mercoledì 23 aprile 2008

Animalia



Nel Giardino delle Esperidi si puo' intravedere un cigno..

Ci si puo' immaginare il canto degli uccellini e un movimento rapido delle foglie,
a causa del passaggio di qualche animaletto.
Egle ama molto gli animali, senza essere animalista.

Il Canada é un Paradiso per gli animali, perché le sterminate foreste o le terre a Nord, preservano la natura e il loro habitat naturale.
Anche nei pressi delle case della piccole città, puoi essere visitato da scoiattoli, marmotte,
puzzole, orsetti lavatori, e talvolta da cervi e orignali.
A qualcuno é capitata qualche disavventura con degli orsi..


Lontre e castori si possono incontrare vicino ai corsi d'acqua.
La gente ama sopratutto gli uccelli e mette casette di tutti i tipi all'esterno delle abitazioni in modo da poterli nutrire e dar loro sollievo.
Qui le anatre si sollazzano nei numerosi laghi e puoi vedere gruppi di tacchini selvatici
passeggiare ai bordi delle strade.In autunno si assiste alla partenza in massa delle anatre per i Paesi piu' caldi.

Piu' a Nord ci sono isole abitate soltanto da uccelli di specie rare e tutta la fauna é curata e osservata da un organismo governamentale che spende parecchio e che finanzia la ricerca e lo studio delle specie.

Pero'...
Ci sono i cacciatori.

Quelli che cacciano per bisogno e tradizione come gli autoctoni e quelli che lo fanno per piacer loro.E sono molti, e se ne vantano perché l'arte venatoria é uno di quei baluardi maschili ai quali l'homo americanus non sa rinunciare. Anche se oggi ci son anche donne che ci provano, tanto per imitare ancora una volta l'uomo e non sentirsi da meno.

Ci sono anche i cacciatori di foche e, malgrado non si faccia piu' da tempo la caccia a colpi di bastone dei piccoli di foca, la caccia alle foche continua e l'opinione pubblica é indignata per la "diffamazione" degli europei che accusano i canadesi.



Poi ci sono altri controsensi in questo Paradiso della natura.

Guai a disturbare i vicini con un cane troppo abbaiante, japeux, é meglio fargli tagliare le corde vocali e via. Non vedrai mai un cane senza guinzaglio e non puoi vederlo mai in un negozio o in un centro commerciale.
Purtroppo non li puoi portare neanche nei Parchi..

I gatti che rovinano i divani e le tende sono opportunamente degriffati in modo da non

fare piu' danni.


Gli scoiattoli sono considerati alla stregua dei topi..guai a dar loro da mangiare e sopratutto a farli avvicinare alla tua casa! Potrebbero introdursi dai camini e rosicchiare a destra e a manca.


Ma poi vai nei Parchi Nazionali e sono cosi' belli, selvaggi e al tempo stesso curati, con laghi, foreste,sentieri e rifugi e ti riconcilii con questo Paese.



Le guardie forestali sono gentili e tutto é ben spiegato, anche le tracce degli orsi e cosa fare nel
caso in cui...





Postato da Egle

32 commenti:

Hesperia ha detto...

Ma che splendida idea hai avuto, Egle, di parlarci della natura attraverso queste foto e attraverso l'esperienza del paesaggio canadese da te effettuata. E che carini i procioni o orsetti lavatori. Suppongo che il berretto del laggendario Davy Crokett fosse fatto proprio con quella pelliccia lì. E' vero che sono così intrusivi e che si avvicinano molto alle abitazioni?
L'unica cosa che non apprezzo di queste importanti descrizioni è l'idea che a un cane possano tagliare le corde vocali.Dopotutto, credo, dal tuo post precedente sull'abitare, che dello spazi ce ne sia. E molto.

Hesperia ha detto...

PS: però non mi si apre la prima foto in alto, chissà come mai. Che animale era?

Egle ha detto...

Cara Hesperia,
era un orignale, ma a me non si apre un'altra foto...
Con blogspot ho sempre dei problemi per le foto..
Ora vedo che posso fare...

unedame ha detto...

Acc...mi é sparito il procione..
Da ieri ho problemi coi blog..

Comunque il mio intento era raccontare come qui si abbia cosi' tante occasioni di stare con gli animali, che gli indigeni li considerano...disturbatori del loro modo perfezionista di abitare.

Mi é capitato spesso di vederne. Anche degli orsi. Passati velocemente sul nostro cammino..
Per fortuna eravamo in macchina!

Sympatros ha detto...

"Aveva una casetta piccolina in Canadà con vasche, pesciolini e tanti fiori di lillà, e tutte le ragazze che passavano di là dicevano: "Che bella la casetta . la casetta in Canadà"

Bel quadretto naturistico, di una natura incontaminata, sublimata dal tocco e dal dichiarato amore di Egle per la natura e gli animali, le immagini, che il mio mac apre perfettamente, danno un quadro terso e amabile della natura canadese. Io preferisco ricordare la natura selvaggia e pericolosa del Nord America, come nei fumetti della mia infanzia, che parlavano di avventure, di cacciatori di pelli, in una natura selvaggia, in un taiga sconfinata e ghiacciata.
Comunque, dato che mi sono ritagliato un ruolo di "guastafeste", devo dire che sono gli occhi di Egle, gli occhi dell'uomo in genere, che vedono il bello nella natura, la quale spesso non è altro che lotta feroce per l'esistenza, gli uccellini, i cari uccellini, sono tra gli animali più aggressivi.
Anche io sono un amante della natura, totale e intenso, la natura che si affaccia sull'Ionio profondo, di fronte all'Ellade solare. Una natura differente da quella canadese e che, a causa o grazie al clima e ai profumi, specie in questa Primavera che si apre, consente un'esperienza, un rapporto quasi "mistico" con essa; in un momento di solitudine incantevole, quando l'uomo sembra farsi natura e la natura assumere e caricarsi di elementi psichici. Forse, però, questa esperienza in Canada non è possibile, perché se ci si lascia andare, ci si ritrova con un orso dietro le spalle!!

Egle ha detto...

Sympatros,
il Nord America é duro a vivere. Penso sopratutto a coloro che ci vennero per primi..
Uragani, tornados, inondazioni, terremoti, deserti e animali feroci.
Inverni freddi e carichi di neve e estati torride.
In cinque minuti di strada puoi trovarti in posti completamente disabitati.
Se mi fai pensare al dolce Mediterraneo con le sue piante profumate,bé...mi appare veramente un luogo protetto e pacifico..

Sympatros ha detto...

Uelà, Anonimo, dovrebbe essere il drago ad intervenire, ma penso che lo sappiano fare pure la ninfe, ma ti voglio dire pacatamente una cosa; non entro nel merito, nel materiale argomentativo del tuo post, entro nel tono, nel significante e non nel significato e se fossi in te un pò mi preoccuperei. Il tuo post trasuda fastidio, aggressività e anche un pò di cattiveria, ora questi son tutti sintomi che freudianamente depongono male, non sul post di Egle, ma su di te. Il fastidio deriva spesso da qualche cosa che si vede, si vorrebbe avere e non si può avere. Interrogati e vedi se la serenità, la linearità semplice di Egle è più qualcosa che ti manca, che qualcosa da disprezzare. Spero per te che tu sia donna e non uomo, se no la sintomatologia è ancora più grave e poi quel "mi fate pena" finale è più una dichiarazione di odio e quindi di........ desiderio di amore, caro/cara anonimo

Hesperia ha detto...

Sympatros, quando trattasi di trolls (per lo più maschi e noi sappiamo pure di chi si tratta), vale la parafrasi dantessca del "non ti curara di lor ma banna e passa". Tenterà altre volte di provocare ma tu non riscontrarlo.
Penso che una cosa meravigliosa di questa terra, sia tutto lo spazio a disposizione che ha ogni singolo abitante.
Mi piacerebbe saperne di più sulle disposizioni di caccia.
Gli orignali sono quelle specie di karibù con le corna che sembrano spatole ramificate, vero?

Philip Marlowe ha detto...

Credo che questo argomento mi intrighi particolarmente, poiché io sono un amante della wilderness e anche di questa zona geografica. La caccia, se debitamente regolamentata, fa parte delle giuste attività e dei riti di passaggio uomo-natura che stanno a ricordargli quando doveva essere a sua volta predatore per poter sopravvivere. Oggi, è ridotto a rituale contestatissimo, ma a noi uomini non è rimasto più nulla: né la paternità, né il fumo, né la caccia né altro di tipicamente virile. E dire che i cacciatori concorrono anche al ripopolamento delle riserve con i propri soldi.

unedame ha detto...

Grazie Sympatros per la tua difesa cavalleresca! :-) Il tizio lo conosciamo, purtroppo!

Hesperia, l'orignale é l'alce, sono io che ormai lo chiamo come lo chiamano qui.. É un animale bellissimo, no, forse é piu' buffo che bello, pero' sa essere pericoloso per la sua mole e le sue corna.

Marlowe,
ti capisco, hai ragione per la viril caccia. Pero', siccome io non sono un'amazzone, come da tradizione, mi impietosisco.
I ruoli sono salvaguardati: l'uomo cacciatore, donna pietosa.
Ho messo apposta un link di un tale che mostra gli orsi ammazzati. Non é che mi piaccia tanto la sua faccia soddisfatta...:-)

Le regole della caccia ci sono, ma non le conosco. Certamente sono orientate all'abbattimento delle specie in sovrappiu'.

Un posto speciale merita la pesca. É anche questa un'attività amatissima e momento importante per gli avvicinamenti famigliari. Un papà che vuole riuscire a capire suo figlio, lo porta a pescare, lontano dalle influenze materne...

Gruppi di amici prenotano vacanze di pesca per stare tra uomini, e raggiungono, a bordo di piccoli aerei località sperdute.

Aretusa ha detto...

Wow!!! Che altruisti i cacciatori, peccato che lo fanno per poi ammazzare i "destinatari" del loro sforzo economico...
Mio caro Marlowe, rispondo per primo a te, di cui apprezzo la ruvida mascolinità...ma credimi non c'è nulla di virile nello sparare ad un uccellino, ad una lepre, ad un fagiano.
E se una volta era una legge "naturale", perchè la caccia era mezzo di sostentamento, adesso lo trovo bestiale.
Divertirsi, uccidendo...beh, si commenta da solo.
Mio caro che ne dici di safari fotografico, al fianco di una bella donna?
Non compenserebbe ugualmente le frustrazione maschili?
ciao Are

Aretusa ha detto...

Cara Egle come avrai potuto appurare dal commento per Marlowe, sono un animalista, o meglio ho grande rispetto per la natura sia essa un animaletto, un albero, un insetto.
Quando cammino in un bosco, mi sento come in "casa d'altri", non sporco, non strappo rami, osservo la natura e m'immergo in essa.
Godo del silenzio, del profumo, della vista che ho davanti.
Delle infinite varietà di verde, del volteggiare di una farfalla (purtroppo sempre più rare), di un fiore che fa capolino da un cespuglio.
Amo la natura sempre, in estate quando é rigogliosa, in primavera quando tutto sboccia, in autunno quando si prepara al gelo, e in inverno, coperta di bianco.
Ovviamente il tutto quando sono in montagna, a Milano le occasioni per apprezzare la natura sono pressoché inesistenti.
Amo i fiori, e amo in particolar modo gli animali.
Non capisco come si possa godere dall'imbracciare un fucile per ammazzare un altro essere vivente, per divertimento.
Il link sugli orsi ne é un esempio...quell'uomo tronfio, che si sente tanto virile, avesse incontrato l'orso senza il suo "cannone", se la sarebbe fatta addosso.
Ma si é armato, é andato a casa dell'orso, nel suo habitat, si é appostato, ha mirato e ha sparato...che grande prova di coraggio!!!!
Mi spiace ma i cacciatori non li sopporto proprio.
Posso, con uno sforzo, arrivare a capire la faccenda dei gatti e dei cani, anche se personalmente, mai mi sognerei di togliere le unghie ai miei gattoni.
Posso capire che l'abbaiare infastidisca...ma qui mi fermo.
Un abbraccio e complimenti per il tema, molto appassionante
Ciao Are

Philip Marlowe ha detto...

Apprezzo lo spirito conciliante di Egle, in un momento di grande neutralità tra i generi, che non mi piace affatto. Giusto che tu faccia la pietosa, e il lo spietato cacciatore: i ruoli sono rispettati.
Aretusa, sei liberissima di pensarla come vuoi, ma io a caccia ci vado . E credo pure che saper usare un fucile, coi tempi che corrono possa servire all'autodifesa. Se volete l'uomo testosteronico che vi difende allora non potete costruirvelo su misura come volete voi (della serie questo sì e questo no). Agli uccellini, stai tranquilla che non sparo. A pernici, starne e fagiani invece sì. E del resto non depredo nulla perché è roba che noi stessi ripopoliamo.

Aretusa ha detto...

Caro Marlowe, personalmente dell'uomo testosterico non so proprio che farmene.
Abito a Milano, spesso giro da sola e mi sono comprata un bello spray al pepe. So difendermi, non sono la "soave pulzella"! che sogna un novello "Rhett Butler". E' fuori tempo e fuori moda.
Inoltre evito di cacciarmi in situazioni pericolose.
L'uomo testosteronico é tale, non per desiderio della donna, ma per la sua necessità di dominare. E io non sopporto chi mi vuole dominare.
Non amo dominare, ma in modo altrettanto spiccato non amo essere dominata.
Il tempo in cui vivo, rispecchia il mio sentire: parità di doveri e di diritti e rispetto reciproco.
Ricordo la mia povera nonna, moglie di un uomo testosteronico (e anche cacciatore), che incinta di nove mesi, quando rientrava dove cavargli gli stivali...
Inoltre reputo che il testosterone ha provocato fin troppi danni all'umanità.
Non prenderla come una critica personale, non é riferita a te, sto parlando in generale.
Mi spiace sapere che sei un cacciatore, ma sono fatti tuoi.
Mi riservo però il diritto di stigmatizzare l'intera categoria, come ho sempre fatto anche su Orpheus.
Quello che, in qualche modo mi consola, é che la caccia, per la maggioranza dei giovani é da condannare.
Prima o poi, questo "sport" barbaro e tribale scomparirà.
So che cos'è il ripopolamento ed é doppiamente crudele, liberate degli animali, che uccidete poco dopo.
Non é un problema di depredare, il discorso é diverso, é una questione di rispetto e quindi amore per la natura.
E guarda che non é solo una prerogativa femminile, tutte le mie conoscenze maschili, la pensano più o meno come me.
Ciao Are
PS. Tu poi, potrai essere un cacciatore, con una sua etica.
Ma la categoria fa cose orrende.

Philip Marlowe ha detto...

Non vorrei andare fuori tema, ma temo che l'uomo dell'era postfemminista sia disastrato, deprivato della sua identità e che se la cavi assai peggio del marito di tua nonna. Manco più la consolazione di una sigaretta. Abbiamo evidentemente posizioni differenti.Bye.

Egle ha detto...

Carissima Aretusa,
la pensavo esattamente come te e sognavo una bella testa di cacciatore impagliata sul mio caminetto. Un trofeo possibilmente cornuto..:-D
Avevo scritto cose analoghe alle tue sul giornale locale della locale Soc. Protettr. degli Animali in cui sono stata due anni CDA.
Pero' son dovuta arrivare ad un compromesso. Accettare almeno i cacciatori come gli indiani e coloro che lo fanno per sussistenza.
Tra l'altro aver visto da vicino come opera bene questa società senza scopo di lucro e che vive di donazioni, mi ha rincuorata.

Mi son fatta una ragione del fatto che molti uomini adorano misurarsi con la parte selvaggia di se stessi e che ne hanno bisogno.
Certo, sparare con fucili ad alta precisione contro animali indifesi,
tipo cerbiatti, non é questione di coraggio.., ma l'America é anche questo: armi e caccia..
Ed ho avuto numerose discussioni anche in famiglia, per cui, mi son dovuta adattare all'habitat..
Ma sono anche io come te, adoro gironzolare per i boschi, e ascoltare i rumori della foresta.
Il problema é che poi, se non sei un cacciatore, non é permesso portare nessun tipo di arma di difesa. La legge sul controllo delle armi da fuoco, legge stupida per cui non puoi difenderti se un orso ti attacca.
Se fossi in Italia mi munirei di pistola Taser....:-)

Hesperia ha detto...

Ci sono comunque casi in cui l'abbattimento dei capi di bestiame selvatico in sovrannumero si rende necessario. In Versilia i cinghiali in esubero procurano la morte di intere pinete, a causa della loro mania di ruminare le cortecce. I pini si ammalano e cadono. Eppure non riescono a fare uno straccio di delibera per abbatterli, a causa di animalisti talebani che lo impediscono. Ma cos'hanno al posto del cervello? Anche le foreste, le piante e gli alberi sono dei viventi. In ogni caso un equilibrio animali-piante si rende necessario. Accade qualcosa del genere anche in Valtellina coi caprioli in eccesso.
Pur amando gli animali, temo che quanto dica Egle sia la verità.
Ho un marito che per alcuni periodi della sua vita è stato cacciatore. Ora non più. Quando tornava da caccia era sempre di buon umore. Eppoi non lo avevo per la casa a mugugnare. :-)

Sympatros ha detto...

Per quanto riguarda l'atteggiamento nei confronti degli animali, è chiaro che apprezzo la sensibilità nei confronti di questo mondo, ma non bisogna dimenticare che il sentimento d'amore per gli animali, dal punto di vista evolutivo, è qualcosa che ci possiamo permettere soltanto ora e non ci dobbiamo dimenticare, ed è bene non dimenticarlo, che il rapporto fra l'uomo e gli altri animali è stato necessariamente un rapporto di competizione e ferocia e l'uomo è arrivato dove è arrivato, perché è stato più "feroce". Io, adesso, forse, non sarei capace di uccidere alcun animale, ma da ragazzino con grande naturalità, spontaneità, e senza complessi di colpa, andavo a caccia di lucertole e di nidi di uccellini.
Concludendo si può dire che l'uomo, grazie alle lotte evolutive precedenti, adesso può anche permettersi il lusso del sentimento di amore per gli animali ed evitare una crudeltà gratuita, che, in altri tempi, fu necessaria. Bisogna guardarsi, comunque, da certe smancerie nei confronti degli animali, che spesso sono soltanto pure manifestazioni di egoismo e transfert affettivo e trattare il problema con equilibrio. Ricordarsi sempre che un cane al guinzaglio, non è una bella cosa, visto con gli occhi e gli interessi del cane, e lo stesso dicasi di tanti altri animali reclusi in casa.

Anonimo ha detto...

Parto per visitare il Parco nazionale degli Abruzzi che ovviamente non è il Canada, ma è già buono che ci siano dei parchi faunistici dove si tenta di proteggere quel che qui da noi è per davvero in via d'estinzione. Un saluto a te, Egle, e a tutti voi,
Demetra

Aretusa ha detto...

Un conto é se la caccia é finalizzata al sostentamento (penso a certe tribù dell'amazzonia, per esempio), un altro se é finalizzata al DIVERTIMENTO dell'uomo.
Quanto poi al fatto che bisogna abbattere animali, per l'habitat potrà essere anche necessario, ma anche qui é una stortura dell'uomo, che ha rimpicciolito a proprio uso e consumo, quello che era il regno degli animali.
Qui, però si parlava di ammazzare per divertimento, e io lo trovo sbagliato.
Come trovo orribili, altre crudeltà umane, sempre finalizzate al divertimento dell'uomo.
Penso alla corrida, ai combattimenti dei cani ecc.
Mi ripugna associare lo svago e il divertimento con la morte di un altro essere vivente.

Egle, ti capisco, non si può certo lottare contro i mulini a vento...forse non verrà mai il giorno in cui l'uomo imparerà a rispettare la natura, difendendosi da essa, senza volerla piegare ai propri capricci. Non credere anch'io mi sono rassegnata, anche se grazie al cielo qui a Milano, la caccia é "lontanissima"...infatti non conosco nessun cacciatore, buon per lui;-)

Sympatros, sei mai stato in un canile?
Hai mai visto un cane randagio?
Hai mai guardato i suoi occhi?
Hai mai avuto cani?
Non credo.
Per il cane il suo "padrone" é il suo mondo.
Vive per lui. Il rapporto che c'è fra un cane e il suo "padrone" non lo si può sintetizzare con il guinzaglio...io, i miei cani li porto a guinzaglio, ma gli ho anche dedicato la mia vita.
Le mie vacanze sono strutturate sulle loro esigenze. Quando esco, a meno che non siano commissioni, o qualche rara (e sottolineo rara)occasione di svago con amici (tipo ristorante), loro sono sempre con me e cerco di portarli in luoghi dove possano divertirsi.
Non mi pesa minimamente, perchè mi ripagano con un amore, infinito, con la loro gaiezza, con la loro presenza costante a mio fianco...
Ciao a tutti
Are
PS. ho marito e figli (e i miei bassotti sono parte della famiglia)

Aretusa ha detto...

Ciao Demetra, buon divertimento:-)
Are

Sympatros ha detto...

Ho avuto una giornata digitale un pò "defatigante", mi sono liberato, adesso fatemi prendere e godere un pò del fresco opaco, all'ombra degli alberi del giardino, e curare qualche scontata ferita, frutto di ruggini e di battaglie pregresse, col balsamo e la gentilezza che da questo luogo emana.

Aretusa, non ho mai avuto un cane personale, ma stranamente nelle mie passeggiate sono accompagnato sempre da qualche cane randagio, tanto che qualche amico si meraviglia e mi chiede cosa faccio per attirarli, nulla proprio nulla. Li tratto da animali, li lascio liberi, non cerco di indurre in loro un eccessivo rapporto, una eccessiva dipendenza affettiva, e né gli facilito la sopravvivenza, dandogli del cibo, se lo devono procurare da soli, non apprezzo coloro, che per soddisfare il loro bisogno di sentirsi buoni, contribuiscono al nascere di quella categoria di cani che possiamo chiamare semi-randagi; i cani devono essere o personali o liberi totalmente. Spero di non apparire un bruto, perché non lo sono!

Aretusa ha detto...

Mio caro Sympatros, bruto...assolutamente no.
Tanto per cominciare tu devi avere la fortuna di abitare in un luogo dove anche i cani liberi, fanno una vita buona...e non é poco credimi.
Purtroppo ho visto luoghi dove i cani randagi venivano prelevati dalle strade e ammassati in canili-lager.
Immagini, che ti giuro, scaccio sempre dalla memoria, perchè mi provocano dolore.
In secondo luogo concordo con te, o il cane diventa un compagno di vita da rispettare e amare, oppure é da compiangere (non quanto quelle povere bestie nei canili).
Purtroppo la libertà per i cani si traduce ormai, tranne che in rare circostanze, in una vita di stenti, sofferenza e morte in breve tempo a causa delle macchine.
E quando non sono le auto ad ammazzarli, ci sono i sadici...sapessi quanti.
Non sto a elencare le brutture di cui purtroppo sono a conoscenza, essendomi sempre interessata e attivata nel soccorso agli animali abbandonati, ma ti assicuro che la ferocia umana, anche in questo caso, supera qualsiasi immaginazione.
Inoltre non piacciono nemmeno a me tutti quelli che comprano il cane "di moda" (salvo poi a buttarlo nella strada una volta cresciuto), quelli che regalano i cuccioli come scatole di cioccolatini, quelli che li trattano come giocattoli o comunque come oggetti da mettere in mostra, o ridicolizzare per il loro o altrui spasso.
Amare un cane, vuol dire in primis rispettare la sua natura...
ciao Are

Hesperia ha detto...

Are, ma come sei agguerita quando ti toccano i cani! :-) Ho avuto anch'io un setter irlandese bellissimo e compagno di tante escursioni. E' campato 14 anni e quando si è ammalato gravemente alle zampe rimanendo paralizzato, ho dovuto con grande dolore, portarlo ad abbattere. L'eutanasia del cane, mi ha fatto riflettere sull'eutanasia tout court (quella degli uomini per intenderci) perché sono rimasta depressa per due o tre mesi. Nessuno in casa mi ha osato farlo, nemmeno mio marito perché gli era affezionatissimo. Vi saluto tutti, sono in partenza per il ponte e ci sentiamo lunedi.

Sympatros ha detto...

"..ma temo che l'uomo dell'era postfemminista sia disastrato, deprivato della sua identità"

Sì, caro Marlowe, è come tu dici, è una realtà di cui bisogna prendere atto; il rischio di perdere l'identità c' è effettivamente, ma non bisogna essere pessimisti; mi spiego, se antropologicamente la tipologia femminile è diventata come una scalpitante Ninfa, bisogna prenderne atto e adeguare le strategie dell'homo "testosterico", perché la preda è cambiata e bisogna adeguarsi e munirsi di nuove armi, gradite al gentil sesso; l'uomo moderno disorientato deve rintracciare nuovi modi di avvicinamento all'eterna preda, innanzi tutto mai parlare di preda, ma alla fine, quando le chiacchiere taceranno e le danze circolari di avvicinamento finiranno, tutto sarà come sempre è stato, ma non bisogna dirglielo (scherzo).

unedame ha detto...

Cari amici, ho avuto da fare, ma tornero' in serata perché avrei qualcosa da aggiungere..
A presto!

Egle ha detto...

Intanto saluto Demetra che é venuta gentilmente a farci visita. Buon fine settimana nel Parco!

E mentre voi là festeggiate il 25 aprile, o almeno fate una bella vacanza, per me questo era un giorno normalissimo. Contenta che non ci siano polemiche antiquate riguardo a questa data.

Sympatros,
pare che tu abbia del buon senso..
e anche delle belle strategie di caccia! :-)
Pero' Marlowe non ha tutti i torti, l'omologazione dei sessi é diventato un flagello. Qui é molto evidente, tanto da vedere donne mascolinizzate anche nel vestire e nel muoversi..
Forse le tue tattiche non funzionerebbero al di fuori dell'Italia dove si apprezzano ancora delle sane, normalissime relazioni fra unomo e donna.
In Nordamerica hanno dovuto scrivere un libro ( Gli uomini vengono da Marte e le donne da venere) per riscoprire quello che i francesi avevano cosi' ben sintetizzato con il "Vive la difference"!

Egle ha detto...

Tornando agli animali é pur vero che oggi si tende ad antropomorfizzarli.
Li si interpreta come se fossero umani e spesso li si umilia. Basti pensare alle varie boutiques per animali dove si vendono frivolités di ogni sorta.
Oddìo, a volte mi son divertita anche io a mettere al mio cane il cappello di Babbo Natale, o a compragli dei gadget buffi, ma gli americano fanno anche cose folli con loro..Li umanizzano troppo.
E poi scopriamo che gli animali possono essere feroci e fregarsene della nostra benevolenza.

Comunque poter ammirare da lontano un alce che immerge la testa nell'acqua e ne esce masticando ricoperto di erbe strane, é carino e divertente. Senza disturbarlo..

Sympatros ha detto...

"l'omologazione dei sessi é diventato un flagello. Qui é molto evidente, tanto da vedere donne mascolinizzate anche nel vestire e nel muoversi.."

Che vuol dire ciò? Che presto anche da noi sarà così? E nel profondo cosa vuol dire veramente? Vuol dire forse che la donna rappresentata dalle vostre Esperidi, dal tocco gentile nella scelta dei vostri post, non è qualche cosa di reale, ma è qualcosa di prodotto, di indotto, di voluto dal sesso maschile e che la realtà è che le donne del nord America si stanno riappropriando del proprio corpo e si stanno liberando dalle smancerie imposte dal gusto maschilista? Avrebbe ragione, quindi, quel critico, che dice che, alla base dell'amore gentile, alla base della grande poesia d'amore del Petrarca, c'è, in fondo, una perversione, una nascosta misoginia, un disprezzo per la donna? Io, pur essendo un avventuriero dell'anima, pur dilettandomi di scalare le montagne calve, dalle pietre aguzze, non la penso così. Il giuoco, che si evolve sì, ma è eterno, nel mondo animale, prevede innanzitutto e comunque il desiderio e l'eros, anche se non volessimo, quello c'è e poi esige sempre una tecnica di avvicinamento, che nell'animale-uomo si chiama corte. Ora, sia che si comporti come la donna americana che come quella europea, la donna, il corpo della donna emana dei messaggi di cui lei stessa è inconsapevole, di cui lei non ne conosce la forza; ci sono tante donne che non si sentono belle e non sospettano nemmeno che il loro modo di camminare, il timbro della loro voce, il sorriso, può fare perdere l'erre ad un uomo. Egle non temo che la donna americana mi possa disorientare e far perdere l'identità maschile, certo come in ogni epoca l'uomo e la donna si devono adattare l'un l'altro e la donna oggi sembra non voglia essere trattata da bambola, vuole vestirsi ruvidamente, ma sotto i vestiti, che c'è ... che .. c'è? Certo io preferisco che la donna gentile, raffinata da una sobria eleganza classica, abbia sempre il sopravvento; è egoismo maschilista? Penso di no, penso che se ad una donna, che piace e a cui tu piaci, fai capire che ti piace vederla vestita in un certo modo, non penso sia la fine del mondo se venga incontro ai tuoi gusti, e se la stessa ti fa capire che il maschilismo esibito e forzuto le dà fastidio, penso non ci sia niente di male nel venirle incontro, tutto....... a fin di "bene"!

unedame ha detto...

Ah, mon cher Sympatros,
siamo passati dall'osservazione dell'animale al quella dell'animale umano!
Purtroppo quello a cui assisto spesso, non é solo un disprezzo per la femminilità, ma anche un vero rifiuto dell'uomo.
Fioriscono le comunità di donne che non voglion nemmeno sentir parlare di uomini! Sono autonome, possono accoppiarsi e far figli senza l'aiuto dell'Uomo...
Invece noi qui, nel Giardino, siamo di quelle che aborrono la trascuratezza e il vetero-femminismo. Abbiamo già dato, o forse non abbiamo mai dato da quella parte..
Nessun rimprovero al maschio perché sappiamo distinguere e siamo capaci di vivere la nostra femminilità senza vittimismi.
Il maschio non ci puo' imporre niente che a noi non piaccia..:-)

Non é che gettando alle ortiche i bei vestiti scollacciati ci ribelliamo ad un condizionamento. É che a noi va di mettere talvolta vestiti scollacciati o tacchi a spillo che ci impediscono di correre.
Ci piace piacere e alle volte no.Siamo libere e non vittime..:-))

Drago Draghi ha detto...

Pant, pant

Magnifico... sono le dimensioni che le foto non riescono a rendere.

A me, la foto accanto a dove parli degli scoiattoli, sembra una moffetta.

Mi hai dato un'idea per il gatto. :-)

Drago Draghi ha detto...

P.S.

forse l'immagine del raton laveur e' questa qui

http://www.bestioles.ca/mammiferes/images/raton-laveur-3.jpg

non prende le immagini cercate con google. Bisogna togliere la prima parte dell'indirizzo.