giovedì 14 gennaio 2010

Dopotutto domani è un altro giorno



Non sono pochi i  film che rimangono impressi per le battute lapidarie, fulminanti e per i dialoghi serrati e brillanti. Molti di questi film sono stati tratti da romanzi, come ha ricordato Aretusa in un suo vecchio post,  ma è certo che anche quelli che non si basavano su prodotti letterari, erano comunque scritti da eccellenti sceneggiatori. Chi non ricorda il ricorrente "Segua quella macchina!" che compare in numerosi film d'azione? Un tormentone, che poi divenne un libro di raccolta delle battute cinematografiche più famose.

Lauren Bacall e Humphrey Bogart ne " I mari del Sud" lanciarono il loro "Se mi vuoi fammi un fischio". E nel film Casablanca (sempre con Bogart accanto a Ingrid Bergman) ci fu il memorabile "Suonala ancora Sam" che poi sarebbe la nota canzone "As time goes by" che tutti i grandi cantanti americani  (Sinatra in testa) vollero rifare. Per non dire del celeberrimo "Francamente me ne infischio" di Rhett Butler (Clark Gable) che prese cappotto e cappello, chiudendosi la porta alle spalle e chiudendo anche il suo matrimonio con Rossella O'Hara in "Via col vento". Inutile ricordare che lei poté consolarsi con il fatidico "Dopotutto domani è un altro giorno", battuta che chiosa il film.
Ricordiamo le battute corrosive, laconiche e  un po' fumettistiche dei western-maccheroni come in "Per un pugno di dollari di Sergio Leone: "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto". O Eli Wallach che fredda un suo antagonista logorroico che stava per vendicarsi di lui con la pistola puntata, anticipandolo con un corrosivo "Quando si parla si parla, quando si spara si spara" ne "Il buono, il brutto, il cattivo".

Orson Welles (nel ruolo del marinaio O'Hara) dopo essere uscito con sollievo dal labirinto cinese e aver assistito alla mattanza della sala degli specchi tra la perfida Elsa Bannister e suo marito, ne "La signora di Shanghai" pronunciò la memorabile battuta misogina: "C'è sempre in qualche parte del mondo una donna disposta a ingannarti e l'unico modo per evitare guai è invecchiare".
 Senza contare l'altra battuta ne "Il terzo uomo" di Carol Reed, sceneggiato dal grande Graham Greene, rimasta famosa - a detta dello stesso Greene - per essere stata inserita all'ultimo momento proprio dallo stesso Welles che vi compare come attore nei panni del diabolico Harry Lime.

"Sai che diceva quel tale? In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e di democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù".


William Holden (Joe) : Siete Norma Desmond, la famosa attrice del muto. Eravate grande.
Gloria Swanson ( Norma Desmond) Io sono sempre grande. È il cinema che è diventato piccolo. (da Viale del Tramonto di Billy Wilder).

Potrei lasciare un bel ragazzo per un buon film, ma non potrei mai lasciare un buon film per un bel ragazzo" (Nathalie Baye in "Effetto notte" di Truffaut).

Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...come lacrime nella pioggia. Ma già è tempo di morire (Rutger Hauer ovvero il replicante Roy in Blade Runner di Ridley Scott).


Forse in quest'amaro accorato
epilogo dell'androide Roy potremmo identificare un po' la morte di un cinema basato sulla trascendenza
della parola.
Oggi i film si dimenticano perché rozzamente e malamente scritti. Forse in molti casi non si può nemmeno pensare di parlare di vera sceneggiatura. In particolare al cinema italiano, manca quella scrittura che prima i grandi maestri della regia, possedevano. Nel loro staff si avvalevano di scrittori-sceneggiatori come Ennio Flaiano, Tonino Guerra, Zavattini, Ettore Scola che divenne poi regista in proprio, e numerosi altri.
Dal canto suo,  Hollywood disponeva di grandi scrittori del calibro di Raymond Chandler, James Cain, Steinbeck, Faulkner, Fitzgerald, Pinter e altri. Oggi invece prevalgono gli effetti speciali, i maghetti volanti, il tridimensionale con alieni che si aggrappano alle liane ecc. Insomma, un cinema che deve immediatamente appagare lo sguardo, dimenticando che lo spettatore ha anche un cervello e una sensibilità per elaborare i messaggi filmici.  Putroppo l'eccesso di attenzione preventiva agli incassi presso i botteghini, prevale sul piacere dei dialoghi scritti bene in film di alta fattura artigianale. Soprattutto, dalle battute memorabili. Se il cinema perde l'uso sapiente della parola, del motteggio e delle arguzie, muore.
GIOCO PER LETTORI: Trascrivi una battuta memorabile di un film che ti è piaciuto.
Hesperia

37 commenti:

philip marlowe ha detto...

Ben ritrovati a tutti. Ecco la mia battuta filmica:

"Le gambe delle donne sono compassi che misurano il globo terrestre in tutte le direzioni, donandogli il suo equilibrio e la sua armonia". (da "L'uomo che amava le donne" di F. Truffaut).

sarcastycon ha detto...

Vorrei spezzare una lancia in favore di un grande artista, che purtroppo nei films, non ha potuto estrinsecare le sue doti migliori, quasi sempre costretto da registi e sceneggiatori non all’altezza, a fare lavori di serie B :Totò.
Chi ha avuto la fortuna di assistere,dal vivo, a qualche sua rappresentazione teatrale,dove spesso improvvisava, non può che aver avuto un’impressione indimenticabile di grande artista.
D’altronde uno che ha scritto canzoni, come Malafemmena o intense poesie come

Core analfabbeta
Stu core analfabbeta
tu ll'he purtato a scola,
e s'è mparato a scrivere,
e s'è mparato a lleggere
sultanto na parola:
"Ammore" e niente cchiù.

Esprime una sensibilità d’animo non comune.

Per rimanere in tema, le battute di Totò sono molte , come “Signori si nasce ed io lo nacqui, modestamente!” ma quella che ritengo più attuale e che purtroppo non tramonterà mai, dal film "47 morto che parla" è:
“ ..... E io pago! E io pago!”
Ciao
Sarc.

Hesperia ha detto...

Bella quella delle gambe delle donne, Philip! la ricordo bene anch'io. Ce ne sono delle belle anche ne "L'ultimo metrò".

Hesperia ha detto...

Sarc, queste che citi di Totò sono diventate il più classico dei tormentoni. Insieme a quella della campagna elettorale dove armato di megafono Totò dice : "VOTA ANTONIO, vota Antonio, vota Antonio Latrippa". Che è molto appropriato per parodiare Di Pietro;-)

Anonimo ha detto...

Non riesce a piacermi l'attuale cinema italiano. Soprattutto per l'orrendo accento romanesco o comunque provinciale che hanno tutti gli attori. Difficile, dunque, che qualche battuta possa rimanere impressa. Aggiungiamoci poi che le storie sono spesso banalotte o noiose. Il cinema italiano degli anni '50, a volte aveva anche delle storie "leggerine" ma le voce ben impostate o l'ottimo doppiaggio rendevano tutto gradevolissimo. A quando dunque attori e registi meno improvvisati e più professionali? (me ne ricordo uno fra tutti: Ceccherini! Da vomitare...)

Kaminito

Hesperia ha detto...

Kaminito, la vera improvvisazione dell'attore, nasce dal gran MESTIERE che possiede.
Vittorio Gassmann era uno che introduceva a suo piacimento battute e gag fuori copione che poi i registi gli accettavano con entusiasmo inserendole nel film. Il problema è che bisogna essere capaci di farlo. E la differenza la fanno gli uomini. Una delle sue ultime prima di morire fu:
" Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del Padreterno.
Io non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me... che farete da soli? ».
Ma questa non fa parte di nessuna sceneggiatura di nessun film :-).

Aretusa ha detto...

Bellissimo post Hesp...sull'amato cinema, una volta Fabbrica di Sogni, adesso fabbrica di sonno, nel senso che spesso è così noioso da far addormentare...
Frasi celebri ce ne sono tantissime, memorabili anche quelle dei cattivi..

Napalm figliolo: non c’è nient’altro al mondo che odora così. Mi piace l’odore del napalm di mattina…
Robert Duvall, Apocalypse Now


- Papà, tu mi hai rovinato tutta l’infanzia!
- Com’è possibile, non c’ero neanche!
Kevin Kline e Kevin Kline, Creature selvagge

Se uno ha avuto un’infanzia difficile mica deve farla pagare a tutti quanti!
Dani, Effetto notte

Dio uccide indiscriminatamente e così faremo noi
Il vampiro Tom Cruise, Intervista col vampiro

Non fare che un uomo solo occupi la tua vita: prendili in mazzo e piantali!
Mae West, Non sono un angelo

Ci saranno un milione di ragioni per non spedirti all’altro mondo, ma io non riesco a trovarne nessuna.
Clint Eastwood, La recluta

Quanto al cinema italiano attuale, lo trovo semplicemente penoso.
Non solo mancano registi e sceneggiatori bravi, ma gli stessi attori sono inguardabili...
ciao Are

Nessie ha detto...

Vedo che disponi di un bel campionario di battute, Are. Se clicchi il titolo del libro "Segua quella macchina" ci sono delle vere chicche indimenticabili.

Se devo scegliere quella che si addice di più al mito dell'eterna bellezza che imperversa e che costringe molte donna a "rifarsi" dai chirurghi, mi viene in mente "Non c'è nulla di male ad avere 50 anni se non se ne vogliono avere 20", presa dal già citato Viale del Tramonto.

Josh ha detto...

ah le battute sarebbero tante. Tra quelle che ricordo di più:

da "Io e Annie"

Adoro essere ridotta ad uno stereotipo culturale.

:))

Da "l’Amore il pomeriggio" di Eric Rohmer:

"I tuoi problemi reali mi aiutano a superare le mie angosce immaginarie."

da "Harold & Maude" di Hal Ashby:

Sai, Harold, secondo me gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale.

(geniale)

da "come le foglie al vento" di Douglas Sirk:
Un brindisi alla bellezza... e alla verità, che invece è tutt'altro che bella.

Da "Il corridoio della paura" di Sam Fuller:

Lo so perché passai ai comunisti: alla mattina i miei mi davano bigotteria per colazione e ignoranza per cena. Mai, neanche una volta, riuscirono a farmi sentire orgoglioso di dove ero nato.

(attualissima!!!)

Josh ha detto...

Quoto poi la parte finale del tuo discorso al post, Hesperia, ma con un'aggiunta.
Dici "Oggi i film si dimenticano perché rozzamente e malamente scritti. Forse in molti casi non si può nemmeno pensare di parlare di vera sceneggiatura. In particolare al cinema italiano, manca quella scrittura che prima i grandi maestri della regia, possedevano. Nel loro staff si avvalevano di scrittori-sceneggiatori come Ennio Flaiano, Tonino Guerra, Zavattini, Ettore Scola che divenne poi regista in proprio, e numerosi altri."

vero. Caduta fragorosa nei dialoghi e dei contenuti, nella levatura e spessore delle cose dette nel film italiano recente (e purtroppo fin dagli anni 80 una parabola in discesa)

Aggiungi "Dal canto suo, Hollywood disponeva di grandi scrittori del calibro di Raymond Chandler, James Cain, Steinbeck, Faulkner, Fitzgerald, Pinter e altri."

Esatto...ma il sintomo di oggi non è solo la banalità della sceneggiatura, la banalità del parlato e dei concetti (se così si possono chiamare) espressi.

Quando dici "Oggi invece prevalgono gli effetti speciali, i maghetti volanti, il tridimensionale con alieni che si aggrappano alle liane ecc."

è esattamente così, ma non parlerei nemmeno più di primato della visione: quello poteva essere un valore
come in certi film anni 60, fossero Nouvelle vague, Neue Welle o New Hollywood '70.
Intendo dire che ancora in quei casi in cui, allora, c'era un primato della visione e non della parola, c'era ancora una grande capacità di regia, di montaggio...di dècoupage. C'era un linguaggio personale di regia.

Oggi invece siamo in una situazione anche di banalizzazione del visibile, non solo della parola nei film.

Per es. Hitchcock da un lato e Godard dall'altro: 2 grandi registi visionari, che 'vedevano' per immagini più che per parole.

Ma che costruzione e che emozione, anche se con poche parole e movimenti di macchina geniali, precisi, loro propri.
Anche Antonioni non dava il primato alla parola, ma che movimenti a senso (anche quelli lenti, i suoi lunghi piani sequenza erano a motivo).

C'era in loro il primato della visione. Oggi non è così.
Per dirla alla Hitch, oggi il cinema è spesso "inquadratura di gente che parla" (aggiungeremmo noi: inquadratura piatta di gente che parla, e per di più dice fesserie)...ma si nota anche la mancanza di quella capacità registica di inquadrare 'a motivo', di elaborare un linguaggio di regia per immagini proprio e personale.

Oggi (cinema italiano) le inquadrature sono da fiction (solo appunto inquadrature casuali di gente che parla) o in alternativa quelle USa che descrivi sotto (che non è più il primato della visione alla Hitch, ma l'obbrobrio della visione, la gratuità della visione:
Hitch spiegava che ogni minimale movimento di macchina doveva essere a senso, ogni cosa mostrata doveva essere a senso...è questo, anche, che si è perduto.

gio88 ha detto...

Ci ho pensato un po', alla fine c'è un ex-aequo tra il celeberrimo "Francamente me ne infischio" di "Via Col Vento" e "Quando uno straniero arriva al Nord raglia (piange) due volte, quando arriva e quando parte" di "Giù al Nord" (bellissimo film francese dello scorso anno che parla di un impiegato delle poste che per ottenere un posto in Costa Azzurra dichiara di essere disabile, per punizione viene spedito nella freddissima regione del "Nord-Pas de Calais", dove scoprirà la falsità dei suoi pregiudizi sul nord francese)

Hesperia ha detto...

Joah, ho capito cosa vuoi dire. Prima il linguaggio visivo aveva una forte valenza simbolica. Giusti i casi di Hitch. Godard invece non è mai stato nelle mie corde coi suoi rivoluzionarismi nouvelle vague (a parte "Fino all'ultimo respiro") che trovo datati. Ora invece dal visivo simbolico si è passati al funambolico degli effetti speciali del digitale e dell'elettronica.
Vale la pena di ricordare anche che le commedie sentimentali americane attuali sembrano sempre più degli spot pubblicitari ruffiani e accattivanti, con annessa canzoncina.
Belle le battute. In particolare quella del film di Sirk che è uno dei miei preferiti.
Ce n'è un'altra di Rohmer sulle donne intraviste tra la folla eppoi perse di vista, che adesso non ricordo bene. Poi mi verrà in mente...

Hesperia ha detto...

Grazie del passaggio Giò88. Purtroppo non ho visto "Giù al Nord".

E chi non ricorda la battuta ne "Il Sorpasso" con Gassman che dà un passaggio a un vecchio contadino con le uova e dice a Trintignant: "Ah Robé, passame er disco che famo divertì er villico". Lì poi è uno scintillio di battute. Compresa quella di Occhiofino :-).

Hesperia ha detto...

Scusa il refuso: Josh e non Joah ;-)

Ecco, la battuta di Rohmer che è appena morto.
"Quello che ai miei occhi dà tanto dècor della strada parigina è lapresenza costante e fuggitiva di queste donne che incrocio ogni momento e che ho la certezza di non rivedere più...." ecc. ecc.
(l'Amour l'après midi).

Josh ha detto...

ah beh come dimenticare Occhiofino :D
sì è vero, ricordo anche quella di Rohmer.

Nel frattempo me n'è venuta in mente una di Jeanne Moreau in Fuoco fatuo di Louis Malle (la battuta non è un granchè, ma essendo il film un bel po' pesante e tragico, arriva in un momento efficace)
"Avrei voluto fermare il mondo, il tempo, che niente mi si muovesse più intorno"
detta con quella faccia, aveva un suo perchè.

Sei scusata per Joah ahaha :D

Lisa ha detto...

"Allora io vi do la vita eterna, l'amore eterno. Il potere delle tempeste e degli animali della Terra. Venite con me per essere la mia amata sposa, per sempre." (Dracula in "Dracula di Bram Stoker" di F.F.Coppola)

Hesperia ha detto...

Beh, direi che Occhiofino è un retaggio di un cinema incontaminato dalla political correctness. Te lo immagini Josh, se oggi si potrebbe scrivere una battuta di quel tipo? ;-)

Hesperia ha detto...

Ciao Lisa. In quel Dracula di Coppola c'era anche questa:
"Per te ho attraversato gli oceani dei tempi".

Anonimo ha detto...

I want not approve on it. I assume precise post. Expressly the designation attracted me to read the intact story.

Sympatros ha detto...

I laudatores temporis acti

Tutto clò che è passato è bello. Bellissimi i films del passato. Tutto ciò che viene proiettato lontano lontano nel tempo, che, essendo lontano è anche il tempo della giovinezza, tutto diventa indefinito sottoposto al piacere del ricordo. Anch'io faccio parte dei laudatores temporis acti. Anch'io prendo in giro me stesso... sì ... sì.. ai miei tempi tutto era meglio, i film erano belli, romantici, realistici, neo-realistici.. ai miei tempi si..sì si studiava... adesso son tutti ignorantoni!!!
Ma pure mio nonno diceva che ai suoi tempi e non quando era nonno s'intende i tempi erano belli. Tenete conto che lui era nonno nei tempi, in quegli stupendi tempi, che per me sono mitici e per lui erano una schifezza.

Demitizziamo i tempi, non fidatevi quando si dice... sì quelli erano tempi.

Fra cinquant'anni, quando il tempo inesorabile, con le sue fredde ali, avrà fatto una selezione feroce e sottoposto ad usura i films del presente, resteranno quelli belli,
e paradossalmente ci sarà qualcuno che questi tempi nostri e questi films schifosi ricorderà con grande piacere. E che ci volete fa, che ci volete fa... questo è il circo senza senso della vita.

Belli i sogni, vero, Aretusa.... ma diciamoci la verità cosa c'è di meglio di una bella dormita senza sogni, un sonno puro e totale.. un oblio profondo nelle braccia di Morfeo.

Buon sonno a tutti!

Josh ha detto...

Non credo proprio Sympatros che l'argomento del post e dei commenti sia riassumibile nella ristretta categoria di laudatores temporis acti che tu dici, che ricordano film della giovinezza in un'aura extratemporale. Come dire, come che scrivano vecchietti che ricordano film di 50 anni fa.

Io son giovane anche adesso.
I film che uscivano durante la mia primissima giovinezza non mi piacevano, e nemmeno quelli che escono ora.

Dai '70, e peggio certi '80 ad ora (peggio che peggio) oggettivamente c'è stata una crisi di contenuti e forme nel cinema...come nella letteratura.
Mi pare evidente, proprio nella levatura.

Così da ragazzino (meno tempo fa di quanto immagini) mi vedevo tranquillamente film vecchi e molto vecchi.

"Ai miei tempi"...i miei tempi sono ancora questi, e uno scadimento, realisticamente parlando c'è stato.
Non tutto ciò che è passato è bello. Ci sono 'na marea di film passati che non mi/ci piacciono.
Comunque il post è di Hesperia e non di Aretusa.

dici "paradossalmente ci sarà qualcuno che questi tempi nostri e questi films schifosi ricorderà con grande piacere"
se ha sale in zucca penso proprio pochi.

Comunque noi siamo sveglissimi.
buona camomilla a te.

marshall ha detto...

Per me, la frase più significativa che ci hai ricordato è questa:

"Sai che diceva quel tale? In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e di democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù".

Potrebbe essere la trama per un prossimo post. E di recente, sai cosa hanno prodotto, col fare commercio "sporco" di cellule staminali? C'è la storia su Panorama di questa settimana.

Per il giochino, a qualcosa di inedito, ci devo pensare.

Sympatros ha detto...

josh ero convinto che avresti risposto tu, non è che hai qualche nervo scoperto eh?
Vediamo se ti faccio prendere l'esaurimento nervoso con quest'altro post. Josh vedi che io scherzo pure, c'è qualcosa di ludicamente provocatorio. Divertiamoci che il tempo passa e non s'arresta un'ora.

Questo post rinnega il mio precedente. Io in quel post pensavo qualcosa, in fondo io dicevo io la penso così...sui tempi... sui film.. io la penso così
Che comica dire: io la penso così... e quante volte noi ci riempiamo la bocca della parola "io".

La parola è software, è software istallato, si può formattare, ma una volta formattata, vanno a farsi benedire il nostro io, le nostre idee, i nostri valori, la nostra morale. Che tragedia!! Siamo costretti a salvare il software, se no siamo un computer muto, siamo costretti al salvare il nostro io, nostro? Nostro di chi, se l'io non è mai oggettivamente un io ma un noi, frutto di un processo di istallazioni progressive, impastato di tempo e di spazio, da molteplici lasciti genetici ed educativi. L'io come minimo è un noi, ma anche un essi! Non c'è niente di più ridicolo che dire "io"... "io" la penso così, che comica!! Eppure io.. io è una parola precisa e confinata in paletti concettuali precisi.... che comicat!

Una salus victis, nullam sperare salutem!

No, no forse una speranza c'è, quando l'ingegneria informatica ci permetterà di cambiare software, cioè l'io, a nostra volontà e piacimento e così un giorno utilizzeremo l'uno e un giorno l'altro. Vi si accappona la pelle al possibile evento? La pelle di chi? Di quale io?

Ma quale io ha prodotto questo post, quello dei laudatores temporis acti o quello fanatico dell'informatica, che sogna come Aretusa... ma un altro sogno.. sogna o meglio teme e ha paura che arriverà un giorno che la scienza informatica produrrà delle anime, degli "io" potenziati, con software in grado di andare in condivisione col nostro sistema nervoso centrale, cioè il nostro cervello e farà miracoli e il mondo delle idee, di platonica memoria, farà bella mostra di sè in un negozio di prodotti digitali. Ho rovinato il sonno ad Aretusa.... Tranquilli è un tempo ancora lontano... anche se hanno cominciato a costruire memorie digitali con materiale biologico che se la intenderanno con i nostri neuroni... tranquilli non è una cosa che riguarderà noi... riguarderà coloro che avranno la possibilità di vedere i films nella loro stessa testa.

marshall ha detto...

La mia battuta memorabile è tratta da "L'oro di Napoli". La pronuncia il grande Eduardo, mentre insegna al suo gruppo di "allievi" come si deve fare il pernacchio (nota bene: insiste col dire il "pernacchio", non la "pernacchia"), che in tutta Napoli sono solo in quattro a saperlo fare bene, e come si deve. Siccome il fraseggio è lungo, vi invito ad ascoltarlo da YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0 di Napoli"

Sympatros ha detto...

Corrige

il giorno in cui

Josh ha detto...

secondo me Sympatros non era mica camomilla quella che hai preso, quando dicevi buon sonno a tutti.
ahahah :DD

Sympatros ha detto...

Bravo Josh, così mi piaci!

Hesperia ha detto...

Ciao Sympatros. Però non mi hai ancora detto la tua battuta filmica. Se è per questo tutto l'occidente (ultimamente mi picco di scriverlo in minuscolo) ha il culto della memoria e del passato. Basta vedere la mole dei musei di cui dispone. O le biblioteche pubbliche di libri che non legge più nessuno.
Quindi non c'è bisogno dell'arzillo nonnetto che sospira: "ai miei tempi...".
Sono in vena di battute in proprio:
Che cos'è la vera arte? Quella che finisce nei musei.
Ammetto che non è un granché e che non raggiunge quella insuperabile detta da Marilyn Monroe in "Quando la moglie è in vacanza" di Billy Wilder sulla musica classica a proposito di Rachmaninov:
"Questa la chiamano musica classica, vero?"
"Sì."
"L'ho capito perché non canta nessuno".
Ma ci ho provato.

Sympatros ha detto...

Cara Hesperia, per farti capire quanto sia grande la mia dottrina sull'argomento in tema, ti dirò che io non vedo films dalla lontana giovinezza, negli anni settanta, l'ultimo fu Uccellacci ed uccellini.. in verità i films non mi sono mai piaciuti nemmeno prima. Ogni tanto adesso mi soffermo a vedere qualche pezzo di films.... ma deve essere proprio brutto... superficiale... commerciale... dalla risata facile scontata e gratuita. Vi assicuro che ha un notevole potere catartico. Per divertirsi... cioé devertere.... de..vertere... bisogna vertere la testa, i pensieri da un'altra parte... girarsi a guardare e pensare cose che non siano quelle abituali.

Di musica classica ne potrei parlare.

Ma non mi voglio sottrarre alla battuta e te ne dico tre:

" E che io so' Pasquale"

" Siamo uomini o caporali"

" Vota Antonio, vota Antonio"

Tutte e tre del gran venditore di fontane di Trevi, il serissimo Totò!

sarcastycon ha detto...

Sympatros
stiamo andando decisamente OT,ma
mi sembra giusto rettificare il tuo discorso sull'io.

Il patrimonio genetico si evolve con nuove aggiunte, o installazioni se preferisci, ed vero che in meno del 2% di variazione del DNA rientra tutto il genere umano, ma nella stessa percentuale è compreso anche lo scimpanzé!!
Cmq Il codice genetico (DNA)di ogni individuo è unico ed irripetibile,per cui il soggetto è oggettivamente una singolarità e non una pluralità.
Pertanto, a mio giudizio, resta valido "Cogito ergo sum"
dove l'Io è un singolo individuo, sia biologicamente che come essente.
ciao
Sarc.

Hesperia ha detto...

Marsh, la battuta sugli orologi a cucù è forse tra le più belle, profetiche e fulminanti di tutti i tempi. E tenuto conto di come siamo conciati oggi, anche la più veritiera. Ora vado a vedere il tuo filmatino.
Sympa, Vota Antonio Latrippa è ormai un classico. Anche qui però la realtà della politica supera il gioco scenico del grande Totò.

Sympatros ha detto...

Caro Sarcastycon, ma il dna fa parte dell'hardware, non del software, se tu su quell'hardware istalli programmi differenti, programmi educativi, religiosi, ideologici, esperienze singole, traumi come firmware, tu avrai un altro io. E se tu in futuro avrai la possibilità tecnologica di resettare formattare la parte software del nostro io, avrai un altro io, non ti pare?

Sympatros ha detto...

E ancora, se pur avendo lo stesso dna, pur avendo lo stesso hardware,lo stesso corpo di cui sono dotato ora, ma fossi vissuto sempre in Arabia Saudita, il mio io non sarebbe lo stesso. Nel mio io albergano gli altri, la mia famiglia, l'italia, la storia politica, ideologica, economica dell'occidente... e questo è software, quindi materia potenzialemte e futuribilmente formattabile, non è corpo principium individuationis, non è dna

sarcastycon ha detto...

Sympatros
Nel mio io non "albergano" altri all'infuori di me, il patrimonio genetico ereditato è stato anche sintetizzato in un nuovo individuo, unico ed irripetibile come ho scritto prima. Quello che chiami sotfware, è solo il mio "Io" che si relaziona con il mondo esterno, ma non per questo divento un altro "Io". Accumolo esperienze, conoscenze, ma è sempre il mio "Io" che le gestisce, non un altro.
Parlando in termini informatici il cervello contiene un database modificabile, ma il processore che lo usa è sempre lo stesso.
ciao
Sarc.

Sympatros ha detto...

No, il dna è sempre lì, non il mio io. Sopra discettai sull' io la penso così, se fosse stato in Arabia quello stesso dna, avrebbe detto lo stesso io la penso così, ma sarebbe stato un altro io e un'altra sarebbe stata la cosa pensata.

Adesso vado, ciao.

coco ha detto...

Dal "Marchese del Grillo" ma più che mai attuale:

........perchè io sono io e voi non siete un c...........!

Anonimo ha detto...

Nell'episodio "sì, buana" tratto da "Dove vai in vacanza?", Paolo Villaggio trova lavoro come guida bianca di safari in Africa. Suo collaboratore è un negro che in realtà è nato e vissuto sempre a Trastevere, ma deve far finta di essere un cercatracce di una primitiva tribù locale. Siccome parla solo romanesco, parlando con Villaggio davanti ai turisti usa una specie di grammelot con termini finto africani
come "'nganda". Il primo giorno, davanti allo spettacolo dell'alba, trovandosi da solo con Villaggio gli dice : "la famosa ARBA africana!".
Una sera poi, preda della malinconia per la cucina romanesca,credendo di non essere sentiti, si mettono a cantare "er barcarolo va contro corenteeeeee".
Villaggio sottolinea la propria nostalgia per l'italia, ma il negro dice: "sì, ma er negro è più malinconico".

Per non dire dell'episodio dello stesso film " le vacanze intelligenti" con Sordi e Anna Longhi fruttaroli, cui i figli infliggono una visita guidata alla biennale di Venezia. La Longhi, mentre Sordi va a cercare dei panini, per la stanchezza si accascia su una sedia vicino a un ficus a gambe distese testa all'indietro e braccia allargate, e resta immobile. Una coppia di visitatori la osserva, credendola un "intervento" di qualche artista e si offrono disposti a comprarla anche per 18 milioni. "E porca mignotta - dice la Longhi a Sordi che intanto è tornato - me se stanno a compra'"
Ho scelto questa tra miriadi di battute memorabili anche come omaggio alla Longhi, che ci ha lasciato da poco.