domenica 21 agosto 2011

Massimo Fini, vecchio ragazzo




Quest'estate un amico mi ha prestato il libro (un po' saggio, un po' libello)  di Massimo Fini "Ragazzo" - Marsilio Editore.
Lì per lì ero prevenuta: ecco - dicevo - la solita biografia del solito giornalista  narciso che ha del tempo da perdere dietro ai suoi ricordi, che si parla addosso. Poi man mano che leggevo il libro mi sono accorta che in realtà Fini stava componendo la sua "de senectute" di uomo maturo, ma non vecchio.  Non ancora per lo meno. Il che, lo rendeva particolarmente impietoso nei confronti dei vari luoghi comuni sulla vecchiaia (la vecchiaia dà saggezza, diventeremo tutti vecchi, occorre sentirsi giovani dentro, e via con le panzane) .   Per non dire dei termini politicamente corretti che servono a definire la vecchiaia senza citarla: terza età, anzianità ecc. Il che lascia presumere che non è gradita, ma che nessuno lo voglia ammettere.

In realtà, protagonista del libro è il tempo. Il tempo inclemente che ci trascina dietro sé, che ci toglie e ci sottrae gli affetti più cari, riduce la sfera emozionale della giovinezza attraverso quella che chiamiamo esperienza. E alla fine, è proprio il tempo a toglierci le illusioni, le meraviglie, la gioia delle piccole scoperte giornaliere.
Ne emerge anche un  ruvido ritratto dell'uomo, coi suoi gusti e i suoi disgusti, le sue ubbie e malinconie, la sua paura della morte e ancor più delle malattie e della sofferenza. Forse, un uomo afflitto dal mal di vivere e dalla malinconia del dì che fugge. E se proprio vogliamo credere nei segni zodiacali, con un temperamento umbratile, tipico dello Scorpione.
Molto toccante, il suo controverso rapporto con la madre, un'ebrea russa che lui sopranomina la zarina, per il carattere autoritario e dispotico che tanto lo fece soffrire da ragazzo.  
I nodi, le asperità che hanno caratterizzato il  suo difficile legame con la genitrice, si sciolgono solo con la morte (mors omnia solvit) e sarà proprio la morte a conferire dignità e bellezza da selvaggia tartara al viso della madre devastata dalla malattia.
Il disincanto è la cifra di questo bel libro, che come è nello stile di Massimo Fini, divide i lettori: o lo si detesta o lo si ama.  
Ragazzo è la storia di una formazione dalla giovinezza, alle porte della vecchiaia, ma Fini non cadrà nel tranello di volersi sentire giovane per interposta persona, nemmeno attraverso l'amore di una giovane donna di trent'anni. Questione di stile, uno stile sobrio e volutamente antiretorico e disadorno.  
Qui, un'altra recensione del testo in oggetto.

Hesperia

11 commenti:

rosalind ha detto...

Fini è detestabile, se la tira tantissimo e non fa mistero della sua misoginia. Però ammetto che ha talento. Ciao e buon proseguimento di vacanze
Rosalind

emilia ha detto...

Hesperia,
scusami che lascio qua un commento estraneo del post, ma per il nostro libro "Le mamme possibili" ti spiego via e-mail.
L'impaginazione dell'edizione italiana comincia ai primi di settembre e uscira' alla fine di settembre. Volevo invitarti a scrivere un testo sul tema della maternità, senza vincoli. Ti prego scrivimi via e-mail

Hesperia ha detto...

Grazie Rosalind, buon proseguimento anche a te. Un po' di ragione ce l'hai, dato che Fini FA l'antipatico, più di quanto non lo sia. Però ha capito varie cose importanti sulla modernità di cui è sempre stato strenuo avversario. E anche su questo libro vi fa riferimento.

Hesperia ha detto...

Emilia, vado di fretta e sono in partenza, ma vedrò di accontentarti appena posso. Ciao.

johnny doe ha detto...

Massimo é un personaggio scomodo,contradditorio anche,ma che non ha paura di dire ciò che pensa,quasi sempre controcorrente.Tutti i suoi libri hanno queste caratteristiche.Negli ultimi anni si é anche cimentato in politica,fondando un movimento.Ma lui é fondamentalmente un anarchico indivisualista.Si può non condividere ovviamente certe sue posizioni,che però son sempre dettate dalla sincerità e scevre da ogni ipocrisia.
Insomma un non allineato a nulla.

Hesperia ha detto...

Johnny, lo hai conosciuto anche personalmente?
I primi tempi (eravamo subito dopo l'11 settembre) lessi il suo pamphlet "Il vizio oscuro dell'Occidente" ed ebbi voglia di scaraventarlo contro il muro. POi gradualmente i fatti cominciarono a mostrare delle crepe e a rivelare scomode verità e allora ho ripreso in mano quel libriccino con tutt' altro occhio.

johnny doe ha detto...

Sì,l'ho conosciuto nel corso di una conferenza.Buon parlatore anche,fuori dal solito tran tran ronfatorio.
E'bizzarro,vulcanico,a volte anche tiraschiaffi,ma certamente andrei sempre volentieri a cena con lui.Molte volte,certe sue intuizioni lì per lì quasi sconcertanti,si rivelavano poi avere un certo fondo di verità.
Io credo che questa sua bizzarria trasgressiva,un po' folle a tratti, gli derivi dal lato russo.
Non è il solito finto trasgressivo conformista,alla Santoro,Fazio...e pur scrivendo anche sul Fatto,non le manda a dire.Travaglio ha poco gioco con lui,se dovesse dirgli qualcosa lo manderebbe subito a quel paese.
Ha scritto un mirabile articolo su quella stupidità delle pasionarie "del corpo delle donne",tanto in voga qualche tempo fa e ora dimenticato,a dimostrazione di quanto fosse strumentale.
Lui,in un primo tempo,non era contro Berlusconi,ma alla luce delle tante sue calate di braghe e idee confuse,non ha potuto fare a meno di constatare quanto ,e anche noi d'altronde, certe speranze sono state disattese.
In questi ultimi mesi,devo dire che il centrodestra é stato una delusione,non parliamo poi della sinistra fasulla e parolaia.
Insomma credo che ,come tanti, anche Massimo ha le palle piene di tutti questi politici da balera.
Questo non fa altro che confermare una nostra posizione,di non firmare mai cambiali in bianco a nessuno.Abbiamo sempre criticato la sinistra per quella fasulla idea di superiorità morale (sic!)che falsamente si attribuivano e per l'infinita ipocrisia di tutte le loro azioni politiche,ma non per questo ci sentiamo rappresentati dagli altri.
E' più un "contro" che un "per".
Ora poi,alla luce di quanto sta accadendo nel contesto internazionale,le attuali e ridicole vicende del pollaio italiano,non possono che allontanarci ulteriormente da questioni tuttosommato ininfluenti.

Scusate la digressione personale.

Hesperia ha detto...

E che c'è da scusare Johnny? Massimo Fini è stato tra i primi a capire l'idiozia di certi schemi come "destra" e "sinistra". E di porsi al di là di questi ridicoli posizionamenti.

Però ecco, non so proprio con i Travaglio e i Grillo, lui che diavolo c'azzecca. E' evidente che non si può stare sempre soli, ma le alleanze fanno parti di sensibilità e culture affini. E in questo caso, ci vedo ben poche affinità.

Josh ha detto...

cara Hesperia non ho letto questo libro, ma conosco un po' Massimo Fini.
Certo quando vuole sa essere provocatore.

Chissà se la sua visione del tempo non sia connessa alle valenze scoprioniche: un segno particolare, rosso e nero, in cui i poli amore e morte sono percepiti in maniera, diciamo "accesa", e il tempo è visto come "grande sottrattore".

Anche se leggendoti, data la struttura del libro che è anche una riflessione sul tempo, c'è da chiedersi la funzione di Saturno-Cronos nella simbologia personale e astrologica di Fini.
Tutti i segnati da Saturno (quadrato o opposto a punti vitali importanti) hanno una percezione del tempo un po' come l'hai descritta.

Josh ha detto...

p.s. effettivamente coi Santoro, i Travaglio, i Grillo, non ci azzecca proprio niente

Anonimo ha detto...

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