mercoledì 18 giugno 2008

Cane e uomo nella vita e nell'arte


L'abbaiare lontano di un cane che ci riporta con il pensiero a luoghi cari e ben noti fornisce la più bella prova dell'immortalità dell'anima
Søren Kierkegaard

Guardando i miei quattro bassotti, che considero componenti a tutti gli effetti della mia famiglia, ho pensato che cane e uomo sono complementari fin dai tempi più remoti. Non per nulla il cane è considerato il “miglior amico dell’uomo” e l’uomo ha ricambiato questo grande “amore” attraverso i secoli, anche in campo artistico.
Giustamente, perché nessun essere vivente è più fedele al proprio compagno di vita di un cane. Lo sguardo appassionato dei miei cagnetti, la loro allegria, la loro gioia nel vedermi, mi ripagano ampiamente dei pochi sacrifici che faccio per loro.
Questo legame intenso, che si crea fra uomo e cane ha fatto si, che quest’ultimo fosse spesso protagonista di miti e leggende, che sono giunti fino a noi, dall'archeologia e dalle arti. Le rappresentazioni dei cani spaziano dalle scene di vita quotidiana all'incarnazione di personaggi simbolici ed allegorici, come Anubi e Cerbero diventati i traghettatori ed i custodi delle anime dei defunti nell'aldilà, in alternativa figure di cani incarnano le classiche virtù della fedeltà e del coraggio, ma anche i vizi e le passioni umane. Sia nella cultura egiziana che in quella greco-romana spesso i cani, simbolo di estrema fedeltà, erano destinati a perire con i padroni oppure venivano sacrificati nei riti di fondazione delle città per propiziarne la prosperità e l'inattaccabilità, così che, spesso si trovano immagini di cani (in alternativa a leoni e grifoni) sulle mura di cinta delle cittadine, sulle porte di case e palazzi, all’entrata di templi e tombe.
L’argomento è molto vasto mi limiterò a sintetizzare due epoche, per me molto prolifiche, l’antico Egitto e il Rinascimento.
Il cane nell’arte Egizia

L’arte egizia, in particolare offre molte rappresentazioni di cani sui monumento funerari.
Come la stela trovato ad Abydos che deriva dal Regno Medio (c. 2040 -1640).
Si può osservare il piccolo cane sotto la sedia del defunto. Il cane ha un corpo lungo, tarchiato e gambe corte, tipico della razza bassotto. I proprietari di Dachshund (bassotto tedesco), credono che la razza abbia origini egiziane ed antiche, e è probabile che questa stele sia la prova.
D’altronde Anubi divinità funeraria e guardiano fedele delle tombe e del sonno dei defunti, rappresentato in forma di canide nero, è passato alla storia come il nobile progenitore dell'attuale Cane dei Faraoni, venerato dagli egizi quattromila anni or sono, tanto che il ritratto di un cane elegante, dalle orecchie grandi e dalla forme ugualmente armoniose, è stato ritrovato all'interno delle piramidi. Nella grande necropoli ad ovest della piramide di Cheope nel 1935 è stato rinvenuto un cane pressochè identico al Cane dei Faraoni, imbalsamato e tumulato in un sarcofago fatto su misura.
Il cane nell’arte Rinascimentale
Tra il cinquecento ed il seicento il cane comincia ad essere inserito nella composizioni pittoriche come interprete delle passioni e dei caratteri dell’uomo. Il grande incisore tedesco Albrecht Durer nel 1514 incide la Melanconia come una figura femminile alata dal viso scuro, con la testa reclinata ad indicare le sofferenze patite, accucciato e raggomitolato su sé stesso ai suoi, piedi il suo cane, forse un levriero, in un atteggiamento così triste e sconsolato da toccare il cuore.
Nel celebre dipinto dei coniugi Arnolfini del pittore fiammingo Jan Van Eyck, il cane un Cairn Terrier (o forse uno spitz o un griffoncino), messo in primo piano simboleggia la virtù più importante del matrimonio, la fedeltà coniugale. Ma tutto il quadro è un concentrato di simboli. Il dipinto mostra Giovanni Arnolfini e la sua sposa Giovanna Cenami, ma in realtà costituisce, l’allegoria di un’unione felice di cui sono testimoni le figure che si intravedono nello specchio (tra cui il pittore nell’atto di dipingere la coppia) coronato dall’abbondanza e dalla prosperità. L’unica candela accesa nel lampadario allude alla fede mentre le arance sparse alla fertilità. Il cagnolino come già detto, alla fedeltà.
Altre volte il cane è simbolo della passione, dell’irruenza, o anche dell’impudenza amorosa. Il cane rappresenta il desiderio carnale nei giardini dell’amore cortese, desiderio più o meno intenso a seconda dell’atteggiamento assunto dal cane nel dipinto. Il giardino cortese di Michel de Renaud de Montauban è il luogo dove l’amore viene coltivato e rivelato attraverso le conversazioni, la musica e le danze: il cane stilizzato è attento ma calmo, segno di un amore più spirituale che passionale. (simb. 252)Michel de Renaud de Montauban, Il giardino cortese, metà del XV secolo.
Concludo questo testimonianza d'amore ai nostri amici a quattro zampe, con una denuncia, perchè l'uomo, può essere anche il peggior carnefice del cane.
L'arte contemporanea, é diventata troppo spesso una ricerca del clamore, dell'effetto fine a se' stesso, che di artistico ha ben poco e di bello ancora meno, l'importante é sbalordire, scioccare e far parlare di se'.
In quest'ottica s'inquadra la vicenda di Natividad, cane randagio sacrificato in nome di uno scempio, che qualcuno ha cercato di far passare per arte.
Il barbaro assassinio di una povera bestia, ma anche dell'arte.
Aretusa

32 commenti:

Hesperia ha detto...

Insomma hai trasformato la tua passione per gli animali in una ricerca "cino-filologica", se mi passi il termine. :-)))
Belli i dipinti che hai pubblicato e inquietante la melanconia di Durer col cane intristito e accovacciato.
Mettimao anche in lista il grande Konrad Lorenz col suo bellissimo libro-saggio "E l'uomo incontrò il cane".
E naturalmente "Zanna bianca" e "Il richiamo della foresta" di Jack London che da bambina mi commuovevano fino alle lacrime.
Vedo che i tuoi bassottini stanno benone. Per forza, con una padrone così amorevole...

Aretusa ha detto...

Eheheheh non sapevo che pesci pigliare, per questo post, perchè come ti ho scritto non mi ricordavo che toccava a me...e ho guardato Isotta, che mi ha dato l'ispirazione.
Zanna bianca e Il richiamo della foresta, mi commuovono ancora:-)
Ciao Are

Sympatros ha detto...

La negatività letteraria e i cani.

Visto il post di Aretusa e il suo amore per gli animali, dando per scontato lo stesso amore nei futuri post, per garantire una certa, anche se antipatica, "varatio", voglio dare un contributo letterario, dove domina più che "l'umanità" dei cani la loro animalità.

Di rietro a loro era la selva piena
di nere cagne, bramose e correnti
come veltri ch'uscisser di catena.

In quel che s'appiattò miser li denti,
e quel dilaceraro a brano a brano;
poi sen portar quelle membra dolenti

Due dannati, nell'Inferno dantesco, inseguiti da una torma di nere cagne, che misero i denti, in quel che s'appiattò, cioè in quello che per sfuggirle, si era nascosto in un cespuglio, il quale cespuglio, a sua volta, racchiudeva l'anima di un altro dannato. E alla fine il primo dannato fu fatto a brano a brano, cioè a pezzi e il cespuglio fu anch'esso spezzato e lacerato dalla feroce lotta fra cagne e dannato.

E adesso Boccaccio, in Nastagio degli Onesti:

"... e oltre a ciò, davanti guardandosi vide venire per un boschetto assai folto d'albuscelli e di pruni, correndo verso il luogo dove egli era, una bellissima giovane ignuda, scapigliata e tutta graffiata dalle frasche e dà pruni, piagnendo e gridando forte mercè; e oltre a questo le vide a' fianchi due grandi e fieri mastini, li quali duramente appresso correndole, spesse volte crudelmente dove la giugnevano la mordevano, e dietro a lei vide venire sopra un corsiere nero un cavalier bruno, forte nel viso crucciato, con uno stocco in mano, lei di morte con parole spaventevoli e villane minacciando."

Sympatros ha detto...

Vi voglio raccontare una storiella. Io amo molto passeggiare in solitudine, spesso, quasi quotidianamente, lungo le rive d'un fiume. In una di queste passeggiate, all'improvviso velocissimi e in silenzio, tanto che non mi sono accorto di niente, perché c'era una collina davanti, velocissimi due grossi cani bianchi, due pastori maremmani, feroci e decisi. Fu l'unica volta che ebbi paura, nonostante il mio fedele bastone di ferro, mai avevo visti cani così aggressivi. Per fortuna, guardando in alto sulla collina ho visto gregge e pastore, il quale è intervenuto a calmare i cani. Vedere in azione due grossi cani, nella pura loro ferinità, vi posso assicurare che è qualcosa che fa paura. Ma la storiella non finisce qui. Chiacchierando col pastore, indovinate chi erano 'sti due feroci cani, erano due patuffolini bianchi, che tre anni prima, all'incirca nella stessa zona, in assenza della madre, dal bordo del fiume, dove erano nati, un giorno, mi venivano appresso, così belli e affettuosi, che ho fatto fatica a dissuaderli.

Egle ha detto...

Intanto, cara Aretusa,
sono corsa ( virtualmente ) a firmare la petizione..Una roba cosi'é da..botta in testa al deficiente e che se ne vada all'inferno dantesco ove sarà sbranato da una muta di cagne come descritto dal buon Sympatros.

Mi piace questa storia del cane nell'arte..
Io ne ho sempre avuti, di cani, salvo che da bambina perché mio padre non ne voleva in casa.Proibizione assoluta, finché il mio ragazzo mi regalo' un cucciolo di cocker che circolava liberamente per casa di giorno, ma che di sera veniva tenuto nascosto nel bagno di servizio. E lui stava bravo, aveva capito perfettamente la situazione..
In seguito, a casa mia, non di quella dei genitori, si susseguirono cani di razze diverse, anche due per volta e, anche qui, ne ho avuto uno bello, ma malato che avevo preso alla SPA locale, in cui facevo del volontariato.

Ci sono due libri sugli animali, ma anche sui cani, che mi hanno segnato e straziato:
San Michele di Hansel Munthe e L'imperatrice Nuda di Hans Ruesch.

Egle ha detto...

caro Sympatros,
i cani possono essere aggressivi, pericolosi, terribili, ma solo in certe circostanze e solo se sono stati allevati o incrociati nella maniera sbagliata.

Se non hai mai avuto dei cani, capisco la tua diffidenza e, magari paura. Non si conosce il loro linguaggio, non si sa come interagire con loro.
Certo che incontrarne un gruppo insieme fa effetto, é successo anche a me di ritrovarmi circondata di cani sconosciuti...difficile mantenere la calma.
Normalmente, invece, sono una presenza meravigliosa, affettuosa e allegra.

Nella nostra ricca società, pero', si finisce per antropomorfizzare gli animali e a volte si assiste a veri eccessi, come negli USA.

Bene, ora che ho fatto il mio pistolotto sui cani, invito Sympa ad una passeggiata di riflessione sul migliore amico dell'uomo...:-)

Hesperia ha detto...

E naturalmente c'è Argo che fu l'unico a riconoscere il travestimento di Ulisse, quando tutti gli altri (moglie e figlio compreso) non lo riconobbero. Come a dire: l'uomo lo puoi far fesso, il cane no.
NB: Are, c'è un visitor che nel post pregresso su Lalique ti chiede che pietra è quella della spilla fatta a libellula.

demetra ha detto...

Ma che carino il bassottino con le perle al collo! lì per lì ho pensato ad un fotomontaggio :-)

Anonimo ha detto...

Mentre questo dicevano tra loro, un cane
che stava lì disteso, alzò il capo e le orecchie.
Era Argo, il cane di Odisseo, che un tempo
egli stesso allevò e mai potè godere nelle cacce,
perchè assai presto partì l'eroe per la sacra Ilio.
Già contro i cervi e le lepri e le capre selvatiche
lo spingevano i giovani; ma ora, lontano dal padrone,
giaceva abbandonato sul letame di buoi e muli
raccolto presso le porte della reggia,
fin quando i servi lo portavano sui campi
a fecondare il vasto podere di Odisseo.
E là Argo giaceva coperto di zecche.
E quando Odisseo gli fu vicino, ecco agitò la coda
e lasciò ricadere le orecchie; ma ora non poteva
accostarsi al suo padrone. Odisseo
volse altrove lo sguardo e s'asciugò una lacrima
senza farsi vedere da Eumèo;

Argo (XVII , vv.290-306) (Odissea, trad. Quasimodo)

Aretusa ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Aretusa ha detto...

Sympa comunque la metti a perderci é sempre il cane.
Sai come i pastori allevano i cani?
A botte, con cibo scarso, e se non fanno bene il loro lavoro, non esitano ad aprirgli la pancia con un coltello, o a sparargli.
Capisci bene, che qualsiasi "pericolo" per il gregge, viene preso molto sul serio da quelle povere bestie.
Ovvio che i "patuffolini bianchi" si siano trasformati in due cagnoni minacciosi.
E i cani poliziotto? Usati e poi per la maggior parte abbandonati, quando vecchi.
E i cani usati nei combattimenti.
E i cani abbandonati per le strade e autostrade.
E quelli torturati per il piacere dell'uomo.
E Quelli usati per far bordi di guanti e giacche.
E quelli usati nei laboratori sempre per un preteso "interesse" umano.
E quelli costretti alla catena per un'intera vita.
Anch'io ho una storiella da raccontare, sono ligure, un giorno me ne andavo a spasso per le "piane", con il mio gatto Tuffi (un siamese) sulle spalle, all'improvviso un pastore tedesco, mi é comparso davanti.
Naturalmente vedendo il gatto, ha tentato di assalirmi, mi ha morsicato. Grazie al cielo, é uscito un contadino, sentendo le mie grida, e l'ha scacciato.
Ciò non toglie che considero questo un caso isolato.
La natura canina é buona, come giustamente dice anche Egle, tranne eccezioni.
Non si può dire la stessa cosa dell'uomo.
La sua natura é "ferina", quanto e più di quella del cane (con eccezioni, in questo caso nell'altro senso).
Ovviamente i cani non sono "umani", né si deve trattarli come tali.
Amarli vuol dire rispettare la loro natura...
Ciao Are

PS. il precedente post l'ho eliminato perchè avevo fatto alcuni errori, nella foga della scrittura:-)

Aretusa ha detto...

Cara Egle, vedo che anche tu sei amante dei cani...
Purtroppo Natividad é morto.
Era conciato molto male.
L'autore di quello scempio chiamato pomposamente "arte", però ne ha passate delle belle.
Alla fine si é scusato (é poco, lo so) per quello che ha fatto.
L'importante é che NON sia passata l'ignobile idea che far morire un essere vivente é "arte", e può far fare quattrini.
Altrimentio chissà quanti imitatori, senza scrupoli, avrebbero seguito le orme, di quel verme. (chiedo scusa ai vermi).
Ciao Are

Aretusa ha detto...

Ciao Demetra...assomiglia alla mia Clarisse.
Are

Josh ha detto...

che post interessante, e scritto bene, con anche un bel percorso diacronico. I tuoi bassotti sono bellissimi, complimenti. Anche a me piacciono gli animali, cani e gatti in particolare, ora però non ne ho di nessuno dei 2, da dopo la scomparsa del mio ultimo gatto.

Sympatros ha detto...

"La natura canina é buona, come giustamente dice anche Egle, tranne eccezioni.
Non si può dire la stessa cosa dell'uomo."

Aretusa, forse ne abbiamo già parlato e forse mi ripeto.

La natura canina è buona? La natura canina non è né buona né cattiva; la sfera del buono e del cattivo ancora non pertengono al mondo dei nostri "fratelli" animali. La sfera della moralità pertiene all'animale uomo, che l'ha conquistata dopo un lungo percorso evolutivo, per coloro che non credono, o perché gliela ha data il Padreterno, per coloro che credono. Un po' di realismo nei confronti degli animali non guasta.

Quella di vedere poi negli animali, in questo caso nei cani, la bontà e negli uomini invece la cattiveria, potrebbe essere un atteggiamento mentale autolesionista e, in alcuni casi, nasconde perfino un odio per l'uomo; odio che in qualche caso si sublima e si nasconde dietro un amore smodato per gli animali. I cattivi siamo sempre noi!

Aretusa ha detto...

Grazie Josh:-)
A dire il vero ho anche due gatti, un maschio di 16 anni bianco e rosso, e una "bimba" di 12 tricolore.
La gattina, é poco più di tre chili, ma fa filare tutti cani e gatto.
Un vero peperino.
Ho sempre avuto gatti, i cani li ho "scoperti" quando mio marito mi ha regalato Isotta.
Ciao Are

Aretusa ha detto...

Sympa, che cosa intendi per "buona"?
Io intendo che, la "bestialità" degli animali é sempre motivata.
Per procacciarsi cibo.
Per difendersi ecc.
La"bestialità" umana, no.
Uccide i suoi simili per divertimento, per noia, per avidità.
Stupra le donne e uccide persino i bambini.
Non solo é anche portatore di perversioni come la pedofilia...
in natura é il predatore più feroce, più distruttivo, con l'habitat in cui vive, con i più deboli e persino con i suoi simili.
E su questo NON CI PIOVE.
Detto questo trovo la tua conclusione circa "l' atteggiamento mentale autolesionista che in alcuni casi, nasconde perfino un odio per l'uomo", sciocca e mi sembra anche, di prevenzione nei miei confronti.
Se tu non lo sai ti comunico che le persone che amano gli animali, al 99% sono disponibilissime anche verso il genere umano in difficoltà.
Se pensi di dipingermi come un'arcigna zitella, che coccola i suoi cani e tira calci negli stinchi ai bambini affamati, cadi male, molto male.
Non sono così, e chi mi conosce lo sa bene.
Il rispetto e la cura che ho verso la natura ( quindi,non solo gli animali), l'ho anche verso il genere umano meritevole.
Ovvio che uno stronzo stupratore lo appenderei per le palle...ma chi non lo farebbe?
Oppure all'uomo si può perdonare tutto?
Ciao Are

Sympatros ha detto...

Aretusa, prima di inalberarti leggi bene, tu che c'entri?

io nel mio post dico: potrebbe essere.................. in alcuni casi, ............ in qualche caso

Ascolta, Aretusa, io nel post pensavo a qualcun altro, per esempio, all'atteggiamento verso gli animali dei capi del nazismo, a cominciare da Hitler, molto amanti degli animali, un amore che non impedì loro di progettare lo sterminio di esseri umani.

Nella biografia ufficiale di Hermann Göring, scritta da Erich Gritzbach, viene riportata la seguente frase:

"Göring è un fanatico amico degli animali. Egli dice: Chiunque torturi gli animali viola gli istinti del popolo germanico".


Heinrich Himmler, Reichsführer delle Schutzstaffeln (SS), odiava la caccia ed era vegetariano.

"Come puoi, tu, dottor Kersten, gioire sparando, da un riparo, a delle creature indifese, che vagano per la foresta, incapaci di proteggere se stesse e prive di ogni sospetto? E' un vero delitto. La natura è tremendamente bella ed ogni animale ha il diritto di vivere".

Hitler "amava molto gli animali ed in particolare i cani. Prediligeva i pastori tedeschi.

Il suo cuoco austriaco, Kruemel, racconta che:

"Dopo una leggera colazione, una delle attività favorite di Hitler era fare una passeggiata con Blondi, la sua cagnetta. Una delle sue più grandi gioie era quando Blondi riusciva a saltare più in alto dell'ultima volta. Era solito dire che andare a passeggio con il suo cane era una delle cose che lo rilassavano di più".

Blondi visse con Hitler nel bunker di Berlino dove entrambi trovarono la morte il 30 aprile 1945. "

Anonimo ha detto...

"con anche un bel percorso diacronico"

no... se mi permette, direi più appropriatamente che si trattava di "diatopia diamesica, con inferenze diastratico-diastasiche", non confonsiamo...

Anonimo ha detto...

... d ...

Josh ha detto...

all'anonimo: più che distopia, a volte trattasi di sovraesposizione a isotopi radioattivi, vero?

Anonimo ha detto...

Nel suo caso certamente, non esageri con lo 90Sr .

Hesperia ha detto...

P.S: Anonimo per cortesia mettiti un nick. Quello che vuoi, purché nick. I commenti anonimi qui non sono bene accetti. Quando si entra a casa d'altri ci si presenta.

Egle ha detto...

La natura é crudelissima, spietata e, quando vedo certi documentari ( qui ne danno a iosa in HD) sono portata a pensare che il nostro mondo é un disastro e che Dio non puo' aver creato un mondo cosi' cattivo.
Preferisco pensare, con un ragionamento cristiano del fai-da-te, che esiste un anti-Dio che rovina tutto.
Vedi bestie orribili che sbranano e si fanno a pezzi altri animali aggraziati e fragili...é nel loro istinto, ma...c'era proprio bisogno di far loro un istinto come quello?

La disperazione della gazzella o della zebra, l'affanno, la paura...
Ma perché?
Noi uomini ci cibiamo degli animali...ho visto allevamenti sconfinati di polli...Non mi piace piu' il pollo...Neanche il bisteccone..Non sono vegetariana, ma ci manca poco, ormai.

Mi é venuta l'idea del prossimo post..

Giano ha detto...

Bello questo post. Mi piace leggere storie di animali. Ne ho sempre avuti, fin da piccolo. In casa non sono mai mancati cani e gatti. Ma c'erano anche cavalli, maiali, galline, perfino una piccola volpe (ma per poco). E le rondini che a primavera venivano a fare il loro nido sotto gli archi di un grande loggiato; praticamente dentro casa. Così ho imparato a capirli, per quanto possibile, e rispettarli per le loro peculiarità. Siamo noi a dover capire loro, non il contrario, ovviamente. Ma i cani, beh, per loro ho sempre avuto una passione particolare. Potrei raccontare tanti episodi, ma non è il caso. Voglio, invece, lasciarvi un sorriso...
Guardate quanto è furbo questo cane; non solo si mangia la colazione e si beve la birra del padroncino, ma...
http://torredibabele.blog.tiscali.it//Io_dormivo__E__stato_il_gatto____1903387.shtml
Buona giornata :)

Giano ha detto...

Mi sa che il link non compare correttamente, non perché ne abbia tagliato un pezzo. Proviamo con questo e speriamo bene...
http://www.splinder.com/mediablog/FlavioRoma/media/17286941

Giano ha detto...

Nemmeno, non capisco perché taglia la riga. Beh, ultima indicazione; andate sul mio blog e guardate il post "Io dormivo, è stato il gatto...".
E scusate la ripetizione.
Buona giornata :)

Hesperia ha detto...

A me si apre il tuo link, Giano. Che scenetta gustosa! pensa che io avevo proprio quel cagnone lì di razza setter irlandese, color fulvo. Si chiamava Zeff (diminutivo di Zeffiro o Zefiro) perchè correva come il vento. Un formidabile e infaticabile compagno di escursioni. Buona giornata anche a te :-)

Giano ha detto...

Ciao Hesperia, simpatico il video, vero? Mi fa morire dal ridere, come tutte le animazioni, fumetti, immagini che riguardano gli animali. Mi mettono di buon umore. Sì, il setter è bellissimo. Ciao :)

Aretusa ha detto...

Sympa, pensavo alludessi a me....certo che ai nazisti, proprio non ci avrei pensato.
Purtroppo la natura umana spesso é contorta e illogica.
Non si spiega altrimenti il comportamento di quei gerarchi.
In genere chi ama gli animali é una persona sensibile e quindi dovrebbe avere sensibilità anche verso i propri simili....dovrebbe, ma non é legge.
Ciao Are

Aretusa ha detto...

Egle la natura é crudelissima hai ragione.
Ma la sua crudeltà ha un fine, che é sopravvivenza del singolo e /o del branco.
Certo vedere una leonessa che sbrana una gazzella non piace nemmeno a me.
Ma si tratta di "mors tua, vita mea", infatti se il leone ha la pancia piena le gazzelle non corrono alcun rischio.
L'uomo, al contrario uccide per divertimento ed é l'unico in natura.
Purtroppo...
Non mi far pensare agli allevamenti di polli, sono allucinanti.
Ciao Are

Aretusa ha detto...

Ciao Giano grazie:-)
Anch'io sono cresciuta con tanti animali, forse é per questo che li amo...
Cani e gatti poi, sono veramente impareggiabili.
Anche se il gatto é più enigmatico e sicuramente più esclusivista, ama la casa é vero, ma soprattutto si sceglie un solo "padrone" e lo ama con devozione. Uno solo però e ignora tutti gli altri.
Bellissimo il video del "crimine perfetto"...il gatto non sembra aver gradito molto.
Ma il cagnolone é un amore.
Ciao Are