martedì 17 maggio 2011

I Nuovi Mostri



Non si tratta, come da titolo del post, del film a episodi di Dino Risi ed altri registi.
In questo blog, ci siamo occupati a più riprese delle metamorfosi mostruose del contemporaneo,
in ambito arte-urbanistica, con relativa ideologia sotterranea, mirata a fare tabula rasa della memoria artistica e formale della nazione, fino a notare rottami di simbologie deviate del decoro urbano. Tutte le frasi citate contribuiscono a inoltrarci in questo stupefacente percorso.

"Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia."

(William Shakespeare, da “Amleto”)



« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione…
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo…

Come lacrime nella pioggia…
È tempo di morire… »
(Rutger Hauer in "Blade Runner", 1982, Ridley Scott)

Fantascienza? Macchè, tutto questo è ormai dietro casa vostra!




(Pescara, fontana di Toyo Hito, costo: oltre un milione di euro ....e si è pure spaccata subito)

Ci sono già passaggi d'interesse in questo e questo post, commenti compresi.

(Rozzano)

Dal momento che l'uso dello scempio, fatto passare per 'cultura alta' e irrinunciabile,
è all'insegna anche dei 'cambiamenti' avanguardistici che si prospettano in Italia, grazie in particolare ad alcune amministrazioni very typical dalla persistenza ormai quasi secolare,
spesso appoggiate dalla persistente atavica ignoranza dei cittadini stessi,
pare il caso di approfondire con immagini dirette questa mostruosa 'politica culturale',
ancora più grave quando avviene in un paese come il nostro, con culture antichissime e stratificate, monumenti e strutture tali da renderlo un prezioso museo a cielo aperto.

L'intento di banalizzare, plastificare, disumanizzare, de-naturalizzare, de-identitarizzare ma anche delegittimare il paesaggio e la propria storia, non solo iconografica, è palese in molte delle seguenti immagini, ma la cocciutaggine di pari passo con l'ottusità di molti amministratori locali non sente ragioni.

Pur restando, personalmente e in teoria,
aperto alle invenzioni degli artisti anche contemporanei come sperimentazione, anche se la mia passione è rivolta altrove,
sono anche convinto che le opere vadano tenute in spazi appositi (specie alcune, bene al chiuso e magari segnalate con simboli di pericolo e stress psicologico, così si sa a cosa si va incontro...),
ma soprattutto che si debba riflettere ben approfonditamente, e anche sentire la cittadinanza, prima di collocare costosissimi "esperimenti" e "provocazioni" stabili in spazi pubblici,
specie se si tratta di 'osare' con il paesaggio, periferie comprese,
in un paese come il nostro dove si ciancia sempre a vanvera di "libertà e partecipazione".

Gli artisti, autori delle opere mostrate, non verranno qui quasi mai citati:
qui non si contesta più di tanto la loro personale creazione, che rientra nella libertà di ricerca individuale magari nel loro giardino privato o laboratorio al chiuso,
pur contestabile,
ma la gestione delle stesse opere e delle aree pubbliche da parte dei Comuni, che impongono queste soluzioni a tutti, e vengono poi pubblicizzate come segno di magnifiche sorti e progressive,
di lustro, avanguardia e immarcescibile 'regalo' o servizio alla città.

Ad aggravare la già difficile situazione, si è aggiunta la, diciamo così, riforma strade proposta dalla sempre più inutile Unione Europea, che ha trasformato il nostro paese in Patria delle Rotonde (con annessa installazione avanguardistica centrale), rimeditate ulteriormente poi dall'intellighentsja-postmoderna-che-conta, con lo scopo preciso di distruggere l'atmosfera del nostro territorio, e di farci sentire stranieri ed estranei in casa nostra.
Si aggiunge spesso anche l'idea che qualsiasi cosa possa sempre essere fatta, dalle varie giunte, anche a dispetto degli stessi propri vincoli da piano regolatore, che vengono allegramente sempre più ampliati e ritoccati all'uopo stravagantemente cementificatorio.

(Pontedera)

Tra installazioni non ben distinguibili da Acqua Park, Luna Park, Italietta de plastica in miniatura Made in China, fette di cocomero gigante, mortadelle glassate, GardaLand, zucchero filato,
spara-semi di melograno, acciottolati di marzapane, Hansel e Gretel, alberi di lamiera, forche puntate al cielo, giganti bastoncini Findus o del gioco Shangai, lancia infilzaciclisti con completo di sciagattatrefoli, cerbottane per arachidi anabolizzate, set di Tim Burton a cielo aperto, paste del capitano, demonii postindustriali, calippo, ed estetica postpop da videogioco che ha preso vita e ti aspetta sottocasa,
non è argomento di secondo piano nella questione la riflessione sul prezioso denaro pubblico estorto dalle nostre tasse per la creazione di cotanto arredo urbano, mentre ci sono italiane e italiani senza casa, senza lavoro, che vivono sotto i ponti o in auto senza che nessuno si curi di loro, e tutt'intorno si recitano i mantra del dirittificio globale, dell'accoglienza a chiunque, e si finanzia di tutto di più in base al più alto quoziente di assurdità, coprendolo con il bestemmiatorio termine "sostenibilità". Ma de che?
Si sa, ogni tanto qualche termine viene fatto fuoriuscire dal glossario amerikanoide del marketing, e di solito usato a sproposito in qualunque discorso, prima pronunciato con aria altera da tv e giornali, fino a sentirlo anche dalla tua fruttivendola preferita. Oggi siamo tutti per la "sostenibilità". Anzi anche per l'ecosostenibilità.
Ma allora sono "sostenibili" queste opere?
Per chi? A che pro? Dove ci portano? Aggiungono o tolgono qualcosa al paesaggio italiano? Sono belle o utili? Si tratta forse di sublime d'en bas?
Se nell'architettura post 1940 si è ampiamente sbagliato nell'edificare i palazzi, e peggio dal 1970 in poi, degenerati negli '80, col modello modulare "ideale" del Soviet e dell'ex DDR versione cartapesta,
sarà il caso di rivoltare il coltello nella piaga con queste 'avanguardie' new millenium?

Si è già parlato molto e in più sedi, e inutilmente, propongo allora di lasciare parlare le immagini.

Zola Predosa (Bologna)


La Rotonda delle Tartarughe, Ravenna

Calderara di Reno (Bologna)

Di seguito, sempre a Bologna, la scultura del "Diavolo che Plana", qui nella foto imbrattata di vernice bianca. Ci informa il Corriere che qualche altro cittadino non gradiva l'opera, e ha tentato un'impossibile redenzione del zanzeroso dimonio: non è chiaro se il motivo fosse concettuale o formale...



A Borgo Panigale (Bologna) il complesso, in una rotonda, dedicato all'autotrasportatore, qui in tutta la sua magnificenza:

Non poteva mancare un altro simbolo di Pontedera, anch'essa particolarmente beneficata in arte:


non manchiamo di segnalare l'ennesimo colpo di genio a Reggio Emilia: 15 quintali di "Pesce Fuor d'Acqua", metafora ormai della nostra stessa condizione:
Uno sprazzo di nuova architettura non vogliamo donarlo? La zona è tra Via Stalingrado, Via della Repubblica, Unipol, e "Porta Europa" (un nome, un programma) a Bologna. Peccato che non si intenda fino in fondo la vera dimensionalità del "quartiere".

Perfettamente ton sur ton e in tema, dono gratuitamente, a differenza di alcuni capolavori sopraesposti, anche la mia scultura concettuale:


Josh

62 commenti:

Hesperia ha detto...

Bella questa tua antologia del pessimo gusto e dei nuovi mostri ed Ecomostri, Josh!
Pare impossibile che si debba buttare il denaro nel WC in questo stolto modo. Eppure le amministrazioni municipali non hanno nulla di meglio da fare che accumulare questi obbrobri.
Il finale è da manuale. Della serie, non so se è la targa della via a scegliere i luoghi o se sono i luoghi a scegliere la targa. Fatto si è che l'effetto "palle" è garantito :-)

Hesperia ha detto...

PS: a proposito di obbrobri, che fine ha fatto Cattelan? Dicono che deve andare in pensione ;-)

Daniz ha detto...

ce ne sarebbe un altro Josh.
L'ago e filo della centralissima stazione Cadorna, a due passi dal castello sforzesco, a Milano ovviamente. A me fa inorridire quello sbrogliaccio plasticabondo di colori di tintoria... che robba!

Josh ha detto...

@Hesperia:
buttare il denaro in questa maniera è imperdonabile, da traditori dei cittadini. Il brutto sta dappertutto, ma quelle mostrate sono specificamente tutte di giunte di sinistra.

da un punto di vista economico, quella più dispendiosa è la prima a Pescara, un milione di euro, da galera.

ah ti è piaciuta la mia opera concettuale? :-)) una creazione spontanea

Josh ha detto...

poi se aprite il link alla prima immagine, quella di PE, c'è un interessante articolo del Sussidiario;

invece quello del Corriere sul "Diavolo che plana" a BO cui hanno gettato vernica bianca addosso fa spanciare dalle risate. Sì perchè hanno dato del matto a quello che voleva convertire il demonio o rendere più discreta la statua:-))

Josh ha detto...

Cattelan suppongo sia tutto preso nelle Apocalissi post-Duchamp-iane:-)
dubito andrà in pensione, anzi presto vedrai arriveranno anche nuove leve come assessori all'urbanistica...

Josh ha detto...

Hai ragione Daniz, la rassegna non voleva essere però esaustiva...molte di quelle del post le ho anche viste abbastanza di recente, alcune molto spesso: perchè tacere? :-))

se ne possono fare anche più puntate ahaha purtroppo il materiale è in continuo aumento

Cabiria ha detto...

Le "opere d'arte" mostrate nel post esprimono il vuoto dei relativi "artisti" e l'incoscienza dei committenti nell'imporre agli ignari cittadini cose mostruose a loro spese. Al danno, la beffa.
Cabiria

Nessie ha detto...

Josh, oggi ero a Sestri Levante e sulla piazza c'è una scultura che rappresentava un enorme pezzo di metallo rettangolare sostenuta da un piedistallo. Cos'era ? Boh! Un lenzuolone? Un grosso libro capovolto?
Il ridicolo di queste "creazioni" è che tu le guardi e ti chiedi: "Che vorrà dire?".
Devi interpellare l'artefice per saperlo. E se lo incontri ti illustra una pappardella enigmatica che è meglio lasciar perdere.
Ecco, penso che la differenza tra questi e le sculture dell'età classica e neoclassica (penso a Canova in questo secondo caso) sia l'incapacità di aspirare al Bello. Il quale non si spiega, perché il Bello è.

johnny doe ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
johnny doe ha detto...

Quel che penso di tanta arte contemporanea,già lo sapete,da decenni è solo un'idea senza oggetto e parametri per giudicare.Più l'idea è bizzarra,strampalata ed infelice e meglio è.
Un premio a chi è in grado di dare un giudizio critico artistico su queste foto di scempio urbanistico!
Spesso il male di questi happenings,(direi anche vecchi di anni,i dada erano almeno divertenti e non facevano questi danni)è che sono fissi,altrimenti succederebbe,quel che a Milano, qualche tempo fa,è accaduto ad una costosa scultura in cartongesso di un noto scultore esposta in una piazzetta.La nettezza urbana,passando alla mattina, ha portato tutto in discarica come rifiuto.Vera azione dadaista e grande scandalo del pop corn intellò!
Anni fa anni fa alla Biennale veneziana,in un salone enorme di Palazzo Labia,il padiglione scozzese esponeva sul pavimento per tutta la sua lunghezza una enorme ancora da nave con catena annessa.Richiesto il senso dell'opera ad un addetto,mi diceva essere la nostalgia del mare.
Strepitoso artista!

Josh ha detto...

@Cabiria: e purtroppo, mi sa, sarà ancora peggio.

Penso che i mostri, nella stessa scelta del soggetto, siano anche la dimostrazione realizzata di un altro vuotismo, morale e mentale di certe amministrazioni:
come dire, ne sono il simbolo, l'oggettivazione, la concrezione malata, o il senhal, che dir si voglia.

Un tempo c'erano le "Porte" all'ingresso delle città, incastonate nelle mura.
Oggi abbiamo ste robe qui.

"Per me si va nella città dolente, per me si va nell'eterno dolore,
per me si va tra la perduta gente. ...lasciate ogni speranza
voi ch'entrate."

Josh ha detto...

Ecco Hesperia ho trovato, riflettendo con Cabiria, un perchè a queste creazioni, sono un simbolo anche di ciò che la città offre, lavorativamente, concettualmente, moralmente....

In certi casi non c'è nemmeno pappardella enigmatica d'artista.
La "Cosa" è lì nella sua nuda realtà, in tutto prodotto del presente.

Il demonio di latta, il pesce nel secchio....l'uno è indice morale di ciò che avviene in città, l'altro è indice di come ti sentirai....

Le sculture dell'età classica e neoclassica aspiravano, raggiungevano il Bello e rappresentavano un ideale condiviso. Natura e Cultura andavano di pari passo.
Oggi non è più così.

La Natura è un'opinione, la morale non esiste, la Cultura allora è relativa e raffazzonata, nessun principio nobile ad elevarla, solo rottami di ideologie, che sappiamo non essere Cultura.

Se va oggi bene la Cultura è un pastiche, ma sempre soggettiva, un punto di vista, non ci sono più punti condivisi in ideali collettivi.
Così è se vi pare...

Nella realtà poi vige solo il diritto del più arrogante e il mercato.
Beh di questo disequilibrio tutte le installazioni mostrate sono buona testimonianza d'alienazione.

Josh ha detto...

Johnny Doe, hai colto nel segno....
ad aggravare il tutto è che queste opere siano fisse.

C'è differenza infatti tra una mostra stravagante, che poi se ne va,
e il fatto come in questi casi che le opere restino lì per sempre, obbligando anche chi non paga il biglietto (ma peggio paga le tasse) a sorbirsele.

Raccontami meglio questo caso cui accenni: dunque a Milano la nettezza urbana ha portato in discarica una 'creazione'!!
:-))
che idea!! ahahaha
Mi diresti di chi era, qual era?
Non mi ricordavo questo fatto! E' illuminante....

Josh ha detto...

E sono passati anche i tempi dell'arte contemporanea come 'concetto' non spiegabile ai più perchè troppo alto...

Dall'esempio di Johnny Doe infatti, anni fa alla Biennale, l'ancora da nave significa nostalgia del mare.

uddio nun è che si era sforzato molto coi concetti l'artista eh:-))

johnny doe ha detto...

Allora,mi correggo josh,era Verona non Milano,ricordavo male.

17 novembre 2009

Uno spazzino dell’Amia (la società che si occupa della pulizia delle strade di Vero­na) sabato ha caricato sul camioncino quel cavallo di cemento ancora avvolto nel cellophane e l’ha portato via. Trattato come normale ’monnezza: un viaggio verso gli stabilimenti, prima di essere tritato. Peccato che in realtà non si trattasse di una goliardata, ma di un’opera d’arte dello scultore Facheris.. Valore, 38 mila euro.
Intorno alle 6 di sabato mattina, tre operai avevano scaricato un cavallo scolpito dal maestro Massimo Facheris, che doveva essere esposto dalla gioielleria Canestrari, in centro a Verona. «Hanno posato l’opera a terra, lungo viale Mazzini, e sono andati a bere un caffè», racconta Giovanni Barzago, direttore di Animal Art, il gruppo al quale fa rife­rimento Facheris. È in quel momento che è accaduto l’impensabile. Alle 7 del mattino in viale Mazzini è pas­sato il camioncino della nettezza urbana. «Il nostro ad­detto ha visto la struttura abbandonata lungo la stra­da - spiega il presidente di Amia, Paolo Paternoster - e non sapeva come comportarsi. Ha chiamato la polizia municipale e poi è stata contattata la questura, per chiedere cosa dovesse farne. Nessuno ne sapeva nien­te e quindi gli è stato dato l’ordine di buttarla via.La statua è stata regolarmente distrutta, triturata come previsto per quel genere di rifiuti .

Non è finita,è troppo bello.

Oltre al danno, la beffa.
Perchè i vigili ora mul­tano il cavallo scolpito da Mas­simo Facheris che lo scorso fi­ne settimana gli spazzini han­no raccolto in via Mazzini e tri­turato, come fosse banale monnezza. Nei prossimi giorni al grup­po Animal Art, la factory berga­masca proprietaria della scultu­ra, riceverà una multa per occu­pazione abusiva di suolo pub­blico, visto che l’opera era sta­ta lasciata incustodita.
E co­me non bastasse, Amia chiede­rà alla stessa Animal Art il rim­borso delle spese sostenute per lo smaltimento del «rifiuto».

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Ma non è un caso isolato.

PADOVA (13 dicembre)

Di arte non capivano certo molto i netturbini padovani che, scambiando un'opera per spazzatura, l'hanno presa e gettata in discarica. A loro, probabilmente, sembrava un mobiletto di cui qualcuno s'era disfato da casa.
Invece "Leggio" di Isabella Facco, era un'opera di arte povera, come tante altre esposte a cielo aperto in città. I netturbini della società AcegasAps hanno pensato fosse uno dei tanti rifiuti lasciati in giro e così l'hanno presa, caricata sul camion per destinarla all' inceneritore.
Una copia di "Leggio" è stata subito riportata in via Zabarella, pieno centro storico, con a fianco una targhetta più grande della precedente,che la qualifica quale opera d'arte e non rifiuto solido urbano. (quest'ultima frase assurge ai vertici del sublime...)
L'opera faceva parte della rassegna "Artisti al Muro"
(buon suggerimento...)

Si anche potrebbe intitolare queste vicende : "spazzatura scambiata per opera d'arte esposta in una pubblica via."

Scusa se mi son dilungato,ma i fatti son da rotolarsi dalle risate.

johnny doe ha detto...

Tieni conto josh che la catena era lunga almeno trenta metri e l'ancora alta cinque,per il peso credo di qualche tonnellata.
Ovviamente nessuno l'ha comprata.

Un incredibile sforzo creativo (direi sopratutto fisico dei trasportatori)nel concepire opera e significato! Un genio!

Josh ha detto...

ti ringrazio molto, Johnny :-))

sono testimonianze importantissime! Fa lo stesso che era Verona e non Milano,
il punto è che il cavallo artistico era talmente un'opera abbacinante che non è stata riconosciuta come tale e portata nella monnezza.

ahahah pure la multa dei vigili per occupazione di suolo pubblico:-))
sta diventando il post più divertente dell'anno, grazie!

Josh ha detto...

E l'altra a Padova?
certo che spesso Land Art e Arte Povera, Informale sembrano oggetti messi lì dal bidone del rusco:-)

ah beh con la targhetta più grande, come dire, di forte pregnanza apodittica:-)
si sono cautelati: si sa, c'è bisogno di spiegazione, di dimostrare con prove ed istruzioni particolari
che un'opera d'arte è arte e non rifiuto solido urbano.

Sì vabbè pure "Artisti al Muro"..se lo dicono da soli, non si nascondono nemmeno più dietro a un dito.

:-)
non ti preoccupare, scrivi quanto vuoi!

Anonimo ha detto...

Ciao, posso chiederti come hai identificato quella "roba" di Rozzano? Perché io abito lì vicino e ogni tanto ci passo davanti. Non credevo fosse così famosa. Anche in un ipotetico concorso di schifezze, credevo non venisse considerata poiché troppo brutta per parteciparvi.

saluti
R.

Hesperia ha detto...

"L'ultimo Mostro",la potrebbe essere il titolo di quella schifezza inaugurata proprio oggi a Roma, davanti alla stazione Termini, in omaggio a papa Wojtyla. Cioè una bomba semiaperta con una testa tonda e una faccia inespressiva piazzata lì come quando da bambini costruivamo il fantoccio di neve. Avrebbe dovuto rappresentare il papa "santo subito" e invece è l'ennesima bruttura in stile Ara pacis di Meir. Una vera porcheria che il Vaticano avrebbe dovuto stigmatizzare molto di più. Possibile che non si sia fatto vedere una bozza di prova prima di dare l'assenso?

Ecco il link, giudicate voi:

http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/19/news/e_l_osservatore_romano_boccia_la_statua_di_giovanni_paolo_ii-16490123/

Josh ha detto...

@R.di Rozzano:-)
ah mah: non lo so mica come l'ho identificato, a me sembra una fetta di cocomero già mangiata, l'ho trovata così sul web. Però certo che è inquietante quel lamierone.

In compenso io passo davanti a tutte quelle emiliane, che è tutto dire:-)

Josh ha detto...

@Hesperia: perchè quello lì sarebbe Woytila?:-)
non mi sembra mica tanto beato:-)
ahaha

lo dicevo io, questa diverrà una catena di post, ce n'è troppa di roba così...

E' finita anche al Tg la statua che segnali, e non piace nemmeno all'Osservatore.
Ma, ti dirò, ho già sottomano materiale piuttosto orrendo anche di sculture eclesiastiche-avveniristiche, tra cattolicesimo-universalismo-UFO, che sono anche peggio.
Nel prossimo giro!

marshall ha detto...

Josh,
stasera il Tg5 ti ha copiato: han parlato di questi obbrobri, o nuovi mostri.

marshall ha detto...

Josh,
la foto n.2 è relativa al comune di Rozzano: che sperpero in nome dell'Arte! Oltretutto, Rozzano è il secondo comune della Lombardia a rischio default, su un campione di 50. Lo studio fu effettuato l'inverno scorso dal Sole 24Ore, e poi ripreso e pubblicato da diversi giornalini locali, tra i quali quello in PDF di questo link.

marshall ha detto...

Josh,
a proposito di Rotonde, c'è un bel programma di una tv privata del varesotto che le sta prendendo tutte di mira. La trasmissione si chiama "La frusta", e già dal nome è tutto un programma: andrò a vederlo.

marshall ha detto...

Josh,
col seguente passo - che ti copioincollo solo per non farti incorrere in lapsus, come ti è già successo altre volte, credendo che fosse mio - hai toccato un bel tasto (mentre ci sono italiane e italiani senza casa, senza lavoro, che vivono sotto i ponti o in auto senza che nessuno si curi di loro, e tutt'intorno si recitano i mantra del dirittificio globale, dell'accoglienza a chiunque, e si finanzia di tutto di più in base al più alto quoziente di assurdità, coprendolo con il bestemmiatorio termine "sostenibilità". Ma de che? )

Sto seguendo da settimane le storie vere raccontate in prima persona dai diretti interessati QUI , QUI
e in tutti gli altri articoli della serie: quanta gente è costretta a vivere con 500 - 600 - 700 euro al mese!

marshall ha detto...

Josh,
bella la domanda che fai (Ma allora sono "sostenibili" queste opere? Per chi? A che pro?), vorrei risponderti anche parafrasando alcune frasi del suddetto Mario Giordano, tratte però da un altro suo fantastico libro, ma me ne astengo per non correre il rischio di essere querelato dai diretti interessati.

marshall ha detto...

Josh,
per completare il repertorio fotografico potresti pubblicare in aggiunta i tre simboli di quest'arte che han fatto vedere stasera al Tg5: una scultura gigantesca a ferro di cavallo (di non sò dove), una specie di porta del sole, forse ad Erice, e un qualcosa che aveva a che fare con Gibellina, il paese del Belice terremotato nel '68.

Giovanni ha detto...

Le nostre città son sempre più piene di codesti obbrobri spacciati per "opere d'arte". Pure nella mia Padova abbiamo esempi in questo senso. Le spacciano per opere d'arte ma non significan nulla. Non rappresentano nulla. Tutti i vari movimenti artistici hanno sempre cercato di dare una rappresentazione della realtà. Si differenziavano per il modo di rappresentarla, ma avevano una base reale. Si discuteva se idealizzare la realtà o se riproporla nuda e cruda, ad esempio, ma c'era sempre un collegamento col reale. Quelle che oggi spacciano come "opere d'arte" sono completamente scollegate dalla realtà e vengon fatte solo con lo scopo di offendere, di istigare indignazione senza ispirare nulla di buono.

marshall ha detto...

Josh,
a proposito del post di Hesperia che hai linkato, non l'avevo commentato, ma è stato sicuramente uno dei più interessanti di questo blog.
Mi sono commosso nel rileggere i commenti di Marcello.

Josh ha detto...

@Marshall: il post che ho linkato
"la città, il centro, la piazza, significati" ...è mio e non di Hesperia.

:-)

sì Marcello aveva scritto ottimi commenti, come sempre, anzi approfondimenti.

Josh ha detto...

@Marshall: sul tg5...penso in realtà che il loro interesse di questi giorni alle brutture dipenda dalla nuova statua dedicata a Woytila a Roma di cui si parla parecchio!

Sarà divertente il programma 'rotonde' sulla rete di Varese: guarda ormai ne fanno talmente tante che non manca materiale per un serial:-))

Josh ha detto...

mmmh Marshall...non ho capito cosa significa
"solo per non farti incorrere in lapsus, come ti è già successo altre volte, credendo che fosse mio"

no guarda, non sono incorso in lapsus miei credendo fossero tuoi, in tutta franchezza:-))

Josh ha detto...

benvenuto Giovanni!

come non quotare anche il tuo commento...se hai pazienza, salendo di poco nei commenti, se leggi le testimonianze di Johnny Doe ci sono più episodi in cui la nettezza urbana ha caricato simili opere e le ha portate al macero, scambiandole per rifiuti solidi urbani

:-)) ahaha

marshall ha detto...

Josh,
scusami, ho fatto una gaffe, come già fatto un'altra volta quando avevo attribuito ancora ad Hesperia un tuo post.
Meglio così, perchè altrimenti ti sarebbe sembrata una sviolinata, col sentirti dire che è stato uno dei post più interessanti di questo blog. E tu ti saresti così montato la testa :-) :-) (simbolo di doppia risata, che so che qui non viene).

Giovanni ha detto...

Grazie del benvenuto Josh, ma non è il mio primo commento da queste parti :) commento di rado, ma vi seguo sempre da un bel pezzo. Riguardo le brutture, a Padova una di queste "opere d'arte" è stata utilizzata come urinatoio dagli immigrati. Debbo dire che per una volta l'immigrazione è stata positiva :)

marshall ha detto...

Josh,
prima di congedarmi non posso non intervenire per via dell'altra bella risata che mi fa fare quello che hai scritto nel commento a Giovanni:..."in cui la nettezza urbana ha caricato simili opere e le ha portate al macero, scambiandole per rifiuti solidi urbani"
:-) :-)

Josh ha detto...

di nulla Mario, non fa niente, stiamo solo chiacchierando e scherzando, scambiando informazioni.

All'epoca di quel post il blog era all'inizio: i collaboratori 'esterni' mandavano i post via mail ad Hesperia, lei pubblicava (e si legge 'pubblicato da Hesperia') e poi comunque scriveva in fondo il nome dell'autore, in quel caso Josh.

ma la morale di questi post è quella che hai notato anche tu:
si spendono cifre enormi per queste brutte opere, siamo tassatissimi, ci sono italiani che dormono in auto o hanno dai 400 ai 700 euro al mese, nessuno si occupa di loro,
però poi in città ci troviamo opere milionarie che sembrano spazzatura....
aggiunte alle altre contraddizioni che viviamo, non è un panorama consolante, è un insulto alla nostra dignità di cittadini.

Mario Giordano non mi trova sempre d'accordo, ma i suoi passaggi sul sanguisughismo e le pensioni d'oro che stai riassumendo e commentando sono notevoli e molto documentati.

A proposito di documenti, l'altro giorno ho visto da Eleonora/Grotesque il tuo video su Napolitano e i rimborsi aerei scandalosi, mostrato solo (chissà come mai) dalla tv tedesca....
si vede che siamo destinati ad esser presi in giro da ogni parte. che roba...

marshall ha detto...

Josh,
a proposito di quel video, sto preparando un post per il mio blog generalista, stando ben attento a non incappare nel reato di vilipendio :-). C'è anche Giuliana Tofani (citata in quel libro, e che scrive in quei commentari) che lo sta aspettando.
Per quanto riguarda le sorelle triestine del post di Eleonora, che sono costrette a vivere da mesi in auto, Antoine Bernheim, di cui al seguente link , pare voglia donare una parte consistente di quella richiesta di risarcimento al Comune di Trieste. Io invece ho proposto a Mario Giordano di mandare al magnate una richiesta di aiuto per le due sorelle, firmata da tutti i 20.000 lettori del suo blog.
A proposito, in questo caso sarà forse meglio chiamarla supplica, come si faceva al tempo delle Signorie e della dominazione spagnola (a tal proposito vedere il post Sofonisba Anguissola e il suo tempo).

Josh ha detto...

@Giovanni: sì mi ricordo che non è la prima volta, però ultiamente non sei passato spesso, così ho...ri-benvenuto:-)
ma anche se passi a leggere mi/ci fa piacere.

Non c'è da meravigliarsi dell'uso che hanno fatto dell'opera padovana, a volte assomigliano a vespasiani, con quelle forme sinuose e concave:-)sono quegli alvei curvilinei che quando scappa, possono essere confuse....

Josh ha detto...

@Marshall:
per tornare in tema,
di Marcello c'era il video sulle 'strutture' stile Barbapapà principalmente di Pontedera:

https://sarcastycon.wordpress.com/tag/pontedera-pd-arte-moderna-scultura/

marshall ha detto...

Josh,
ho fatto. Intanto creo il link di quel video per agevolare l'accesso a chi avesse desiderio di vederlo Arte moderna a Pontedera.
E ho visto anche il video del disastro compiuto dall'alluvione del novembre 1966 a Pontedera. Nonostante i postumi dolorosi di quelle giornate (anche se son passati quasi cinquant'anni), l'ammistrazione attuale ha dimostrato d'aver buttato via un bel pò di soldi in quelle pacchiane opere "moderne" (quando si parla di sprechi delle amministrazioni locali, questo esempio ci sta tutto): strabiliante quella dell'ultima foto :-) :-)
Poi Marcello sai che era anche un formidabile polemista, oltre che mordente satiro, e hai visto che titolo aveva dato a quel post??
:-)

Josh ha detto...

Ecco Marshall, a proposito:

come fai a inserire in link attivo veso qualcosa nei commenti,
alla maggior parte di noi viene solo l'indicazione non cliccabile: se riesci a spiegarmelo in brevi passi...da qui io non riesco.

eh sì ho visto come Marcello aveva chiamato il tutto, mai nome fu più azzeccato!
:-)

marshall ha detto...

Josh,
me lo aveva insegnato Marcello, ti faccio l'esempio pratico, partendo dal tuo post sul Bronzino.
Segui i passaggi.
- Creando una pagina nuova, senza chiudere questa, vado su Esperidi.
- Cerco Bronzino e clicco sul titolo del tuo post.
- Vado poi sulla barra http...dove apparirà la seguente riga: http://esperidi.blogspot.com/2011/01/bronzino.html
che userò per la seguente operazione:
- clicco
facendo così
- http://esperidi.blogspot.com/2011/01/bronzino.html">
- dopo di chè digito la frase che mi interessa, ad esempio: biografia del pittore Bronzino.
Al termine di questa frase digito:
, e il gioco è fatto.
Quindi
.............

Procedendo così avrai creato il link: biografia del pittore Bronzino.

Molto semplice, fai una prova.
Ora pubblico il commento, sperando che venga accettato.

marshall ha detto...

Josh,
come vedi, la spiegazione è venuta un pò un pastrcchio perchè ho dovuto farla e rifarla per consentirne la pubblicazione. Ma tu prova.

marshall ha detto...

Josh,
per farla ancora più semplice, copia come fa blogger quando crei un link sui post. Procedura che intuirai andando su: modifica html.

marshall ha detto...

Josh,
faccio un'altra prova linkando la segnalazione fatta da Hesperia per quell'articolo a riguardo del monumento a Papa Wojtyla.
Poi ti rispiegherò la procedura, lasciando uno spazio tra un simbolo o una lettera e un altro/a, che tu nel fare quella prova dovrai riavvicinare, eliminando lo spazio che avrò lasciato tra un simbolo/lettera e l'altro.

marshall ha detto...

Josh,
ecco come ho proceduto:
sono andato sulla pagina segnalata da Hesperia, questa: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/19/news/e_l_osservatore_romano_boccia_la_statua_di_giovanni_paolo_ii-16490123/
l'ho fatta precedere dal simbolo < a (ricordati di riavvicinare questa < e questa lettera a)
e poi da h r e f = " (ricordati di riavvicinarle, come sopra)
poi ho fatto il copia incolla di quella lunga riga di cui sopra (che non ripeto, prima che ne esca un nuovo pastrocchio);
poi ho fatto seguire questi due simboli, che tu dovrai riavvicinare " >
e quindi ho scritto la frase: monumento a Papa Wojtyla

e poi ho concluso com i simboli
< / a > (che dovrai accostare tra di loro.

E speriamo che mi accetti il commento.

marshall ha detto...

Josh,
un altro esempio lo trovi QUI , dove ho linkato questo post nel commentario.

marshall ha detto...

Dici Gianluca Nicoletti e dici Josh.
Sul tema dele brutture artistiche e architettoniche ne ha parlato oggi anche Nicoletti nel suo programma su Radio 24, Melog 2.0, in onda dalle 10 alle 11. Mi sembra che il programma venga replicato la sera.
Questo il sito.

Josh ha detto...

grazie di tutte le indicazioni Marshall, appena ho un attimo provo con il link nei commenti!

marshall ha detto...

Josh,
leggendo il palinsesto di Radio 24 si legge che il programma Melog 2.0 di Gianluca Nicoletti viene replicato la sera alle h.22.
Se ti interessa, vi sono anche telefonate di pubblico ed "esperti" che dicono la loro sul monumento a Papa Wojtyla, che tu hai citato in uno dei commenti.

Josh ha detto...

grazie di tutte le indicazioni. Sì ho letto di Nicoletti, se riesco mi collegherò:-)

è che sono impegnatissimo....
sulla statua di Woytila, insieme ad altre installazioni 'sacre' avveniristiche, ho un mio breve che pubblicherò domani: con l'estate pensavamo di fare così, uno pubblica il proprio post...poi la settimana seguente può linkare un articolo altrui, o scrivere un breve, e così via tutti gli altri bloggers esperidi.

il mio breve l'ho impostato subito e così lo lascio per domani, però vedo se riesco a seguire l'intervento di Nicoletti.

marshall ha detto...

Josh,
anch'io sono impegnatissimo, non fosse altro che per seguire il blog di Mario Giordano. E guarda che sugli obbrobri architettonici, e soprattutto sugli sprechi/sperperi fatti dalle amministrazioni locali per tali opere, ha scritto parecchio anche lui. Ho un suo libro, edito nel 2004, venutomi a suo tempo nelle mani per caso, che ne parla "doviziosamente".
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Ottima l'idea di linkare qualche bel pezzo di altri. Per parte mia non avrò che l'imbarazzo della scelta, poichè i buoni prodotti in rete sono tanti: basta saperli scovare. Mi riferisco soprattutto a quel gruppo di bloggers genovesi che anche tu conosci. Oltretutto, questa modalità ci consente di tirare il fiato ogni tanto.

Luca Della Corte ha detto...

Ciao,

di brutture architettoniche sulle rotatorie ne sto parlando da poco in www.orroriallerotonde.com ,il mio piccolo blog nel quale cerco di evidenziare quanto in Italia vi sia questa illuminata lungimiranza...

A presto!

luca

Josh ha detto...

Ciao Luca,
e grazie del passaggio!
Sono venuto a dare un'occhiata nel tuo blog, e...
ma ce ne sono tante altre di queste assurdità! :-)

mi fa morire dal ridere la rotonda con la SALAMA DA SUGO gigante!! ahahaha
che roba, incredibile.

marshall ha detto...

Luca e Josh,
avendo scritto quel ponderoso post sul Mulino del Po sono stato avvinto dalla curiosità di vedere quel Monumento alla salama da sugo: una vera pacchianata. D'accordo che è la specialità più rappresentativa del ferrarese - tanto che Bacchelli nel Mulino del Po ne fa una monumentale descrizione - ma da lì a farle quel popò di monumento grossolano, in mezzo alla campagna di quel paesino sperduto, ce ne corre!: altri soldi pubblici buttati alle ortiche, che avrebbero dovuto trovare una miglior destinazione.

Elly ha detto...

Ce n'è una all'ingresso di Fabriano che, non ho capito cosa possa rappresentare ma provo a descrivertela. E' un cerchio enorme spostato in avanti con una specie di lancia che finisce al centro trapassando il cerchio da parte a parte...

Josh ha detto...

@Marshall:
è vero che è descritta anche in letteratura: la salama da sugo in realtà è proprio buona, ma il 'monumento' è inguardabile :-)


@Elly: ecco un'altra 'opera d'arte':-)
quella cosa lì serve per infilzare i ciclisti, è una specie di espulsore di italiani...:-)

giuly42 ha detto...

Dal Museo degli Orrori x me si salva la Rotonda della Tartarughe di Ravenna

Josh ha detto...

Giuly, per me è orrenda anche quella,
roba da Aquapark, di più se si pensa alle antichità ravennati e bizantine che sono lì a pochi chilometri: a volte è anche un fatto di aura.
Anche se in periferia, e se recente, quindi non di arte aulica, è brutta anche in sè e per sè: ma essendo l'installazione su un percorso, il 'sè e per sè' non esiste perchè va sempre a integrarsi/o megliio NON integrarsi, otticamente e concettualmente
con capolavori già esistenti.