamenta-delle-zattere.html&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;) e 7 in &lt;strong&gt;Riva degli Schiavoni &lt;/strong&gt;-&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;da parte dei circa 7000 atleti che il 25 ottobre scorso hanno partecipato alla &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/2009/10/venice-marathon-2009.html"&gt;Venice Marathon 2009 &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;- la maratona di Venezia giunta alla 24a edizione - resteranno montate e funzionali &lt;strong&gt;fino all'11 febbraio 2010, data di chiusura del Carnevale di Venezia&lt;/strong&gt;. Alla maratona ha partecipato anche un gruppo di disabili, partiti con 15 minuti d'anticipo rispetto ai concorrenti normodotati, capeggiato da &lt;strong&gt;Alex Zanardi, &lt;/strong&gt;lo sfortunato pilota di &lt;strong&gt;Formula 1, &lt;/strong&gt;che ha perso l'uso delle gambe nel noto incidente di gara. Sono chiari segnali d'attenzione dell'amministrazione comunale veneziana verso i portatori di handicap motorio, ai quali stanno cercando di rendere il più accessibile possibile, e quindi godibili, le bellezze di Venezia anche per loro. Almeno una volta nella vita, fare un giro per Venezia, godere della sua magia, passeggiare lungo i canali, magari passando sui ponti alla maniera di &lt;strong&gt;Indiana Jones&lt;/strong&gt;, in compagnia della bella professoressa Elsa Schneider e di Marcus Brody, nel film &lt;strong&gt;Indiana Jones e l'ultima Crociata&lt;/strong&gt;, con l'attraversamento del &lt;strong&gt;Ponte dei Pugni, &lt;/strong&gt;per andare verso la bliblioteca, che in realtà è una chiesa, situata nell'omonimo &lt;strong&gt;Campo San Barnaba, &lt;/strong&gt;la quale ospita da qualche anno la mostra dedicata alle "&lt;strong&gt;Macchine di Leonardo da Vinci".&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Andare per calli e calletti, campi e campielli, attraversando i numerosi sottoportici sparsi per la città, deve essere un piacere unico, che l'am&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwW4xykNBBI/AAAAAAAAANw/yEP1KTiFufg/s1600/ponte-ognissanti-rampa-disabili.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405930093254870034" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwW4xykNBBI/AAAAAAAAANw/yEP1KTiFufg/s320/ponte-ognissanti-rampa-disabili.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;ministrazione comunale, con queste iniziative, sembra voler far provare anche ai meno fortunati.&lt;br /&gt;Con queste ed altre iniziative, descritte con precisione da &lt;strong&gt;Fausto&lt;/strong&gt; nel suo corposo blog, e in modo particolare nel post &lt;a href="http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/2009/11/venezia-per-i-disabili.html"&gt;Venezia per i disabili &lt;/a&gt;, la Città si prepara a diventare sempre più accessibile anche ad&lt;strong&gt; anziani e disabili con problemi di deambulazione. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;-A lato: &lt;strong&gt;Ponte Ognissanti&lt;/strong&gt; - allestito per disabili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Da notare il lungo percorso fatto dalla pedana, per darle una giusta pendenza, tale da rendere il meno faticoso possibile il suo attraversamento. Esso non fa parte dei 13 ponti allestiti per lo svolgimento della Venice Marathon. Si presume sia quindi in servizio permanente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;-Sopra, a destra: concorrenti della &lt;strong&gt;Venice Marathon 2009 &lt;/strong&gt;al passaggio di &lt;strong&gt;Ponte Lungo &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;in &lt;strong&gt;Fondamenta Zattere al Ponte Longo, prospicienti&lt;/strong&gt; il &lt;strong&gt;Canale della Giudecca&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;-In mezzo: servoscala per disabili al &lt;strong&gt;Ponte Manin&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si ringrazia il sig. &lt;strong&gt;Fausto&lt;/strong&gt;, dal cui blog sono stati desunti buona parte dei dati menzionati in questo post. Si ringrazia, inoltre, per l'autorizzazione concessa alla pubblicazione delle tre foto di cui sopra. Il blog di &lt;strong&gt;Fausto &lt;/strong&gt;è il seguente: &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/"&gt;http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/&lt;/a&gt; - Venezia.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Sopra a sinistra: &lt;strong&gt;Cà Farsetti e Cà Loredan, sede del Municipio di Venezia - &lt;/strong&gt;da Wikipedia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Al centro, in alto: &lt;strong&gt;Riva degli Schiavoni (Canaletto) - &lt;/strong&gt;da Wikipedia: luogo di conclusione (in Riva dei Sette Martiri) della Maratona di Venezia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Nota&lt;/strong&gt;: posseggo una conoscenza molto limitata di Venezia, per cui, per rispondere a specifici commenti a riguardo, mi avvarrò della consulenza professionale del sig. &lt;strong&gt;Fausto, &lt;/strong&gt;che ringrazio fin d'ora per la preziosa collaborazione offerta.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1557870345260391910?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1557870345260391910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1557870345260391910' title='57 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1557870345260391910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1557870345260391910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/11/venezia-per-tutti-tutti-per-venezia.html' title='Venezia per tutti, tutti per Venezia'/><author><name>marshall</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18114663981457754109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00343959779438267127'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SwXBItkLQSI/AAAAAAAAAOQ/B-yyFfu2OG4/s72-c/canaletto~1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>57</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-308158797111868365</id><published>2009-11-13T21:33:00.007+01:00</published><updated>2009-11-13T22:15:07.427+01:00</updated><title type='text'>Un trans chiamato desiderio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/Sv3D7o06R6I/AAAAAAAAACw/9GtCwzcXIA8/s1600-h/Efe.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 228px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/Sv3D7o06R6I/AAAAAAAAACw/9GtCwzcXIA8/s320/Efe.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403690557253502882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;Il fenomeno del transessualismo, venuto  attualmente alla ribalta con l’affaire Marrazzo, ha origini antiche e abbraccia differenti culture.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;Nella mitologia e nella storia classica, nel Rinascimento e nella storia dell'Ottocento, vi sono abbondanti testimonianze che dimostrano l'estesa area di penetrazione del fenomeno transessuale; anche se il suddetto termine è relativamente recente, nella storia dell’umanità i riferimenti a tale fenomeno sono ampi e svariati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;Si hanno attestazioni di uomini desiderosi di cambiar sesso fin dall’epoca dell’antica Grecia e di Roma, Filone, il filosofo di Alessandria, scrisse: “Riservando ogni possibile cura al loro adornamento esterno, costoro non hanno neppur vergogna di ricorrere a qualsiasi espediente per mutare artificialmente in femminile la loro natura d’uomini… Alcuni di loro… bramando una completa trasformazione in donne, hanno amputato i propri organi della generazione”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;Ci sono anche nelle storie di imperatori romani delle notizie di casi di “cambiamento di sesso”. Una delle prime operazioni di cambiamento di sesso sarebbe stata eseguita per ordine del truce Nerone. A quanto pare, Nerone, durante un accesso di rabbia, tirò un calcio all’addome della moglie incinta, uccidendola. In preda al rimorso, cercò di trovare qualcuno il cui volto somigliasse a quello della moglie assassinata. Quello che meglio si adattava all’esecuzione dell’ordine dato era un giovane liberto di sesso maschile, Sporo. Si narra dunque che Nerone abbia ordinato ai suoi chirurghi di trasformare il liberto in donna. A seguito della “conversione”, i due contrassero nozze formali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;C’è poi la storia di Eliogabalo,  che avrebbe impalmato un poderoso schiavo, e poi avrebbe assunto le funzioni di moglie dopo il matrimonio. Si descrive Eliogabalo “deliziato a sentirsi chiamare la signora, la sposa, la regina di Ierocle” e si dice che avrebbe offerto la metà dell’Impero Romano al medico che l’avesse potuti dotare di genitali femminili.&lt;a href="http://www.crisalide-azionetrans.it/Ilfenomenotransessuale_app_c.html"&gt; Qui&lt;/a&gt; altri interessanti esempi di transessuali nella storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;Il fenomeno quindi non è nuovo e il numero sempre crescente dei trans in Italia, la dicono lunga su quanti italiani apparentemente etero, si dilettano, con queste “donne” ben dotate di genitali maschili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;L’affaire Marrazzo ha solo portato alla luce,  una realtà clandestina, che ha scatenato una vera e propria trans-mania: giornali, trasmissioni più o meno impegnate, reality,contenitori pomeridiani e  talk show sono tutti sommersi da trans di ogni genere e ce n’è per tutti i gusti: uomini con “davanzali” e gambe da fare invidia alle “bonazze d’antan, donne con barba e pizzetto e pancione, padri diventati madri e viceversa. E’ come se, tutt’a un tratto, i mass media italiani si siano resi conto di fenomeno antico quanto la prostituzione, ma che ora come non mai è legato alla vita di tutti i giorni. Un marito esce per andar in ufficio e durante la pausa pranzo si fa una “ sveltina” con Efe, &lt;a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/06/nellalcova-della-trans-piu-desiderata-ditalia/"&gt;il trans più desiderato d’Italia&lt;/a&gt;. Oppure si concede il “peccato” per festeggiare il suo compleanno!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;A sentire parlare Efe sembra più una manager agguerrita che una "peripatetica" dotata di "appendice", &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;ha una media di 120 clienti al mese e guadagna una montagna di soldi, basti pensare che ha una casa di 280 mq in centro a Milano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;  Nessuno meglio di lei dovrebbe saper spiegare&lt;a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/11/02/quegli-uomini-normali-che-frequentano-le-trans/"&gt; perché un uomo normale&lt;/a&gt; va a trans (gli omosessuali infatti non ci vanno). Ma non lo sa: "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;Sono stata con tanti e non li ho ancora capiti, questi uomini. Sono&lt;/span&gt;&lt;strong style="font-family: times new roman; font-style: italic;"&gt; annoiati della vita, il trans è adrenalina ed è femmina e maschio&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;" &gt;. Hanno poca fantasia, mi dicono tutti la stessa cosa: “Sai, ho una fidanzata, ho una moglie… per me è la prima volta…”. Balle! Ne hanno due per nascita e mille in testa”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Io credo che quando la società si svuota di tutti i valori immateriali e li sostituisce con quelli materiali, la ricerca del pacere personale e fisico diventa parossistica, e i limiti si spostano sempre più avanti. Privé, trans, orge, pornografia e cocaina diventano "terre promesse" di piaceri inesauribili, ma la noia é sempre dietro l'angolo, quando la vita é vuota e nemmeno la bella Efe (&lt;a href="http://www.lapiudolce.com/"&gt;per altro simpatica e arguta&lt;/a&gt;) può dare più di qualche attimo di effimero piacere fisico. Lo stesso effetto di una buona tavoletta di cioccolato;-)&lt;br /&gt;Aretusa&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-308158797111868365?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/308158797111868365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=308158797111868365' title='41 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/308158797111868365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/308158797111868365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/11/un-trans-chiamato-desiderio.html' title='Un trans chiamato desiderio...'/><author><name>Aretusa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12174582343922904173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09391719473226055236'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/Sv3D7o06R6I/AAAAAAAAACw/9GtCwzcXIA8/s72-c/Efe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>41</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1931195356636426031</id><published>2009-11-06T14:31:00.012+01:00</published><updated>2009-11-06T21:54:44.082+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema e società'/><title type='text'>Land of Plenty e la fine del sogno americano</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SvQlhbNgj2I/AAAAAAAAAqM/JUEvTa27-T8/s1600-h/wenders.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sr="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SvQlhbNgj2I/AAAAAAAAAqM/JUEvTa27-T8/s320/wenders.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho visto in dvd, un film che mi era sfuggito : &lt;strong&gt;Land of Plenty&lt;/strong&gt; (La terra dell'Abbondanza) di &lt;strong&gt;Wim Wenders&lt;/strong&gt; (2004), ispirato nel titolo ad una ballata di Leonard Cohen. Non l'ho trovato cinematograficamente convincente e condivido questa&lt;a href="http://www.cinemovie.info/LaTerradellAbbondanza_scheda.htm" target="_blank"&gt; recensione&lt;/a&gt;.&amp;nbsp; Tuttavia&amp;nbsp;il dvd contiene un' interessante intervista interna dell'autore che merita attenzione. Premetto che Wenders non è un Michael Moore qualsiasi, ma al contrario, è innamorato di questo grande e contradditorio paese. Si trovano tracce evidenti &amp;nbsp;di cinema americano ( in particolare, dei road movie)&amp;nbsp;nei suoi film &amp;nbsp;&lt;strong&gt;"L'amico americano&lt;/strong&gt;", &lt;strong&gt;"Alice nella città&lt;/strong&gt;" e soprattutto "&lt;strong&gt;Paris Texas&lt;/strong&gt;". &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Quando si parla di crisi, lo si fa in concomitanza col crollo del&lt;strong&gt; Sogno Americano&lt;/strong&gt; (American &lt;/span&gt;Dream).&amp;nbsp; Ma che cos'è davvero questo Sogno?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;In un certo senso ha a che fare con l'essenza della loro Costituzione "&lt;b&gt;The pursuit of Happiness&lt;/b&gt;" (il diritto per ogni uomo a perseguire la sua felicità individuale)&amp;nbsp; e&amp;nbsp;secondo Wenders&amp;nbsp;è un mito fondativo del XVIII e XIX secolo inventato dagli europei&amp;nbsp; che migrarono in America alla ricerca dell'Eldorado, dovendo mostrare che lasciandosi il vecchio continente alle spalle, il passaggio &lt;b&gt;a&amp;nbsp; nuova vita&lt;/b&gt; non poteva che contenere elementi mitizzati che la rendevano particolarmente allettante. E' un mito sopravvissuto e&amp;nbsp;divulgato&amp;nbsp;nel grande cinema statunitense, che ha finito per esserci venduto quasi come un "prodotto" pubblicitario. "Gli americani" – dice il regista&amp;nbsp; tedesco&amp;nbsp;– sono un ottimo soggetto di studio, in quanto hanno colonizzato il nostro inconscio" (intervista sul suo film &lt;strong&gt;Land Of Plenty&lt;/strong&gt;).&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Lost people&lt;/i&gt;, li definisce lui, cioè persone smarrite, disperse e in un certo senso "scollegate dalla realtà in quanto sono abituate a credersi il &lt;em&gt;centro del mondo&lt;/em&gt;". Ma appena viaggiano ed escono da questo epicentro, restano stupite nel constatare quante&amp;nbsp; ostilità sappiano suscitare&amp;nbsp; nel mondo e ne hanno un profondo choc. &amp;nbsp;L'America – dice Wenders – è un ricco paese, ma anche profondamente povero. E non solo per l'esercito dei senzatetto, degli homeless che sono numerosi in molte città, ma soprattutto&amp;nbsp; povero culturalmente e spiritualmente. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;Non dimentichiamoci mai che in America la cultura e l'educazione di un certo livello si pagano e che non tutti vi hanno accesso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;Il &lt;strong&gt;patriottismo &lt;/strong&gt;è il cibo di cui si nutre la propaganda che lo istilla agli Americani di tutti gli strati sociali. Ma lo cosa più sorprendente , è che questo patriottismo e questo sogno venga istillato in particolare alle classi meno abbienti. Sono queste, alcune delle&amp;nbsp;considerazioni di Wim Wenders contenute&amp;nbsp;nel dvd del suo film.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&amp;nbsp;Nei giorni più neri della crisi legata ai mutui &lt;i&gt;subprime,&lt;/i&gt; scaturita nel 2007, erano proprio coloro i quali vivevano nelle tendopoli che avevano la bandiera americana a stelle e strisce che sventolava sulle loro tende o sulle roulotte. Questo è ad un tempo, la loro forza (poiché crea coesione) &amp;nbsp;e la loro debolezza (poiché mostra scarso spirito critico). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;Si&amp;nbsp;diceva &amp;nbsp;poc'anzi che il sogno americano è un prodotto che sono riusciti a vendere e che fa parte dei miti fondativi. Oggi, però, &amp;nbsp;questo sogno si è trasformato in un incubo, a causa della &lt;b&gt;debt economy&lt;/b&gt; (l'economia a debito) le cui ingenti perdite,&amp;nbsp;vengono spalmate&amp;nbsp;per tutti i paesi del mondo (compreso il nostro). Epperò il sogno è stato impacchettato e diffuso attraverso le tv, Internet,&amp;nbsp;i&lt;em&gt; main streams&lt;/em&gt;&amp;nbsp;e i grandi media per i paesi&amp;nbsp;del Sud del mondo , paesi dell'Africa, dell'Asia e dell'America Latina. Nel contempo, dopo la Caduta del Muro e la fine della Guerra Fredda, la nozione di America si è allargata alla nozione più generica di "&lt;strong&gt;Occidente&lt;/strong&gt;" (West).&amp;nbsp; Cioè tutti noi: &amp;nbsp;americani ed europei che dir si voglia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SvQmnrTsdsI/AAAAAAAAAqU/6MS5ywiOE-0/s1600-h/New-York-Statua-della-Liberta-Posters-235x300.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" sr="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SvQmnrTsdsI/AAAAAAAAAqU/6MS5ywiOE-0/s320/New-York-Statua-della-Liberta-Posters-235x300.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;Ecco perché assistiamo a queste bibliche masse in spostamento dai paesi del Terzo mondo verso di noi in cerca dell'Eldorado Occidentale. E le ragioni sono le stesse che caratterizzarono gli spostamenti degli europei nel Continente nuovo: il mito della terra promessa, della terra dell'opulenza,&amp;nbsp;il mito dell&lt;strong&gt;'opportunity, &lt;/strong&gt;vero o falso che sia&lt;strong&gt;.&lt;/strong&gt; In questo quadro, ecco che ha un senso produrre per il mercato globale, ivi compreso quello asiatico,&amp;nbsp;&amp;nbsp;film come&lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.comingsoon.it/scheda_film.asp?film=The-Millionaire&amp;amp;key=47161"&gt;The Millionaire&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di Danny Boyle, dove la favola del &lt;em&gt;self made man&lt;/em&gt; che persegue la sua felicità , ovvero il suo benessere (un piccolo indiano che vive&amp;nbsp;negli slums e che poi&amp;nbsp;diventa&amp;nbsp;immensamente ricco, dopo aver partecipato a uno di quei quiz televisivi)&amp;nbsp;si trasferisce in India, secondo i dettami della nuova globalizzazione. Ma il sogno, gira e rigira&amp;nbsp; è sempre quello. E non è un caso che fosse venduto e impacchettato&amp;nbsp; proprio&amp;nbsp; &amp;nbsp;nei giorni del fallimento della &lt;strong&gt;Lehman &amp;amp; &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Bros.&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 12pt;"&gt;Non ci credono nemmeno più gli Americani&amp;nbsp; al "sogno", non ci crediamo noi Europei,&amp;nbsp; ma in giro per il mondo dei "candidi" disposti a crederci ancora, si devono trovare: per amore o per forza.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hesperia&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1931195356636426031?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1931195356636426031/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1931195356636426031' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1931195356636426031'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1931195356636426031'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/11/land-of-plenty-e-la-fine-del-sogno.html' title='Land of Plenty e la fine del sogno americano'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SvQlhbNgj2I/AAAAAAAAAqM/JUEvTa27-T8/s72-c/wenders.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-6026401893011561862</id><published>2009-10-29T20:18:00.011+01:00</published><updated>2009-10-29T20:49:01.104+01:00</updated><title type='text'>Telemaco Signorini e non solo.</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Telemaco Signorini nasce a Firenze nel 1835. Fa parte della corrente dei &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Macchiaioli&lt;/span&gt;, ma si distingue per scelte d'arte personali: da caratterizzazioni sociali in alcuni temi, a influssi espressivi che ricevette dai numerosi contatti illustri, e per l'elaborazione di un forte linguaggio. La pittura dei macchiaioli ha una trama di relazioni con l'impressionismo anche se sviluppa una propria 'estetica' della macchia; nei soggetti ha attinenza con il verismo sociale e il naturalismo, è intrisa talvolta di realismo e descrittivismo. A volte convivono una rappresentazione sentimentale accanto a una 'documentaria' più tipicamente veristica, talvolta gli studi vengono svolti rigorosamente dal vero e anche la fotografia inizia ad essere usata per studiare la luce. Il gusto descrittivista può però spingersi fino al bozzetto,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;come in &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"La toeletta del mattino" &lt;/span&gt;(1898, opera  tarda di Signorini, morirà nel 1901) che risente degli influssi di  Degas:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunrvS0bLyI/AAAAAAAAAEc/tgDYa7HkLf4/s1600-h/aaaaaaaaaaaasignorini+la+toeletta+del+mattino.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 221px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunrvS0bLyI/AAAAAAAAAEc/tgDYa7HkLf4/s320/aaaaaaaaaaaasignorini+la+toeletta+del+mattino.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398104826118352674" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style&gt;&lt;/style&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Oltre all'amata Toscana, alle campagne, Signorini  fu a Venezia, presso le Cinque Terre, Roma, Napoli. Conobbe Giuseppe De Nittis.  I macchiaioli italiani hanno dato vita a un'esperienza pittorica originale e  degna di coesistere a fianco di altri movimenti internazionali. Signorini in  particolar modo è artista conosciuto e quotato anche all'estero. Si tratta nel  suo caso non solo dello stile della 'macchia', ma di un approfondimento di  luminosità, volumi e profondità, una sorta di drammaturgia della  luce.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;"Non potendo aspettare"&lt;/span&gt; (Signorini 1867)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunsrbuHlCI/AAAAAAAAAEk/Rp3VojlqiJQ/s1600-h/aaaaaaaaaaaasignorininonpotendoaspettare1867.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 259px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunsrbuHlCI/AAAAAAAAAEk/Rp3VojlqiJQ/s320/aaaaaaaaaaaasignorininonpotendoaspettare1867.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398105859299972130" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style&gt;&lt;/style&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;La particolarità della Mostra (fino al 31 gennaio  2010 a Palazzo Zabarella a Padova) si evince già dal titolo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;"Telemaco Signorini e la pittura in  Europa"&lt;/strong&gt;: oltre alle opere del Nostro si avrà occasione di vederne molte  altre estere, per mettere in relazione differenti sensibilità e le correnti  europee tra loro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Signorini a Firenze frequentò il circolo  degli intellettuali inglesi, fra cui Joseph Middleton Jopling, amico del  preraffaellita &lt;strong&gt;John Everett Millais&lt;/strong&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Everett_Millais"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/John_Everett_Millais&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;a Parigi conobbe Zola, Manet e Degas, in  occasione dei soggiorni in Francia ed Inghilterra. La mostra testimonia la sua  evoluzione artistica, dalle prime esperienze all’influenza di Courbet, fino  all’ultima stagione segnata dall'elemento della figura umana, con uno  scorcio importante della pittura europea fine 800. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Tra il centinaio di opere esposte, anche il  famoso &lt;strong&gt;Degas "L’Absinthe"&lt;/strong&gt; (1876) offerto dal Museo  d'Orsay&lt;strong&gt;,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt; qui &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27assenzio"&gt;&lt;strong&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/L%27assenzio&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (non  solo un liquore, ma un vero fenomeno sociale).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;In più, presenti opere di &lt;strong&gt;Tissot,  Decamps, Troyon, Toulouse-Lautrec, Corot, Courbet, Rousseau, Stevens,  Sisley…&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Uno dei leitmotiv della mostra è accostare, per esempio, gli interni di Signorini a quelli di Degas o di Toulouse-Lautrec, o mostrare le stesse vie di città italiane, francesi, inglesi, rappresentate da pittori differenti. Tra i più suggestivi di Signorini, nell'adesione alla poetica del vero della tranche de vie cittadina, sono (qui sotto)&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; "Pontevecchio"&lt;/span&gt; a Firenze (criticato all'Esposizione Nazionale a Torino del 1880 per la sua fotograficità), e&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; "Una Via di Edimburgo":&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sunt4garg8I/AAAAAAAAAEs/U5eaSiPhPXw/s1600-h/aaaaaaaSignorini_pontevecchio.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 263px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/Sunt4garg8I/AAAAAAAAAEs/U5eaSiPhPXw/s320/aaaaaaaSignorini_pontevecchio.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398107183410545602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunuQD-w88I/AAAAAAAAAE0/yOkgn67mUSc/s1600-h/aaaaaaaaaaSignorini+-+Una+via+di+Edimburgo.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 264px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunuQD-w88I/AAAAAAAAAE0/yOkgn67mUSc/s320/aaaaaaaaaaSignorini+-+Una+via+di+Edimburgo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398107588094129090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Simbolo della mostra è  &lt;strong&gt;“Alzaia”&lt;/strong&gt; di Signorini del 1864: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;uomini raffigurati nello sforzo di trascinare controcorrente un pesante  naviglio, che nel quadro non compare,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;visibile nella pag. al sito della mostra &lt;a href="http://www.palazzozabarella.it/ita/index_tree.asp?CSez_ID=MOST&amp;amp;CCat_ID=MTRA"&gt;http://www.palazzozabarella.it/ita/index_tree.asp?CSez_ID=MOST&amp;amp;CCat_ID=MTRA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;style&gt;&lt;/style&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Famoso anche il suo &lt;strong&gt;“Sala delle agitate al  san Bonifazio di Firenze” &lt;/strong&gt;per&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;l'attenzione di  Signorini a emarginati e disadattati. L'immagine dal manicomio è impostata in  prospettiva obliqua e la drammaticità è sottolineata dall'ampiezza dello  stanzone, immerso nella luce biancastra, su cui si stagliano impersonali le  figure, qui &lt;a href="http://www.retepiacenza.it/UserFiles/Image/arte/Telemaco%20Signorini.jpg"&gt;http://www.retepiacenza.it/UserFiles/Image/arte/Telemaco%20Signorini.jpg&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ancora "Novembre" e "Sulle colline a Settignano"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunwioqrXFI/AAAAAAAAAFE/kbwDJc-se00/s1600-h/aaaaaaasignorini+novembre.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 230px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunwioqrXFI/AAAAAAAAAFE/kbwDJc-se00/s320/aaaaaaasignorini+novembre.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398110106202889298" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunwwGjr2TI/AAAAAAAAAFM/87pKUdD-eVQ/s1600-h/aaaasignorini+sulle+colline+di+settignano.jpg"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 320px; height: 231px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunwwGjr2TI/AAAAAAAAAFM/87pKUdD-eVQ/s320/aaaasignorini+sulle+colline+di+settignano.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398110337564924210" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style&gt;&lt;/style&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Palazzo Zabarella, Padova:  tutti i gg  9.30-19.30&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;chiuso il martedì se non festivo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Ingresso: intero euro 10; ridotto euro 5&lt;br /&gt;Per  informazioni: 049 87 53 100&lt;br /&gt;199.199.100&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;a href="http://www.palazzozabarella.it/ita/index_tree.asp?CSez_ID=MOST&amp;amp;CCat_ID=MTRA"&gt;http://www.palazzozabarella.it/ita/index_tree.asp?CSez_ID=MOST&amp;amp;CCat_ID=MTRA&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt; &lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:85%;"&gt;Josh&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-6026401893011561862?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/6026401893011561862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=6026401893011561862' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/6026401893011561862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/6026401893011561862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/10/telemaco-signorini-e-non-solo.html' title='Telemaco Signorini e non solo.'/><author><name>Josh</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12683307591403503893</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='06652918479986452594'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KtvAisNEN3I/SunrvS0bLyI/AAAAAAAAAEc/tgDYa7HkLf4/s72-c/aaaaaaaaaaaasignorini+la+toeletta+del+mattino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-2480495433561488441</id><published>2009-10-22T13:38:00.003+02:00</published><updated>2009-10-22T13:46:07.154+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema e storia di santi'/><title type='text'>Marco d'Aviano, santo ed eroe dimenticato</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SuBFMhsNNHI/AAAAAAAAAKw/gMq98HSfr7Y/s1600-h/padre+marco.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395388435094385778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SuBFMhsNNHI/AAAAAAAAAKw/gMq98HSfr7Y/s320/padre+marco.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il suo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Barbarossa_(film_2009"&gt;Barbarossa &lt;/a&gt;è nelle sale, e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Renzo_Martinelli"&gt;Renzo Martinelli &lt;/a&gt;è già da tempo impegnato alla preparazione del suo prossimo film:&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_d"&gt; Marco d'Aviano &lt;/a&gt;. Dovrebbe essere un film ancor più spettacolare del Barbarossa; infatti, se in questo ha dovuto ricostruire la Milano del XII secolo, nel Marco d'Aviano dovrà ricostruire la Vienna di fine '600. A rendere colossale il film, poi, ci dovrebbe essere la scena principale, la quale dovrebbe riguardare l'assedio di Vienna, iniziato il 12 luglio 1683 con l'arrivo delle prime avanguardie turche nei sobborghi di Vienna. La consistenza dell'esercito turco, al completo, è stata variamente valutata in 200.000 - 300.000 uomini, ma è più verosimile fossero all'incirca 140.000. Ammettendo per buono questo dato, sarebbero comunque stati il doppio rispetto alla coalizione formata da forze austriache, sveve, bavaresi, sassone, francone assommanti a 70.000 uomini, di cui 30.000, ben addestrati, provenivano dalla sola Polonia, comandati da re Giovanni Sobieski. I preparativi per la battaglia furono intrapresi la sera dell'11 settembre; l'indomani, domenica 12 settembre 1683, ebbe luogo quella che viene ricordata come la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Vienna"&gt;battaglia di Vienna &lt;/a&gt;; una battaglia dal cui esito sarebbe dipeso il futuro corso della storia europea. In caso di vittoria ottomana, infatti, l'Europa sarebbe stata islamizzata di forza. E secondo il terribile progetto del gran visir Kara Mustafà, progetto che in Europa si credeva o si pensava di conoscere, questi aveva in mente di "espugnare Vienna e Praga, frantumare le forze di Luigi XIV sul Reno, e marciare su Roma per fare di San Pietro le scuderie del sultano".&lt;br /&gt;Con un impiego di forze di quella proporzione, Vienna - assediata e parzialmente svuotata da suoi abitanti, datisi a precipitosa fuga nell'imminenza del pericolo - secondo quel progetto turco, sarebbe dovuta capitolare in pochi giorni. Invece resistette ad oltranza, dando così modo alla coalizione amica di organizzare gli aiuti. I viennesi sentivano che la posta in gioco era troppo grande: Vienna era considerata l'ultimo baluardo contro l'avanzata irrefrenabile dell'islam, che era culminata nel 1453 con la conquista di&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impero_bizantino"&gt; Costantinopoli &lt;/a&gt;(ora Istanbul) da parte dei turchi ottomani; impresa che aveva posto fine all'Impero Romano d'Oriente, o Impero Bizantino.&lt;br /&gt;Il regista dovrà anche saper rappresentare il terrore patito dal popolo viennese durante i tremendi due mesi dell'assedio: "i bastioni non erano fortificati e muniti, i cannoni scarseggiavano, mentre dall'alto delle mura gli assediati potevano vedere le tende mussulmane che si stendevano a perdita d'occhio nei dintorni". Il terrore dei viennesi veniva anche alimentato dai racconti di quanto avvenuto 112 anni prima, nel 1571, nell'isola di Cipro, presa ai veneziani dall'assalto dei turchi. Era successo un fatto terrificante, di bestialità e crudeltà inaudita, oggi minimizzato e quasi trascurato dalla storia; una storia di cui rimando la lettura attraverso Wikipedia, riguardante l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Assedio_di_Famagosta"&gt;assedio di Famagosta &lt;/a&gt;e l'orribile assassinio del suo Capitano Generale&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcantonio_Bragadin"&gt; Marcantonio Bragadin &lt;/a&gt;, nonchè Governatore di Cipro (il fatto è descritto molto bene nel libro di Catherwood Christopher, "La follia di Churchill, l'invenzione dell'Iraq". Questi, con dovizia di particolari, ha descritto le atrocità compiute dai turchi ottomani che occuparono l'isola, e l'orribile fine cui fu sottoposta la numerosa scorta di Bragadin, andata là con lui in pompa magna, come fossero andati ad una festa, per firmare la resa e consegnare le chiavi della città. Erano completamente disarmati, in segno di pace). Tale fatto dovrebbe essere ricordato nel futuro film di Martinelli su Marco d'Aviano, per far capire agli spettatori la ragione di così grande paura nei confronti dei turchi ottomani. Famagosta, dopo 22 anni di ininterrotto assedio - forse il più lungo della storia - dovette capitolare, per stenti e fame; nè i residenti potettero contare su aiuti di esterni, o della madre patria Venezia, perchè impegnati nei preparativi per quella che sarebbe poi stata la battaglia che tanto ha influito sul successivo corso della storia: la&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Lepanto_(1571"&gt; battaglia di Lepanto &lt;/a&gt;, avvenuta il 7 ottobre 1571.&lt;br /&gt;A padre Marco d'Aviano andrebbe riconosciuto il merito maggiore per la vittoria delle forze cristiane su quelle islamiche nello scontro decisivo di Vienna; lo si può intuire anche leggendo la sua biografia, unita agli atti per il processo di canonizzazione &lt;a href="http://www.padremarco.it/biografia.html"&gt;( biografia di padre Marco d'Aviano ) &lt;/a&gt;. Eppure, nelle enciclopedie, nei libri di storia delle scuole superiori, almeno quelli più retrodatati, Marco d'Aviano non viene nemmeno citato. Completamente trascurato. Ne è riprova il fatto che, chiedendo in giro chi sia Marco d'Aviano, pochi o nessuno saprà rispondere; dovrebbe essere almeno conosciuto in Polonia e in Austria, sua patria adottiva, e soprattutto a Vienna, dove è sepolto, vicino ai reali d'Austria. Una rivalutazione, una riscoperta del beato, da quelle parti, pare sia però avvenuta solo di recente; prima, sembra sia stato dimenticato anche là. Infatti, quando nel 1883 "si celebrò solennemente il secondo centenario della liberazione di Vienna, nei discorsi e nelle commemorazioni di circostanza non ci si ricordò nemmeno di un certo padre Marco d'Aviano, il quale era stato, vedi combinazione! - una delle cause determinanti della grande vittoria che aveva salvato Vienna, l'impero, l'Europa. Dato il tempo e il luogo, non si può certo dire che si trattasse di un silenzio casuale". E sarà forse stato anche per la probabile venerazione di cui dovrebbe godere in Polonia, che papa Wojtyla, il papa polacco, prima di morire, ha voluto beatificarlo, domenica 27 aprile 2003, chiudendo il lungo&lt;a href="http://www.vicariatusurbis.org/Beatificazione/italiano/LaCausa/NaturaENorme.asp?ID=11"&gt; processo di beatificazione e canonizzazione &lt;/a&gt;. Durato 300 anni, era iniziato nel 1703, dopo appena 4 anni dalla morte di padre Marco d'Aviano (&lt;a href="http://www.padremarco.it/index.html"&gt;beatificazione di padre Marco d'Aviano&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco d'Aviano, una vita da santo eroico, tutta spesa per la conservazione dell'indipendenza politica e religiosa dell'Europa dall'invadenza islamica turca ottomana. Santa, la prima parte della vita, anche per i miracoli documentati, che gli sono stati attribuiti; defatigante la seconda, per i numerosi viaggi - molto disagevoli per quell'epoca - compiuti per raggiungere le corti d'Europa, ove era molto richiesta la presenza di un frate già in odore di santità; santa ed eroica la terza ed ultima parte della vita, per la sua onnipresenza sui campi di battaglia, da Vienna, Buda, Belgrado, per sostenere e incoraggiare i soldati, spronandoli a combattere eroicamente per la salvezza del cristianesimo, e, con esso, dell'Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Post correlati: &lt;a href="http://alloggibarbaria.blogspot.com/2008/11/marcantonio-bragadin.html"&gt;Marcantonio Bragadin &lt;/a&gt;, &lt;a href="http://ecopolfinanza.blogspot.com/2009/10/marco-daviano.html"&gt;Marco d'Aviano &lt;/a&gt;, &lt;a href="http://sarcastycon3.wordpress.com/2009/10/18/il-sacro-militare-ordine-di-s-stefano/"&gt;Cavalieri di santo Stefano &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-2480495433561488441?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/2480495433561488441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=2480495433561488441' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/2480495433561488441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/2480495433561488441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/10/marco-daviano-santo-ed-eroe-dimenticato.html' title='Marco d&apos;Aviano, santo ed eroe dimenticato'/><author><name>marshall</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18114663981457754109</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='00343959779438267127'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_ZQhlafzoW-4/SuBFMhsNNHI/AAAAAAAAAKw/gMq98HSfr7Y/s72-c/padre+marco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-7859480003943216264</id><published>2009-10-16T21:23:00.026+02:00</published><updated>2009-10-17T15:41:38.870+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lingua'/><title type='text'>La lingua Italiana cambia: parole che vanno, parole che vengono</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/StjP5ZjxvXI/AAAAAAAAAp0/cH_kJNN3oKg/s1600-h/scuola+antica.jpg"&gt;&lt;img alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393289138796608882" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/StjP5ZjxvXI/AAAAAAAAAp0/cH_kJNN3oKg/s400/scuola+antica.jpg" style="margin: 0px auto 10px; display: block; height: 278px; text-align: center; width: 400px;" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;div style="border: medium none ;"&gt;&lt;div style="border: medium none ;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;"&lt;em&gt;La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mar…"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em style="font-style: italic;"&gt; &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border: medium none ;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;em style="font-style: italic;"&gt;&lt;/em&gt;&lt;em  style="font-style: italic;font-family:times new roman;"&gt;La nostra bella lingua, così musicale, così elegante, così ricca di vocaboli sta morendo. L’allarme lo lancia lo Zingarelli segnalando, nell'edizione 2010, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;oltre 2800 parole da salvare&lt;/span&gt;. Voci come ciarpame, esimio, fronzolo, vaghezza, protervia, garrulo, fragranza, solerte, sapido, fulgore, così ricche di sfumature ed espressività, stanno finendo nel dimenticatoio per mancanza di originalità e ignoranza. Il loro uso, infatti è divenuto meno frequente perché i media privilegiano sinonimi più sbrigativi: profumo invece di fragranza, saporito invece di sapido, chiacchierone al posto di garrulo e via dicendo. Poca fantasia e pigrizia mentale contribuiscono all’appiattimento della nostra bella lingua.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:130%;" &gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;C’è il rischio che un domani raccontando di uno “zotico che con roboante protervia arringa una garrula e vetusta signora”, il nostro interlocutore ci guardi come se parlassimo arabo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le domande aperte secondo la Zanichelli, casa edistrice della Zingarelli sono numerose.&lt;br /&gt;Può fare a meno la nostra bella lingua di vocaboli affascinanti come ghirigoro? O beffardo? O Ghiribizzo? O l’onomatopeico ondivago? Dove finirà la buona creanza? E l'eloquio forbito? Lucio Battisti non potrebbe più cantare una “giornata uggiosa”. E come descrivere Zio Paperone meglio che con il termine taccagno? Sono parole che rendono il lessico più variopinto e più interessante, la lingua italiana più ricca e completa.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;em&gt;Ma lo Zingarelli 2010 guarda anche al nuovo italiano registrando oltre 1.200 nuove parole, in gran parte termini inglesi e provenienti dalla politica e dall’attualità. Entrano infatti la ormai famosa&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Social Card&lt;/span&gt;, i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pro Choice e i Pro Life&lt;/span&gt; ispirati dai dibattiti etici. L’acronimo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;NIMBY &lt;/span&gt;“not in my back yard", tradotto "non nel giardino di casa mia".&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Nerd, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;cioè il “secchione” Usa, imbranato, protagonista di libri e film. A proposito di secchioni c'è anche &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Ottista&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt; ossia lo studente che prende tutti otto; la lotta brasiliana&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt; Capoeira &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;e la ginnastica &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:times new roman;" &gt;Pump&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;em&gt;Ci sono anche dei nuovi modi di dire: una persona seducente è da &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Acchiappo&lt;/span&gt; specie se frequenta un ritrovo di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Vipperia&lt;/span&gt;, dove si consuma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Finger Food &lt;/span&gt;(cibo che si mangia con le mani). &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Traduttese&lt;/span&gt; è una traduzione troppo letterale e contorta. E ancora &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Instant messaging &lt;/span&gt;(scambio di messaggi in tempo reale attraverso la rete). &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;em&gt;Il dizionario apre, anche alla &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;famiglia omogenitoriale&lt;/span&gt;, formata da una coppia dello stesso sesso e figli, introducendo per o meno nella lingua italiana, l’adozione gay…&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;em&gt;Non posso fare meno di essere rammaricata per questa trasformazione del nostro vocabolario, dietro ad ogni parola c’è la storia del nostro Paese, un passato in cui certi valori erano assoluti, dove "il bianco era bianco e il nero era il nero", e il relativismo non esisteva; in cui in famiglia c’erano una mamma e un papà e in cui noi bambini con i nostri grembiulini e il fiocco azzurro  imparavamo l’italiano forbito e ad amare la nostra Patria.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em style="font-style: italic;"&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:times new roman;font-size:130%;"  &gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Aretusa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-7859480003943216264?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/7859480003943216264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=7859480003943216264' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/7859480003943216264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/7859480003943216264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/10/la-lingua-italiana-cambia-parole-che.html' title='La lingua Italiana cambia: parole che vanno, parole che vengono'/><author><name>Aretusa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12174582343922904173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09391719473226055236'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/StjP5ZjxvXI/AAAAAAAAAp0/cH_kJNN3oKg/s72-c/scuola+antica.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1358596422578068810</id><published>2009-10-08T16:03:00.008+02:00</published><updated>2009-10-08T22:48:45.331+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cronaca e cinema'/><title type='text'>Polanski, l'estetico, l'etico e il comune senso della giustizia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ssz6eBBJhQI/AAAAAAAAApU/enaweGQj8cs/s1600-h/polanski_171662t.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 232px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389958247631914242" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ssz6eBBJhQI/AAAAAAAAApU/enaweGQj8cs/s320/polanski_171662t.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il caso&lt;strong&gt; Polanski&lt;/strong&gt; si tinge di giallo. Secondo le ultime rivelazioni del Los Angeles Time pare che l'UBS (la potente banca svizzera) l'abbia venduto alla giustizia in cambio di una riduzione drastica della lista degli evasori americani ospitati nelle sue filiali elvetiche. Leggere questo articolo di &lt;strong&gt;Guido Olimpio&lt;/strong&gt; sul &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_04/polanski_risarcimento_baratto_olimpio_5b45d1b2-b0bd-11de-b562-00144f02aabc.shtml"&gt;Corsera&lt;/a&gt;. Comunque sia, sconcerta il fatto che quegli elementi orrorifici e perturbanti e che il&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roman_Pola%C5%84ski"&gt; regista &lt;/a&gt;ebreo-polacco naturalizzato francese ha inserito in numerosi suoi film (da&lt;strong&gt; Repulsion&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;all'Inquilino del terzo piano&lt;/strong&gt;, a &lt;strong&gt;Rosemary's baby&lt;/strong&gt;, per citarne solo alcuni) abbiano sorprendentemente fatto irruzione nella sua vita, massacrandola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molte cose continuano a essere poco chiare di quella lontana Strage di Bel Air nel 1969. Perché, ad esempio lui non si trovava accanto alla moglie incinta del nono mese? Perché un ospite famoso suo amico , lo scrittore ebreo-polacco di stanza in America&lt;strong&gt; Jerzy Kosinski &lt;/strong&gt;(autore di &lt;em&gt;Presenze,&lt;/em&gt; il libro da cui fu tratto il film "Oltre il giardino"), ha declinato l'invito all'ultimo minuto e si aggirava invece nell'aeroporto di S.Francisco senza prendere l'aereo mentre avveniva il macello nella villa? Quel Jerzy Kosinski che poi si suicidò e non poté mai testimoniare. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stupisce inoltre che dopo un dolore che avrebbe fiaccato e piegato la tempra di un qualunque uomo normale, Polanski si desse a orge con uso di coca che contemplavano la violenza sessuale su una tredicenne stordita da stupefacenti proprio da lui somministrati. Intendiamoci, uno non è obbligato a fare il vedovo inconsolabile vita natural durante. Ma detto ciò, esiste modo e modo di consolarsi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Pare che Roman &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roman_Pola%C5%84ski"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389959587716299762" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ssz7sBOKe_I/AAAAAAAAApk/oIpZ80RzOBc/s320/culdesacposter.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Polanski fosse esperto in magia nera. E del resto l'elemento paranormale e &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;parapsicologico ha un posto rilevante nella sua produzione filmica. Che consumasse fiumi di cocaina (come da norma hollywoodiana), che avesse già praticato la pedofilia e altre ombre e vizi della sua vita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Inutile appellarsi al concetto di prescrizione, dato che in Usa i reati non cadono mai in prescrizione. Inutile dire che è un vecchio 76 enne visto che poi ci sono vecchi prigionieri di guerra di 94 anni che si fanno regolarmente la galera. Inutile dire quel che a tutta prima ho pensato anch'io: che a distanza di oltre 30 anni una giustiza che ti raggiunge non è più tale. Polanski non si è fatto la galera semplicemente perché, quando ebbe sentore degli addebiti a suo carico, tagliò la corda. Quindi non si possono fare sconti di pena a chi scappa e si sottrae alle sentenze. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per la cronaca. Vorrei però parlare dei suoi film, di cui sono sempre stata grande estimatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ssz6-Zfpn7I/AAAAAAAAApc/BnKsbhbFIRc/s1600-h/rosemarys-baby-17488.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 210px; FLOAT: right; HEIGHT: 313px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389958803958112178" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ssz6-Zfpn7I/AAAAAAAAApc/BnKsbhbFIRc/s320/rosemarys-baby-17488.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Fin dal suo apparire su mercato filmico l'ho trovato eccentrico, con un gusto per il grottesco e geniale.&lt;a href="http://www.municipio.re.it/cinema/catfilm.nsf/PES_PerTitolo/D8D76D3444FE4377C1256EBA003D5833?opendocument"&gt;&lt;strong&gt; Cul de sac&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;(forse uno dei miei preferiti) è una commedia grottesca e grand guignol dalle atmosfere beckettiane. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=film&amp;amp;id=476"&gt;Rosemary's Baby &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;con una quasi esordiente Mia Farrow (&lt;em&gt;foto a destra&lt;/em&gt;) è l'irruzione del demonico nel domestico, ma anche l'ineluttabilità di sfuggire al Male, laddove l'Anticristo nasce a Hollywood e a NY. Quel male che poi sembrò tracimare dalla trama filmica per riverberarsi nella sua vita privata nella famigerata e maledetta notte dell'Helter Skelter (ovvero del &lt;strong&gt;sottosopra&lt;/strong&gt;, la scritta col sangue dello stragista Charles Manson sui muri della villa di Bel Air).&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Chinatown&lt;/strong&gt; è un bel noir dove l'intrigo si dipana senza venire mai a capo di nulla. Celebre la frase finale e fatalista: "Lascia stare Jack, questa è China town". Con &lt;strong&gt;Tess&lt;/strong&gt; d'Uberville interpretato da Nastassia Kinski (&lt;em&gt;foto in basso)&lt;/em&gt; entra nel decorativismo (ancorché un po' formale) del grande romanzo classico di Thomas Hardy.&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutte le ciambelle riescono col buco e "&lt;strong&gt;Pirati&lt;/strong&gt;" è decisamente un fim non riuscito. In fondo la commedia, quando non è grottesca &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ss32HBCFVdI/AAAAAAAAAps/UjcW38jOdwo/s1600-h/tess1.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 136px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5390234929429042642" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ss32HBCFVdI/AAAAAAAAAps/UjcW38jOdwo/s200/tess1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;non è il suo forte e lo si è visto anche in&lt;strong&gt; What? (Che?)&lt;/strong&gt; .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma &lt;strong&gt;"Frantic&lt;/strong&gt;" riannoda le file di una classicità hitchcockiana perduta. Atmosfere sado-maso e teatro delle crudeltà, in un thriller per i diritti umani, ne "&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.mymovies.it/recensioni/?id=15513"&gt;La morte e la fanciulla&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;" con una bravissima Sigourney Weaver. Mentre ne &lt;strong&gt;Il pianista&lt;/strong&gt;, il sublime sconfigge l'inferno della IIa guerra mondiale e della Shoah con un toccante messaggio di riconciliazione tra il pianista ebreo-polacco Szpilsman ridotto a relitto umano per la fame e l'ufficiale tedesco che gli porta da mangiare nella soffitta in cui si nascondeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora compiaono su molte testate articoli pro Polanski e contro Polanski (gli ultimi dei quali sono a firma di &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_07/polanski-Hitchens_eb3f4afa-b315-11de-b362-00144f02aabc.shtml"&gt;Christopher Hitchens &lt;/a&gt;e &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_07/polanski-levy_0136c852-b315-11de-b362-00144f02aabc.shtml"&gt;Bernard Henry Lévy&lt;/a&gt;). Con troppa tempestività sono comparsi appelli a favore della sua scarcerazione, appelli a mio avviso superficiali, giustificazionisti, conformisti e incoscienti all'insegna di un banale e poco riflettuto &lt;em&gt;spirito di corpo&lt;/em&gt; da parte dei suoi colleghi registi e attori. Ma anche da parte di politici francesi del governo Sarkozy, ansiosi di mettersi in vista. Tra le adesioni di spicco quella  Frédérick  Mitterand (nipote dell'ex Presidente e  attuale ministro della Pubblica Istruzione francese) il quale è, a sua volta,  nel vortice di uno scandalo, poiché ha praticato turismo sessuale con minori in Thailandia. &lt;/div&gt;Con altrettanta foga è nato il controappello di&lt;strong&gt; Libero&lt;/strong&gt; affinchè il regista polacco si faccia tutta la galera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se dovesse essere vera la tesi che la Svizzera dei banchieri lo ha barattato per non restituire all'America il resto del malloppo degli speculatori ed evasori fiscali (che sono circa 13.000) che hanno provocato la crisi, sarebbe un'ennesima mossa&lt;strong&gt; diabolica&lt;/strong&gt; all'insegna dell'&lt;strong&gt;Anticristo&lt;/strong&gt;: la consegna di un &lt;em&gt;capro espiatorio&lt;/em&gt; che non può definirsi nemmeno tale, poiché &lt;strong&gt;colpevole&lt;/strong&gt;. Ecco perché mi rifiuto di firmare appelli &lt;em&gt;pro Polanski&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;contro Polanski&lt;/em&gt;, visto l'ingarbugliamento della vicenda dai risvolti poco chiari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un Oscar alla carriera, però, glielo assegnerei volentieri. Magari mentre se ne sta in prigione a scontare il suo debito con la giustizia. Poiché&lt;em&gt; l'estetico&lt;/em&gt; non può sovrapporsi fino ad annullare &lt;em&gt;l'etico&lt;/em&gt;, senza cadere in un nichilistico e dannoso superomismo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Autore: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hesperia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1358596422578068810?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1358596422578068810/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1358596422578068810' title='33 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1358596422578068810'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1358596422578068810'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/10/polanski-lestetico-letico-e-il-comune.html' title='Polanski, l&apos;estetico, l&apos;etico e il comune senso della giustizia'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Ssz6eBBJhQI/AAAAAAAAApU/enaweGQj8cs/s72-c/polanski_171662t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>33</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1083139542483699987</id><published>2009-09-26T18:56:00.014+02:00</published><updated>2009-09-26T20:51:07.425+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia e pittura'/><title type='text'>Declinazione di grigio</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sr5KOU8bAYI/AAAAAAAAApM/SCiC0ZlIPRM/s1600-h/51533+amedeo+bocchi+1905+fior+di+loto+Parma.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385823814382453122" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sr5KOU8bAYI/AAAAAAAAApM/SCiC0ZlIPRM/s400/51533+amedeo+bocchi+1905+fior+di+loto+Parma.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Declinazioni di Grigio ...grigio fumo di Londra, grigio plumbeo, grigio-gatto certosino, grigio tortora, neogrigio....Data la stagione, in realtà, il pensiero corre ai&lt;strong&gt; Crepuscolari&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questi poeti non corrispondono ad un vero movimento organizzato, il loro stesso nome non nasce per intento programmatico ma dal critico G.A. Borgese che chiamò la loro poesia 'crepuscolare' in un articolo sulla Stampa del 1 sett. 1910, su Moretti, Fausto Maria Martini, Carlo Chiaves. Più che di poetica o di manifesto è il caso di parlare di &lt;em&gt;condizione &lt;/em&gt;come sostiene N. Tedesco in "La condizione crepuscolare".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questa poesia assistiamo al distacco dagli statuti alti della tradizione, e alla ricerca di toni bassi: le influenze vanno dal simbolismo francese a Verlaine, alla tradizione fiamminga del piccolo quadretto di genere fino a Maeterlinck, Rodenbach (se ne parlava anche &lt;a href="http://esperidi.blogspot.com/2009/02/lucien-levy-dhurmer-e-un-percorso.html"&gt;&lt;strong&gt;qui&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;), &lt;strong&gt;Samain, Laforgue&lt;/strong&gt;, alla disillusione dell'Ottocento appena trascorso, a figure di decadimento, estenuate dalla consunzione, presenti nell'immaginario europeo a cavallo tra '800 e '900, che in piccola parte si potevano notare anche nel Poema Paradisiaco di D'Annunzio e in certi passaggi di Pascoli.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La poesia, dopo il tramonto della classicità, diviene depositaria di situazioni quotidiane della vita piccolo-borghese, il quotidiano &lt;em&gt;retrò&lt;/em&gt; e&lt;em&gt; démodé&lt;/em&gt; balza in primo piano, piccole tristezze, campanili nella nebbia, strade di ectoplasmatiche cittadine anonime e ansiogene, teatrini di marionette, povere cose consumate e abbandonate, anonimato ospedaliero, a tratti un Cattolicesimo mummificato, di maniera, suggestivo quanto solo scenografico, esteriore ed estetizzante, fatto di forme e riti (mentre all'epoca in realtà si dibatteva con lo scisma interno del Modernismo), sanatori e grigiore di periferia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Facendo propri questi ingredienti il poeta scende dal piedistallo Autoriale su cui ancora Pascoli e D'Annunzio erano ben assisi, e cerca una poesia della &lt;em&gt;medietas,&lt;/em&gt; con una voce flebile: il significato risiede piuttosto in un sentimento situato "oltre" questi elementi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I Crepuscolari elevano a poesia aspetti umili del quotidiano, svuotandoli però di quell'altezza e di quel simbolico che invece era tipico del Pascoli. Il mondo crepuscolare rappresenta più spesso la noia, il grigiore, l'incapacità di dare un significato all'esistenza e di aderire con passione a un'ideale. Il fanciullino pascoliano, portatore invece di sacralità e umanità, qui è ridotto a un fanciullo esangue e malato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La forma stessa vira ormai verso la prosa, spesso è presente un senso irresistibile di &lt;em&gt;Vanitas&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Vanitatum,&lt;/em&gt; disincantato e ironico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un campionario di temi crepuscolari è nella lettera di &lt;strong&gt;Corrado Govoni&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Gian Pietro Lucini&lt;/strong&gt; (11 febbraio 1908, in Gian Pietro Lucini, "il verso libero", Mi 1908, pp.646-648) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;le cose tristi, la musica girovaga, i canti d'amore cantati dai vecchi nelle osterie, le preghiere delle suore, i mendicanti pittorescamente stracciati e malati, i convalescenti, gli autunni melanconici pieni di addii, le primavere nei collegi quasi timorose, le campane magnetiche, le chiese dove piangono indifferentemente i ceri, le rose che si sfogliano su gli altarini nei canti delle vie deserte in cui cresce l'erba"&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 389px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385823297395169506" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sr5JwPBDGOI/AAAAAAAAApE/RYwIWXCendw/s400/amedeo+bocchi+malinconia+1927+roma+campofior3.jpg" /&gt;&lt;em&gt;Amedeo Bocchi, "Malinconia", 1927 (Roma&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma è proprio solo degli artisti riuscire a realizzare anche da questo apparentemente limitato e basso bric-à-brac, una poesia che comunichi ancora sensazioni anche se "perplesse", un senso della vita nell'apparente nonsenso. &lt;strong&gt;Montale&lt;/strong&gt; definiva &lt;strong&gt;Gozzano &lt;/strong&gt;"il primo che abbia dato scintille facendo cozzare l'aulico col prosaico": andando oltre le parole, nei Crepuscolari maggiori è grande la capacità poetica di mostrare l'ansia dell'eterno, le aspirazioni infinite della passione e del sogno in contrasto spiazzante con la finitezza della morte,con vite convenzionali, con il ridicolo, avvertendo un continuo senso di estraneità e permeando ogni visione con quell'idea che le "rose migliori son quelle che non colsi". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I testi sarebbero troppi, ecco solo qualche passaggio da Guido Gozzano: da "La via del rifugio" :&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Socchiusi gli occhi sto/ supino nel trifoglio,/ e vedo un quatrifoglio/che non raccoglierò;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;da "&lt;/em&gt;I colloqui&lt;em&gt;" : Non vissi. Muto sulle mute carte/ ritrassi lui, meraviglioso spesso./ Non vivo. Solo, gelido, in disparte,/ sorrido e guardo vivere me stesso da "Pioggia d'agosto": Tu non credi e sogghigni. Or quali cose/ darai per meta all'animo che duole?/ La Patria? Dio? l'Umanità? Parole/ che i retori t'han fatto nauseose...&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;da "I Sonetti del ritorno&lt;em&gt;": Sui gradini consunti, come un povero/ mendicante mi seggo, umilicorde:/ o Casa, perchè sbarri con le corde/ di glicine la porta del ricovero?&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;da "La Signorina Felicita&lt;em&gt;": Bellezza riposata dei solai/ dove il rifiuto secolare dorme!/ In quella tomba, tra le vane forme/ di ciò ch'è stato e non sarà più mai,/ bianca bella così che sussultai/ la Dama&lt;/em&gt; &lt;em&gt;apparve nella tela enorme da "In casa del sopravvissuto": "Reduce dall'Amore e dalla Morte/ gli hanno mentito le due cose belle!/ Gli hanno mentito le due cose belle:/ Amore non lo volle in sua coorte/ Morte l'illuse fino alle sue porte,/ ma ne respinse l'anima ribelle. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Stralcio a memoria&lt;/em&gt;) "Veramente la mia stanza modesta/ è la reggia del non essere più/ del non essere ancora. E qui la vita/ sorride alla sorella inconciliabile/ e i loro volti fanno un volto solo.... &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Autore : &lt;strong&gt;Josh&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1083139542483699987?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1083139542483699987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1083139542483699987' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1083139542483699987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1083139542483699987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/09/declinazione-di-grigio.html' title='Declinazione di grigio'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sr5KOU8bAYI/AAAAAAAAApM/SCiC0ZlIPRM/s72-c/51533+amedeo+bocchi+1905+fior+di+loto+Parma.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-5076349389762051323</id><published>2009-09-13T11:16:00.005+02:00</published><updated>2009-09-13T14:22:08.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mostra venezia'/><title type='text'>A Venezia una passerella rosso shocking:cala il sipario</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/Sqy4uqKLSnI/AAAAAAAAACg/SVpOAxXH0uQ/s1600-h/Cinema+mangione.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/Sqy4uqKLSnI/AAAAAAAAACg/SVpOAxXH0uQ/s320/Cinema+mangione.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5380878766531365490" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;A Venezia una passerella rosso shocking o parafrasando un altro celebre film Morte (del Cinema) a Venezia, finalmente &lt;a href="http://www.haisentito.it/articolo/mostra-cinema-venezia-2009-i-premi/17571/"&gt;é calato il sipario&lt;/a&gt; sulla ormai “famigerata” più che famosa  66ima Mostra del Cinema, dove il cinema è stato umiliato e calpestato per fornire un palcoscenico sfavillante ai soliti  riti autoreferenziali di una sinistra povera di idee, ma sempre piena di sè.&lt;br /&gt;Il clou della demenzialità è stato ospitare lo show propagandistico del 'dittatore 'Chàvez. Una “fiction” in piena regola, con  venezuelani, trasportati e pagati dal governo del Venezuela, che cantavano l'inno nazionale e che hanno accolto garruli e festosi il caudillo di Caracas  (pena la perdita del posto di lavoro). Federico Accorsi &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/politica/la_denuncia_dittatore_chavez_ha_pagato_i_sostenitori_alla_mostra110909.html"&gt; lo ha denunciato &lt;/a&gt;con una lettera destinata al direttore della Mostra Marco Muller: "Nel Paese sudamericano gli impiegati pubblici vengono costretti ad assistere alle marce, pena il licenziamento. Autobus rossi del governo e pullman affittati, trasportano gente umile che si accontenta di elemosina.” &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ad umiliare il Cinema, comunque sarebbe bastata la vergognosa presenza di Oliver Stone, confezionatore di santini per autocrati e del suo&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt;“South Of The Border”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; elegia di un dittatore, Chàvez appunto, che nel suo paese ha chiuso una decina giornali. Chiusi. Punto. Non querelati. Chiusi. E che, un giorno si e l’altro anche  minaccia gli altri giornali della medesima sorte.  Stessa faccenda per le televisioni ne ha già chiuse almeno tre. Chiuse. (e non elenco tutte le sue altre esternazione di massima democrazia che toccano altri campi economici, politici ecc.), notizie di prima mano di un blogger che vive da quelle parti e comunque reperibile sulla stampa estera in internet.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Or bene quando Chàvez è entrato in Sala Grande, accanto all’amico americano anti-americano  Oliver Stone, la platea di poveri beoti e “ananeurizzati” rossi è scattata in una standing ovation, con gridolini osceni di “Viva la Revolución”!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quale “Revolución” quella che schiaccia i diritti del popolo? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E poteva mai mancare Michael Moore &lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=179174&amp;amp;START=0&amp;amp;2col="&gt;grande estimatore&lt;/a&gt; della sanità cubana, in concorso con &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt;"Capitalism: a love story"&lt;/span&gt;, che si è premurato di &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-26/moore-7set/moore-7set.html"&gt;dare un consiglio&lt;/a&gt; a noi poveri “mentecatti” che votiamo Silvio Berlusconi: “Cercate di risolvere il problema Berlusconi e f&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;atelo in fretta&lt;/span&gt;, perché non ci state facendo una bella figura, come italiani".&lt;br /&gt;Forse l’ingombrante (in tutti sensi) Moore non sa, essendo ammiratore di Castro al pari del suo compatriota Stone, che in Italia ci sono LIBERE elezioni e quindi, non c’è modo di “sbarazzarsi in fretta” di Berlusconi, che eletto, ha il diritto/dovere di governare fino alla scadenza della legislatura. Ogni altro modo di “liberarsi in fretta” di lui, chiamasi golpe e nulla ha a che fare con la democrazia, anzi è quella brutta abitudine propria dei regimi dittatoriali, tanto cari ai due paladini del più becero luocomunismo globalizzato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;In chiusura di questa triste parata non poteva mancare l’opportunista ideologizzato per eccellenza, quello che sputa nel piatto dove mangia.&lt;br /&gt;Michele Placido che prende quattrini dalla Medusa per fare i suoi film e nel contempo si dedica al più trito anti-berlusconismo. Quando una giornalista gli ha fatto notare la “lieve” incongruenza di essere sul libro paga di colui che tanto aborre, Michele ha dato in escandescenze, dimostrando che tanto placido non è quando gli si scoprono gli altarini. Il suo film in concorso &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 0, 153);"&gt;"Il grande sogno"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 153);"&gt; &lt;/span&gt;è l’ennesima sviolinata sul ’68, perché se c’è un dato incontestabile, è che questi registi se la cantano e se la suonano, tanto anche se vanno in 5 a vedere le loro “opere” ci sono&lt;a href="http://www.ilcorto.it/ilResto/IlResto_Cinema.html"&gt; i finanziamenti statali&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E a proposito, il sessantottino Placido (firmatario dell'appello di Repubblica) ha deciso di fare il bieco forcaiolo e&lt;a href="http://www.agi.it/spettacolo/notizie/200909121750-spe-rt11086-venezia_cinema_michele_placido_denuncia_ministro_brunetta"&gt; denunciare&lt;/a&gt; Brunetta per &lt;a href="http://www.corriere.it/spettacoli/09_settembre_12/maffoletti_brunetta_0b53a662-9f69-11de-962b-00144f02aabc.shtml"&gt;una frase lapidaria&lt;/a&gt; sui registi che usano e abusano dei finanziamenti pubblici nella quale &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non è nemmeno nominato&lt;/span&gt;, però si è sentito diffamato dall’accostamento dell’aggettivo “placida” a "leggermente schifosa", &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;solo il Presidente del Consiglio non può querelare chi lo descrive come "porco" impotente e semi pedofilo, perchè in tal caso é minacciata la libertà di stampa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Parafrasando Massimo Troisi, "Non gli resta che piangere".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Aretusa&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-5076349389762051323?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/5076349389762051323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=5076349389762051323' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5076349389762051323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5076349389762051323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/09/venezia-una-passerella-rosso.html' title='A Venezia una passerella rosso shocking:cala il sipario'/><author><name>Aretusa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12174582343922904173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09391719473226055236'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_W4ZAnjIDufw/Sqy4uqKLSnI/AAAAAAAAACg/SVpOAxXH0uQ/s72-c/Cinema+mangione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1602380235976268977</id><published>2009-07-10T00:12:00.015+02:00</published><updated>2009-07-10T21:19:31.057+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piante e fiori'/><title type='text'>Fiori, profumi e simboli dell'estate</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356587512146866338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 301px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZr9j3OsKI/AAAAAAAAAn8/qKY7qEstQ0I/s400/bouganville.bmp" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I fiori dell'estate hanno colori sgargianti e vivaci e sono piuttosto robusti e resistenti. A differenza di quelli della primavera durano parecchi mesi e sembrano fatti apposta per sopportare la calura e la scarsità di piogge.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZsQZDWy_I/AAAAAAAAAoE/3GluCUrpj4Y/s1600-h/Oleandro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356587835662453746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 254px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZsQZDWy_I/AAAAAAAAAoE/3GluCUrpj4Y/s320/Oleandro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Primo fra tutti &lt;strong&gt;l'oleandro&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;a sinistra&lt;/em&gt;) nelle sue varietà di rosso, rosa carico, rosa tenue, bianco rosato, giallo, bianco, nostri compagni delle lunghe estati calde. Velenosi finché si vuole con quel lattice amaro e appiccicoso, ma stupendi e duraturi nella loro fioritura. Di grande bellezza gli oleandri rosa della Sardegna che si trascinano fino ai litorali sabbiosi. Chi non ricorda i cespugli di oleandri a&lt;strong&gt; Cala Luna&lt;/strong&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi ci sono i&lt;strong&gt; girasoli&lt;/strong&gt;, la p&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZtE9bNTUI/AAAAAAAAAoM/uL7FafF4EGA/s1600-h/DSCN6365.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356588738779368770" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZtE9bNTUI/AAAAAAAAAoM/uL7FafF4EGA/s320/DSCN6365.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ianta della luce per antonomasia (Van Gogh nei suoi dipinti, Montale nella sua poesia "&lt;strong&gt;Portami un girasole ch'io lo&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;trapianti&lt;/strong&gt;"). E' bello inframezzare un giardino fiorito con qualcuno di questi piccoli soli alti nel loro gambo, quasi un fusto. E tra i fiori ad alto stelo , voglio ricordare anche la &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alcea_rosea"&gt;malvarosa&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;strong&gt;gelsomino&lt;/strong&gt; nella sua varietà &lt;em&gt;&lt;a href="http://images.google.it/images?hl=it&amp;amp;q=jasminum+multiflorum&amp;amp;rlz=1R2RNWN_itIT330&amp;amp;um=1&amp;amp;ie=UTF-8&amp;amp;ei=WpNXSs_3KNCOsAaUiKjVAw&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=image_result_group&amp;amp;ct=title&amp;amp;resnum=1"&gt;Jasminum multiflorum&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;fiorisce candido e profumato per tutto luglio e agosto insieme alle gardenie che imbalsamano l'aria di un aroma fragrante, mentre le&lt;strong&gt; bouganville&lt;/strong&gt; (&lt;em&gt;foto in alto al centro&lt;/em&gt;) con le caratteristiche foglie che vanno dal rosso, al viola cardinale, al porporino infiammano muretti a secco o siepi e cancellate, chioschi e gazebi di giardini e orti. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una cascata mo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZwsdi_MRI/AAAAAAAAAo0/baYBFF_AI_0/s1600-h/plumbago1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356592715951714578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 133px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZwsdi_MRI/AAAAAAAAAo0/baYBFF_AI_0/s200/plumbago1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;rbida di &lt;em&gt;plumbago capensis&lt;/em&gt; (detto&lt;em&gt; gelsomino azzurro&lt;/em&gt;) ben si accoppia con le bouganville, mentre nei parchi ombrosi è bello osservare le ortensie così sontuose e cangianti dal rosa, al violetto, all'azzurro. Ma le mie preferite sono rigorosamente bianche. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una pian&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZt1EuwplI/AAAAAAAAAoU/AlQQtaW0gB8/s1600-h/DSCN6290.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356589565374146130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZt1EuwplI/AAAAAAAAAoU/AlQQtaW0gB8/s200/DSCN6290.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ta estiva robusta e perfino antisettica (ha la proprietà di tenere lontane le zanzare e gli insetti) è la &lt;strong&gt;lavanda spigo&lt;/strong&gt;, che le nostre nonne mettevano negli armardi per profumare la biancheria. Della lavanda ho già parlato a lungo in &lt;a href="http://sauraplesio.blogspot.com/2009/07/lorrore-economico-sulla-lavanda.html"&gt;questo post &lt;/a&gt;sul Loch-Blog. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora va molto di moda un tipo di lavanda detta&lt;em&gt; papillon (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavandula_stoechas"&gt;lavanda stoechas&lt;/a&gt;)&lt;/em&gt; che ha due ciuffetti alle sommità del fiore ed emana un profumo più canforato della classica spigo. Si può trovare perfino nelle tonalità del rosa. Io però preferisco quella classica. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZusSMzctI/AAAAAAAAAok/Nm-ZEsW-aDM/s1600-h/belle+di+notte.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356590513882624722" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZusSMzctI/AAAAAAAAAok/Nm-ZEsW-aDM/s200/belle+di+notte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;belle di notte&lt;/strong&gt; dai vivaci colori rosso, giallo, e screziati sia in rosso che in giallo, hanno un delicato profumo simile al borotalco e sono, insieme alle lucciole, le nostre inseparabili compagne nelle sere d'estate, poiché si aprono di notte e sembrano sonnecchiare di giorno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZvr_Y0NhI/AAAAAAAAAos/jC3jwgfYiEM/s1600-h/fior+di+melograno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356591608344360466" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 150px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZvr_Y0NhI/AAAAAAAAAos/jC3jwgfYiEM/s200/fior+di+melograno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E come non ricordare il&lt;strong&gt; verde melograno dai bei vermigli fior&lt;/strong&gt; di carducciana memoria? I suoi fiori rosseggiano nel verde brillante del fogliame per tutta estate. Poi in autunno diventano succosi frutti...da re, con tanto di corona in testa e chicchi color rubino dentra la lucida buccia screziata in rosso e giallo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tra i muri, i dirupi, le pareti rocciose e le scogliere pende tra foglie grasse simili a medaglie, &lt;strong&gt;il fior di cappero&lt;/strong&gt;, candido e dai lunghi stami violetti. Lo chiamano il fiore dell'amore perché fiorisce in una notte e dura un giorno solo. I suoi bocciolini vengono raccolti per uso alimentare nell'industria conserviera. Le ragazze del mio paese sono ancor oggi solite mettere un fiore di cappero sotto il cuscino, durante le notti estive. Dicono che poi, sognera&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZuWuO3hRI/AAAAAAAAAoc/57XxGE7UWu0/s1600-h/fior+di+cappero.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356590143450350866" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZuWuO3hRI/AAAAAAAAAoc/57XxGE7UWu0/s320/fior+di+cappero.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nno l'uomo della loro vita. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Auguro a tutti una &lt;strong&gt;felice estate&lt;/strong&gt; e buone vacanze!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1602380235976268977?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1602380235976268977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1602380235976268977' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1602380235976268977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1602380235976268977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/07/fiori-profumi-e-simboli-dellestate.html' title='Fiori, profumi e simboli dell&apos;estate'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SlZr9j3OsKI/AAAAAAAAAn8/qKY7qEstQ0I/s72-c/bouganville.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-8089490188381731318</id><published>2009-06-22T22:55:00.026+02:00</published><updated>2009-06-26T11:20:52.939+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia e pittura'/><title type='text'>L'estate in poesia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sj_wcArF-CI/AAAAAAAAAnk/kXUto2Rm-1s/s1600-h/a_guidoreni_prot_773.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350259246347188258" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 167px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sj_wcArF-CI/AAAAAAAAAnk/kXUto2Rm-1s/s400/a_guidoreni_prot_773.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Centinaia di poeti hanno composto omaggi all'estate. Qui solo una breve rassegna, casuale, momentaneo congedo dall'attività sulle Esperidi. (in alto: Guido Reni - &lt;em&gt;Apollo che guida il carro del Sole&lt;/em&gt; &lt;em&gt;preceduto dall'Aurora, 1613)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel "&lt;strong&gt;Sogno di una notte di mezza estate&lt;/strong&gt;" di Shakespeare viene citata la festa del &lt;strong&gt;Midsummer Day&lt;/strong&gt; (calcolando una lunga estate che comprendeva anche la primavera) cioè la festa del Solstizio, spostata al 24 giugno, giorno di S. Giovanni, sentita in tutto il Nord Europa: magica sospensione, celebrazione di transizione e rinnovamento tra strane apparizioni notturne e finale riaffermazione solare. Ricca di tradizioni e stratificazioni, di simbologie medievali e pagane, Shakespeare vi attinge a piene mani per il suo ricchissimo intreccio, notte popolata nel bosco/selva oscura, fate, folletti, spiriti che si discioglie nel trionfo del sole. Amore governa anche nel mondo incantato di questa stagione, svelando influenze dalle Metamorfosi di Ovidio, intrecci dalle Commedie di Plauto e Terenzio, trame dalle vite di Plutarco, intrighi metaforici da Apuleio. Oltre l'intreccio-metafora della condizione umana, Shakespeare ci mostra Amore dolcezza, bellezza e sconvolgimento-ambiguità, dopo l'intreccio labirintico, simboleggiato dall'insolita notte nel bosco, in attesa della catarsi solare. Anche il potere ammaliatore della parola della poesia viene citato. Atto I, Egeo: (...) &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Vien qua&lt;em&gt;, Lisandro. Magnanimo duca, questi ha magato il cuore di mia figlia. Sì, tu, Lisandro, tu rime d'amore hai dedicato alla mia creatura, e scambiato con lei pegni d'amore: sotto il balcone, al lume della luna, le hai cantato smaniosi madrigali con accento smanioso; e insinuato senza parer ti sei nelle sue grazie, offrendole smanigli di capelli, gingilli, anelli, baie e frascherie, mazzolini, bazzecole, dolciumi (messi di gran potere su fanciulle tenere). Tu carpito hai con astuzia il cuore di mia figlia, tramutando in protervia ostinata l'obbedienza ch'ella mi deve. O magnanimo duca, se nel vostro cospetto ora mia figlia non consente a sposars&lt;/em&gt;i con &lt;em&gt;Demetrio, l'antico privilegio ateniese invoco, per dispor di lei ch'è mia:cioè per darla a questo degno giovine, o alla morte; in virtù di nostra legge che precisa risponde a questo caso&lt;/em&gt;."&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Mendelssohn,&lt;/strong&gt; affascinato dalla cultura britannica, dopo il viaggio in Inghilterra e in Scozia, compose la celeberrima Sinfonia in la minore detta Scozzese, secondo lo stile “classicista-romantico” ma anche il&lt;strong&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yuLEwrLWb78"&gt;Sogno di una notte di mezza estate&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yuLEwrLWb78"&gt; &lt;/a&gt;(op. 61), composta per la commedia di Shakespeare, per orchestra, coro femminile, voce recitante, soprano e mezzosoprano.&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=4h1MGAlkqno"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=4h1MGAlkqno&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Teseo, nelle vesti di principe solare, afferma :"Io non credo mai a queste vecchie favole e a queste burle delle fate" (atto V) Ma la storia della Poesia ci mostra che l'Estate è anche in seguito foriera di altrettanta grande creatività. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Madrigale"&gt;&lt;strong&gt;Qui,&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;una storia del &lt;strong&gt;Madrigale&lt;/strong&gt;, con le valenze di cui è stato caricato nel tempo. Il Madrigale rivive poi un revival ottocentesco tra N. Tommaseo e G. Carducci che riprendono le forme dei trecenteschi, Pascoli usa questa forma talvolta nelle Myricae e nei Canti di Castelvecchio, spesso piegandola a sperimentazioni.La adopera ancora D’Annunzio che sostituisce l’assonanza alla rima o rielabora schemi trecenteschi, come &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La sabbia del tempo&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;” in &lt;strong&gt;Alcyone&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Come scorrea la calda sabbia lieve &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;per entro il cavo della mano in ozio &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;il cor sentì che il giorno era più breve.&lt;br /&gt;E un’ansia repentina il cor m’assalse &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;per l’appressar dell’umido equinozio &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;che offusca l’oro delle piagge salse.&lt;br /&gt;Alla sabbia del Tempo, urna la mano &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;era, clessidra il cor mio palpitante, &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;l’ombra crescente d’ogni stelo vano &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;quasi ombra d’ago in tacito quadrante.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Estiva&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;Vincenzo Cardarelli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Distesa estate/stagione dei densi climi/dei grandi mattini/dell’albe senza rumore/ci si risveglia/ come in un acquario/dei giorni identici, astrali,/stagione la meno dolente/d’oscuramenti e di crisi,/felicità degli spazi,/nessuna promessa terrena/ può dare pace al mio cuore/ quanto la certezza di sole/che dal tuo cielo trabocca,/stagione estrema, che cadi/prostrata in riposi enormi,/dai oro ai più vasti sogni,/stagione che porti la luce/a distendere il tempo/ di là dai confini del giorno,/e sembri mettere a volte/nell’ordine che procede/qualche cadenza dell’indugio eterno&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Mare &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;Giovanni Pascoli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;M'affaccio alla finestra, e vedo il mare;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;vanno le stelle, tremolano l'onde&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vedo stelle passare, onde passare;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;un guizzo chiama, alito risponde&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco, sospira l'acqua, alita il vento&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;sul mare è apparso un bel ponte d'argento&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ponte gettato sui laghi sereni&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;per chi dunque sei fatto, e dove meni?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Meriggio &lt;/strong&gt;di&lt;strong&gt; Umberto Saba&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Silenzio! Hanno chiuso le verdi&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;persiane e gli usci le case&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non vogliono essere invase&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;dalla tua gloria, o sole!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non vogliono! Troppo le fiamme&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;che versi nella contrada,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;dove qua e là dalla strada&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ferrata l'acciaio sfavilla&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;rovente. Pispigliano appena&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;gli uccelli, poi tacciono, vinti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;dal sonno. Sembrano estinti&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;gli uomini, tanta è, ora, pace, silenzio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chiudo insolitamente con uno stralcio in prosa, talmente di classe che pare una poesia: &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Fuori, un altro sole. Strade del Mezzogiorno, sotto l’ardente azzurro del cielo, tagliate da violente ombre violacee. E la gente vi passa, pur così carica di vita e di colori, ariosa e leggera. Voce nel sole e selciati sonori." (&lt;strong&gt;Pirandello,&lt;/strong&gt; "Berecche e la guerra", in Novelle per un anno, a cura di M. Costanzo, III/1, Milano, Mondadori, 1990 p. 573.) &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sj_25V2h6dI/AAAAAAAAAns/hNdI5Y5WsaA/s1600-h/previati8_carro_del_sole.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sj_32oqUkiI/AAAAAAAAAn0/PGxrCdlPweI/s1600-h/previati8_carro_del_sole.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5350267400339362338" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 226px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sj_32oqUkiI/AAAAAAAAAn0/PGxrCdlPweI/s320/previati8_carro_del_sole.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Gaetano Previati&lt;/strong&gt;, "Il Carro del Sole" (1907), olio su tela, 127x185 cm&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center" align="justify"&gt;Auguro&lt;strong&gt; Buona Estate&lt;/strong&gt; a tutti!&lt;/div&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;Autore : &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:small;"&gt;&lt;strong&gt;Josh - &lt;/strong&gt;pubblicato il 25 giugno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-8089490188381731318?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/8089490188381731318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=8089490188381731318' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/8089490188381731318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/8089490188381731318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/06/lestate-in-poesia.html' title='L&apos;estate in poesia'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sj_wcArF-CI/AAAAAAAAAnk/kXUto2Rm-1s/s72-c/a_guidoreni_prot_773.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-330456863019088212</id><published>2009-06-18T14:33:00.019+02:00</published><updated>2009-06-18T22:29:33.029+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia e cultura'/><title type='text'>La città e l'Acropoli di Cassino</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348758615584819810" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 318px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sjqbnzc-SmI/AAAAAAAAAms/WlEPUhhinNA/s400/chiesa48.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cassino, Brianza del Sud (*). E non solo metaforicamente, se pensiamo che nel 584 era stata invasa, e distrutta, unitamente al &lt;strong&gt;monastero di San Benedetto&lt;/strong&gt;, da una branca dell'esercito Longobardo. Questo, che si era spinto fin lì, creando poi la Longobardia Minor, con centri a Benevento e Spoleto, riuscì a proseguire la sua secolare esistenza in quella terra, fin dopo l'arrivo dei Franchi di Carlo Magno. E soccombette solo ai Normanni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sjqc3mVLaXI/AAAAAAAAAnE/kIEyswMW2g8/s1600-h/Montecassino_-vista_del_complesso_come_appariva_agli_inizi_del_XVIII_secolo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348759986451999090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sjqc3mVLaXI/AAAAAAAAAnE/kIEyswMW2g8/s320/Montecassino_-vista_del_complesso_come_appariva_agli_inizi_del_XVIII_secolo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cassino, Brianza del Sud, intesa come sinonimo di operosità, se si pensa che la famosa &lt;strong&gt;Regola di San Benedetto&lt;/strong&gt;, Prega e Lavora (Ora et Labora) è stata coniata sulle cime del suo monte: Monte Cassino (**). E lo ha dimostrato con le opere, di meritare questo appellativo. In dieci anni, dopo che i bombardamenti del 1944 avevano completamente rase al suolo città e monastero, nel 1957 Cassino e Montecassino (**) erano già state completamente ricostruite. E ciò appare incredibile, confrontando foto del 1957, dove si vede una grande città completamente ricostruita, con le documentazioni fotografiche del maggio 1944, dove appaiono solo spianate di ceneri e macerie. Le foto di cui parlo, sono visibili nel libro "Cassino e Montecassino 1943-2004", non pubblicabili, per via del &lt;em&gt;copyright&lt;/em&gt;; ma molte di esse sono reperibili su Google Immagini. Un'idea della portata di quel disastro, è però possibile farsela, riportandoci ad un brano di quel libro: "alla fine del 1942 (la popolazione) ammontava a 21.275 residenti, ed era la seconda città della provincia di Frosinone per numero di abitanti. Nell'estate del '44 la distruzione al 100% di tutto il patrimonio abitativo urbano e rurale e del 90% di quello zootecnico, lo sfollamento in massa, la perdita di ogni bene avevano determinato lo spopolamento totale del territorio. Appare dunque incredib&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqdgHFSzzI/AAAAAAAAAnU/Cxy3jSmIejk/s1600-h/Ruderi_dell%27abbazia_dopo_il_bombardamento.jpg"&gt;&lt;/a&gt;ile che nel censimento del 4 novembre 1951 la città facesse già registrare 19.256 abitanti". Solo da una visita sul posto, si potranno avere l'esatta percezione dell'operosità congenita di quella popolazione, la quale, non a caso, fino al 1927 era inserita in una regione storico-geografica, posta tra il nord della Campania e il Basso Lazio, dall'emblematico nome di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Terra_di_Lavoro"&gt;Provincia di Terra di Lavoro &lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vAMtDQq-Mn8/SjqfmwCtHQI/AAAAAAAAAwo/xuEPpshv7Ms/s1600-h/La_Via_Romana.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348762995535977730" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vAMtDQq-Mn8/SjqfmwCtHQI/AAAAAAAAAwo/xuEPpshv7Ms/s320/La_Via_Romana.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appare così evidente la motivazione con la quale le abbiamo coniato l'appellativo di Brianza del Sud. Dalla fine dell'Impero Romano, Cassino e Montecassino sono state distrutte, e poi prontamente ricostruite, ben quattro volte: quattro volte in 1500 anni. A causa della sua ultima distruzione totale, Cassino è stata definita Città Martire. E a ricordo di quest'ultima distruzione e a monito circa la stupidità delle guerre, all'ingresso dell'abbazia di Monte Cassino troneggia la parola &lt;strong&gt;PAX&lt;/strong&gt;, a caratteri cubitali, ad accogliere i visitatori. A tali fatti e avvenimenti del passato si è fatto cenno durante la presenta&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sjqb2KrQhxI/AAAAAAAAAm0/IL8U8z_Bcz8/s1600-h/cassino_anfiteatro.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348758862336919314" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 123px; CURSOR: hand; HEIGHT: 121px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sjqb2KrQhxI/AAAAAAAAAm0/IL8U8z_Bcz8/s320/cassino_anfiteatro.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;zione del viaggio di &lt;strong&gt;Papa Benedetto XVI&lt;/strong&gt;, del 24 maggio scorso a Cassino e Montecassino. E a futura memoria del memorabile incontro nel grande spiazzo principale di Cassino, la sua popolazione ha voluto dedicare a Papa Benedetto XVI l'intitolazione di quella piazza.La prima distruzione, come s'è detto, avvenne nel 584 ad opera dei Longobardi; erano trascorsi appena 55 anni, da che era stata inaugurata da San Benedetto. La seconda, perpetrata da parte dei saraceni nell'883, dopo che generazioni di monaci avevano atteso per anni alla sua ricostruzione. La terza distruzione avvenne 1349 ad opera di un violento terremoto che aveva scosso tutto il centro-sud Italia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqdgHFSzzI/AAAAAAAAAnU/Cxy3jSmIejk/s1600-h/Ruderi_dell%27abbazia_dopo_il_bombardamento.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348760682438512434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 292px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqdgHFSzzI/AAAAAAAAAnU/Cxy3jSmIejk/s320/Ruderi_dell%27abbazia_dopo_il_bombardamento.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'ultima distruzione, certamente la più micidiale e dolorosa, è avvenuta nel&lt;strong&gt; febbraio-marzo 1944&lt;/strong&gt;, a causa dei massicci e tristemente famosi bombardamenti. Mentre le prime tre ricostruzioni andarono a rilento (la prima volta fu portata a compimento solo nel 717, la seconda nel 949 ), per la terza ricostruzione, quella che ci ha tramandato il monastero, ampliato e maestoso per come lo vediamo ora, si impiegarono soltanto 17 anni. Molto più celere, solo 10 anni, fu la ricostruzione conseguente al bombardamento aereo del 1944.Nel XXII canto del Paradiso, Dante fa l'apoteosi di San Benedetto, e della sua Regola, con terzine memorabili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Quel monte, a cui Cassino è ne la costa,fu frequentato già in su la cimada la gente ingannata e mal disposta;e quel son io che su vi portai primalo nome di colui che 'n terra addussela verità che tanto ci sublima;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqejNvl5LI/AAAAAAAAAnc/NEm5_smLpOw/s1600-h/Anfiteatro_romano.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348761835277771954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 179px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqejNvl5LI/AAAAAAAAAnc/NEm5_smLpOw/s320/Anfiteatro_romano.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sapendo dell'incursione barbarica del 584, il lettore frettoloso potrebbe essere indotto a pensare che quei versi (la "gente ingannata e mal disposta") si riferiscano ai longobardi che frequentarono l'acropoli cassinese ("già in su la cima"), distruggendola. Gli eccellenti commentatori danteschi, ci illuminano, invece, sul fatto che quella "gente ingannata e mal disposta" era la popolazione romana del Cassinate, che credeva nelle divinità pagane e che saliva alla sommità dell'acropoli per andarle ad adorare. Sulla sommità di quel monte, dove ora c'è l'abbazia di Montecassino, c'era, dunque, in epoca romana, un santuario dedicato al dio Apollo. Dev'essere stato sontuoso e di enormi dimensioni, se storia e Dante ci dicono che sopra le sue rovine San Benedetto vi costruì il primo e più grande monastero cristiano al mondo. Ma poco o nulla ci è dato di sapere di quel sito. Ci possiamo aiutare molto con l'immaginazione, facendo accostamenti e similitudini col tempio a Giove-Axun di &lt;strong&gt;Terracina,&lt;/strong&gt; in provincia di Latina, e col santuario di &lt;strong&gt;Palestrina&lt;/strong&gt;, in provincia di Roma, del quale parla&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://esperidi.blogspot.com/2009/06/tesori-nascosti-ditalia.html"&gt;&lt;strong&gt;Aretusa&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; nel suo ultimo post. La fototeca allegata &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/arte/gallerie/aula-absidata/aula-absidata/24.html"&gt;al post &lt;/a&gt;è di grande aiuto per comprendere la grandezza e l'importanza dei santuari romani, ed, in particolare, del santuario dell'acropoli di Monte Cassino. Casualmente, i due siti archeologici si trovano entrambe a circa 100 km di marcia dal monastero di Montecassino.Il santuario romano-pagano di Terracina, la cui sommità è visibile anche ad occhio nudo dalla sua bella spiaggia, è quello che, più di ogni altro, può dare un'idea di come potrebbe essere stato il tempio di Apollo, sulle cui rovine San Benedetto ha edificato il suo primo monastero. Anche se Cassino non è propriamente annoverata tra le città d'arte, e anche se delle vestigia romane è rimasto ben poco, perchè andato perso nel corso delle quattro devastazioni subite, essa deve comunque aver avuto un ruolo molto importante in epoca romana. Trent'anni fa, in occasione di una mia visita, importanti opere risalenti all'epoca romana, sembravano ancora in stato di completo abbandono. Ciò era dovuto a carenza di forze, diversamente impegnate nella ricostruzione post-bellica. Oggi, alcune di tali opere sono state restaurate e restituite alla fr&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqcOTGkcnI/AAAAAAAAAm8/q-_CfBQplwk/s1600-h/Rocca_Janula.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5348759276915815026" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 312px; CURSOR: hand; HEIGHT: 234px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjqcOTGkcnI/AAAAAAAAAm8/q-_CfBQplwk/s320/Rocca_Janula.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;uibilità di cittadini e visitatori. Tra queste vi è sicuramente la &lt;strong&gt;Rocca Janula&lt;/strong&gt; (vedi foto a &lt;em&gt;destra)&lt;/em&gt; una possente opera difensiva, risalente alla fine del primo millennio. Altre opere restaurate sono: il &lt;strong&gt;Teatro Romano, l'Anfiteatro romano e la Strada latina romana&lt;/strong&gt; lastricata, delle quali sono visibili le foto. Per i 22 km di acquedotto romano, per le Terme di Varrone, per il Ninfeo bisognerà forse attendere ulteriori opere di restauro. A completamento della ricostruzione mancherebbe forse un ultimo tassello: il ripristino e la ricostruzione della funivia a campata unica, che col suo salto mozzafiato di oltre 400 m, quasi in verticale diretta, portava pellegrini e turisti direttamente all'Abbazia in soli 7 minuti. Era stata inaugurata il 21 maggio 1930; distrutta durante la guerra, non è più stata ricostruita. Una curiosità storica. Nell'Anfiteatro romano di Cassino avvenne la tappa di un drammatico fatto d'armi, con epilogo a Benevento. Nel 1266 vi si asserragliarono gli uomini di Manfredi, nel tentativo di resistere all'invasore angioino. La vicenda terrena di Manfredi, e quella vicenda conclusasi a Benevento con la sua morte, sono mirabilmente ricordate nel più bel Canto del Purgatorio: il III Canto: "biondo era e bello e di gentile aspetto", e &lt;a href="http://ecopolfinanza.blogspot.com/2009/05/il-giro-ditalia-benevento.html"&gt;&lt;strong&gt;qui&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;un altro stralcio .&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(*) Nel 1971 con l'inaugurazione dello stabilimento FIAT di Cassino, si è posto fine al processo migratorio delle genti di quella terra. Anzi, da allora si innescato un processo inverso di ritorno. Ancora oggi, giovani della terza generazione di immigrati da quella terra, hanno avuto la forza e il coraggio di intraprendere il viaggio contrario di quello che aveva fatto immigrare i loro nonni. (**) Non a caso ho voluto scrivere Montecassino nelle due versioni alternate: Montecassino e Monte Cassino. Ciò a seguito della falsariga tracciata da &lt;em&gt;Wikipedia&lt;/em&gt; ed anche perchè Giuseppe Bottai, ministro dell'Educazione Nazionale dal '36 al '43, in un suo saggio su "L'ideale romano e cristiano del lavoro in San Benedetto", la cita sempre col nome sdoppiato: &lt;strong&gt;Monte Cassino&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;autore: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mario (Marsh&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;) &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-330456863019088212?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/330456863019088212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=330456863019088212' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/330456863019088212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/330456863019088212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/06/la-citta-e-lacropoli-di-cassino.html' title='La città e l&apos;Acropoli di Cassino'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sjqbnzc-SmI/AAAAAAAAAms/WlEPUhhinNA/s72-c/chiesa48.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1687602545036274651</id><published>2009-06-11T23:17:00.022+02:00</published><updated>2009-06-12T20:31:18.461+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lettere e arti'/><title type='text'>La Letteratura, il Male e l'eticamente scorretto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF3AhmVLHI/AAAAAAAAAmU/UMirBgzdvcQ/s1600-h/lolita.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346185083568335986" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 294px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF3AhmVLHI/AAAAAAAAAmU/UMirBgzdvcQ/s320/lolita.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; La letteratura deve poter assorbire la complessità dell'esistenza e dell'individuo, senza cercare di spiegarla o giustificarla razionalmente. Vale la pena di ricordare il motto di &lt;strong&gt;Flaubert&lt;/strong&gt; secondo il quale "coi buoni sentimenti si fa solo cattiva letteratura". Eppure secondo lo scrittore &lt;strong&gt;Alessandro Piperno&lt;/strong&gt; l'aggressione subita da &lt;strong&gt;Le Benevole&lt;/strong&gt; di Jonathan Littell negli Usa, mostrerebbe come ormai anche la critica americana sarebbe schiava di un "sentire comune interessato ai diritti umani, ma poco interessato alla forma artistica". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Mi chiedo oggi se opere come &lt;em&gt;I Canti di Maldoror&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;Lolita&lt;/em&gt; troverebbero un editore. Se cioè, libri così eticamente equivoci, che non si vergognano di mettere in scena abusi su bambini e adolescenti in modo sarcasticamente inequivoco (e senza sottotitoli di condanna), non susciterebbero il rifiuto di un ambiente intellettuale forgiato sui tabù liberali"(&lt;em&gt;forse in questo caso l'autore avrebbe fatto meglio a usare il termine &lt;/em&gt;liberal).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Temo che Piperno abbia ragione. Perfino &lt;strong&gt;Thomas Mann&lt;/strong&gt; (nel suo alter ego del prof. von Aschenbach) nel suo racconto "Morte a Venezia" ci far&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF3-gxMV1I/AAAAAAAAAmc/nSWdBwkCdbs/s1600-h/morte+a+venezia.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346186148497348434" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 208px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF3-gxMV1I/AAAAAAAAAmc/nSWdBwkCdbs/s320/morte+a+venezia.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ebbe la figura dello &lt;em&gt;stalker &lt;/em&gt;guardone e pedofilo del giovane adolescente Tadzio. E che dire del reverendo anglicano Dodgson alias &lt;strong&gt;Lewis Carroll&lt;/strong&gt; e delle sue ninfette in fiore come la sua Alice Liddell (&lt;em&gt;fotografata dallo stesso Carroll, a sinistra in basso, in bianco&lt;/em&gt; &lt;em&gt;e nero&lt;/em&gt;), che ispirò il fantasmagorico viaggio-sogno sotterraneo di "Alice nel paese delle meraviglie" letto e conosciuto da tutti i bambini del mondo? Non c'è che dire: un prete pedofilo a cui va tolta la tonaca e messo alla berlina. La lista potrebbe andare avanti con &lt;strong&gt;Céline,&lt;/strong&gt; che Piperno (raffinato scrittore ebreo) non ha citato. Gli sarebbe consentita oggi la pubblicazione di "Bagatelle per un massacro", pamphlet rabbiosamente antisemita? Certamente insorg&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF4xYTNdJI/AAAAAAAAAmk/CdUf2MoHMvs/s1600-h/200px-Alice_Liddel_-_Beggar_Girl.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346187022397437074" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 289px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF4xYTNdJI/AAAAAAAAAmk/CdUf2MoHMvs/s320/200px-Alice_Liddel_-_Beggar_Girl.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;erebbe la ADL, l'Aipac o la Licra, per impedirlo. E del resto è sempre in forse la ripubblicazione di detto testo, cosa che , a mio avviso, serve solo a rendere più appetibile le vecchie copie in circolazione. Perciò, tanto vale ripubblicarlo, e non mettere sotto tutela il lettore presumibilmente adulto, vaccinato e in grado di discernere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ma Dio Santo" prosegue Piperno "guardatelo lo scrittore d'oggi: non fa che professare pubblicamente e impudicamente una livida religione dell'indignazione contro la pena di morte, contro il riscaldamento globale, contro i massacri in Darfur (ndr: &lt;em&gt;pensava forse a Bernard-Henri Lévy&lt;/em&gt;?)..."Almeno gli scrittori &lt;em&gt;engagé &lt;/em&gt;di una volta (i Sartre, i Brecht) avevano le palle e la classe di prendere colossali cantonate sostenendo spudoratamente lo stalinismo. Lo scrittore d'oggi, invece, somiglia sempre più a quelle scimmiette ammaestrate di Hollywood impegnate in grandi cause umanitarie invece che nella realizzazione di qualche buon film" (dall'articolo "&lt;strong&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/maggio/22/Quei_neopuritani_contro_Lolite__co_9_090522104.shtml"&gt;Quei neopuritani contro le "Lolite&lt;/a&gt;"&lt;/strong&gt; di A. Piperno - &lt;em&gt;Corriere della&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Sera&lt;/em&gt; del 22 maggio). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aggiungo che il discorso del Male e dell'eticamente scorretto ha attraversato la letteratura e la sua storia nonché buona parte delle arti figurative. Accuse di pedofilia se le beccherebbero certamente anche &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.balthus.it/lettura/tiporicerca.asp?catid=232"&gt;Balthus&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; ed &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Egon_Schiele"&gt;Egon Schiele&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, per i loro dipinti. Così Dostoevskij sarebbe considerato, secondo i parametri del pensiero "eticamente corretto", un autolesionista, Gide un molestatore di ragazzini extracomunitari, e così via. &lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Oso dire che senza &lt;em&gt;l'eticamente scorretto&lt;/em&gt; l'arte sarebbe priva di quell'essenza dionisiaca di forte impatto che ne rappresenta il suo sublime pungiglione in grado di sferzarci. Per paradosso, occorre considerare che quanto viene impedito nella pubblicistica in forza del correttismo politico odierno, si diffonde come una pandemia in modo patologico, catastrofico e letale nella società. Quasi fosse, per tragica nemesi,&lt;strong&gt; il ritorno del rimosso&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;Hesperia&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1687602545036274651?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1687602545036274651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1687602545036274651' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1687602545036274651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1687602545036274651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/06/la-letteratura-il-male-e-leticamente.html' title='La Letteratura, il Male e l&apos;eticamente scorretto'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SjF3AhmVLHI/AAAAAAAAAmU/UMirBgzdvcQ/s72-c/lolita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-1623425793437005484</id><published>2009-06-04T18:51:00.002+02:00</published><updated>2009-06-04T19:14:57.663+02:00</updated><title type='text'>Tesori nascosti d’Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/arte/recensioni/palestrina-maggio/palestrina-maggio/este_22111853_12270.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 295px; CURSOR: hand; HEIGHT: 371px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/arte/recensioni/palestrina-maggio/palestrina-maggio/este_22111853_12270.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;A Palestrina, una cittadina alle porte di Roma c’è un “gioiello” nascosto un edificio del II secolo a. C. che vanta uno stato di conservazione unico nel panorama dell'epoca e con una struttura muraria di quasi venti metri d'altezza, ricca di sofisticate decorazioni ornamentali.&lt;br /&gt;Una testimonianza di architettura ellenistica che non ha eguali in Italia e che gli archeologi chiamano&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/arte/gallerie/aula-absidata/aula-absidata/1.html"&gt; &lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/arte/gallerie/aula-absidata/aula-absidata/1.html"&gt;Aula absidata&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Questa meraviglia da anni è in attesa di essere restaurata &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/arte/recensioni/palestrina-maggio/palestrina-maggio/palestrina-maggio.html"&gt;come racconta &lt;/a&gt;la sopraintendente archeologa del Lazio Sandra Gatti: "Dopo sei anni di stallo, siamo in attesa ora della gara di appalto per iniziare i lavori che ci consentiranno almeno entro un anno la sistemazione del monumento e l'apertura al pubblico”.&lt;br /&gt;Questo progetto oltre al pregio artistico, apre anche nuove aspettative nel mondo degli studiosi, perché gli accertamenti archeologici fin qui condotti hanno riportato alla luce un patrimonio straordinario che farà luce su dubbi di carattere architettonico che fin’ora hanno diviso generazioni di archeologi. &lt;a href="http://www.acam.it/images/mosaic1.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 368px; CURSOR: hand; HEIGHT: 311px" alt="" src="http://www.acam.it/images/mosaic1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il nome di Aula absidata è da ricercare nella sua planimetria rettangolare culminante in una grande abside che ha la struttura di una monumentale grotta naturale, alta dodici metri, scavata nella roccia calcarea viva che trasuda ancora acqua, una sorta di ninfeo di palpabile suggestione decorato con nicchie disposte su due ordini, dove venne ritrovato &lt;a href="http://www.acam.it/mosaiconilo.htm"&gt;il celebre mosaico del Nilo&lt;/a&gt;, capolavoro assoluto di maestranze greco-alessandrine, oggi conservato al Museo nazionale archeologico Prenestino della cittadina.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Come tutti i tesori che si rispettino le meraviglie dell'Aula Absidata sono nascoste. Lo sono state per secoli perché l'edificio antico venne riconvertito in episcopio della città per poi essere utilizzato come seminario vescovile legato alla vicina cattedrale di S. Agapito. Con il risultato tragico che l'antica architettura fu letteralmente trasfigurata da scellerati rimaneggiamenti moderni che ne alterarono la lettura originaria.&lt;br /&gt;"Il recupero dell'Aula è stato assai delicato e difficile, ha necessitato una coraggiosa operazione di sventramento di tramezzi che avevano segmentato in tante stanze l'originaria planimetria, mortificando anche il raffinato mosaico a micro-tessere bianche (dai 2 ai 5 millimetri di lato) che rivestiva tutta la pavimentazione. Dopo è stata necessaria un'operazione di rimozione di cartongessi e controsoffitti che avevano ridimensionato la vertiginosa altezza dell'ambiente, ma soprattutto di eliminazione del pesante strato di intonaco bianco che aveva completamente occultato gli apparati decorativi sulle pareti. Ne vengono fuori duemila metri quadrati di struttura muraria in "opus incertum" (oggi articolati su quattro piani) impreziosita alla base da un podio con fregio riccamente scolpito che scorre lungo il perimetro rettangolare, e scandita sulle pareti da un doppio ordine di semicolonne culminanti in capitelli di stile ionico: "Ma non sono capitelli tradizionali da manuale - avverte Sandra Gatti - Sono un unicum, uno stile ionico raffinatissimo, diverso dai classici, con varianti estetiche mai riscontrate". Fulcro dell'Aula è sicuramente la grotta, vero gioiello di messinscena. "Bisogna immaginarsela in origine con il mosaico del Nilo coperto da un velo d'acqua e il gioco artefatto di stalattiti e stalagmiti che amplificavano l'effetto della roccia calcarea viva", avverte Sandra Gatti. E secondo il progetto, col completamento dei lavori sarà rimossa la tamponatura moderna della semicupola per offrire così al pubblico una visione anche dall'alto.&lt;br /&gt;Questo gioiello di architettura romana ellenistica di Palestrina è&lt;strong&gt; una delle migliaia di testimonianze di grande valore artistico, storico e archeologico che arricchiscono il nostro Bel Paese&lt;/strong&gt;, e che rimangono sconosciute al grande pubblico.&lt;br /&gt;Oggi si viaggia molto all’estero, in modo quasi “ossessivo-compulsivo” senza nemmeno conoscere il patrimonio artistico italiano, che per qualità e quantità non ha eguali al mondo e che all’estero tutti ci invidiano. Non c’è nazione più bella e ricca di storia dell’Italia, non dimentichiamolo mai, soprattutto &lt;strong&gt;DIFENDIAMO la nostra Patria&lt;/strong&gt;, da chi non rispetta noi e i nostri tesori (a buon intenditor poche parole...).&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Aretusa &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-1623425793437005484?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/1623425793437005484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=1623425793437005484' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1623425793437005484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/1623425793437005484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/06/tesori-nascosti-ditalia.html' title='Tesori nascosti d’Italia'/><author><name>Aretusa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12174582343922904173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09391719473226055236'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-5099069277866889358</id><published>2009-05-31T14:08:00.011+02:00</published><updated>2009-05-31T14:54:00.624+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='intervallo con foto'/><title type='text'>Sogno di un Giardino di mezza estate</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341960289106690002" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SiJ0lHxyf9I/AAAAAAAAAl8/QGh2jN4HGu0/s400/DSCN2394.JPG" border="0" /&gt; (&lt;em&gt;foto presso Tellaro)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In attesa dell'Esperide&lt;strong&gt; Aretusa&lt;/strong&gt;, che si trova in montagna a rilassarsi, pubblico queste foto che r&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SiJ1JG5YSdI/AAAAAAAAAmM/XqiyZcN7i2I/s1600-h/parco+di+nervi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341960907345381842" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 150px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SiJ1JG5YSdI/AAAAAAAAAmM/XqiyZcN7i2I/s200/parco+di+nervi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;appresentano un momento di giusta pausa preestiva. Anche i giardini di maggio e giugno (oltre che quelli di battistiani) si vestono di nuovi colori, nella luce trionfante del solstizio che avanza. Buon ponte della Repubblica e Arrivederci a presto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SiJ01IbW3kI/AAAAAAAAAmE/Fncf0G5wrfU/s1600-h/foto_nervi_035_parco_delle_rose.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341960564158946882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SiJ01IbW3kI/AAAAAAAAAmE/Fncf0G5wrfU/s320/foto_nervi_035_parco_delle_rose.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(&lt;em&gt;foto del parco di Nervi a destra&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;( foto piccola : &lt;em&gt;terrazza sul mare dal parco di Nervi&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-5099069277866889358?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/5099069277866889358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=5099069277866889358' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5099069277866889358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5099069277866889358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/05/sogno-di-un-giardino-di-mezza-estate.html' title='Sogno di un Giardino di mezza estate'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SiJ0lHxyf9I/AAAAAAAAAl8/QGh2jN4HGu0/s72-c/DSCN2394.JPG' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-5609444234247376372</id><published>2009-05-22T20:46:00.018+02:00</published><updated>2009-05-24T00:06:55.455+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arti figurative'/><title type='text'>Art Déco, arte dimenticata</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339128350007629538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 270px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Shhk8khsFuI/AAAAAAAAAlU/ef1v2uAfeiY/s400/martini_wally_toscanini.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il termine consta dell'abbreviazione di Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes, tenutasi a Parigi nel 1925. Indica una categoria eccentrica dell'arte e del gusto che copre un periodo di 20 anni circa, riguarda architettura, arredi di pregio ed ebanisteria, moda, dipinti e arti visive. In effetti, lo stile non nacque con la famosa Expo, che fu fondamentalmente una rassegna di oggetti e preziosi che già da tempo si andavano affermando. Una particolarità del 'movimento' (alquanto diversificato e scoordinato, in realtà) è il fatto d'esser la prima idea di modernità lussuosa realizzata, unita all'ultima incarnazione del classico: Modernità d'arte e avanguardia e Classicità quindi, al culmine della reciproca compenetrazione, alto artigianato d'arte, spesso 'firmato', unito alla prima produzione industriale. Se la Parigi degli anni 10 era già déco, gli Usa registrano un'adesione allo stile negli anni '30: lo si ravvisa nell'architettura, nelle scenografie dei film, nelle case 'a nave' fino allo streamline modern (oggi l'attento recupero del Miami Art Deco District). Quello americano è un déco più moderno e asettico, più rutilante, più aerodinamico e forse un po' artificioso, meno legato alla vecchia tradizione europea, da Paul Manship al Chrysler Building. Parigi ebbe i mobili lucidissimi e sinuosi di &lt;a href="http://www.ruhlmann.info/"&gt;Jacques Emile Ruhlmann &lt;/a&gt;tuttora quotati, l'azienda di &lt;a href="http://www.artnet.com/artist/104096/sue-et-mare.html"&gt;Süe et Mare&lt;/a&gt; , gli originali pannelli di &lt;a href="http://www.designmuseum.org/design/eileen-gray"&gt;Eileen Gray &lt;/a&gt;stupefacente ferro battuto di &lt;a href="http://www.artmetal.com/enrique/metal_art/Metal_Art_Paris_1925_Exhibit.html"&gt;Edgar Brand &lt;/a&gt;, le lacche di Jean Dunand (e i gioielli di Lalique e Cartier) che non hanno bisogno di presentazioni nemmeno per &lt;a href="http://kpsec.freeuk.com/eastburytech/GCSE-Resouce/art-deco-biography.htm"&gt;l'antiquariato recente&lt;/a&gt;. (&lt;em&gt;in alto al centro: Alberto Martini&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;ritratto di Wally Toscanini&lt;/strong&gt;, 1925 -&lt;em&gt; pastello - 135 x 205 cm&lt;/em&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://kpsec.freeuk.com/eastburytech/GCSE-Resouce/art-deco-biography.htm"&gt;.&lt;/a&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339129941987258530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 154px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhmZPHNcKI/AAAAAAAAAlk/eI5Y-2_ZmTg/s320/01_primaverachesirinnova.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;qui a destra:&lt;/em&gt; Galileo Chini &lt;em&gt;- la Primavera che perennemente si rinnova&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel déco in generale, anche in quello italiano, possiamo trovare, come fonti, indistintamente le arti primitive (motivi e forme di animali: raffigurazioni di &lt;strong&gt;tigri&lt;/strong&gt;, di &lt;strong&gt;pantere&lt;/strong&gt; dai volumi sinuosi, le &lt;strong&gt;antilopi, i cerbiatti, i levrieri;&lt;/strong&gt; rappresentano il trionfo della&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;forma e del movimento), la scultura e i vasi dell'antica Grecia, il geometrismo del cubismo e del futurismo, le cam&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhlUSgHzHI/AAAAAAAAAlc/H1NxporJNyw/s1600-h/intarsio.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339128757486079090" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 176px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhlUSgHzHI/AAAAAAAAAlc/H1NxporJNyw/s200/intarsio.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;piture cromatiche accese dei &lt;em&gt;Fauves&lt;/em&gt;, la severità Neoclassica quanto una sclerotizzazione del &lt;strong&gt;Biedermeier&lt;/strong&gt;, cristalli, motivi vegetali, o di raggi solari e getti d'acqua (la fontana della vita è un simbolo vitalistico ricorrente anche nel déco italiano che si ritrova fino nei cristalli delle credenze, intagliato o in serigrafie), forme femminili agili per una sorta di déco femminile (come nelle preziose statuine di ballerine o Diana) e un déco maschile forzuto-geometrico e monumentale-severo (con un qualcosa di atletico e marziale, negli arcieri).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Art Déco è caratterizzata dall'uso di materiali industriali e preziosi insieme: alluminio, acciaio inossidabile, bachelite, ma uniti a lacca tradizionalmente lavorata, legni anche rarissimi intarsiati in radiche preziose (mogano, ebano, bois de rose, macassar), poi incurvati in forme oggi spesso improbabili, uso di pergamena, pelle di squalo o di zebra. L'uso massiccio di forme zigzaganti, di curve larghe e volute, motivi acuti e radianti simboleggiano le novità della modernità, come l'energia elettrica, la vita veloce, la caratteristica 'uraniana' della prima fase del &lt;strong&gt;Novecento&lt;/strong&gt; per un'elevazione estetica della vita moderna, un linguaggio eclettico e un delirio formale un po' strabordante ma di grande fascino per l'alta borghesia italiana. L'Art Déco fu perciò una sintesi ardita di classicità e modernità quanto di acciaio e legno sbalzato, dai volumi generosi, dinamici, uno stile sempre opulento e lussuoso. Divenne popolare anche per gli interni dei cinema e dei transatlantici, se ne hanno declinazioni alte e basse, d'uso quotidiano. Alcuni considerano l'Art Déco come una vulgata del Modernismo in architettura. Il Razionalismo italiano ne utilizzò elementi misti a strutture più severe, soprattutto nelle città di fondazione in epoca fascista in Italia e nelle colonie (Libia, Eritrea, Etiopia) con agganci alla tradizione locale e al gusto esotico. In ottica déco-razionalista Sabaudia ne ha esempi in alcuni edifici, ma troviamo scorci architettonici del genere in tutta Italia.Una volta diffusosi nella produzione di massa, il déco iniziò a essere svalutato perché considerato &lt;em&gt;kitsch&lt;/em&gt;. Al di là di &lt;strong&gt;Ertè&lt;/strong&gt; e di &lt;strong&gt;Tamara de Lempicka&lt;/strong&gt;, conosciuti ormai universalmente, oltre &lt;strong&gt;Marcello Dudovich&lt;/strong&gt; e magari qualche imagerie nostalgica legata ad un cinema calligrafico stile Caterina Boratto in citazioni &lt;em&gt;Belle Epoque&lt;/em&gt;, oltre l'arte 'termale' che tutti abbiamo presente, la Mostra si propone coraggiosamente di evidenziare la personalità e l'individualità uniche del déco italiano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Lo svolgersi del Déco in Italia è stato suddiviso in 11 sezioni. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;- Inflessioni decorative- Verso nuove sintesi- Orizzonti esotici- Da Venezia a Bisanzio: il Déco di Vittorio Zecchin tra vetri e dipinti- &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Il Pochoir: mode tra oriente e settecento- Divagazioni futuriste- Donne del futuro- La severità del Déco- Il sogno dell’antico- Giò Ponti: conversazioni classiche alla Richard-Ginori- Déco scolpito.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Sono presenti, a garantire l'artisticità e l'ispirazione alta della selezione, soprattutto opere pittoriche che devono essere rivalutate, a grandi linee: i lavori ancora vici&lt;/em&gt;ni al &lt;em&gt;liberty di &lt;a href="http://www.arteliberty.it/arte_chini.html"&gt;Galileo Chini &lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;, Umberto Brunelleschi, Duilio Cambellotti, Giulio Aristide Sartorio, Alberto Martini. Le opere degli anni 20 di Felice Casorati, Guido Cadorin e Piero Marussig, Moses Levy&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhoWNzOhGI/AAAAAAAAAls/XiNRys0uYWo/s1600-h/casorati_concerto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339132089118655586" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 318px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhoWNzOhGI/AAAAAAAAAls/XiNRys0uYWo/s320/casorati_concerto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; (&lt;strong&gt;Felice Casorati&lt;/strong&gt;, 1924, &lt;em&gt;Concerto&lt;/em&gt;) i futuristi Giacomo Balla, Prampolini, Fortunato Depero, Diulgheroff, Fillia, gli orizzonti esotici del déco: Thayaht, le opere successive di Felice Casorati, Mario Sironi e Massimo Campigli. La mostra intende offrire al pubblico un esempio della produzione pittorica, senza tralasciare la scultura alla quale è stata riservata un’apposita sezione. A Giò Ponti è dedicata una sezione speciale nella Palladiana Villa Badoera a Fratta Polesine, mentre a Palazzo Roverella sarà presente una raffinata serie di sue ceramiche realizzate per la Richard Ginori. Famose di &lt;a href="http://www.giopontiarchives.org/"&gt;Giò Ponti &lt;/a&gt;anche le sue realizzazioni di mobili completi in radica, la decorazione dell'Università di Padova, e naturalmente tutta l'attività successiva come designer o meglio artista totale, non solo dell'art déco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhpCb5SBMI/AAAAAAAAAl0/9FtimiRpYJk/s1600-h/4_univ_padova%2520gi%25C3%25B2%2520ponti.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5339132848816391362" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/ShhpCb5SBMI/AAAAAAAAAl0/9FtimiRpYJk/s200/4_univ_padova%2520gi%25C3%25B2%2520ponti.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Giò Ponti&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;decorazione Università di Padova con figure dei letterati italiani&lt;/em&gt;: percorrendo i gradini si ha la sensazione di trovarsi faccia a faccia ora con uno ora con l'altro dei nostri autori grazie alla disposizione strategica delle figure. Contro le famose tesi di Adolf Loos, si può tranquillamente affermare che per il déco l'ornamento non è "un delitto", anzi è una necessità irrinunciabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sede&lt;em&gt;: Palazzo &lt;/em&gt;Roverella&lt;em&gt; - Via Giuseppe Laurenti, 8/10, Rovigo.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Periodo&lt;em&gt;:&lt;strong&gt; 31 gennaio - 28 giugno 2009&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Orari&lt;em&gt;: 9.30-19.00 (tutti i giorni), 9.00-21.00 (sabato), 9.00-20.00 (festivi), lunedì chiuso&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ingresso&lt;em&gt;: €9,00 intero - €7,00 ridottoTel: 0425460093 - 3483964685 (infos e prenotazioni)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Note:&lt;em&gt; la sezione Giò Ponti sarà visitabile presso Villa Badoer, in via Tasso, 1 - Fratta Polesine (RO) con orari 10.00-13.00; 14.00-18.00 (feriali) e 10.00-13.00; 14.00-19.00 (sabato e festivi).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Autore: &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;Josh&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-5609444234247376372?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/5609444234247376372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=5609444234247376372' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5609444234247376372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5609444234247376372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/05/art-deco-arte-dimenticata.html' title='Art Déco, arte dimenticata'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Shhk8khsFuI/AAAAAAAAAlU/ef1v2uAfeiY/s72-c/martini_wally_toscanini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-6419311523822766953</id><published>2009-05-15T18:58:00.013+02:00</published><updated>2009-05-16T23:57:17.740+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia'/><title type='text'>La regina Teodolinda tra storia e mito</title><content type='html'>&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336142955213072338" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 248px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3JvuQtp9I/AAAAAAAAAks/lcADbnYO3Cw/s400/rmuseomonza3.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Una nuova provincia s'affaccia ai nastri di partenza, fissata per il 6 e 7 giugno prossimi. Cinquantacinque comuni della provincia di Milano si sono uniti per dar vita alla provincia di Monza e Brianza. Questo post è dedicato a lei.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il 15 &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3MU5XAM_I/AAAAAAAAAlE/FpxxAr-cED8/s1600-h/teodolinda.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336145792870659058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 163px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3MU5XAM_I/AAAAAAAAAlE/FpxxAr-cED8/s200/teodolinda.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;maggio 589, a Verona, nell'accampamento dei Longobardi, di fronte ai cavalieri addobbati e schierati per il grande evento, venivano officiate le nozze fiabesche tra il loro re Autari e la giovane fidanzatina Teodolinda; da quel giorno Teodolinda sarebbe entrata a pieno merito nella storia e nella leggenda. Storia e leggenda di alti e bassi. Bassi, come quado Dante la ignorò o dimenticò di citarla nella &lt;strong&gt;Divina Commedia&lt;/strong&gt;. Colpa non tutta sua, forse, perchè i Longobardi, come prima di loro i Celti, tramandavano solo oralmente le loro storie, e può darsi che a Dante, dopo circa 600 anni dalla morte di Teodolinda, delle storie di lei non fosse pervenuto nulla; altrimenti l'avrebbe sicuramente cantata nel Paradiso, creando per lei versi intuitivamente entusiastici e di facile ispirazione. E' singolare la storia della regina Teodolinda: acclamata, protetta, benvoluta dal suo popolo, ma anche da popolazioni italiche, conquistate con la forza dall'esercito dei longobardi invasori, e sottomesse alla mercè del loro arbitrio. La popolazione italica che più di tutte è stata avvinta dal carisma di Teodolinda, è stata quella brianzola, e in particolare Monza, che in particolari momenti della sua storia, aveva pensato perfino ad una sua santificazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Teodolinda, figlia di Garibaldo, duca di Baviera, re dei Bavari, entra nelle cronache alto medioevali, tanto spesso tragiche e sanguinose, nei panni di una principessa da favola. Già quando Paolo Diacono, ascoltando la poesia orale del suo popolo, trascrisse sulla pergamena tradizioni e leggende, sottolineò come la regina, con il suo operato, fosse benvoluta sia dal popolo sia dai grandi di quell'epoca&lt;/em&gt;.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3Kk1hfYUI/AAAAAAAAAk8/_ivSdkqhDZA/s1600-h/nozze_di_teodolinda.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336143867695554882" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 314px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3Kk1hfYUI/AAAAAAAAAk8/_ivSdkqhDZA/s320/nozze_di_teodolinda.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il merito di Teodolinda fu quello di spianare la strada all'integrazione fra &lt;strong&gt;Longobardi e Romani&lt;/strong&gt;, poichè attraverso coraggiose scelte di carattere religioso, portò pace e benessere alle terre da lei governate. La pace tra Longobardi e l'Impero Romano fu un impegno costante che venne benevolmente accolto anche attraverso contatti epistolari con Gregorio Magno. La sua collaborazione con il Papa non si svolse solo sul piano religioso, ma anche su quello politico. I loro sforzi congiunti favorirono un accordo che garantì una pace decennale nel VII secolo. Gregorio serbò riconoscenza alla regina per il suo impegno sociale e politico, e le inviò numerosi doni per suggellare il rispetto e l'amicizia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il popolo, colpito dalla straordinaria figura della regina, celebrò attraverso racconti e leggende la potenza e la bellezza di questa affascinante sovrana Longobarda.&lt;br /&gt;Eccellente cavallerizza, era giunta a Verona col suo sfarzoso seguito e il 15 maggio 589, e nel campo di Sardi, presso Verona, dov'era schierato l'esercito longobardo, avvennero le nozze tra Teodolinda e il re longobardo Autari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Pavia, conquistata anni prima da Alboino, e scelta quale capitale del Regno Longobardo, giunse Teodolinda, forse nella stessa estate di quell'anno 589. Ma essendo abituata al clima più fresco e temperato della sua Baviera, si trovò forse impacciata al clima estivo di Pavia, caratterizzato da elevata umidità, essendo Pavia nel basso della Pianura Padana lombarda e proprio a ridosso del fiume Ticino.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;All: &lt;a href="http://untourperpavia.blogspot.com/"&gt;http://untourperpavia.blogspot.com/&lt;/a&gt;)Fu forse per la torridezza del suo clima estivo, che, durante il suo periodo di reggenza, Teodolinda fece spostare la capitale da Pavia a Milano, creando poi a Monza la residenza estiva, dove il clima è indubbiamente ancora migliore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E al nome moderno della città di Monza (&lt;strong&gt;Modicia&lt;/strong&gt; per gli antichi Romani) è legata una delle leggende più diffuse, create intorno la figura di Teodolinda. Ne circolano di varie versioni, che si differenziano solo per la località di partenza da cui Teodolinda iniziò la famosa passeggiata a cavallo, che poi la stancò, facendola assopire e quindi sognare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Già il fatto che il luogo di partenza della passeggiata a cavallo sia diverso tra le varie versioni, la dice lunga sul valore storico delle leggende, ma insegna anche che la Regina aveva saputo circondarsi di un tale affetto dalle sue popolazioni che andava spesso a visitare in groppa al suo cavallo, tanto da diventare poi per loro un mito. Si può pertanto affermare che ogni borgo, ogni paese della Brianza abbia una leggenda che la lega inestricabilmente al suo mito.La leggenda&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3KI-6mdJI/AAAAAAAAAk0/la8sZtqswaw/s1600-h/partenza_di_teodolinda_-_sogno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336143389180458130" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 160px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3KI-6mdJI/AAAAAAAAAk0/la8sZtqswaw/s320/partenza_di_teodolinda_-_sogno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; del nome dato a Monza, narra che &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Teodolinda si era da poco convertita al cattolicesimo e una notte, in sogno, le apparve il Salvatore che le disse di costruire una chiesa nel luogo dove le sarebbe apparsa una colomba. Teodolinda si svegliò e decise che avrebbe seguito il consiglio avuto nella notte. Un giorno, uscendo dal castello di Pavia, andò a caccia nel territorio di Monza e, mentre cavalcava nella foresta, stanca, si fermò a riposare lungo le rive del Lambro, all'ombra di un albero. Appena addormentata, in&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;strong&gt;sogno&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;, le apparve la bianca colomba che si fermò poco lontano da lei, indicandole dove avrebbe dovuto costruire l'edificio religioso.&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nella cappella all'interno del &lt;strong&gt;Duomo di Monza&lt;/strong&gt;&lt;em&gt; &lt;/em&gt; (&lt;em&gt;nella foto a destra&lt;/em&gt;), sono affrescate quarantacinque scene della vita della regina Teodolinda e tra queste vi è quella riguardante questo sogno. Il pittore, descrivendo questa scena, ha realizzato la figura della regina e l'immagine della colomba con le parole che vennero pronunciate dai rispettivi personaggi che sono: &lt;em&gt;Modo&lt;/em&gt; (qui) ed&lt;em&gt; Etiam&lt;/em&gt; (si). Dalle due parole pronunciate dalla colomba e dalla regina si formò il nome di &lt;strong&gt;Modoetia&lt;/strong&gt; (Monza)." (*)Il personale interessamento alla figura della regina Teodolinda, risale al tempo della mia giovinezza, quando sentivo raccontare ciò che ancora rimaneva delle antiche leggende sulla chiesetta romanica-medievale di Sant'Eusebio, a Cinisello Balsamo, incentrate tutte intorno la figura della mitica regina longobarda. L'interesse si è riacceso più tardi quando, nella Storia di &lt;strong&gt;Nova Milanese&lt;/strong&gt;, mi sono imbattuto in due leggende: quella più conosciuta, riguardante la "Strada della Regina" (**), che passa per Nova, e, quella meno nota, sulla chiesetta dell'Assunta, di Grugnotorto, frazione di Nova Milanese, che la leggenda vuole sia stata voluta dalla regina Teodolinda (**). &lt;/div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3MweokVUI/AAAAAAAAAlM/V6rhShWdlHU/s1600-h/duomo_di_monza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5336146266732909890" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3MweokVUI/AAAAAAAAAlM/V6rhShWdlHU/s320/duomo_di_monza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Bibliografia&lt;/strong&gt;: In Brianza sulle tracce di Celti e Romani (Donatella Mazza); Teodolinda regina dei Longobardi (Antonello Marieni) (*); Teodolinda la Longobarda (Alberto Magnani - Yolanda Godoy); Storia di Nova (Massimo Banfi - Angelo Baldo) (**). A dimostrazione del fatto che a Monza e Brianza l'interesse per la regina Teodolinda è più vivo che mai, domani, 16 maggio, in occasione della kermesse annuale regionale "Fai il pieno di cultura", a Palazzo Borromeo di Cesano Maderno verrà presentato un nuovo libro dall'emblematrico titolo: "Teodolinda il senso della meraviglia".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Autore: &lt;strong&gt;Mario (Marsh&lt;/strong&gt;)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-6419311523822766953?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/6419311523822766953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=6419311523822766953' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/6419311523822766953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/6419311523822766953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/05/la-regina-teodolinda-tra-storia-e-mito.html' title='La regina Teodolinda tra storia e mito'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sg3JvuQtp9I/AAAAAAAAAks/lcADbnYO3Cw/s72-c/rmuseomonza3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-5426491304777461715</id><published>2009-05-10T15:34:00.025+02:00</published><updated>2009-05-11T21:47:07.168+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rinascimento'/><title type='text'>Il mistero della bella Simonetta</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgdT4AA9LCI/AAAAAAAAAkc/87oovN9uDdI/s1600-h/venus.jpg"&gt;&lt;/a&gt; &lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334191016149015090" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 164px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbad6mkWjI/AAAAAAAAAjs/ouGpKWAunG4/s400/800px-Venus_and_Mars.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono dipinti che incutono la cosiddetta sindrome di Stendhal. E pare che tra i primi ad esercitare questa sorta di rapimento estetico accompagnato da tachicardia, ci siano proprio quelli di Sandro Botticelli, che guarda caso, fu perseguitato dal &lt;strong&gt;Savonarola&lt;/strong&gt; e dai suoi &lt;strong&gt;Piagnoni&lt;/strong&gt; (una sorta di frati simili ai Talebani di oggi) i quali distrussero un buon numero di sue pregiate tele. Se le belle immagini vengono perseguitate dall'&lt;em&gt;iconoclastia&lt;/em&gt; è segno evidente che detengono un potere pressoché magico. Non tutti sanno però che tra le muse ispiratrici dei suoi dipinti e di quelli di Piero di Cosimo ci fu una stupenda fanciulla morta in giovanissima età:&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Simonetta_Vespucci" target="_blank"&gt; &lt;strong&gt;Simonetta&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Cattaneo &lt;/strong&gt;in&lt;strong&gt; Vespucci&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, la cui breve vita è avvolta da un'aura di mistero. Chi muore giovane viene baciato dagli dei. E forse solo in questo sta in parte la spiegazione dell'immortalità postuma di Simonetta che ha esportato per il mondo la sua bellezza elevandola a modello universalmente riconosciuto. Parla di lei il poeta &lt;a href="http://spazioinwind.libero.it/letteraturait/antologia/quattro08.htm"&gt;&lt;strong&gt;Angelo Poliziano&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. Parla di lei il D'Annnunzio (&lt;em&gt;la bella Vespuccia&lt;/em&gt; ne l'&lt;em&gt;Alcyone&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era la più bella di Firenze. E infedele, si dice pure.&lt;br /&gt;La immortalarono&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Piero_di_Cosimo"&gt; Piero di Cosimo&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;, in veste di &lt;strong&gt;Cleopatra&lt;/strong&gt; (la ritrae, altera, con un'aspide al collo, quasi volesse dire &lt;em&gt;noli me tangere,&lt;/em&gt; sullo sfondo di un placido paesaggio fluviale) e Sandro Botticelli, nella sua celeberrima &lt;strong&gt;Nascita di Venere&lt;/strong&gt;. Anche ne &lt;strong&gt;La Primavera&lt;/strong&gt; è incerto se è stata raffigurata nelle vesti della ninfa Clori (ramoscello in bocca rapita da Zefiro) o in una delle Tre Grazie, poste a sinistra del misterioso dipinto. E' sempre Simonetta in&lt;a href="http://www.letteraturaalfemminile.it/venere_e_marte.htm"&gt; &lt;strong&gt;Venere e Marte&lt;/strong&gt; &lt;/a&gt;accanto a Marco Vespucci, suo consorte (&lt;em&gt;immagine in alto al centro&lt;/em&gt;), dipinto di grande valore simbolico-allegorico come del resto tutte le opere botticelliane, in cui posa signorilmente vestita (Botticelli fu abile disegnatore di tessuti), mentre Marco Vespucci (Marte) è spogliato e in stato di sonnolento abbandono: entrambi attorniati da giocosi faunetti che si trastullano con le armi del dio della guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi Venere (cioè lei), si fa anche &lt;em&gt;Minerva che doma il centauro&lt;/em&gt;, sempre in un famoso dipinto botticelliano (&lt;em&gt;in basso a sinistra)&lt;/em&gt; quasi a dimostrare che la Bellezza e la Saggezza dominano l'animalità. E naturalmente è sempre la Simonetta che ha dato un volto a numerose Madonne col Bambin Gesù. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cantarono il Poliziano e Lorenzo il Magnifico, che fu, tra l'altro, anche poeta in proprio. E, in tempi più recenti, pure Gabriele d'Annunzio.&lt;br /&gt;Furono in molti ad amarla: Marco Vespucci suo marito, figlio di Piero, alto dignitario della Corte dei Medici nonch&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgbazYCZoaI/AAAAAAAAAj0/laYT8NyPC2I/s1600-h/431px-Piero_di_Cosimo_Simonetta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334191384827634082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgbazYCZoaI/AAAAAAAAAj0/laYT8NyPC2I/s320/431px-Piero_di_Cosimo_Simonetta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;é cugino di Amerigo Vespucci, il famoso navigatore e scopritore. E il citato &lt;strong&gt;Lorenzo de' Medici, &lt;/strong&gt;suo fratello minore &lt;strong&gt;Giuliano,&lt;/strong&gt; che morirà nella congiura dei Pazzi durante il famigerato assassinio nel Duomo di Santa Maria del Fiore. E ancora &lt;strong&gt;Alfonso d'Aragona&lt;/strong&gt;, prima di diventare re di Napoli. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbd-tecAFI/AAAAAAAAAkM/j1Ib4uTUNGU/s1600-h/botticelli_grazie.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334194878095818834" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 126px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbd-tecAFI/AAAAAAAAAkM/j1Ib4uTUNGU/s200/botticelli_grazie.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Lo stesso Botticelli, sempre sensibile alla sua bellezza, dopo averla tanto dipinta, volle essere sepolto ai suoi piedi nella chiesa d'Ognissanti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Simonetta,&lt;/strong&gt; la bella Simonetta, la&lt;strong&gt; &lt;em&gt;senza paragoni&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, nasce nella distinta e facoltosa famiglia &lt;strong&gt;Cattaneo &lt;/strong&gt;nel 1453. Non si sa bene se a Genova o a Fezzano di Portovenere, un tempo sicuro avamposto della stessa Repubblica Marinara genovese. C'è chi, alimentando la leggenda, afferma che Portovenere prenda il nome da lei, la Venere vivente. E per curiosa coincidenza, proprio colà fu eretto nel periodo romano, un tempio pagano in onore di Venere, trasformatosi poi nel corso dei secoli, nella caratteristica chiesetta di S. Pietro in gotico genovese, a picco sul promontorio prospiciente il mare.&lt;br /&gt;Si sa, però, che si sposa nel 1468 giovanissima e con una ricca dote – a quindici anni – con Marco Vespucci e si trasferisce a Firenze, dove ha successo alla Corte dei Medici, in un fastoso e splendente periodo nel quale le donne ottenevano &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbb1zgmHfI/AAAAAAAAAkE/lcopIYGNJHA/s1600-h/botticelli.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334192526073404914" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbb1zgmHfI/AAAAAAAAAkE/lcopIYGNJHA/s320/botticelli.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;più omaggi che diritti (oggi avviene il contrario).&lt;br /&gt;Muore il 26 aprile 1476, a ventitrè anni. Si dice di tisi, ma la vulgata fiorentina parlò anche di un avvelenamento. E Lorenzo versa il suo dolore in un sonetto che inizia così: "&lt;em&gt;O chiara stella che co' raggi tuoi&lt;/em&gt;…".&lt;br /&gt;La sua vita, con risposte attendibili alle domande di sempre, la troviamo narrata in "&lt;em&gt;Simonetta Vespucci. La nascita della&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Venere fiorentina&lt;/em&gt;" di Giovanna Lazzi e Pa&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgbbaZX0xBI/AAAAAAAAAj8/w422uzV_B0g/s1600-h/clori+rapita+da+zefiro.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334192055200826386" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 130px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgbbaZX0xBI/AAAAAAAAAj8/w422uzV_B0g/s200/clori+rapita+da+zefiro.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ola Ventrone. Il giornalista Claudio Angelini ha scritto in tempi recenti "&lt;strong&gt;Il mistero di Simonetta&lt;/strong&gt;", romanzo ispirato alla sua squisita bellezza. Altro di lei non saprei narrare, se non che il suo ideale di bellezza neoplatonica rinascimentale recava già in nuce la dolcezza e la placida sensualità di quello stile tutto italiano che ci è universalmente riconosciuto. "&lt;em&gt;Cosa bella e mortal passa e non dura,&lt;/em&gt; diceva il&lt;em&gt; &lt;/em&gt;Poliziano&lt;em&gt;. &lt;/em&gt;Lei, invece, perdura fino ai nostri giorni. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Autore :&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Hesperia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Altri l&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbhj-A35JI/AAAAAAAAAkU/i2Vl0CT1fJ8/s1600-h/vespuccia.bmp"&gt;&lt;/a&gt;inks su &lt;strong&gt;Simonetta &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.comunedicortona.it/eventi/simonetta_vespucci.pdf"&gt;http://www.comunedicortona.it/eventi/simonetta_vespucci.pdf&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgdULZCfctI/AAAAAAAAAkk/GTf4LEPN24Y/s1600-h/venus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5334324838320272082" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 207px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SgdULZCfctI/AAAAAAAAAkk/GTf4LEPN24Y/s320/venus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.comunedicortona.it/eventi/simonetta_vespucci.pdf" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-5426491304777461715?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/5426491304777461715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=5426491304777461715' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5426491304777461715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/5426491304777461715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/05/il-mistero-della-bella-simonetta.html' title='Il mistero della bella Simonetta'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Sgbad6mkWjI/AAAAAAAAAjs/ouGpKWAunG4/s72-c/800px-Venus_and_Mars.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-567179636309700933</id><published>2009-05-02T22:10:00.008+02:00</published><updated>2009-05-03T11:44:51.882+02:00</updated><title type='text'>Monet al tempo delle ninfee-In mostra a Milano</title><content type='html'>&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 364px; CURSOR: hand; HEIGHT: 353px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://digilander.libero.it/monetweb/nne24.jpg" border="0" /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;color:#3333ff;"&gt;"Il giardinaggio è un'attività che ho imparato nella mia giovinezza quando ero infelice. Forse devo ai fiori l'essere diventato un pittore" &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Claude Monet nel 1890 acquistò a Giverny, lungo la Senna, una casa con un terreno, &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2009/04/Monet-giardiniere.shtml?uuid=7d2b3b72-358f-11de-a3bc-8ef68f46544e&amp;amp;DocRulesView=Libero"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;che trasformò in un giardino acquatico giapponese&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;. La proprietà consisteva in tre aree distinte: il giardino dei fiori, detto Clos Normand, di fronte alla facciata della casa, il giardino acquatico al di là della ferrovia, e l'orto-frutteto, coltivato in una proprietà separata, la Casa Blu. Dopo aver trascorso dieci anni a inventare le Clos Normand, e a ritrarre su tela le sue abbondanti fioriture, Monet rivolse la sua attenzione al terreno paludoso che si trovava in fondo alla proprietà, oltre la ferrovia. Comperò questa terra intrisa d'umidità e decise di creare un giardino acquatico, la parte principale era costituita da uno stagno, circondato da cotogni, felci, salici, rododendri e azalee, dove il grande pittore mise a dimora le più diverse specie di ninfee, diventando il suo giardino giapponese, oggi il più visitato al mondo (&lt;/span&gt;&lt;a href="http://giverny-france.com/"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;una bellissima fotogallery&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;)&lt;br /&gt;All’epoca Monet aveva cinquant’anni ed era già l’esponente più rappresentativo dell’Impressionismo, visse nella casa di Giverny per il resto della sua vita, cercando senza sosta di realizzare quella che considerò l’opera d’arte in assoluto più importante: il suo giardino. &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.omero.it/media/79/20070401-nove.JPG"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 500px; CURSOR: hand; HEIGHT: 375px" alt="" src="http://www.omero.it/media/79/20070401-nove.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Una magnifica ossessione che, come dirà lo stesso Monet “è una cosa che va al di là delle mie forze di vecchio”, catturandolo in una irrinunciabile sfida nel “riuscire a rendere ciò che sento”.&lt;br /&gt;La vita intorno a questo specchio d’acqua e soprattutto i giochi di luce che le ninfee determinavano furono l’ispirazione dei circa 200 quadri che Monet dipinse fino alla morte con quel suo particolarissimo stile di rarefazione, di evanescenza, quasi una progressiva dissoluzione della visione che caratterizzò la sua pittura nella parte finale della vita. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Quegli anni furono per Monet il tempo delle ninfee, e sono il tema della mostra allestita nelle sale di Palazzo Reale a Milano, ideata e curata da Claudia Zevi con il contributo di Jacques Taddei, Hélène Bayou, Michel Draguet, Marco Fagioli e Delfina Rattazzi.&lt;br /&gt;Venti grandi tele, che Monet dipinse tra il 1900 e il 1923, provenienti dal Museo Marmottan di Parigi (che in questa occasione ha effettuato il più numeroso prestito della sua storia) verranno esposte dal 29 aprile al 27 settembre.&lt;br /&gt;Accanto ad esse saranno in mostra anche immagini fotografiche coeve del giardino e, a rotazione (perché la delicatezza delle opere non consente un'esposizione alla luce per così tanti mesi consecutivi), 60 stampe di Hokusai e Hiroshige provenienti dal Museo Guimet di Parigi, a testimonianza del forte richiamo all'arte giapponese che ebbe un ruolo determinante nell'ultima stagione della vita del maestro impressionista. Monet non fu il solo pittore ad essere influenzato dalle produzioni giapponesi, ma è stato sicuramente il maggiore collezionista con 276 stampe nella tradizione ukiyo-e. Il suo maggiore interesse è la lettura del paesaggio e della natura attraverso un loro frammento e la serialità delle vedute, in particolare quelle del Monte Fuji e dei fiori di Hokusai, così come le serie delle acque e dei ponti di Hiroshige. Il confronto tra l’idea di paesaggio nell’arte giapponese e le opere di Monet è infine completato dall’esposizione di una serie di preziose fotografie dell’Ottocento, dipinte a mano, di giardini giapponesi.&lt;br /&gt;Informazioni sulla mostra: “Monet e il Giappone. Il tempo delle Ninfee”, dal 29 aprile al 27 settembre 2009, PALAZZO REALE, Piazza Del Duomo 12 Milano; orario: lunedì 14.30 – 19.30; martedì – domenica 9.30 – 19.30; giovedì 9.30 – 22.30. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;La biglietteria chiude un’ora prima. Info. tel.+39 02875672 &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;sito web&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.mostramonet.it/"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://www.mostramonet.it/"&gt;http://www.mostramonet.it/&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.valais.com/night/MONET.JPG"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 405px; CURSOR: hand; HEIGHT: 298px" alt="" src="http://www.valais.com/night/MONET.JPG" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-567179636309700933?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/567179636309700933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=567179636309700933' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/567179636309700933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/567179636309700933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/05/monet-al-tempo-delle-ninfee-in-mostra.html' title='Monet al tempo delle ninfee-In mostra a Milano'/><author><name>Aretusa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12174582343922904173</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09391719473226055236'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-8179461633060537304</id><published>2009-04-24T00:25:00.029+02:00</published><updated>2009-04-24T17:28:39.085+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia e immagini'/><title type='text'>La Primavera, il sorriso e le rose</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328032400467982194" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 374px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfD5PTWqd3I/AAAAAAAAAi0/7xYO5PuWv70/s400/Crespi_I028-007.jpg" border="0" /&gt; Infiniti sono i componimenti dedicati alla Primavera, che l'hanno come protagonista, o presenza indispensabile sullo sfondo. Stavolta la scelta cade su due brani, insoliti e non famosissimi, ma che a mio avviso vale la pena ricordare. Insolitamente hanno in comune, oltre ad un accenno alla primavera, un inno alla giovinezza, e un uso condiviso di alcuni elementi: il sorriso, il prato, le rose (e come sempre una riflessione sulla vita e sull'amore). Il primo è di &lt;strong&gt;Gabriello Chiabrera&lt;/strong&gt; (1552-1638) dedicato al sorriso di una donna. Nato a Savona, dopo la frequentazione del Collegio dei Gesuiti a Roma, fu a servizio del Card. Cornaro, e di varie corti. (dipinto Giuseppe Maria &lt;strong&gt;Crespi &lt;/strong&gt;- Convito degli dei, Bologna, palazzo Pepoli, 1691-1706, affresco)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ebbe notorietà per il "Poema eroico delle Guerre dei Goti" (1582), e compose moltissimo in versi: dal dramma per musica (Il rapimento di Cefalo, 1600), alla tragedia (Erminia, Angelica in Ebuda, etc.), alla satira (Sermoni, 1623-1632), anche se oggi è ricordato specie per le Canzoni e Canzonette (Genova 1586 e 1591). La caratteristica della sua poesia è una certa nota di classicismo, a cavallo tra Rinascimento e Arcadia, con qualche suggestione barocca. In realtà la cifra dell'autore è lo sperimentalismo metrico e linguistico: seppur ancora legato all’equilibrio e armonia cinquecenteschi, ripercorre forme e metri della lirica greca, la classicità di Pindaro, Saffo e Anacreonte, ma a un certo punto non può esimersi dal contaminare la sua classicità con il barocco: compaiono così nei suoi versi arditezze seicentesche, metafore, concettismi, giochi ad effetto di maestria ed eleganza. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Belle rose porporine, (1)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che tra spine&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;su l'aurora non aprite; (2)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma ministre de gli Amori,&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;bei tesori &lt;/em&gt;&lt;em&gt;di bei denti custodite. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dite rose preziose,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;amorose dite, &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;ond'è che s'io m'affiso (3)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfD5fp5O66I/AAAAAAAAAi8/hVRjh2ERQHk/s1600-h/previati_danza.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328032681396464546" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 250px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfD5fp5O66I/AAAAAAAAAi8/hVRjh2ERQHk/s320/previati_danza.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;nel bel guardo vivo ardente,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;voi repente disciogliete un bel soriso&lt;/em&gt;?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;E' ciò forse per aita di mia vita,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;che non regge a le vostr'ire?&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;O pur è, perché voi siete tutte liete&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;me mirando in sul morire? &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Belle rose, o feritate, (4)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;o pietate del sì far la cagion sia,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;io vo' dire in novi modi vostre lodi;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ma ridete tuttavia. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se bel rio, se bella auretta&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;tra l'erbetta sul mattin&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mormorando erra,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;se di fiori un praticellosi fa bello,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;noi diciam: ride la terra&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando avvien, che un zefiretto &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;per diletto,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;bagni il pie' ne l'onde chiare,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;sì che l'acqua su l'arena &lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;scherzi a pena,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;noi diciam, che ride il mare. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Se giamai tra fior vermigli,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;se tra gigli veste l'alba un aureo velo;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e su rote di zaffiro move in giro,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;noi diciam, che ride il cielo. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ben è ver, quando è giocondo &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ride il mondo,&lt;/em&gt;&lt;em&gt;ride il ciel quando è gioioso;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ben è ver, ma non san poi come voi/&lt;/em&gt;&lt;em&gt;f&lt;/em&gt;&lt;em&gt;are un riso grazioso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Note: (1)&lt;/em&gt; Allusione alle labbra di una donna (2) come dire "non sorridete al far del giorno"(3) "ond'è ch'io" qual è il motivo per cui/ "m'affiso" mi fisso(4) feritate, crudeltà (dalle "Rime" di Gabriello Chiabrera, edizione di riferimento "Maniere, Scherzi e Canzonette morali" a cura di Giulia Raboni,&lt;em&gt; Fondazione Pietro Bembo-Ugo Guanda, Milano-Parma 1998) Se ne ha una&lt;/em&gt; versione musicata da Giulio Caccini (1546-1618) "Aria Nona-Belle Rose Porporine" pubblicata nel 1601, n.22 ne "Le Nuove Musiche" Giuseppe Maria Crespi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il secondo componimento è di molto successivo, e di tutt'altra impronta, scritto da Vittoria Aganoor. Nacque a Padova nel 1855, morì a Roma nel 1910. Compì i suoi studi con i maestri Giacomo Zanella ed Enrico Nencioni. Tradusse De Musset e Baudelaire. In Italia ebbe rapporti con Aleardi, D'Annunzio, Di Giacomo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;La bella bimba dai capelli neri &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfD50wnPKBI/AAAAAAAAAjE/e5IH_NNI9eM/s1600-h/izza+da+volpedo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;è là sul prato e parla e gioca al sole.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Io so quei giochi e so quelle parole;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;rido quel riso e penso quei pensieri.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Son io la bimba dai capelli neri. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfHZe_qkbaI/AAAAAAAAAjM/NNAF7u2oO9M/s1600-h/izza+da+volpedo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5328278960665292194" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 198px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfHZe_qkbaI/AAAAAAAAAjM/NNAF7u2oO9M/s200/izza+da+volpedo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ed anche io vedo una fanciulla bruna,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;gli occhi sognanti al ciel notturno fisi.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Quante chimere e quanti paradisi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;negli occhi suoi! Te li rammenti, o Luna,&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;gli occhi febei della fanciulla bruna? &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ora è stanca; la penna ecco depose.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;E la man preme su le ciglia nere.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Di quanti sogni e quante primavere&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;vide sfiorir le immacolate rose?&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Ora è stanca; la penna ecco depose. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poesie complete &lt;a href="http://colet.uchicago.edu/cgi-bin/iww/navigate?/projects/artflb/databases/efts/IWW/fulltext/IMAGE/.264"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dipinti : Gaetano Previati,&lt;strong&gt; la Danza delle Rose&lt;/strong&gt;, 1908, Gardone, Vittoriale&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Giuseppe Pellizza da Volpedo -&lt;strong&gt; Girotondo 2°&lt;/strong&gt; (foto piccola) versione 1903 olio su tela 100cm. diametro Milano - Galleria d'arte moderna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Autore: &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Josh&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-8179461633060537304?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/8179461633060537304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=8179461633060537304' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/8179461633060537304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/8179461633060537304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/04/la-primavera-il-sorriso-e-le-rose-nella.html' title='La Primavera, il sorriso e le rose'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/SfD5PTWqd3I/AAAAAAAAAi0/7xYO5PuWv70/s72-c/Crespi_I028-007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2297935329031162323.post-8179189182099265147</id><published>2009-04-17T09:48:00.012+02:00</published><updated>2009-04-18T10:23:28.082+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='storia e cultura di territorio'/><title type='text'>Concerti di musica sacra a  Nova Milanese</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg65LkU5aI/AAAAAAAAAic/EYIuA1cPq1A/s1600-h/1234085872_marianne.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325571313397720482" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 199px; CURSOR: hand; HEIGHT: 199px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg65LkU5aI/AAAAAAAAAic/EYIuA1cPq1A/s320/1234085872_marianne.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Sembra quasi l'abbiano fatto per Il Giardino delle Esperidi, quasi per esaudire una nostra velata richiesta. Chissà se verrà replicato? Chiedevamo loro, indirettamente, a conclusione del mio &lt;a href="http://esperidi.blogspot.com/2009/03/i-canti-religiosi-tra-folclore-e.html"&gt;post &lt;/a&gt;sui canti popolari sacri. E così il 5 aprile, la domenica delle Palme, quel concerto di brani sacri popolari è stato riproposto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Nova Milanese&lt;/strong&gt; ha cinque chiese, delle quali due, che sono abbastanza recenti, sono totalmente prive di barriere architettoniche. Poichè per quella domenicale reti Rai avevano organizzato una campagna di sensibilizzazione contro le barriere architettoniche, gli organizzatori del concerto sacro, per andare incontro a portatori di handicap, hanno rinunciato a ripetere il concerto tra gli splendori della chiesa parrocchiale di Sant'Antonino, scegliendo invece la pur bella chiesa di San Giuseppe. Da tale scelta, attenti osservatori hanno p&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg8y9rvthI/AAAAAAAAAik/RVJsxxZOsQc/s1600-h/nova+milanese.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325573405614781970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg8y9rvthI/AAAAAAAAAik/RVJsxxZOsQc/s320/nova+milanese.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;otuto constatare quanto siano altresì sensibili i dirigenti del &lt;strong&gt;Gruppo di Canto Popolare&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;L'acustica è risultata a tratti migliore, tanto che, durante il recitativo, si è potuto lasciar suonare l'arpa elettronica di sottofondo,cui, invece, si era dovuto rinunciare nella volta precedente, per problemi di riverbero, dato che il suono dell'arpa sovrastava la voce recitante.&lt;br /&gt;Ho potuto anche riascoltare un assolo di violino, un brano celestiale che mi è sembrato di Mozart, il quale ha fatto risaltare le doti virtuosistiche di una giovane eccellente violinista, sconosciuta, però, al grande pubblico.&lt;br /&gt;Al di là del concerto, l'occasione m'è stata propizia per assecondare una curiosità circa l'aspetto predominante di questa Città: &lt;strong&gt;le Antiche Corti&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Occorre ricordare che a Nova Milanese sono sopravissute 31 cascine storiche, diventate poi corti di abitazione al termine dell'epoca contadina. Esse sono tuttora pulsanti di vita e molte di loro sono state salvate da demolizione certa, giungendo quasi intatte fino a noi, grazie soprattutto all'interessamento del Centro Culturale "Il Cortile", associazione volontaristica nata nel 1975 da una geniale idea di Mariuccia Elli. &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg_czJFizI/AAAAAAAAAis/3MI4yjuwh_0/s1600-h/antica+corte.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5325576323362818866" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 217px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg_czJFizI/AAAAAAAAAis/3MI4yjuwh_0/s320/antica+corte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' un gruppo assiduo di persone che si occupano del recupero, salvaguardia e sopravvivenza di luoghi, opere, tradizioni, manufatti antichi, ecc., degni di nota e degni quindi di essere tramandati intatti alle generazioni future. Di tale più ampia associazione fa parte il &lt;strong&gt;Gruppo di Canto Popolare&lt;/strong&gt;, citato in questo e nel mio precedente post per l'eccellente spettacolo di drammaturgia sacra cui hanno dato vita.&lt;br /&gt;Dal sopralluogo fatto in una di tali corti, &lt;strong&gt;la Corte degli Scuratti&lt;/strong&gt;, situata nel centro della città, a ridosso di Piazza Marconi, è poi scaturita una curiosità ancor maggiore. Nel suo cortile vi si trova un'Antica Pira, segnalata all'ingresso della corte da un decoroso cartello segnaletico bilingue (dialetto e italiano) che dice: Corte degli Scuratti: &lt;strong&gt;Antica Pira&lt;/strong&gt;. Accompagnata poi da una sintetica storia della Pira e dalle indicazioni per raggiungerla.&lt;br /&gt;Il nome Pira m'ha subito evocato i &lt;strong&gt;Celti&lt;/strong&gt; dell'epoca &lt;strong&gt;pre-Romana&lt;/strong&gt;, che hanno abitato queste zone, a partire dall'inizio del quarto secolo a. c. I Celti, sappiamo, compivano sacrifici umani e incenerivano i loro morti, adagiandoli su massi o pire. Venendo ad epoche più recenti, nel Medio Evo, le pire venivano usate anche per eseguire determinate condanne a morte,bruciando a vivo i condannati (gli esempi più noti sono quelli di Giovanna D'Arco, Giordano Bruno, il Savonarola; e come, poi, non ricordare La Pira del &lt;strong&gt;Trovatore&lt;/strong&gt; di Verdi).&lt;br /&gt;Ma l'Antica Pira di Nova Milanese, per ora, può essere datata solo dal 1181. A quell'anno, infatti, risale il primo documento storico che comprova l'esistenza di Nova (Milanese è stato aggiunto nel 1928, con R.D. del 28 giugno, quando, con l'acquisizione dei territori di Trento e Trieste, tale precisazione diventa necessaria per distinguere il comune di Nova Milanese, da quelli di Nova Levante e Nova Ponente, appartenenti alla provincia di Bolzano).&lt;br /&gt;Ma questo fatto, di per sè, fa pensare alla mancanza di qualche tassello nell'enorme mosaico che contraddistingue quest'area del Nord Milanese. Dei paesi intorno a Nova si sono trovati reperti che riportano le loro origini certe all'epoca celtica, romana, o immediatamente successiva. E' così infatti per Desio (Desium Burgus), Serenium Burgus (Seregno), Blasonum Burgus (Biassono), Cinixellum (Cinisello), Balsemum (Balsamo), Cuxanum (Cusano),Inciranum (Incirano), Palatiolum (Palazzolo), Varedeum (Varedo), Boisium (Bovisio), Vedanum (Vedano), Dugnanum (Dugnano), ma non è così per Nova Milanese.&lt;br /&gt;E il "giallo" s'infittisce ancor di più se pensiamo che lo storico Daverio in un documento di proprietà dello storico novese, Angelo Baldo, afferma che "&lt;em&gt;nel 1843 in Piazza Dugnani (l'attuale Via Madonnina) sono stati effettuati scavi archeologici per portare alla luce una tomba ritenuta appartenente al periodo pre-romano, ma senza alcun risultato; l'oggetto in questione si trattava, forse, di un antico pozzo" (&lt;/em&gt;da &lt;strong&gt;Storia di Nova&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;, di Massimo Banfi e Angelo Baldo).&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;autore&lt;em&gt;: &lt;strong&gt;Mario &lt;/strong&gt;(Marsh)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2297935329031162323-8179189182099265147?l=esperidi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://esperidi.blogspot.com/feeds/8179189182099265147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2297935329031162323&amp;postID=8179189182099265147' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/8179189182099265147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2297935329031162323/posts/default/8179189182099265147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://esperidi.blogspot.com/2009/04/concerti-di-musica-sacra-nelle-antiche.html' title='Concerti di musica sacra a  Nova Milanese'/><author><name>Hesperia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09818163143282417078</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='09550371126100322720'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_-kr2OvgcpGY/Seg65LkU5aI/AAAAAAAAAic/EYIuA1cPq1A/s72-c/1234085872_marianne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>16</thr:total></entry></feed>