Forse avrei fatto meglio a titolare Aznavour le Cabotin (l'Istrione). Ma è difficile dare agli istrioni la tragica nobiltà che ha dato lui nella sua famosa canzone. Eppoi avendo recitato (per Cayatte, per Truffaut) dire che Aznavour è un attore in fondo è la verità. Il pretesto per parlare di lui me lo ha offerto Marshall col suo post sottostante "Gli Armeni a Venezia". Così, per associazione di idee, non potevo esimermi dal parlare del cantante franco-armeno più famoso nel mondo. Qui nel video che ho scelto in apertura del post, canta inoltre "Les Comédiens" insieme ad una simpaticissima e vitale Liza Minnelli che si arrampica col suo strano francese americanizzato in un duetto indimenticabile, non prima di aver cercato di scappar via quando lui le dice che ha in serbo una bella sorpresa per lei: "Chiudi gli occhi, canteremo in francese". Liza ha una venerazione speciale per Aznavour e disse di essersi ispirata più volte a lui per voler diventare "un'attrice che canta", più che una vera e propria cantante nel senso classico.
Charles Aznavour nasce a Parigi il 22 maggio 1922 da immigrati di lingua e origine armena, e canta in sette lingue. La carriera d'Aznavour conosce il suo primo risveglio nel 1946, allorché vennne scoperto da Edith Piaf.
Si è esibito in molte parti del mondo. Ha dato lustro alla Francia ed è stato insignito della Legion d'Onore. È ambasciatore d'Armenia dal 12 febbraio 2009 e rappresentante permanente di questo paese, presso l'ONU. Vive in pianta stabile a Ginevra (Svizzera romanda) dopo che ebbe nel 1972, la brutta avventura col fisco francese di pagare, oltre a una salatissima amenda di centomila franchi e , anche l'umiliazione di finire in carcere per un anno con il governo di Giscard d'Estaing. Fu una ferita atroce per lui che aspramente risentito ebbe a scrivere una lettera sotto forma di poema che diceva :
Per aver servito la mia patria e la mia cultura, dieci milioni e un anno di prigione.
Dopo il terribile terremoto del 1988 che ha colpito l'Armenia, Charles Aznavour non finisce di dare il suo sostegno al suo paese d'origine, grazie alla sua fondazione da lui stesso attivata, Aznavour per l'Armenia.
Gli anni sessanta sono quelli che gli fanno spiccare il grande volo che poi manterrà per i 70, 80, 90: Je m'voyais déjà (canzone picaresca di un dilettante agli esordi artistici) Tu t’laisses aller (1960 - inserita da Godard nel film "La donna è donna" che parla di una donna che si mostra sciatta coi bigodini, mezza truccata e mezza no, con le calze arrotolate all'ingiù ), Il faut savoir (1961), Les comédiens (1962), Donne tes seize ans, La mamma (1963) sul ritmo di un flamenco, Et pourtant (1963), Hier encore (1964), For Me Formidable (1964), Que c'est triste Venise (Come è triste Venezia) (1964),La Bohème (1965), Emmenez-moi (1967) et Désormais (Oramai) (1969). Canzoni d'amore, legate al tempo che passa, legate alla nostalgia di una giovinezza irrecuperabile (Hier Encore, La Bohème, Come è triste Venezia). Atmosfere sospese , descrizioni di quel banale quotidiano, di cui i francesi sono maestri insuperabili come in "Bon Anniversaire" dove una cerniera lampo di un abito da sera di lei, s' inceppa e si spacca, e la serata d' anniversario si trasforma un'amara serata dove tutto è andato a monte, simbolo di un matrimonio ormai agli sgoccioli.
"Et moi dans mon coin" (E io tra di voi), è stata reinterpretata anche da cantanti come Mina e Battiato. Inutilmente, però, poiché senza nulla togliere a questi cantanti e in particolare alla grande Mina, le canzoni di Aznavour può farle solo Aznavour. Così come L'Istrione rifatto da Renato Zero e Massimo Ranieri. Nessuno di questi "istrioni" nostrani però, riesce a eguagliarlo, anche se ce la mettono tutta. E qui mi urge aprire una parentesi, sul perché i cantautori italiani (parlo in particolare della scuola genovese, che più hanno risentito della vicinanza con la Francia) non riescono ad uguagliare quelli francesi. Il problema è che i Brel, i Ferré, i Brassens, gli Aznavour, hanno fatto percorsi e studi teatrali. E questo è un valore aggiunto nelle capacità interpretative dell'arte dello stare in scena, per un artista canoro.
Faccio un breve excursus sulla sua attività cinematografica tralasciando per un momento di parlare di musica. I francesi non usano come noi le differenze tra cantanti e attori, come si può vedere dalla parallela carriera di Yves Montand (cantante e attore) o di Juliette Gréco (cantante e attrice). Pertanto anche ad Aznavour toccò la sorte di venire reclutato come attore (comédien) in alcuni importanti films come "Un taxi per Tobruk" di Denys de La Patellière, "Il passaggio del Reno" di André Cayatte dove diede un'ottima prova interpretativa, e soprattutto "Tirate sul pianista" un noir atipico di Truffaut, forse non perfettamente riuscito, ma comunque importante. Un film che, a detta di molti critici, stravolge i canoni del genere parodiando le figure dei gangster, ritratti come due "vecchi brontoloni" o le scene d'azione come i rapimenti e le sparatorie.
Anche il protagonista Chico (Aznavour) è una figura atipica per il genere: un personaggio buffo e timido le cui azioni, sempre in contrasto con i suoi pensieri, sono contraddistinte da un'esitazione che risulterà fatale per le donne che ama e che hanno dato la vita per lui, prima la moglie Theresa e poi Lena.
Famosa è anche la tenera commedia sentimentale "Paris au mois d'aout", con Susan Hampshire, storia di un uomo quarantenne che rimasto solo in città con moglie e figli in vacanza al mare, si innamora di una fotomodella inglese, film che gli ispirò la splendida canzone-colonna sonora, con ottimi arrangiamenti dell'amico Georges Garvarentz. Canzone, che personalmente adoro e che metto tra le mie preferite.
For me formidable , in questa canzone di cui ho messo il testo in link mentre scorre la musica, Aznavour riesce ad essere convincente anche quando fa un genere ludico e scherzoso. Come quando sovrappone e mescola l'Inglese al francese, in un simpatico gioco di calembours e di assonanze. Ha composto qualcosa come mille canzoni e pertanto è difficile fare una classifica, poiché ciascuno di noi ha nel cuore il "suo" Aznavour. O in "Les plaisirs démodés (Quel che non si fa più), nella quale si trova a disagio in una discoteca psichedelica dove non si può nemmeno parlare con la persona amata e cerca di danzare un lento con lei, recuperando le atmosfere romantiche d'antan.
Buone prove anche come autore per altri, nell'ambito della musica pop. Davvero deliziosa la canzone composta con l'amico Garvarentz per Sylvie Vartan "La plus belle pour aller danser", una canzone che conserva ancor oggi un fascino innocente e una freschezza virginale. E pure per Johnny Hallyday "Retiens la nuit".
Il suo sodalizio col musicista e arrangiatore Georges Garvarentz (divenuto poi suo cognato per aver sposato sua sorella) armeno come lui, nato ad Atene, creerà un binomio indissolubile di successi a quattro mani firmati Aznavour-Garvarentz. Un sodalizio di grande successo durato fino alla morte del secondo nel '93 che può paragonarsi per fama e durata al duo Mogol-Battisti o a Lennon-Mc Cartney.
Aznavour dichiara di cantare molto volentieri in Italiano e in Spagnolo, asserendo che con le lingue latine, in fondo si sente a casa sua. In Italia ha avuto ottimi parolieri da lui molto apprezzati. Hanno collaborato con lui Giorgio Calabrese e Sergio Bardotti. In effetti, Aznavour riesce a cantare in Italiano, preservando aura alle sue canzoni e mantendovi intatta tutta la sua particolare francesità. La disinvoltura con cui canta e parla numerose lingue è certamente un lascito che gli proviene dal suo essere un uomo dell'Est. Sappiamo che i francesi, infatti, non sono molto portati per le lingue. Eppoi che dire di quella sua voce arrocchita, così inimitabile, fatta di scatti repentini, quasi un...recitar cantando?
Concludo con una canzone che ha fatto il giro del mondo, poiché è stata la colonna sonora del film Notting Hill con Hugh Grant e Julia Roberts. Ho trovato questa versione mixata in Italiano, Tedesco, Spagnolo, Francese, Inglese da parte di un amatore che ha fatto un suo medley linguistico in rete, un pastiche, che ben si adatta alla personalità del cantante franco-armeno: She. Riascoltiamola, perché il grande Charles ha avuto modo di dire che questa, è una canzone che lo nutre (nel senso delle royalties) pour toujours. Beato lui!
Hesperia
Si è esibito in molte parti del mondo. Ha dato lustro alla Francia ed è stato insignito della Legion d'Onore. È ambasciatore d'Armenia dal 12 febbraio 2009 e rappresentante permanente di questo paese, presso l'ONU. Vive in pianta stabile a Ginevra (Svizzera romanda) dopo che ebbe nel 1972, la brutta avventura col fisco francese di pagare, oltre a una salatissima amenda di centomila franchi e , anche l'umiliazione di finire in carcere per un anno con il governo di Giscard d'Estaing. Fu una ferita atroce per lui che aspramente risentito ebbe a scrivere una lettera sotto forma di poema che diceva :
Per aver servito la mia patria e la mia cultura, dieci milioni e un anno di prigione.
Dopo il terribile terremoto del 1988 che ha colpito l'Armenia, Charles Aznavour non finisce di dare il suo sostegno al suo paese d'origine, grazie alla sua fondazione da lui stesso attivata, Aznavour per l'Armenia.
"Et moi dans mon coin" (E io tra di voi), è stata reinterpretata anche da cantanti come Mina e Battiato. Inutilmente, però, poiché senza nulla togliere a questi cantanti e in particolare alla grande Mina, le canzoni di Aznavour può farle solo Aznavour. Così come L'Istrione rifatto da Renato Zero e Massimo Ranieri. Nessuno di questi "istrioni" nostrani però, riesce a eguagliarlo, anche se ce la mettono tutta. E qui mi urge aprire una parentesi, sul perché i cantautori italiani (parlo in particolare della scuola genovese, che più hanno risentito della vicinanza con la Francia) non riescono ad uguagliare quelli francesi. Il problema è che i Brel, i Ferré, i Brassens, gli Aznavour, hanno fatto percorsi e studi teatrali. E questo è un valore aggiunto nelle capacità interpretative dell'arte dello stare in scena, per un artista canoro.
Faccio un breve excursus sulla sua attività cinematografica tralasciando per un momento di parlare di musica. I francesi non usano come noi le differenze tra cantanti e attori, come si può vedere dalla parallela carriera di Yves Montand (cantante e attore) o di Juliette Gréco (cantante e attrice). Pertanto anche ad Aznavour toccò la sorte di venire reclutato come attore (comédien) in alcuni importanti films come "Un taxi per Tobruk" di Denys de La Patellière, "Il passaggio del Reno" di André Cayatte dove diede un'ottima prova interpretativa, e soprattutto "Tirate sul pianista" un noir atipico di Truffaut, forse non perfettamente riuscito, ma comunque importante. Un film che, a detta di molti critici, stravolge i canoni del genere parodiando le figure dei gangster, ritratti come due "vecchi brontoloni" o le scene d'azione come i rapimenti e le sparatorie.
Anche il protagonista Chico (Aznavour) è una figura atipica per il genere: un personaggio buffo e timido le cui azioni, sempre in contrasto con i suoi pensieri, sono contraddistinte da un'esitazione che risulterà fatale per le donne che ama e che hanno dato la vita per lui, prima la moglie Theresa e poi Lena.
Famosa è anche la tenera commedia sentimentale "Paris au mois d'aout", con Susan Hampshire, storia di un uomo quarantenne che rimasto solo in città con moglie e figli in vacanza al mare, si innamora di una fotomodella inglese, film che gli ispirò la splendida canzone-colonna sonora, con ottimi arrangiamenti dell'amico Georges Garvarentz. Canzone, che personalmente adoro e che metto tra le mie preferite.
For me formidable , in questa canzone di cui ho messo il testo in link mentre scorre la musica, Aznavour riesce ad essere convincente anche quando fa un genere ludico e scherzoso. Come quando sovrappone e mescola l'Inglese al francese, in un simpatico gioco di calembours e di assonanze. Ha composto qualcosa come mille canzoni e pertanto è difficile fare una classifica, poiché ciascuno di noi ha nel cuore il "suo" Aznavour. O in "Les plaisirs démodés (Quel che non si fa più), nella quale si trova a disagio in una discoteca psichedelica dove non si può nemmeno parlare con la persona amata e cerca di danzare un lento con lei, recuperando le atmosfere romantiche d'antan.
Buone prove anche come autore per altri, nell'ambito della musica pop. Davvero deliziosa la canzone composta con l'amico Garvarentz per Sylvie Vartan "La plus belle pour aller danser", una canzone che conserva ancor oggi un fascino innocente e una freschezza virginale. E pure per Johnny Hallyday "Retiens la nuit".
Il suo sodalizio col musicista e arrangiatore Georges Garvarentz (divenuto poi suo cognato per aver sposato sua sorella) armeno come lui, nato ad Atene, creerà un binomio indissolubile di successi a quattro mani firmati Aznavour-Garvarentz. Un sodalizio di grande successo durato fino alla morte del secondo nel '93 che può paragonarsi per fama e durata al duo Mogol-Battisti o a Lennon-Mc Cartney.
Aznavour dichiara di cantare molto volentieri in Italiano e in Spagnolo, asserendo che con le lingue latine, in fondo si sente a casa sua. In Italia ha avuto ottimi parolieri da lui molto apprezzati. Hanno collaborato con lui Giorgio Calabrese e Sergio Bardotti. In effetti, Aznavour riesce a cantare in Italiano, preservando aura alle sue canzoni e mantendovi intatta tutta la sua particolare francesità. La disinvoltura con cui canta e parla numerose lingue è certamente un lascito che gli proviene dal suo essere un uomo dell'Est. Sappiamo che i francesi, infatti, non sono molto portati per le lingue. Eppoi che dire di quella sua voce arrocchita, così inimitabile, fatta di scatti repentini, quasi un...recitar cantando?
Concludo con una canzone che ha fatto il giro del mondo, poiché è stata la colonna sonora del film Notting Hill con Hugh Grant e Julia Roberts. Ho trovato questa versione mixata in Italiano, Tedesco, Spagnolo, Francese, Inglese da parte di un amatore che ha fatto un suo medley linguistico in rete, un pastiche, che ben si adatta alla personalità del cantante franco-armeno: She. Riascoltiamola, perché il grande Charles ha avuto modo di dire che questa, è una canzone che lo nutre (nel senso delle royalties) pour toujours. Beato lui!
Hesperia









































