lunedì 29 novembre 2010

Colonne Sonore e Film, Frammenti di Immaginario

Cos'è in fondo il cinema, oltre che...'storie', al di là delle teorie analitiche e della critica, per noi individualmente, se non frammenti di immaginario, di interiorità rappresentata che si confonde spesso con la percezione della nostra vita?
O meglio quanto c'è di noi in quei momenti privilegiati,
costituiti dalla somma di un'inquadratura, un gesto, un volto, parole e alcune note musicali culminanti?


Ci sono più elementi che concorrono alla riuscita, o meno, di un'opera cinematografica: letteratura/sceneggiatura, découpage, montaggio, fotografia, regia, recitazione...perchè un film è comunque un punto di intersezione tra più arti e linguaggi. O, secondo altri, può anche essere anche un 'tritatutto' di vari codici espressivi più alti.

Pur se di solito un po' in secondo piano per chi si occupa di linguaggio cinematografico, anche le colonne sonore hanno importanza basilare: ce ne sono alcune che sono solo funzionali al film (ne costituiscono cioè solo il 'fondo sonoro' come le chiamava talvolta Buñuel negli anni 60-70 quando non ne faceva quasi uso).
Eppure ce ne sono altre che a volte hanno un valore maggiore del film stesso, o hanno una tale personalità da fuoriuscire dal loro ambito, costituire un'opera d'arte indipendente e diventare classici, altre volte ancora s'integrano perfettamente con i contenuti del film attraverso la resa puntuale di un clima emotivo, psicologico.
Altre non sono state composte appositamente per il film, ma provengono dalla storia della musica, e sono materiale di pregio preesistente scelto per alcune scene, di solito per intensificare e impreziosire una sequenza.
In questo ultimo caso si ricorda l'uso enorme, da parte di Visconti,



(nella foto, Romy Schneider in 'Ludwig', 1973)

di Wagner, Strauss, Mahler e altri grandi pezzi di classica, che non esemplificheremo ora, perchè servirebbe un'enciclopedia solo all'uopo. Molti di questi classici servono ad ambientare meglio la vicenda dei singoli in un'epoca e a contestualizzare, altre volte vengono però usati anche 'in modo improprio', almeno all'orecchio di un cultore musicale, perchè rifunzionalizzati a voler significare altro da ciò che il musicista dei secoli passati voleva dirci, anche se almeno nel caso di Visconti c'è una maniacale cura nella ricostruzione storica.

Oppure si incontra l'uso strategico, come contrappunto tra le sequenze, di Schubert in 'Barry Lyndon' (1975) di Stanley Kubrick.

O ricordiamo il caso peculiare di un film come 'Anonimo Veneziano' (1970) di Enrico Maria Salerno, che oltre al famosissimo tema di Stelvio Cipriani, rinfrescò la memoria classica con l'uso del Concerto per oboe e archi di Alessandro Marcello, che gode da allora di una seconda (o meglio, ennesima) giovinezza.

Gli esempi sono tra i più disparati. Qui si tenta di ricordare alcuni momenti privilegiati di colonne sonore, di valore già di per sè, magari non solo secondo il banale schema 'canzone e film', ma il meno possibile scontati all'interno della questione espressiva 'cinema e musica'.

Un caso particolare è il film 'Diva' di Jean Jacques Beineix (1981), che tra l'altro riflette sul tema del divismo in epoca contemporanea, in relazione alla musica lirica, ma anche al copyright, all'unicità della performance d'arte, alla riproducibilità (reale o meno) dell'evento musicale 'vivo e vero' nelle registrazioni: la colonna sonora ha bei brani di Vladimir Kosma, ma anche un'interpretazione 'iconica' dell'aria 'Ebben...n'andrò lontano' tratto dalla 'Wally' di Alfredo Catalani, cantato da Wilhelmenia Wiggins Fernandez nello stesso girato del film.

Un ulteriore rapporto privilegiato musica/film è "Tè nel Deserto" di Bernardo Bertolucci (1990): al di là del giudizio sull'opera, la colonna sonora di Ryuichi Sakamoto ha animato letteralmente molte sequenze, dato vita a momenti a volte quasi panoramico-documentaristici, aggiungendo un'idea di destino incombente, comunque presente nel film, con quel modo di comporre attento alle atmosfere, alle minime variazioni degli stati d'animo, fino a rendere la musica metafora e co-significante al film, a suggerirci che il 'deserto' di cui si trattava era prima di tutto un deserto interiore, un senso di perdita di sè che diventava 'Sheltering Sky'.
Sakamoto è un notevole compositore, che da anni si è imposto sia per colonne sonore straordinarie, sia nelle collaborazioni con David Sylvian, o nel jazz colto, e nella musica pop (ma di qualità), oltre ad essere un pianista (di tutti i generi) fuori dal comune.

Sempre da Bertolucci, invece per il film "Io ballo da sola" (96) è stata scelta una colonna sonora mista di brani pop-rock contemporanei, non tutti all'altezza a mio avviso, tra cui il ripescaggio degli ottimi, ma adoperati ormai ovunque, film e spot, Portishead.
Da segnalare invece lo straordinario brano "Alice" dei Cocteau Twins, che si dipana in diversi piani sonori grazie alla voce angelica di Elizabeth Fraser, icona della new wave inglese, inventrice del dream pop etereo fin dai primi anni 80.
Un'altra piccola perla audio è 'Take me with you' di Elizabeth Fraser per il film/fiaba esistenziale 'The Winter Guest/l'Ospite d'Inverno' (97, reg. A. Rickman), con musica di Michael Kamen, che fa rivivere quella Scozia letteraria e poetica, intimista e morale, così diversa dall'attualità urlata o dal cinema 'da rotocalco'.
Elizabeth è stata un'innovatrice, ma in fondo anche nello sperimentare è rimasta piuttosto vicina alla mistica particolare della sua terra. Chissà non sia anche questa la via maestra contro il deperimento delle arti:
distillare emozioni reincontrando il proprio animo e non negando le proprie origini, lontano da un mercato che appiattisce e omologa tutto, e che vorrebbe farci aderire a modelli spersonalizzanti, preconfezionati e mercificati, pre-decisi da altri.

Ancora Sakamoto è autore della notevole colonna sonora del discusso film 'Merry Christmas Mr. Lawrence/Furyo'(di Nagisa Oshima, 83) con il notissimo brano Forbidden Colours, anche in versione vocale, cantata da David Sylvian.




(fotogramma da "Il Ventre dell'Architetto", 87, Peter Greenaway)

Per tornare a 'classici contemporanei' vanno ricordate le scelte musicali particolarmente mirate per molti film di Peter Greenaway, da sempre interessato ai legami tra cinema e lettere, arte, architettura, pittura, geometria, moda, campi che ha indagato via via nei vari film.

'Il ventre dell'architetto' per esempio sviluppa la trama unitamente ad un percorso visivo nell'architettura, romana specialmente, avendo come contrappunto le musiche coinvolgenti di Wim Mertens e Glenn Branca.

Michael Nyman (a parte la ricca carriera di compositore in proprio) oltre a lavorare in molti successivi film di Greenaway, per 'Drowning by Numbers' (88) in particolare scrive Trysting Fields che è una sorta di riflessione e ampliamento su temi mozartiani, e al contempo un pezzo suggestivo. Grande maestria che si ritrova anche in 'The Piano' per 'Lezioni di Piano'(93) di Jane Campion.

Da ricordare anche Wojciech Kilar per la sua fitta attività di compositore contemporaneo, grandi partiture per orchestre d'archi, e nel cinema per la sua colonna sonora al 'Dracula' di Coppola (92) in cui spicca 'Love remembered', ma molto di più per la colonna sonora drammatica per 'The 9th Gate/la Nona Porta' di Polanski (99), e l'intenso motivo Vocalese con il soprano Sumi Jo.

Sarebbe il momento di parlare del nostro Morricone, richiederebbe a sua volta un'enciclopedia a parte, ne sono già state scritte; tento di dire allora qualcos'altro: il suo influsso è stato molto forte, nei generi più disparati. Il suo modo di fare musica, dai lenti più sognanti alle tipiche chitarre cadenzate degli spaghetti-western (si pensi anche solo ai suoi lavori per Sergio Leone) sono fuoriusciti dall'ambito cinematografico, e ampiamente ripresi in vari generi musicali.
Nel Neofolk, Folk Apocalittico-Marziale e nel Military Pop dei gruppi degli ultimi 20-30 anni, valga su tutti l'evidenza dell'influsso morriconiano su alcuni brani dei Death in June, seppur frammisto a suoni più rituali e Old Europa di un'epica personale propria: "The Honour of Silence"




(scena da 'Fantasma d'Amore' di Dino Risi, 1981)

Non si parla mai molto invece del talento compositivo di Riz Ortolani, un'altra vita spesa per la musica al cinema. Innumerevoli sono le sue colonne sonore, alcune famosissime, altre ingiustamente sottovalutate: in questa sede ricordo il suo raffinato lavoro per 'Fantasma d'amore' (1981) di Dino Risi, film che appartiene alla fase drammatica-introspettiva del regista, e uno degli ultimi film della Schneider: attrice fuori dal comune ricordata però nel mondo più per la leziosa serie di Sissi, che non per i film, d'Autore e non, piuttosto intensi che girò da adulta.
Una parte della Soundtrack sono composizioni di Ortolani, virate a un jazz fumoso, coniate sulle atmosfere del film girato a Pavia, e illuminate da Benny Goodman, guest star dell'operazione.
Ma i brani più suggestivi e lussureggianti sono di Ortolani e la sua orchestra, giocati sull'ossessione dei sentimenti, del tempo e delle persone perdute nella nebbia della memoria, tra fantasmi e follia.

In ambito musica/cinema affrontiamo il jazz stavolta solo di sfuggita, evitando il musical e Broadway, il rapporto classico tra Jazz e Noir, ma almeno alcune colonne sonore sono memorabili e rimaste nella storia:

'Ascensore per il patibolo' è un film noir di Louis Malle (57), con Jeanne Moreau.
Miles Davis creò la colonna sonora guardando il film, e improvvisandoci sopra in maniera stravolgente.



(Jeanne Moreau, fotogramma da 'Ascensore per il patibolo', di Louis Malle, 1957)

'Let's get lost' è un film di Bruce Weber (88) sulla vita del trombettista jazz Chet Baker, la colonna sonora è costituita da vari brani di Chet, che diventano la narrazione stessa della sua vita in un b/n sgranato.

Da 'One from the heart' di Francis Ford Coppola (82), da notare la collaborazione tra Tom Waits & Crystal Gayle (con Jack Sheldon e Chuck Findley alla tromba).

'Taxi Driver' il famoso film del 76 di Martin Scorsese ha una colonna sonora del genio del secolo in questo ambito, Bernard Herrmann (già storico compositore Hitchcockiano, si pensi solo al ruolo della musica ispirata ma così precisa nel contrappunto ritmo/montaggio in Psycho, Vertigo)qui impreziosita dal sax fluido di Tom Scott.

In jazz e dintorni ancora non posso non citare the Divine Sassy, ovvero l'enorme Sarah Vaughan, con una sua perla, in collaborazione con Quincy Jones, per il film 'Fiore di Cactus' (1969, Gene Saks);
o non ricordare l'esplosiva Shirley Bassey, l'icona degli 007 dalle enormi possibilità vocali, tuttora in attività.




(fotogramma da 'Il cielo sopra Berlino' di Wim Wenders, 87)

Cambiando genere, va segnalata l'originalità anche di una sorta di Road Movie Music unita al forte senso di fatalità del noir USA riletto però in Nord Europa nell''Amico americano' (77) di Wim Wenders, tratto da Patricia Highsmith, che mostra tra l'altro una Amburgo e Monaco di Baviera raggelate, mai inquadrate in quella maniera. La colonna sonora particolare e carica di tensione è dell'ottimo Jürgen Knieper, presente ancora per decenni in collaborazioni con Wenders, che qui gioca con gli archi e una melodia quasi intimistica per chitarra, rotta da improvvisi pieni orchestrali.

In seguito Wenders si appoggerà anche a colonne sonore composte di brani svariati di gruppi rock-d'avanguardia contemporanei, molto riuscito il brano per 'Until the end of the world' (91) dei Crime + City Solution 'The Adversary'; da notare anche la presenza di David Darling, violoncellista di classe, (e certo, dei famosi U2 su cui invece glissiamo volentieri).
Ancora va ricordata la cura nelle musiche per l'epocale e poetico 'Il cielo sopra Berlino' (87) che contiene anche uno dei pezzi migliori di Nick Cave.



(fotogramma da 'Il cielo sopra Berlino' di Wim Wenders, 87)

Sempre nell'ambito cinema e rock di spessore, per l'inquietante 'Lost Highway'(97) David Lynch usa un bel brano di David Bowie 'I'm deranged',
e Nine Inch Nails 'the perfect drug', volutamente allucinati, oltre alle parti in collaborazione ormai storica con Angelo Badalamenti (già in Twin Peaks).

Per 'Batman returns' (92) Siouxsie scrive una conturbante 'Face to face' con Danny Elfman, giocato sul tema del doppio.
Nella colonna sonora di 'The Crow'(94) c'è uno degli ultimi brani benriusciti dei Cure 'Burn'.

'Miriam si sveglia a mezzanotte/the Hunger' di Tony Scott (83) è stato un film simbolo estetizzante per una generazione: non molto considerato dal punto di vista di contenuti e regia, pare ai più una sorta di videoclip con un montaggio molto moderno per l'epoca, un delirio formale di erotismo patinato, vampirismo contemporaneo in senso lato in relazione con la sessualità.
Forse meno leggero di quel che si dica, in realtà la colonna sonora è curata, composta da brani classici (Lakmè di Léo Delibes) e rock-darkwave, entra nello stesso narrato:
il film si apre con Peter Murphy dei Bauhaus, in un locale notturno, che interpreta 'Bela Lugosi's dead'(ripresa ampiamente anche in spot pubblicitari, come le scelte tecniche-stilistiche per il montaggio del suono sulle immagini).



(Catherine Deneuve in 'Miriam si sveglia a Mezzanotte'/'the Hunger' di Tony Scott, 1983)

In questo modo, tentando di riconciliare il passato col presente, cosa che non sembra riuscire molto bene, nei rispettivi film, ai personaggi di Miriam, nè a Nino nel 'Fantasma',
concludiamo, anche se molto altro ci sarebbe da dire, e forse proseguirà in post futuri. Nei film citati, per un motivo o un altro, la musica ha un ruolo notevole, oltre la funzione di vaga sottolineatura della visione.
L'ideale sarebbe avere questi dischi sottomano, e aver presenti tutti i film,
ma tutto può essere lo stesso divertente facendo il percorso insieme, e cliccando sui vari links.

Josh

27 commenti:

marshall ha detto...

"...anche le colonne sonore hanno importanza basilare: ce ne sono alcune che sono solo funzionali al film (ne costituiscono cioè solo il 'fondo sonoro' come le chiamava talvolta Buñuel negli anni 60-70 quando non ne faceva quasi uso)..."

Facevo giusto ieri sera questa riflessione ammirando le scene del film, ormai storico, "IL RITORNO DI DON CAMILLO", le cui scene scorrevano in simbiosi perfetta con la magistrale colonna sonora. Penso così allo struggente suono dei violini che, nella parte finale, accompagnano la mesta malinconia del dramma degli sfollati alluvionati del Pò, in cammino verso la salvezza. Unici due rimasti in paese, in un primo momento, Peppone e Don Camillo: e lì, la perfetta colonna sonora, dove dominano violini intonati al triste lacerante, ne sequela il dramma. Quando poi Don Camillo rimane unico e solo a "guardia" del paese, in attesa del ritorno del sole, della vita e della gente, la struggente colonna sonora accompagna mestamente le parole della voce fuori campo.
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Dionisio ha detto...

Bel post, colto e molto ben informato,da chi conosce bene il cinema (alcuni da te citati non li ho nemmeno visti) e la funzione spesso fondamentale della musica che ne scandisce l'andamento e ne sottolinea o accentua stati d'animo e atmosfere.
Ti ritroviamo con grande piacere, Josh, dentro "Il Giardino", perché già ci mancavano i tuoi splendidi interventi.

Josh ha detto...

In effetti Marshall non mi hanno mai entusiasmato tantissimo Don Camillo e Peppone, perchè li sento molto lontani da me come io sono lontano in fondo da entrambi i personaggi.
Quando li vedevo le prime volte, da ragazzo nelle repliche in tv, mi sembravano molto stereotipati e lontani dal presente, pur conoscendo il mondo cattolico, purtroppo anche troppo quello 'comunista', e quello di paese, anche se i tipi e i caratteri erano geniali.
Mi dava un po' noia lo schematismo (in tutto, nella politica, nella rappresentazione della provincia) e in fondo nel ritrarre una provincia da cui per es. vengono anche i miei nonni, ma che io personalmente avrei voluto cancellare, per l'enorme distanza che se ne percepiva col presente. Ma la storia d'Italia è fatta anche di questo, in realtà a me dava fastidio l'idea che respiravo in quei film della rappresentazione di un universo di vita, quello del paese, in cui la prospettiva futura era "tutta chiusa tra 2 zolle", per dirla con Verga. L'avvertire l'angustia di questa condizione toglieva aria alla mia immaginazione e al mio desiderio di vita.

Il film che citi è girato da Julien Duvivier (di lungo mestiere), in particolare nella saga DC-P. è uno dei meglio riusciti: la sequenza dell'alluvione è suggestiva, fa pensare subito ai disastri delle ultime piogge in Veneto..e al dissesto idrogeologico di tutta Italia, Nord compreso (lo dico perchè i media paiono essersene dimenticati, o mandano solo le 1000 versioni dei Misseri o il chiagniefotti sinistrato al Sud).
La musica che accompagna l'alluvione è ..fluida, e lirica.

Simboleggiava moltissimo per una civiltà contadina l'alluvione, certo anche oggi,
ma allora la rottura (o la mancata costruzione) dell'Argine era una tragedia senza rimedio, dall'Argine dipendeva tutta la vita del posto, più che dalla stella polare o dall'inversione dei poli magnetici terrestri.

Anche perchè l'argine per secoli, compresi gli ultimi decenni mostrati dal tuo film, era quasi l'unica prospettiva di vita cui si guardava, sperando l'acqua non tracimasse, e salvare così il raccolto, avere qualcosa per sè e i figli.

Comunque vedi/ascolta un po' di links, magari trovi qualcosa che ti piace.

Josh ha detto...

Grazie molte Dionisio, un po' di battute d'arresto...ma rieccoci di nuovo. Spero anche io in una vita un po' più normale:-)
Nel frattempo però ho visto l'arrivo di Miriam, e il suo bel post, quindi ci abbiamo guadagnato tutti lo stesso.
Spero che qualche brano linkato ti piaccia, a me piacciono tutti, anche se non hai visto tutti i rispettivi film, non fa nulla.

Solito esagerato: non so se ci siano cose 'splendide', diciamo magari un po' ispirate, e spero ispiranti per chi le legge o sente :-)insolite, almeno, lo sono di sicuro...
A dopo

marshall ha detto...

Josh,
hai "toccato" il mio "mostro" sacro, Giovannino Guareschi. Pensa che io feci il mio esordio in questo blog proprio col parlare di un incontro immaginario che ebbi con lui in un parco del milanese, in una soleggiata giornata di maggio. E fino al momento in cui decisi di scriverne, di lui sapevo ben poco. Ma ricordo quella sorta di "martellamento" dei film di Don Camillo e Peppone, che mi accompagnano da ormai vari decenni dai quali, però, scopro sempre qualcosa di nuovo, di inesplorato.
Per esempio, della pellicola di ieri sera, che mi è sembrata una perfetta ricostruzione/ristrutturazione del film, tanto erano perfette e luminose le immagini, ho ancora in mente lo sguardo rattristato di Peppone, mentre guarda Don Camillo allontanarsi, solo, a bordo di quella barchetta, verso il paese ormai sommerso dall'acqua e abbandonato da tutti, dal ciglio della quale emergono solo il campanile e i tetti più elevati.
Lo sguardo di Peppone, accompagnato dalla colonna sonora studiata ad OK, per quella circostanza, hanno sapientemente evidenziato il dramma che viveva in quegli istanti Peppone, per quel nemico/amico che in fondo era per lui Don Camillo.
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Trovo strano, caro Josh, che sui film di Peppone e Don Camillo non siamo in perfetta sintonia.
Ma d'altronde, ciò corrisponde a quanto hai già detto ieri all'anonimo di passaggio, che sintetizzando più o meno dice: "ognuno di noi ha la propria testa, con la quale ragionare".
Ciao, e ben tornato, più vivo che mai (a quanto ho visto anche in giro per la rete :-) )

Josh ha detto...

sì Marshall, lo ricordo il tuo post, era fatto molto bene. Ehm posso dirti una cosa....? Guareschi è un ottimo scrittore, tuttora da approfondire. Però è del 1908 e quei film in linea di massima registrano una situazione anni 50 (e sono meno approfonditi dei libri di Guareschi, più sottili). Io ho 40 anni adesso....intendo non mi appartiene molto, a livello personale. Nel 1989 ho visto a Berlino parte della caduta del muro: insomma G. è ottimo, i film tratti sono evidenti 'riduzioni', per una serie di cose li sento un po' lontani da me.
Peppone tutto sommato era un buon diavolo: oggi non penso questo nè del veterocomunismo nè dei postcomunisti attuali, penso molto peggio. ah ma tu lo sai benissimo:-)
Nel resto della scrittura mi piacciono temi più esistenziali, quasi esitenzialisti; in ambito politico forse analisi più profonde, anzi più caustiche;
in ambito cinematografico più film 'strani' o meglio originali e insoliti: in fondo i film con Don Camillo e Peppone anche se è bene che ci siano, e hanno avuto un funzione storico-sociale importantissima, alla lunga non sono originalissimi, anche per il fatto di essere 'una serie'; mi piacciono molto anche opere più introspettive.

Sì, a proposito del web, quel tipo là da te nel tuo blog è parecchio maleducato.

marshall ha detto...

Josh,
scusa se vado di pali in frasche, e leggerò dopo anche il tuo commento di risposta al Guareschi (una csa però l'ho già notata: la tua età), ma ho voluto riservarmi il piacere di gustare dapprima le colonne sonore dei film che ci proponi, e così mi sono piacevolmente estraneato dai blog. La sequenza più bella è soprattutto quella da 6 minuti dello "Schubert" di Barry Lyndon (1975), con quel sottofondo musicale azzeccatissimo per quel genere di film. Non l'ho ancora mai visto, nè al cinema nè in tv, ma quelle scene sono accattivanti e perfettamente intonate con la musica: dall'ambientazione con i tavoli da gioco, in perfetto stile fine '700, dai costumi alla ricostruzione storica di quel laghetto/piscina, al fiume o canale che gli scorre di fianco, sembrando perfino quasi ad un livello più sotto. Insomma, anche se stagionato, ha tutta l'aria di essere un bel film storico, di quelli che piacciono a me. E' lui lo Schubert?

Josh ha detto...

ottimo Marshall, i brani musicali sono il vero motivo d'essere del post questa volta:-) cercate di sentirli quando avete un momento per abbandonarvi...

Il brano che si sente di Franz Schubert è l'Andante con moto dal Trio in mi bemolle maggiore n. 2 op. 100, D 929, molto cadenzato, e sì li ci sta proprio benissimo.

Barry Lyndon è considerato un capolavoro: certo è un grande affresco storico, visivamente molto curato e Kubrick ha svolto una ricerca notevole (storica, iconografica, pittorica, documentaria). La vicenda è tratta dall'omonimo romanzo di W.M.Thackeray, la trama è parecchio complessa, un sunto è qui su wiki
http://it.wikipedia.org/wiki/Barry_Lyndon

Hesperia ha detto...

Ciao Josh, lo avevo già un po' sbirciato nelle bozze il tuo post, e mi ha subito intrigato l'argomento, perché come sai, sono cinefila anch'io. Perfino un po' maniacale dato che sto lì anche dopo la proiezione del film a sbirciare i titoli di coda. Ora non le ho ascoltate tutte le tue colonne sonore nei vari links. Ma molte le conoscevo già. POi me le gusto con calma ad una ad una.
Ma il brano musicale di "Miriam si sveglia a mezzanotte" io lo conoscevo come "Flower duet":

http://dailymotion.virgilio.it/video/x6tipk_the-flower-duet-lakme_music

Poi non dimentichiamo anche il grande Max Steiner (autore del tema di "Via col vento", "Scandalo al sole" e tante altre prestigiose soundtrack), Dimitri Tiomkin, e soprattutto
Bernard Hermann, autore di culto di Hitchcock che va ricordato in Vertigo (La donna che visse due volte), in Marnie e altri film. Forse in Hitchcock la musica assume un valore di suspense e di anticipazione di atmosfere perturbanti, prima che la sostituisse poi con gli strilli degli uccelli in Psyco.

Per non dire della cifra nostalgica nel duo Fellini-Nino Rota, un vero sodalizio artistico.
E anche del duo Leone-Morricone, dove la musica assume per il secondo, un valore che va ben oltre la semplice sottolineatura delle scene.

Poi ascolto i file ad uno ad uno e i dico. Dirò intanto un'altra cosa: non mi piace la moda americana di mettere una canzoncina mielosa modello spot pubblicitario, per rendere più accattivante il film nelle scene sentimentali.

Josh ha detto...

il brano in Miriam (quello classico, l'altro linkato è dei Bauhaus) dalla Lakmè di Delibes è chiamato anche flower duet come dici, nel mondo anglosassone, mentre
nel libretto dell'opera è indicato come "Viens, Mallika...Dôme épais Le Jasmin"..insomma un duetto che dire lussureggiante è dire poco.
:-)

Bernard Herrmann l'ho citato nel post per Taxi driver e la sua bella orchestrazione jazz,
e solo accennato con Hitchcock, ma ci torneremo. Ha scritto delle partiture straordinarie, uno dei geni del 900.

Sì Leone-Morricone l'ho citato nel post per un influsso importante nella musica contemporanea, ma solo citato e non esemplificato, ho messo un esempio sulla sua influenza su altri generi. Molto belle di Morricone anche 'altre' cose di cui parlerò in dettaglio in un altro post, questo è già pienotto:-)

La canzoncina nelle scene sentimentali di certi film USA sembra parecchio 'posticcia', da quadretto di genere. Se alcune canzoni vere e proprie sono anche adatte talvolta ad alcune panoramiche (penso ad 'Autumn in New York'-la canzone non il film- cantata da Billie Holiday su un'inquadratura lunghissima di una Manhattan grigia e funerea in non ricordo quale film di Woody Allen, stava bene lì), ma proprio nella scena sentimentale la canzoncina-spot è troppo...
A me non piacciono nemmeno i 'musicarelli' italiani, in effetti...
ma lo si capiva dalle cose citate nel post e da quelle taciute:-)

Hesperia ha detto...

"Furyo" con la musica di Sakamoto la ricordo benissimo, e pure la musica di Barry Lindon, dove Kubrick è addirittura maniacale per l'uso delle musiche messe a volte in contrasto con le scene. Ad esempio, la grazia di Rossini ne La gazza ladra, durante la scena dello stupro in "Arancia meccanica".
Poi anche in funzione simbolica (Così parlò Zaratustra di Strauss, con l'uomo che va sullo spazio in "2001 Odissea nello spazio").

Hesperia ha detto...

Beh, i musicarelli di Ettore Maria Fizzarrotti si guardano più che altro per farsi quattro risate per il kitsch trash. Un po' come vedere i film di Nino D'Angelo e Mario Merola :-). Forse i primi un tantinello più su.

Miles Davis in "Ascensore per il patibolo" di Malle, è rinomato.
E pure il grande nostro Riz Ortolani.

Hesperia ha detto...

Visto che hai citato la grande Shirley Bassey, tuttora in attività, anche Tom Jones è stato della partita degli 007 con "Operazione tuono" (Thunderball).

Josh ha detto...

è bello e anche un po' consolante condividere pezzetti di immaginario:-)

Una cosa la voglio dire: di Furyo il film non m'importa nulla, ma la musica di Sakamoto è magica.

Kubrick è una passione condivisa da molti mi sa.
In 'Arancia Meccanica' che citi...c'è anche un oggetto mitico...il giradischi JA Michell!

cfr.

http://www.audioreference.it/mailinglist/items/mail200912001.htm

http://www.michell-engineering.co.uk

ah a proposito di musicarelli, in 'Urlatori alla sbarra' (reg. Lucio Fulci che in altri film realizzò davvero cose di pregio), c'è Chet Baker nella vasca da bagno, Mina e Celentano, Bindi e Joe Sentieri (gli altri non nella vasca) ahah

Certo, sempre meglio di Nino d'Angelo nu ggins e na majett :-)

La colonna sonora di Miles per l'Ascenseur è uno tra i migliori dischi jazz nella storia, per me.
E in fondo così cupo e claustrofobico.

(continuerà)

Dionisio ha detto...

Non posso aprire tutti i link perché in questo periodo ho poco tempo, ma ho sentito il bel pezzo di Schubert tratto da Barry Lindon (film interessantissimo, soprattutto da un punto di vista formale, perché molte scene riproducono spesso la grande pittura, soprattutto inglese; pregio e difetto però, perché forse in qualche momento finisce nel decorativismo). Ricordo però due battute (di piano, se non sbaglio) che scandivano molti passaggi del film, i più drammatici; mi piacevano molto. Sono prese da qualche pezzo di Schubert? Se sì, Josh o Hesperia sapete di quale pezzo si tratta?

Josh ha detto...

Dionisio: non so se i punti che intendi tu son quelli che intendo io, sai il film è lungo....e i brani tanti,
ma potrebbero essere:

_Danza tedesca n. 1 in in do maggiore (Franz Schubert)

_Improvviso op. 90 n. 1 in do minore, D 899 (Franz Schubert)

_Concerto in do minore per due clavicembali, BWV 1060 (Johann Sebastian Bach)

(nel film sembrano più drammatici che nelle altre registrazioni perchè sono stati aumentati i bassi per rendere l'atmosfera...)

Nessie ha detto...

Grandissima Sarah Vaughan in "The time for Love is anytime"!

E a proposito di canzoni destinate a surclassare perfino i film da cui sono state tratte non si può fare a meno di citare "As time goes by" da Casablanca, e "Can't Take My Eyes off You" più conosciuta come "I love you baby" da Il Cacciatore di Michael Cimino. Ma il tuo post è già talmente nutrito di pezzi che non potevi allungarlo oltre Josh.

Josh ha detto...

@Hesperia: ah a proposito, il brano di Sarah è nelle sigle (inizio e fine) del film, non in mezzo o nelle scene romantiche, come dicevi non ti piace di solito.
Il tema, versione solo musica di Quincy Jones, invece ha varie trasformazioni nel film.

A me piace molto, si sentono già nella voce di lei i bassi 'sismici' che sviluppa nella 2a parte della carriera:-) Ricordi il film? c'era Ingrid Bergman un po' matura e un intrigo di situazioni assurde: ....un film di garbata ironia, con Walter Matthau.

Hesperia ha detto...

Certo, una commedia garbata di Neil Simon con una giovanissima Goldie Hawn. Ne potrei citare altre cento di canzoni da film. Pensa solo ad "Amado Mio" e a "Put the blame on mame" da "Gilda2 con una conturbante Rita Hayworth che faceva impazzire solo sfilandosi il guanto. Per non parlare poi dei celeberrimi musicals come "Singin' in the rain", "Un americano a Parigi" con tante musiche di Gerswin come "I got rythm". "'S wonderful" e altri musical di Stanley Donen che da bambina era la mia passione. Ma come dice la parola, "musical" è già di per sé un ribaltamento: nel senso che sono spesso le trame a doversi adattare alla musica, piuttosto che viceversa.

Josh ha detto...

eh certo, in Fiore di cactus c'era la bella (per me) e divertentissima Goldie Hawn, mi ha sempre fratto ridere un sacco.

Quei passaggi di Rita Hayworth sono mitici, specie put the blame on mame, in una scena magistrale:-)

E' vero quel che dici sui musical, lì è il film in qualche modo in posizione ancillare rispetto alla musica, si vedano i songbook di Gershwin per esempio.

In effetti stavolta ho voluto fare qualche passaggio veloce su quei classici,
e invece anche un po' aggiornare l'apparato musicale, tra Sakamoto, Kilar, Mertens, Nyman, Knieper...sono compositori contemporanei che per me vanno ricordati e ascoltati, e sono in effetti nuovi classici: se togliamo questi..insomma nel presente o negli ultimi decenni non ci sarebbe nulla? non lo credo.

E volevo anche ricordare l'uso di un certo rock o meglio post-rock di qualità a mio avviso ispirato e niente affatto 'grezzo' o minore, molto adatto a certe atmosfere.
Magari non alla portata di tutti, ma ben presente nella memoria e immaginario di un pubblico attento e che non butta tutto degli ultimi 30 anni, pur consapevoli della crisi del cinema un po' dappertutto,
e in ambito musicale consci che le novità e le ricercatezze vanno cercate (col lanternino) nelle creazioni quasi di nicchia (cfr Elizabeth Fraser, Cocteau Twins) più che nelle grandi produzioni inascoltabili e di plastica stile mtv.

Gerta ha detto...

Scusate, qualcuno di voi sa per caso chi ha scritto la bellissima musica di Blade Runner di Ridley Scott?

ginex ha detto...

vangelis

paolo ha detto...

Vangelis ha scritto la colonna sonora anche per il film "Momenti di gloria" un leit motiv che si sente spesso nelle trasmissioni sportive. Saluti a tutti.

Josh ha detto...

Aggiungo nello spirito nel post musica-film:
in questi giorni va in onda in tv la nuova pubblicità dei profumi Chanel.

http://www.youtube.com/watch?v=bafg_b2ntx8&feature=fvst

il brano in sottofondo ha molto a che fare con la resa dell'atmosfera. E' Billie Holiday, 'I'm a fool to want you' da 'Lady in Satin', una delle sue ultime registrazioni: l'impatto è straordinario, ma il brano venne inciso in un periodo nero per la cantante, la voce è comunicativa-emotiva anche se non in perfetta forma su orchestra d'archi, perchè nel jazz in questo caso conta di più far arrivare un'emozione che non il perfetto candore o l'angelicità.

In realtà la pubblicità diretta da Jean-Pierre Jeunet è tra il passionale e il romantico, mentre il brano è piuttosto tragico e maudit, ma senza quella musica lo spot non sarebbe stato la stessa cosa.

Una curiosità: lo stesso brano fu adoperato per un'atmosfera più notturna (b/n virato in blu) anche da Grigioperla 20 anni fa.

Josh ha detto...

noto comunque che nessuno o quasi ha voluto commentare la musica 'non-classica' Ci devono essere in giro le famigerate ...mamme antirock.

:-)

Ernesto Cimmino ha detto...

Josh scusa sai dove potrei trovare il video della pubblicità grigio perla con appunto la musica di billie holiday? Grazie

Hesperia ha detto...

La pubblicità "grigio perla" è difficile da trovare, perché nel frattempo le ditte e i loro trade marks falliscono. Ma credo che tu sia in cerca di questa splendida "I'm fool to want you" che ricordo averla ascoltata in uno spot e l'ho ritrovata qui:

https://www.youtube.com/watch?v=rejizpNR20A