lunedì 17 marzo 2008

La carne, la morte e il diavolo

Il critico come artista? In Italia è merce rara, ma qualcuno esiste. E resiste. Bisogna però risalire al 1931 allorché il geniale critico Mario Praz, sconvolse tutti gli accademici e letterati italiani con un saggio davvero inconsueto per com'era strutturato, il cui titolo un po' biblico, un po' apocalittico è "La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica". E quando leggo saggi e opere straniere dove questo interessante critico viene ripreso, citato e ricitato, sono presa da orgoglio nazionale. Detta opera poco ortodossa e fortemente osteggiata da Benedetto Croce per il suo non assoggettamento alla Dea Storia, ha ottenuto (e ottiene ancor oggi) un grande successo nei paesi anglofoni, tradotta col titolo "The Romantic Agony", e continua ad essere studiato con rinnovato interesse da intere generazioni di studenti universitari italiani e stranieri . Fu strutturata come i labirinti di Edgar Allan Poe ne "La caduta di casa Usher". Quasi un gioco a incastri e cunicoli. Ma la cosa più interessante è che la grande letteratura e quella minore e popolare (il cosiddetto feuilleton) vi convivono a vicenda e con pari dignità. Poiché non è lo studio astratto della letteratura romantica (della prima e seconda metà Ottocento) a interessare questo grande critico-artista. Ma la letteratura intesa come esperienza di vita, con il suo studio dei tipi psicologici (le dramatis personae). Per cui Praz , ci parla tanto di Flaubert in Salambò quanto de "I misteri di Parigi" di Eugène Sue. Di romanzi, poesie e racconti così come di dipinti e pitture famosi : Gustave Moreau (nella foto piccola a destra), Khnopff (foto in alto a sinistra), Beardsley, Dante Gabriel Rossetti, Klimt ecc. Di grande suggestione, il capitolo dedicato alla Belle Dame Sans Merci (la bella signora senza pietà - la famosa ode di John Keats ) dove analizza tutte gli archetipi femminili della letteratura, relativi a femmes fatales, dark ladies, allumeuses.
Ma chi sono les femmes fatales? Sono i prodotti della bellezza medusea, ovvero la "bellezza intorbidata" con elementi di corruzione per usare le sue parole, già presente in molti dipinti nordici del '500-600. Si tratta di figure femminili, che trattenendo in sé le cariche erotiche e affettive che ricevono, si illuminano fino a diventare idoli irraggiungibili. Da Elena, a Pandora; dalla Circe di Omero, alla maga Alcina di Ariosto e Armida del Tasso, a Lady Macbeth di Shakespeare. Su su fino al '700 e alla perfida marchesa di Meurteil in "Le relazioni pericolose" di Laclos, all'angelo dissoluto Manon Lescaut di Prévost, e ovviamente ai protitpi di bellezza medusea gelida e viperina in Keats. Le dark ladies di Swinboune e di altre poesie inglesi. La Ligeia di Poe. Fino alla Salomé di Oscar Wilde, passando per la Cécily dei Misteri di Parigi e per l'incendiaria Cochita di "La donna e il burattino" di Pierre Louys o all'innocente-perversa Lulù di Wedekind ne "Il vaso di Pandora". Praz è influenzato nella sua ricerca, dall'estetica di Edmund Burke, sul Sublime che ci atterrisce e che nasce dall'Orrido. Il termine "sublime" viene infatti dal latino "sub lime": cioè "sotto il fango".


E chi è l'artista secondo la sua concezione? E' colui che distrae lo sguardo dalla natura in sé "orrida" simboleggiata dalla gorgone Medusa per portare a compimento la propria opera. L'arte è lo specchio di Perseo che serve a non guardare negli occhi direttamente la terribilità di Medusa, per non rimanerne pietrificati. Ma l'Orrido, immortalato su tela o nell'opera narrativa, diventa Sublime, grazie a questo gioco di specchi di immagini traslate. Per Praz l'arte è dunque shock of recognition. Potremmo dire che la grande arte è tutta misogina? Nella conceziona prazziana, necessariamente sì.
Una curiosità sull'uomo Mario Praz, inauguratore del binomio Bellezza-Bizzaria, il quale ci ha lasciato a Roma la sua grande casa-museo a Palazzo Primoli, piena di cunicoli, corridoi, dipinti, arazzi e arredi di inestimabile valore : un po' salotto di Dorian Gray, un po' Vittoriale dannunziano, un po' Casa Usher di Poe. Ecco il link relativo al Museo Praz e alla piantina della casa. http://www.museopraz.beniculturali.it/
La vita (la sua) imita l'arte molto più di quanto l'arte non imiti la vita. Praz, il prazzismo e aggettivi creati a misura sua come "prazzesco" è un personaggio legato a quell'inattuale sempre attuale di cui si sente tanto la nostalgia. Ebbe, oltretutto, la fortuna di non essere stato fascista né antifascista, preso com'era a salvare la Bellezza dalla corrosione del tempo. Una sorta di aristocratico Des Esseintes (il capostipite degli eroi decadenti uscito dalla fantasia di J.K.Huysmans) che ha vissuto eternamente à rebours (a ritroso).
(Hesperia)

35 commenti:

Drago Draghi ha detto...

Credo che Sgarbi sarebbe molto soddisfatto. :-)

Der Tod und das Maedchen... e il tedesco rende bene il significato delle parole: la morte e' declinato al maschile, mentre la fanciulla al neutro, quasi a sottolineare il potere dell'una e il soggiacere dell'altra, ancora "cosa" e non "persona". E' l'idea stessa di Fato della societa' antica, prima che i miti di "sogno" e "progresso" illudessero l'uomo di potere tutto. Anche lo stereotipo della "Femme fatale", non ha in realta' a che vedere con una volonta' del soggetto (come si crede oggi), ma con un ruolo che l'uomo non e' in grado di scegliere per se', e che deve accettare come ineluttabile. I due opposti miti di Destino e Progresso stanno proprio a significare due visioni inconciliabili dell'umanita': soggetta l'una e "liberata" l'altra. Subordinazione e onnipotenza, ma se la prima e' intesa come parziale, la seconda la e' come totale.

Mi pare che anche Polansky abbia ripreso il titolo da Schubert.

Hesperia ha detto...

Mi dispiace o Drago, ma questa volta hai preso uno svarione. Sgarbi sta a Praz come una volgare lattina di Coca-Cola sta a una bottiglia di ottimo champagne d'annata. Inoltre Praz (benché amico di Bottai che lo stimava molto) non si sporcò mai le mani con la politica, mentre Sgarbi ha già fatto il giro delle 7 chiese. E continua...
Praz è un vero antimoderno, mentre Sgarbi si serve dell'"antimodernità" per essere sempre alla ribalta. E guai se non ha le luci sparate addosso.
Sgarbi è solo un mediocre Piero Angela dell'arte, mentre Praz è stato un caposcuola della critica letteraria e artistica.
I suoi epigoni odierni sono: 1) Jean Clair (che si ispirò a lui per il suo saggio "Medusa, l'orrido e il sublime nell'arte", e lo dice).
2) Franco Fornari in "Psicoanalisi della donna demoniaca", che lo cita.
3) l'americana Camille Paglia in "Sexual Personae". Tutti di ispirazione rigorosamente prazziana.

Sgarbi invece non ha influenzato proprio un bel nulla.
Sulla Morte e la Fanciulla, invece sono d'accordo. Sì, Roman Polanski fece un film ispirato a quel pezzo di Schubert.

Anonimo ha detto...

"L'inattuale sempre attuale" altro non è in fondo che un classico. E Praz è proprio questo. Gran bel post, cara Hesperia. Io di tutti di testi universitari che avevo, me ne sono sbarazzata una volta che mi sono laureata. Ma questo che citi, è assolutamente da conservare.
Di lui nell'ambiente letterario del tempo si parlò di "evil eye". Ovvero di portatore di malocchio. E' probabile che questa nomea di iettatore gliel'avessero data certi suoi colleghi provinciali. O forse a causa del suo indagare nel tenebroso.
Come si intitola quel quadro di Knopfler su in alto? Se non sbaglio è lo stesso che mise Scorsese ne "L'età dell'innocenza", ma mi sfugge il titolo. Ciao
Demetra

Hesperia ha detto...

Grazie Demetra. Sapevo anch'io di questa fama di Praz e me la dissero anche nel corso di un esame universitario, molti anni fa. Ma a me portò fortuna perché presi un bel 30 e lode.
Il quadro della foto in alto di Ferdinand Khnopff si intitola "L'Arte, le carezze e la Sfinge". Quello piccolo invece è la Salomé di Moreau. Sì il primo in alto, compare anche nel film "L'Età dell'Innocenza" di Scorsese in una casa patrizia.
Anche la Sfinge della cultura egizia è un archetipo di fatalità.
C'è un'altra curiosità: pare che il professore misantropo asserragliato nel suo raffinato maniero che Visconti ha messo quale protagonista (interpretato da Burt Lancaster) in "Gruppo di famiglia in un interno" si sia ispirato a Praz e che lui nel vedere quel film si è infuriato.

Anonimo ha detto...

Sì, Khnopff grazie. E non Knopfler, scusa :-)
E' vero quel che dici sulla Sfinge come maschera di fatalità. Ho trovato nel merito proprio questo link di un quadro di Moreau che non ha nemmeno bisogno di interpretazioni:
http://www02.unibg.it/~medusa/index.php?pag=Immagine&f=info&id=74&source=pittori&Sid=46
Demetra

Anonimo ha detto...

Non sono un lettore di romanzi di letteratura per così dire alta, ma adoro i polizieschi e i gialli. E ho notato che molti dei classici di questo genere hanno come prototipo femminile quella dark lady che credevo essere un'invenzione hollywoodiana e che invece nel leggere il tuo post scopro risalire addirittura all'ottocento.
Credevo anche che scrittori come Chandler, Hammett, James Cain, William Irish fossero dei gran misogini (La Fiamma del Peccato, il Mistero del Falco, Il postino suona sempre due volte, Vertigine senza fine) , ma vedo che ovunque impazza la misoginia.
Philip Marlowe

Hesperia ha detto...

Ma figurati Demetra, anch'io sbaglio sempre a scrivere i nomi stranieri. Ho seguito il link di Moreau, che è un pittore che adoro, sulla Sfinge. Grazie.

Marlowe, ti sei scelto proprio un nick da lettore di gialli :-)
Di questo argomento ne parlammo se non sbaglio, nel post di Are tra i legami tra cinema e letteratura. La dark lady compare addirittura prima, col teatro elisabettiano in Shakespeare. Poi c'è una ballata ottocentesca di Swinburne di cui ora non ricordo più il titolo che ne parla nello specifico.
Il poliziesco riprende molti dei temi cari al gothic novel e al mistery quindi è normale che la figura della donna "istigatrice a delinquere" nonché "donna-danno" (La fiamma del Peccato di Chandler o "Vertigine senza fine" di William Irish) vi trovi uno spazio predominante. Era luogo comune dire che il cinema noir hollywoodiano degli anni '40 era in larga parte misogino. Ma poiché questo proviene in prevalenza da romanzi, e racconti è chiaro che buona parte dell'arte e della letteratura è misogina secondo la teoria da me indicata dell'arte "specchio di Perseo" che prende le distanze da Medusa.

OT: ci vorrebbe Josh che su questi temi ci inzuppa il pane.

Francy ha detto...

Grazie nessie!
Sono tornata...
Francy

Nessie ha detto...

Ho visto Francy, brava.Ciao.

Egeria ha detto...

Sgarbi è solo un piumino di cipria, non commenta le opere d'arte, ma riflette solo il suo narcisismo nell'opera d'arte.
Ciò premesso io credo che l'arte come tale non sai inquadrabile..è arte.Un critico è più o meno qualificato ma alla fine conta l'impatto dell'opera d'arte vera sulla gente.Sia chiaro, io parlo da profana in materia con l'aggravane che non sopporto la tirannai dei critici
Buonaserata:)

Hesperia ha detto...

Sulla tua definizione di Sgarbi mi trovi perfettamente d'accordo. Impazza per ogni dove e mi chiedo dove trovi (tra una "prezzemolata" e l'altra) il tempo per approfondire certi temi.
Sui critici, in generale, pure. Che l'arte possa e deva creare un impatto senza mediazioni, è parte integrante della sua funzione naturale (shock of recognition).
Ma Praz è talmente sui generis e prezioso, che non potevo esimermi da indicarlo come la grande eccezione che conferma - ahimé - la regola. Buona serata anche a te, Egeria.

Aretusa ha detto...

Gran bel post Hesperia, veramente. L'ho letto con interesse anche perchè é un campo (quello della critica in generale e dell'arte) che non conosco quasi.
In parte perchè non amo i giudizi dei critici, in quanto differiscono molto dal sentire della gente.
Sgarbi é un arrogante, maschilista, vanesio e voltagabbana, ma nel suo campo ci sa fare.
Non lo sopporto, ma ho molto apprezzato la mostra che abbiamo visto insieme sull' arte al femminile.
Ciao Are

Hesperia ha detto...

Grazie Are, ci sono stati nell'ambito artistico anche pensatori ed esteti (forse sarebbe meglio chiamarli così, più che critici in senso stretto). Mario Praz in Italia Walter Beniamin in Germania (autore di "Angelus Novus" e "L'Opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", due saggi messianici).

Vai via domani? Allora auguro una serena Pasqua a te, famiglia e animali :-). Durante questi giorni, senza fretta, prepara qualcosa per quando poi toccherà a te.

Anonimo ha detto...

Ma che argomento sulfureo avete scelto per la settimana di Passione! :-)
Carne, morti, diavoli, teste decollate (Salomé), meduse.
Walter Benjamin che tu citi, è stato interessante fino a una parte della sua vita. Poi mi pare che indulga un po' troppo al marxismo.
The Flying Dutchman

Hesperia ha detto...

Hai ragione Flying, non ci avevo pensato :-)
Walter Benjamin abbandona i suoi studi di metafisica per abbracciare le teorie marxiste dopo che conobbe una regista rivoluzionaria lettone che divenne poi sua moglie, e dopo l'incontro con Bertold Brecht. Tuttavia, molte delle sue intuizioni sono giuste. Ad esempio quella secondo cui l'arte perde la sua "aura" con l'approssimarsi della tecnica è vera. Come pure è vero che l'unicità dell'opera in epoca di riproducibilità resta un bel sogno chimerico.

Anonimo ha detto...

Buona Pasqua Hesperia. A te e a tutti le/gli esperidi del tuo Giardino :-)
Demetra

Hesperia ha detto...

Grazie Demetra, auguri di Buona Pasqua anche a te :-) da parte mia e di tutti noi.

Egle ha detto...

Interessantissimo post, cara Hesperia!
Non ero ancora riuscita a leggerlo e mi ha molto interessata perché non conoscevo bene il personaggio e le sue opere. Solo un vago ricordo del nome.
Non potevo sapere che avesse avuto tutti quei seguaci e che avesse ispirato storie intriganti.

Il tema della femme fatale o della dark lady é veramente da studiare.
Brava Hesperia!

Hesperia ha detto...

Grazie o Egle, e Buona Pasqua a te e a tutti i naviganti dell'Isola del nostro Giardino. In attesa che Aretusa torni dalle vacanze e aggiorni il blog col suo post, ho pensato di fare a tutti noi, una sorpresa visiva al piano superiore per auspicare quella Primavera che tarda a manifestarsi. Dopo la morte, la Resurrezione.

marshall ha detto...

Hesperia,
questo post è la conferma di quanto ho scritto di te nel mio commentario. Parole, termini, frasi appropriate; punteggiatura perfetta: è un piacere leggerti, ma il tempo è tiranno e non sempre riesco a farlo. A parte qualche "grande" individualità del Castello, è raro trovare tra i blogger "scrittori" del tuo livello. Anche se non ti commento il contenuto, non averne a male; mi piace gustare lo scorrere "melodioso" del tuo perfetto fraseggio.
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Le previsioni meteoroliche, non sono buone, per questi giorni di Pasqua; comunque ti auguro buon viaggio verso la tua meta.
Buona Pasqua.

p.s. verso la fine del post, hai dimenticato un verbo "ha". Ma è da 10 e lode ugualmente.

Anonimo ha detto...

Praz è un grande anche se ...qualcuno dice che porta sfiga. Alla mia amica che voi già conoscete ha portato fortuna e anche a me. Rosalinde

Hesperia ha detto...

Ciao Marshall e grazie per la buona pagella. Se mi dici qual è la frase senza in verbo avere (ha) ce lo aggiungo. :-) Sono una maniaca della buona scrittura e guai se trovo anche soltanto un refusetto.
Rosalind, benvenuta nel Giardino. Poi, come vedi ci sono i voti di Marsh che stanno scongiurando la cattiva nomea del sulfureo Praz.

marshall ha detto...

Nessie,
è al penultimo capoverso.
...Una curiosità sull'Uomo Mario Praz...il quale ci HA (ecco quello che manca nella fluidità della frase)...
Ciao.

Hesperia ha detto...

Grazie Marsh, ti nominerò mio correttore di bozze :-) Ma è anche la dimostrazione che leggi con grande attenzione. Ciao e auguri.

Josh redivivo ha detto...

Ciao a tutti. Sono tornato, mi sto ripigliando e mi aggiorno un po’.
Non c’è molto da aggiungere ad un pezzo scritto da Hesperia in modo magistrale, che illustra bene la figura e il ruolo di Praz, che mi ha sempre affascinato, forse il critico che ho letto e riletto di più, ha condizionato il mio gusto innato, o almeno ha intercettato un mio sentire già presente e l’ha educato e ampliato.

Sulla dark lady: concordo con i passaggi…sono sempre stato affascinato da queste figure….Aggiungo una curiosità, per chi è pratico di una certa tastiera di simboli: molte delle caratteristiche descritte, secondo una non ortodossa Tradizione, sono proprie di una configurazione tipo Venere in Scorpione, sotto cui farei rientrare non solo questo tipo di femminile ma anche per intero il saggio “la carne, la morte…”

Al sito che segnalo invece, il concetto della Belle dame sans merci pare ancora dare frutti: da lì andare in ‘music’ e tra i brani (scaricabili legalmente gratis) c’è una interessante interpretazione

http://www.allmyfaithlost.com/allmyfaithlosnewsite/sito/sito.htm

ti ringrazio Hesperia di avermi citato..in questa area: tutta la genesi della dark lady del noir, polizieschi etc, con l’apparato precedente ben collaudato in un tracciato che hai scritto correttissimo di certa cultura inglese ‘800 e precedenti, va detto prende molto una certa misoginia e supposto satanismo dell’animo femminile dall’impatto teologico biblico-esegetico conservatore veterocalvinista della vecchia UK prima e USA poi, in cui la donna è sempre Eva, (ricettacolo di Medusa, Amore e Morte, Caduta, a dir poco) più che Maria. A presto.

Hesperia ha detto...

Josh, che bellissima sorpresa! te l'ho scritto anche in risposta all'altro blog. Lo sai che sono di recente stata a Roma a visitare Palazzo Primoli dove c'è la stupenda casa-museo prazziana? Mi fa piacere che abbiamo anche questa affinità col critico-artista e ti ringrazio anche per la tua puntuale notazione sui simboli esoterici e zodiacali. Anche Lilith rientra nel novero di questo archetipo.
E non dimenticare, se ne hai tempo, di passare al piano superiore dove ho aggiornato con "Wuthering Heights", il mi romanzo di culto.
Sono certa che avrai moltissimo da aggiungere. Se puoi rifatti vivo tra di noi. Ci manchi. Ciao e a prestissimo.

Josh ha detto...

Grazie dell’accoglienza, Nessie. Ottima idea visitare la dimora museo di Praz: l’ho visitata tempo fa, che atmosfera, mi è sempre piaciuta, l’ho vissuta non come luogo di cultura e arte, ma come luogo affettivo, di appartenenza. L’effetto aumenta di molto se si amano i suoi scritti, o dopo la lettura di “La casa della vita”.
Ha un’idea della casa non troppo dissimile dalla mia, ovviamente …nel mio caso molto più in piccolo dati i miei non eccelsi fondi…. tracce degli stili preferiti del passato antiquario, mobili e oggetti carichi di segni e simboli, vestigia tangibili degli spostamenti nelle varie città e delle esperienze vissute, dei tragitti interiori, una casa anche specchio dell’interiorità.
Mi piacciono le tue parole verso la fine del post “preso com'era a salvare la Bellezza dalla corrosione del tempo.” Praz voleva sottrarre proprio la Bellezza alla consunzione, voleva riuscire in questa impresa impossibile, impedire la morte della bellezza, vivendo in un complicato equilibrismo, quasi in un non luogo, dove l’ideale non è abbruttito dal reale. Senz’altro un Des Esseintes ma, penso, molto meno vacuo, anzi mosso da una tensione ideale interiormente molto drammatica, in cui per esempio la casa, i mobili, i pezzi d'arte, erano un transfert oggettivato e un rifugio dalle brutture del mondo, come oggetto tangibile correzione di una interiorità drammatica. Arte e quindi casa, casa/museo che aspira alla perfezione formale come riparazione di un perturbante inaccettabile nella vita. O forse sono io stesso che sto operando un transfert di me stesso, non vorrei fare a mia volta la figura che descrive in modo azzeccato Egeria di Sgarbi “solo un piumino di cipria, non commenta le opere d'arte, ma riflette solo il suo narcisismo nell'opera d'arte.”
:)

Hesperia ha detto...

"La casa della vita" è un'opera addirittura monumentale. Non riuscirei mai a finirla... Bravo che l'hai letta. Ma anche "Gusto neoclassico" è un volume ponderoso. Poi c'è la sua storia della Letteratura Inglese e La crisi dell'eroe nel romanzo vittoriano, Bellezza e bizzaria.
Senza contare il suo continuo collezionare e acquistare dipinti, arazzi, sculture.
Però l'altro coté è che questa sua casa mi generava anche un senso d'oppressione dovuta a quell'horror vacui che lo porta a riempire troppo lo spazio.

Josh ha detto...

Sissì, ma Des Esseintes non era nulla rispetto alle mie fissazioni:)
Ho letto anche la Storia della letteratura inglese (sono mie materie)che mi è piaciuta parecchio anche con il suo procedere semplice e a medaglioni, Bellezza e Bizzarria, Fiori freschi... Di 'Gusto Neoclassico' (e 'Il Patto col Serpente') ho una versione di pregio rilegata e numerata, fuori stampa, illustrata: insomma incunaboli che sconfinano nell'idolatria.

Hesperia ha detto...

Va bene Josh, avremo poi modo di approfondire queste fissazioni estetiche sull'abitare.
E' ovvio che nell'arte del collezionismo le risorse finanziarie devono averci un loro peso.

OT: HO letto stasera che faranno un 'ennesima versione di "Cime tempestose" (ultimo mio post). E fanno sei. Sei un docente di Inglese?

Josh ha detto...

No, di Lett. italiana, Lett. latina, Storia dell'Arte, liceo. Ma avendo vissuto in Inghilterra, al ritorno ci fu un periodo che tenevo corsi di Letterature comparate, all'interno di semiotica, storia della critica e metodologia della critica delle arti, (lì Praz c'entra parecchio, in ricerche che varcano la rigidità della lett. nazionale) finchè non mi sono stufato del ruolo ballerino di assistente (con carriera immota) all'Università, ho accettato l'insegnamento alle superiori (quanto a soddisfazioni è una bella gara), il resto dell'energia va talvolta in collaborazioni con agenzie pubblicitarie, in cui posso giocare con l'immaginario.

Hesperia ha detto...

Ah...allora avevo visto giusto. Si vede che sei un vero esperto. :-) Ciao.

Anonimo ha detto...

Sto scrivendo un saggio a proposito delle radici dell'Art Nouveau; magari avrò bisogno di consigli, grazie. Marcello
www.marcellodv.blogspot.com

Anonimo ha detto...

Karlos Schwalbe esprime appieno i principi, lo spirito dell'Art Nouveau; qualcuno può confermarlo, grazie. Marcello
www.marcello@libero.it

Anonimo ha detto...

Scusate, sono impacciato, il sito www.marcello@libero.it è errato, va bene:
www.marcellodv.blogspot.com