mercoledì 7 settembre 2011

In ricordo di Salvatore Licitra


(Licitra nel celebre Mario Cavaradossi scaligero nel dicembre 2000. Vedi incisione)


All'età di soli 43 anni, il 5 settembre 2011 è morto Salvatore Licitra, tenore di fama internazionale.
Amico mio, e di famiglia, mi piace ricordarlo così.
Erano circa le ore 13,20 di un caldo sabato di fine giugno 1998, ed eravamo in attesa che il telegiornale di Canale5 trasmettesse, come di consueto, il servizio sull'inaugurazione della Stagione Lirica all'Arena di Verona. Trasalii di stupore appena vidi passare la scena finale di Un ballo in maschera. Ad interpretare la parte di Riccardo, il governatore di Boston dell'opera verdiana, c'era il giovane esordiente Salvatore Licitra. Stava morendo, per una pugnalata, e nel canto raccomandava alla moglie di aver cura dei figli. Mentre cantava, Riccardo, alias Licitra, stava agonizzando tra le sue braccia. E' l'aria più difficile dell'opera, e cantare con quella potenza di voce stando sdraiati, perchè morente, non è da tutti. Ma Licitra se l'era cavata più che bene, e la speaker del Tg5 aveva commentato su quel passaggio: "Era molto attesa la prova dell'esordiente Licitra, e lui se l'è cavata così...".
L'avevo conosciuto vent'anni prima, assieme alla sua gioiosa famiglia, quando era ancora bambino, di poco più di dieci anni. Ne aveva fatta di strada nel frattempo. E pensare che solo dieci anni prima sembrava avviato su tutt'altra strada: fare il tipografo. E per me, che all'epoca vendevo carta da stampa, sarebbe diventato un ottimo  cliente: uno stampatore di successo, quel successo che invece poi ha ottenuto col bel canto. E' andata meglio così, che non nell'altro modo, perchè decidendo di fare il tenore, si è comunque ritagliato uno spazio di eternità.
La performance di quel suo '98 era iniziata una domenica di fine febbraio. Quella mattina, dallo Stadio Ferruccio di Seregno erano partiti sei pulmann carichi di suoi concittadini brianzoli. Si erano lì radunati gli Amici della Musica, per andare ad assistere al saggio di chiusura del corso per cantanti lirici al Teatro Regio di Parma, nel quale Licitra avrebbe avuto la parte del trascinatore. Salvatore si sarebbe infatti esibito nella parte principale di "Un ballo in maschera", il conte Riccardo. E fu un successo strepitoso, che gli aprì le porte di tutti i maggiori teatri lirici del mondo. A giugno, infatti, Daniel Oren lo volle all'Arena di Verona, in sostituzione del cantante titolare che aveva dato forfait, proprio per il Riccardo di "Un ballo in maschera". Fu l'inizio della sua vorticosa escaletion.
Lo adocchiò subito Riccardo Muti, che lo volle ad ogni costo alla Scala, per far sì che non emigrasse; e nel marzo 2000 gli fece interpretare La forza del destino, in alternanza con Josè Cura. A dicembre, per la serata cloù di Sant'Ambrogio il grande debutto con Tosca (vedi sopra).


(La forza del destino, in una interpretazione del 2008)

A dicembre 2001 Riccardo Muti lo volle nuovamente alla Scala, sarà Manrico nel Trovatore. E' l'ultima stagione per la vecchia Scala, prima della chusura per restauri. Dal 19 gennaio 2002 gli spettacoli verranno effettuati al Teatro degli Arcimboldi, per poi riprendere nella sede storica il 7 dicembre 2004.





Nell'ascoltare l'esecuzione dell'aria "Di quella pira", si noterà l'assenza del do di petto, che fu oggetto di tante inutili polemiche: la partitura originale di Verdi non lo prevedeva, e Riccardo Muti aveva voluto attenersi all'originale. Licitra dimostrerà in tante occasioni, tra le quali durante un programma televisivo, condotto da Pippo Baudo, quanto fosse in grado e capace di cantarla con il famoso "do di petto"; qui un esempio:



Il 12 giugno 2003 al Colosseo duetta gratuitamente con Marcelo Alvarez (vedi registrazione);

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un esperimento che ripeteranno il 19 luglio al Central Park di New York, per i 150 anni dalla nascita del parco.
L'anno prima, in maggio, aveva sostituito Luciano Pavarotti, all'ultimo momento, al Metropolitan di New Yok, interpretando Mario Cavaradossi in Tosca. Sarà in quella occasione che verrà dichiarato il vero erede di Pavarotti. 
Nel febbraio 2007 sarà al Carlo Felice di Genova, dove, in uno dei rari casi della lirica, interpreterà nella stessa serata Pagliacci) e Cavalleria rusticana).
Nello stesso anno sarà a Firenze, nuovamente nel ruolo di Canio, per la regia di Zeffirelli.
Nel corso della carriera si vedrà spesso in accoppiata col maestro regista, specie quando interpreterà Radames nell' Aida.



Cavalleria Rusticana, per la regia di Mario Martone, verrà interpretata anche nel gennaio di quest'anno (qui la notizia) e trasmessa in diretta Tv su Rai5.
E Il 23 febbraio scorso ho avuto l'ultimo incontro del tutto fortunoso con lui, che mi ha fatto dono della sua interpretazione nel Don Carlos andato in scena alla Los Angeles Opera; di tale incisione ho ricavato il brano che ho inserto nel post dedicato a Sofonisba Anguissola.

Amico caro, pensare a te, alle tue performance, mi è stato di grande aiuto nei momenti bui della vita. Mi mancherai immensamente. 

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13 commenti:

moma ha detto...

Splendida testimonianza...e una grande perdita per la Musica italiana. E un amico per te.

Grazie

Hesperia ha detto...

Ma che bel post commovente, caro Marsh! Ho appreso anch'io la triste notizia, ma averlo conosciuto di persona, è evidente che rappresneta una perdita ancora maggiore.
Ho ascoltato il pezzo dal Trovatore e mi sono accorta anch'io che manca il Do di petto. Muti evidentemente voleva fedeltà allo spartito. Licitra è stato diretto anche da egregi registi come Zeffirelli e Martone. Breve ma intensa parabola artistica, la sua.

Anonimo ha detto...

Ciao Salvatore. La tua perdita mi lascia scossa. Per me è stato un onore esserti cugina, anche se ci siamo frequentati poco, e anche se non te l'ho mai detto.
Di te ho pochi ricordi, data la differenza d'età, ma tutti piacevoli: l'aggettivo che avrei usato per descriverti è SOLARE. Sì, eri sempre allegro, solare, sorridente.
Ti ricordo quando non eri ancora "Il Tenore" ma solo Salvatore, e il ricordo è di un ragazzotto simpatico a pelle.
Il mio ultimo ricordo diretto sono delle mail, in cui ti firmavi Salvo, ed eri semplicemente tu, il cugino, impegnato sì, famoso sì, ma semplicemente tu.
Il destino è stato beffardo con te, ma forse ha ragione papà, hai abbracciato così un pizzico di eternità.
Ti abbraccio forte, cugino.
Francesca

marshall ha detto...

Moma,
grazie per la tua vicinanza.
Licitra ha cantato spesso anche nei teatri romani, oltre che al Colosseo in quel 13 giugno 2003.

marshall ha detto...

Hesperia,
grazie per le belle parole.
Licitra è stato un gran tenore, con grandi potenzialità ancora tutte da esprimere. Lascia un vuoto, del quale gli esperti sentiranno la mancanza, per l'assenza di virtuosi talenti nell'orizzonte italiano.

marshall ha detto...

Francesca,
ciao, e grazie della tua commovente sensibile testimonianza.

Josh ha detto...

che peccato, andarsene così giovane, e nel pieno della propria arte.

Mi dispiace, Marshall, dal momento che lo conoscevi personalmente.
L'aneddoto sulla vostra prima conoscenza è curioso davvero: a volte i casi della vita....

Notevoli tutti i brani postati. Alcune regie di opere, come dice anche Hesperia, erano a dir poco lussureggianti, basti pensare a quelle di Zeffirelli che a teatro tende all'incontenibile della ricostruzione storica, e al sontuoso.

marshall ha detto...

Josh,
sì, lo conoscevo personalmente, tanto che oggi ho presenziato al suo funerale, nell'antica chiesa di Vedano al Lambro, una cerimonia durata 5 ore. La chiesa, bella e molto ben tenuta, è ricca di quadri e affreschi prestigiosi. Avrei voglia di dedicarle un post, per illustrare alcuni suoi interessanti particolari, che mi hanno colpito, e anche stupito.

Licitra ha lavorato spesso con Zeffirelli; un'Aida all'Arena di Verona, sotto la regia di Zeffirelli e Licitra nel consueto ruolo di Radames, è indimenticabile negli annali di quel teatro.

In questo articolo, incluso nel post, Licitra parla in maniera entusiastica del grande regista.

Hesperia ha detto...

Ho letto l'articolo e Licitra dice cose verissime anche sull'allontanamento delle nuove generazioni dalla lirica. In fondo è grazie al melodramma se la bella e gentile lingua italiana vola per il mondo sulle note di una romanza.

Josh ha detto...

Letto l'articolo, Marshall, con l'intervista.
Dice molte cose condivisibili, anche sulla regia di Zeffirelli.
La diagnosi sulla lirica (ma anche su teatri, maestri di canto)è azzeccata.

L'educazione musicale in senso più ampio possibile è in crisi proprio come spiegava Salvatore, sta un po' seguendo la china di altre arti.
Lui invece per esempio era un fuoriclasse in un'epoca "un po' così" come la nostra.
Sono d'accordo anche con la distinzione sulle voci, di cui parla, sul canto che va nutrito adoperando la propria voce vera, e non vezzi e artifizi dei modelli.

Come ti accennavo poco sopra, che peccato...

marshall ha detto...

Hesperia, Josh,
e ieri l'ha dimostrato.
Su Rai5, alle ore 12,30 hanno rimandato in onda Cavalleria Rusticana, per la regia di Mario Martone, registrato dal vivo dal Teatro La Scala nel gennaio scorso, e trasmesso a suo tempo in diretta. Salvatore è apparso in una delle sue migliori interpretazioni, sia dal punto di vista canoro che recitativo. Tra le caratteristiche di questo tenore, caratteristiche riconosciutegli anche da esperti del bel canto, è che aveva anche una dizione perfetta: si comprendeva quel che diceva, anche senza avere il libretto davanti. Caratteristica che ho riscontrato in pochi altri, sia del passato che contemporanei.
Da questo punto di vista, gli appassionati ne sentiranno la mancanza.

marshall ha detto...

Hesperia, Josh,
in questa lunga audiointervista del 27 ottobre 2009, Salvatore si cimenta anche con l'iglese, per la presentazione dell'Ernani al Liric Opera di Chicago.
Non credo parli di giovani (anche perchè non conosco l'inglese), ma del'Italia, di Verdi, e della nostra lingua senzaltro.

marshall ha detto...

Hesperia, Josh,
in questa audiointervista Salvatore Licitra ribadisce i concetti da voi mirabilmente espressi: http://youtu.be/goFp80afY20

Da ascoltare