sabato 13 dicembre 2008

Il mio incontro con Guareschi



Avvertenza: Trattasi di un racconto, e l'incontro tra me e lo scrittore è puramente immaginario. Qui è tutto immaginario tranne il fatto che questo scritto è stato liberamente tratto da un racconto di Giovannino Guareschi (foto piccola in basso a sinistra). Tra l'altro, esso avviene in un luogo che, al tempo di cui si narra il fatto, non era ancora stato reso di pubblica fruizione (infatti Villa Ghirlanda è diventata proprietà comunale dopo il 1970, e, a quell'epoca, Guareschi era già scomparso).Questo racconto mi sarebbe servito, com'è vero che mi servirà, da introduzione per un post di attualità politica che ho già in mente, e che rimando per non ingolfare me stesso e il lettore.

Era una mattina limpida, piena di sole, e lo scrittore-giornalista, arrivato all'incrocio Casignolo-De Vizzi, anziché proseguire per Milano, decise improvvisamente di svoltare a destra, per quella strada che conosceva molto bene. Tutte le volte che si recava a Monza per servizio, faceva immancabilmente tappa a quel ristorante rinomato di inizio via. Era una strada, questa, che nel corso degli anni è diventata molto trafficata ed ora è un bel viale alberato, ornato di giganteschi platani, che purtroppo, si sono molto diradati in quantità, per dare accesso alle strade e ai passaggi laterali che,nel frattempo, sono stati edificati. Quel Ristorante esiste tuttora e, al tempo del racconto, era stato inaugurato da pochi anni.




C'era ancora tempo per l'ora di pranzo, e quindi, anzichè fermarsi, pensò bene di proseguire dritto in direzione del Parco Cipelletti di Villa Ghirlanda. Ne volle approfittare per andarsi a documentare su quel parco, in vista degli articoli che avrebbe dovuto scrivere sui grandi parchi privati lombardi, che stavano per essere lentamente acquisiti dai comuni, onde metterli a disposizione della popolazione.



Non fu semplice, per lui, distrarsi in quel modo. Anche se andava là per documentarsi, la considerava comunque una divagazione ed un venir meno ai propri doveri professionali. Essendogli avanzato parecchio tempo, dopo quel servizio a Monza, avrebbe dovuto proseguire dritto per Milano, alla sua redazione, dove lo attendeva una mole di lavoro arretrato. Ma il sole chiaro di quella mattina, che aveva illuminato angolini nascosti del suo animo e del suo passato, gli fecero sentire l'acuta nostalgia del fogone (dalle parti di Parma, è il marinare la scuola).


Risentiva improvvisamente il gusto per i piaceri semplici, sani e onesti della sua prima giovinezza. La primavera aveva riscaldato le sue vecchie ossa ed era una primavera di tanti anni fa. Decise allora di considerare quella scappatella come un fogone, una bigiatura di scuola come quelle che faceva tanti anni prima.



Fermò l'auto al parcheggio, e, fatti pochi passi, si trovò di fronte a una enorme e antica cancellata in ferro battuto. Oltrepassò la piccola radura circolare di alberi pregiati, dietro la quale faceva bella mostra un'ampia scalinata di sapore antico e il grandioso portico d'ingresso alla villa, e, svoltato a sinistra, si inoltrò per andare verso l'accesso al parco.



Incamminatosi per quel vialetto, giunse alle spalle della villa, di bellezza superiore alla facciata, dove, un grande tappeto erboso, disseminato di piccole siepi cespugliose, ben disposte e ben curate, gli si parava di fronte. Era un giorno lavorativo di maggio inoltrato, un giorno di scuola, e non si vedeva quasi anima viva. Girò per quasi tutto il parco, senza aver visto un solo ragazzo. Ai suoi tempi, quando andava al liceo, in una giornata simile avrebbe incontrato parecchi ragazzi bigioni, nel parco ducale della sua Parma. Con un sole come quello, trovò quindi strano che nessuno bigiasse la scuola. A meno che, gli venne un sospetto, costoro non avessero cambiato abitudine e, anzichè imboscarsi nel parco, andavano a rifugiarsi da altre parti. Girovagò per un po', fino a quando, in fondo al tappeto erboso, nei pressi del bosco, sotto un magnifico tiglio ombroso e profumato, vide un ragazzo seduto e con la schiena appoggiata all'albero. Se ne stava come in meditazione, inclinato di lato e con il gomito destro appoggiato sopra un pacco di libri legati con una cinghia. Si fermò a guardarlo ed egli levò gli occhi sospettosi.



- Hai bigiato eh? - gli disse- Il ragazzo sorrise. Aveva una faccia simpatica e due occhi intelligenti.



- Perchè hai bigiato?


- Sono in pausa di studio: mi piace pensare delle cose. E poi, comunque, non ho bigiato, sono in aspettativa di lavoro. Sono uno studente lavoratore. Di giorno lavoro e la sera vado a scuola. Ho chiesto l'aspettativa dal lavoro, e oggi sono qui, approfittando di questa bella giornata di sole, per prepararmi agli esami di fine anno.



- Non le puoi pensare questa sera a scuola, quelle cose?



- No, le cose che dico io non si possono pensare a scuola.



Lo guardò commosso: - Bravo - gli disse - Ricordati che le uniche cose che ti aiuteranno veramente nella vita saranno quelle che avrai pensato qui, sotto questo cielo favoloso. Perchè se sai osservare, qui tu puoi capire le cose essenziali della vita. Questo sole, fra anni ed anni, ti riscalderà e ti illuminerà nelle ore più buie.



























Autore: Marshall

17 commenti:

Hesperia ha detto...

Benvenuto nel Giardino delle Esperidi, caro Marshall, col tuo racconto un po' "esperide" e dalle atmosfere "guareschiane" sull'incontro con lo scrittore.
Ciao!

marshall ha detto...

Hesperia,
complimenti per l'ottimo lavoro di impaginazione. E complimenti per le foto inserite a corredo. Soprattutto le seconde due mi riempiono di commozione: nella prima, par di vedere Lui mentre passeggiava in quel parco alla ricerca di ispirazione, e prima di incontrare "quel ragazzo", nell'altra vi è Lui nell'età della sua massima maturità poetico-letteraria.
Il mio incontro con Lui, come avrete notato, è del tutto immaginario.
Io, e molti ragazzi della mia generazione, avevamo di Lui un certo "rispetto" riverenziale; lo conoscevamo per le riviste Bertoldo e Candido, ma soprattutto per la serie di film di Peppone e Don Camillo.
Peppone, appunto, ed era in costui che noi lo identificavamo, facendoci perciò sorgere quegli "errati" sentimenti che avevamo su su di Lui. Burbero e tracotante, ci sembrava, mentre invece, all'opposto, dalle sue letture si scopre un uomo sì ironico e sarcastico, ma nello stesso tempo dolce e sensibile, e spesse volte oltre l'inverosimile. Ma, per scoprire questi aspetti quasi nascosti della sua personalità, bisogna per forza di cose leggerlo.

Ti ringrazio per la pubblicazione su questo blog divulgativo-educativo-letterario e ti saluto cordialmente, facendoti anche i complimenti per questo blog che spero abbia il successo e una fortuna che dovrebbe meritare.

Mario (Marshall)

Hesperia ha detto...

Grazie a te del contributo, caro Mario. Guareschi è un personaggio controverso che la solita sinistra ha cercato con ogni mezzo di demonizzare e di marginalizzare. Ma il talento dell'uomo ha vinto sul pregiudizio ideologico. C'è anche il link sulla vita e l'opera in alto nel tuo corsivo per coloro i quali volessero approfondire l'autore. Ciao

Aretusa ha detto...

Benvenuto Marshall:-)
Molto sentito il tuo pezzo su Guareschi.
Ti faccio i miei complimenti perchè scrivi bene e coinvolgi il lettore.
Anche a me piacevano molto Don Camillo e Peppone...una figura, quella di Peppone, che dava umanità ai comunisti.
Gente ruvida ma di buon cuore.
Adesso invece, senza cuore, fatui e arroganti.
Che differenza!
Ciao e spero che ci delizierai ancora con i tuoi scritti.
Are

marshall ha detto...

Are,
grazie per il benvenuto come autore, perchè come lettore non sono affatto nuovo da queste parti, e infatti, come vedi, ti chiamo col diminutivo con cui di tanto in tanto ti firmi.
Anche tu scrivi molto bene, e infatti ti confondo assai spesso con Hesperia che, senza voler sminuire nessun altro del gruppo, è quasi sempre impeccabile nei suoi scritti. Siete molto simili, voi due, per la precisione e meticolosità che mettete nel comporre; e spesso, vado a vedere chi ha scritto l'articolo solo dopo aver terminato la lettura; ma non sempre, tant'è vero che recentemente ho fatto una grossa gaffe, attribuendo ad Hesperia quell'articolo di Josh sulla mostra bolognese per Amico Aspertini.

Sono andato a ricontrollare e ho visto che ci sono 14 articoli a firma tua, dei quali la metà circa non ho ancora letto. Rimedierò partendo da Canova, poi Totò, quindi Solzenicyn e poi Van Eyck.

Sono con te d'accordo sulla figura di Peppone, che, pur essendo un comunistone e un anticlericale incallito, è, alfine, un uomo dal cuore tenero anche col suo "peggior nemico". E capace di tali slanci di altruismo, da rischiare reputazione e anche la vita, per andarlo a tirar fuori da situazioni pericolose o scabrose in cui l'aveva cacciato lui stesso; per questo, la figura di Peppone diventa simpatica anche agli anticomunisti di primordine. E don Camillo, alfine, che si prende gioiosamente gioco di lui.

Sì, nell'attuale opposizione italiana mancano proprio elementi come lui, che siano alfine capaci di riconoscere capacità e meriti dell'avversario, senza inutili battibecchi.

E io, confesso che, chissà perchè, finchè non avevo letto qualcosa, accostavo Guareschi più vicino a Peppone, che non a Don Camillo. Non sapevo ancora che Guareschi fosse così profondamente cattolico e anticomunista: i suoi baffoni e la sua figura truculenta m'avevano tratto in inganno. E assai forte.

Ciao.
E, ad un mio prossimo eventuale.

Aretusa ha detto...

Grazie Marshall é un onore essere paragonata ad Hesperia, lei é veramente molto brava e colta.
Anche Josh ha una cultura "sterminata".
Io non sono alla loro altezza, ma mi arrangio...
Ci conto sul fato che diventerai un "esperide" fisso:-)
Ciao Are
PS. Anch'io avrei detto che Guareschi fosse un "comunistone".
E' proprio vero che l'abito non fa il monaco

Nessie ha detto...

Ah Ragà, basta con le sviolinate per l'Hesperia, eh? ;-) Ognuno dà quello che può e sa dare.
Un caloroso augurio a Josh per la salute e ripresa dei suoi familiari affinché possa essere in fretta tra di noi.
E' vero che Guareschi avrebbe proprio il look del Peppone comunista. In ogni caso, del parmigiano verace ;-)

sarcastycon ha detto...

ciao
Marshall
ci siamo già sentiti sul tuo blog. Ho piacere che le "esperidi"abbiamo giudicato il tuo post,come l'ho giudicato io:ottimo
sarc.

marshall ha detto...

Grazie, Sarc.,
ho notato.

Certo è che anche tu non scherzi, con il blog. Sono appena stato sul tuo, e ho notato che stai iniziando quella serie scientifica sull'energia dal nucleare, la quale dimostra che hai una "certa" "dimestichezza" con la materia. Quando poi andrai nel campo della FISICA DEI PLASMI, dimostrerai per forza di cose un livello di preparazione scientifica non indifferente.

E pensare che all'inizio dell'incontro sui blog, due anni e mezzo fa, ti avevo stimato per un semplice umorista satirico, molto bravo e preparato, peraltro, ma nulla di più!
Ricordo ancora quelle gran belle prolungate risate che mi facevo quando ti faceva spalla Stealth, nel blog di SIRO: che risate, mamma miaaa!! Ce n'era stata una poi, una certa sera di giugno 2006, che m'aveva fatto spanciare dalle risate per tutta la sera.
Ne era uscito alquanto malconcio, quel certo Andrea. C'era anche Stella ad infierire su di lui. E Stealth che non mollava "l'osso" sulla "preda". Era un virgulto di comicità, una bomba. Penso proprio che quelle serate dal blog di Siro resteranno indimenticabili.

E guarda un pò, ora,... che sorpresa ci fai.
E mi fermo qui..... :)

E' proprio vero, parafrasando il commento di Aretusa, che..."l'abito non fa il monaco" :))

Ciao.

marshall ha detto...

Nessie,
quel "Ah ragà" buttato lì di getto, mi dà un certo sentore di romanesco.
Chissà mai...?
Ciao.

marshall ha detto...

O.t.
Are,
ho appena letto il post su Canova.
Anche se parla della mostra che s'è svolta a giugno a Palazzo Reale, m'è bastato per conoscere qualcosa in più di lui. Il motivo del mio interesse per l'artista, è che, per una certa cosa, dovremo scegliere tra lui e Donatello.
Chi scegliere??
Ciao.

sarcastycon ha detto...

Marshall
hai ragione,anche perché,come neofita, avevo preso internet un po' troppo alla leggera ed avevo solo quel blog,più gli interventi da toscanaccio su Siro. In seguito,mi resi conto,che si poteva fare di meglio e aprii l'altro blog,senza però rinunciare a divertirmi....d'altronde, come disse Curzio Malaparte, maledetti toscani.....
ciao a presto
sarc.

marshall ha detto...

Sarc.,
ho appena pubblicato, in altro blog, uno dei seguiti a questo post (non vorrei monopolizzare questa sede). In tale articolo porai notare una certa ironia che ti dovrebbe essere molto familiare, se ci riferiamo all'ultimo commento qui sopra, col quale ti ho risposto. La tua ironia di quelle serate di giugno2006, era molto, molto simile a quella del Guareschi che si nota nel post: "Sentenze d'altri tempi".

Permettimi di dirti che io avevo capito da subito che c'era "molto altro" sotto quella "semplice" veste ironica: il tuo stile era troppo diverso da quello di un "apparente" "vignettista"!

Ciao.

philip marlowe ha detto...

Guareschi è sempre stato innanzitutto un "antiPotere". E verso la DC di De Gasperi non fu meno corrosivo che verso i comunisti. Tant'è vero che fu punito con l'ostracismo e il carcere proprio dai primi che sono stati da lui beneficati, visto che concorse a farli vincere alle elezioni.
Saluto anch'io il nuovo esperide Marshall e mi unisco a Hesperia per infiniti auguri a Josh.

marshall ha detto...

Philip Marlove,
anche la tua firma non mi è nuova, da queste parti. Avrei voluto entrarci da prima, in questo blog "documentaristico, artistico, letterario, e tanto altro", ma, "non mi sentivo ancora all'altezza".
Mi sto documentando su Guareschi per "continuare la serie", e, di quell'episodio che citi, ne ho appreso proprio stamattina.
A risentirci, e grazie per il "benvenuto".

Josh ha detto...

Benvenuto Marshall, anche se in ritardo. Poetico il tuo racconto! e una bella presentazione. Grazie a tutti quelli che mi hanno pensato nelle baraonde dell'ultimo mese, siete molto cari.

Ma ecco arriva Josh il censore: non è che il racconto, anche se svela un modo poetico di apprendere, con l'anima insomma,
diventa un...elogio della fuga (da scuola)? :-)) Scherzo.
Ciao e Complimenti!

marshall ha detto...

Josh,
grazie del complimento, ma non è certo all'altezza del tuo "sublime" "Amico Aspertini".
Devo ancora leggere completamente il tuo ultimo, che però va inquadrato leggendoli forzatamente tutti e tre, per coglierne la completa essenza.
Ciao.