sabato 9 febbraio 2008

Easy listening (ma non troppo)



Magnificat in re magg. BWV 243 di Johann Sebastian Bach (1° numero) Probabilmente registrato a Vienna nel 2006, in una versione piu' adatta ad una compagine numerosa che ad una filologica. Direttore N. Harnoncourt: uno dei pionieri della auffuerungspraxis, ora dedito ad una direzione a tutto campo.

Perche' la musica barocca e' la "musica classica" che anche i neofiti apprezzano di piu'? Perche' da un'idea di semplicita' alla quale non si e' ormai piu' abituati. Con "semplicita'" s'intende l'illusione di capirne il "discorso", di una logica armonica, ma anche contrappuntistica, ferrea; caratteristiche a cui la produzione musicale posteriore ci ha gradualmente disabituato, complice la descolarizzazione musicale. Questa "semplicita'" trova nella descrizione che J.S. Bach - e la maggior parte dei teorici coevi - dava della musica (dilettevole arte dei suoni), una degna ratifica. Null'altro che questo: un diletto, non il tormento a cui ci ha abituato la cosiddetta "musica colta" oggigiorno. Eppure Bach veniva considerato un compositore particolarmente involuto e fuori moda; famoso solo per la sua prodigiosa conoscenza dell'organo: la macchina in assoluto piu' complessa della sua epoca. Certo non si tratta di una "semplicita'" assoluta - un concerto di A. Vivaldi e' molto piu' semplice da un punto di vista strutturale, e cosi' molta produzione di G. F. Haendel - ma della cifra "barocca" che caratterizza la maturazione della musica polifonica rinascimentale, nella quale la dimensione verticale viene splendidamente bilanciata con quella orizzontale. E a questo proposito, l'opera di Bach e' sicuramente la migliore della sua epoca in quanto a vette e profondita' raggiunte. Questa cifra e' facilmente riconoscibile da tutti senza alcuna necessita' di conoscere la storia della musica. E' quasi un fatto epidermico, perche' la logica che sottende anche alla piu' complessa composizione sta nella natura. La gratificazione che l'orecchio trae dall'ascolto viene da un meccanismo il cui funzionamento tutti possiamo percepire anche senza conoscerne la complessita'. A questo va aggiunto che il mondo dell'epoca, nonostante la rivoluzione copernicana, aveva ancora una percezione unitaria di mondo materiale e mondo spirituale. E questa unitarieta' la si intuisce ancora nell'arte dell'epoca, ma nella musica soprattutto, in quanto la disposizione dell'armonia fisica corrisponde mirabilmente con quella metafisica di boeziana memoria. Ovviamente cio' che univa i due mondi era la Religione, nonostante Riforma e Controriforma (Bach era luterano), il cambiamento, in Europa, iniziasse a manifestarsi pienamente solo dopo la Rivoluzione francese e questo cambiamento veda il suo epilogo proprio ai nostri giorni. Sara' forse per questo che la "semplicita'" percepita somiglia molto ad una "verita'" a lungo rimossa dalle coscienze.


J.S.Bach
Magnificat nella tradizione liturgica cattolica
N. Harnoncourt

46 commenti:

Hesperia ha detto...

Ma che bell'uovo, ha partorito il Drago ovoviviparo! :-)
E un commento davvero chiaro e distinto e assai pertinente. Grazie!

Nessie ha detto...

Volevo aggiungere che mi piace il concetto di "semplicità" e di "verità", uniti insieme. Il Vero e il Bello, un tempo armonicamente congiunti. Se poi andiamo alla radice etimologica della parola "semplice", vediamo che proviene dal latino "sine plegis". Cioè senza pieghe. Proprio quello che manca ai nostri giorni. In particolare, musicalmente.

Drago Draghi ha detto...

Lusingato. Ho resistito alla tentazione di farne un saggio, quindi sono rimasto sul vago, tagliando molto (e si vede dalla disorganicita' dell'esposizione),come al solito. Ho preso lo spunto da qualche discussione precedente sull'Arte. Secondo me questa "semplicita'", ma solo percepita, ha a che vedere con l'armonia intesa a tutto campo. Nella mia opinione l'elaborazione vera e propria della cultura occidentale cessa con l'Ancien Regime, poi viene la reinterpretazione, mascherata da "evoluzione". Gia' il termine prelude al cambiamento, ma nasconde lo sradicamento (degenerazione). Da un punto di vista strettamente musicale questo cambiamento ha prodotto grandi capolavori, ma ha progressivamente attutita la sensazione di serenita' che quest'arte procurava nel passato, fino a giungere al vero e proprio tormento attuale. Quando una gioia si trasformasse obbligatoriamente in dolore sarebbe quantomeno lecito indagare il perche' senza nascondersi dietro al dogma della "inevitabilita'". Niente e' inevitabile e la Storia non si fa da se': ogni strada percorsa fin qui e' stata scelta, tutto sta a capire chi ha operata questa scelta. Non direi che cambiamenti del genere avvengano attraverso canoni "democratici", anzi, il Potere funziona indipendentemente da questi orpelli ideologici. Va notato che la societa' che sapeva produrre opere simili era dichiaratamente totalitaria, mentre quella che non sa piu' produrre nulla pretenderebbe di essere migliore e piu' la si osserva da vicino, piu' ci si rende conto che e' totalitaria anch'essa, ma in modo subdolo. Forse che sara' la solita storiella di verita' e menzogna?

Erda ha detto...

Voi qui parlate di musica barocca, musica classica, musica da diletto, che darebbe un’idea di bellezza e di semplicità in chi l’ascolta; ma qui, nella Terra in cui regno, pervengono strani suoni di musiche selvagge, musiche impazzite, musiche strane che turbano e disturbano il mio sonno. Dite: ove s’ode la bella musica di cui parlate?

Drago, non comprendo l’insieme del tuo commento, che contrasta con la musica che procura diletto . Parli di semplicità, armonia, evoluzione, degenerazione, serenità, gioia, dolore, tormento, e tant’altro ancora. Di quale altra musica parli? Per mia fortuna, ove io regno, non esistono tante complicazioni. Poveri abitanti della Terra. Poca buona musica e tanti affanni.

Aretusa ha detto...

Una magnifica sorpresa, qesto Magnificat di Bach...ascoltarlo regala emozioni intense anche agli "incompetenti" come me.
Grazie Drago e grazie anche per il commento che mi introduce nel mondo complesso, ma affascinante della musica classica, che per me é la musica con la emme maiuscola.
L'ho letto veramente con piacere e interesse.
ciao Are

Josh ha detto...

Ottimo post e riflessioni, come al solito, Drago. Nel mio caso, apprezzo molto Bach e questa fase di musica sacra, al di là che ne veda la costruzione, per l’effetto che ha su di me la teoria degli affetti: ha saputo rappresentare questo Assoluto/Dio che si inclina e si incarna, anche con passaggi ‘sentimentali’: mi pare sia resa al massimo l’Incarnazione, il Dio che si dona all’uomo, che si comunica, la Verità portata ai cuori.

Hesperia ha detto...

Erda ha ragione quando parla di rumori selvaggi odierni. Infatti il suono oggi è stato sostituito dal rumore e dal fracasso più tribale a tutto decibel. Viviamo nel permanente inquinamento acustico e quel che è peggio, è che ci abbiamo pure fatto l'abitudine.
Josh, "il Dio che si dona all'uomo che comunica e la verità portata ai cuori", è espressione di grande fede.

Euterpe ha detto...

Io, "colei che rallegra", ho inventato la Musica, per deliziare ed elevare alle altezze divine, l’Umanità.
J.S. Bach è stato uno dei miei tanti protetti compositori, sul quale ho rivolto protezioni particolari, per omaggiarlo delle sue doti naturali. La sua Musica è eterna come me.
Mi congratulo, con i signori qui presenti, per le lodi alla Musica del grande compositore, che considero rivolte anche a me.
Continuate il percorso intrapreso, che molti altri compositori conoscerete.
Buona Musica eccellente per tutti.
“Colei che rallegra”, tornerà tra voi.

Egle ha detto...

L'ho ascolta e riascoltato questo "magnifico" pezzo di Bach.
E sono anche riuscita a seguire il discorso del Drago sulla semplicità. Ogni cosa bella é semplice e pura, come i versi di Leopardi. Di immediata comprensione e...compenetrazione.
Come la buona cucina che non ha niente a che vedere con l'ammasso di salse coprenti il gusto originale o i ghirigori di presentazione della ex-nouvelle cuisine.
Hai detto cose sante e sacre caro Drago sbuffante, vogliamo il bis!

Drago Draghi ha detto...

X Erda

Ammetto che sono rimasto un po' indietro. Pensa che tempo fa ho scoperto che un amico, buon pianista con un'ottima lettura a prima vista, aveva abbandonato il pianoforte per darsi al... bongo. Giuro che e' cosi'. Un segno dei tempi? Non ci si deve rassegnare a "cambiamenti" di questo Tipo.

Drago Draghi ha detto...

X Aretusa

Felice che ti sia piaciuto il confettino di musica classica. Piu' che di un'illustrazione si tratta di uno spot. :-)

Drago Draghi ha detto...

X Josh

Naturalmente la Teoria degli Affetti e' centrale nella musica barocca, almeno dall'esperienza della Camerata, ma sarebbe stato un po' difficile trattarne in poche righe. Sul valore etico della musica e' stato scritto tutto dall'antica Grecia degli "echoi" a S. Agostino, fino a Leo Hanslick, Adorno e piu' oltre, senza dimenticare Claudio Monteverdi. Sicuramente anche la musica odierna ha un valore educativo... e credo che sia questo il problema. Non ci troviamo di fronte a derive culturali casuali.

Drago Draghi ha detto...

X Hesperia

Come ho scritto a Josh, non credo che il "gusto" degli ultimi 60 anni sia stato determinato dal "mercato". Chi gestisce il potere conosce molto bene il valore educativo della cultura.

Drago Draghi ha detto...

X Euterpe

Benvenuta o musa eliconia :-)

Drago Draghi ha detto...

X Egle

Grazie. Poi preparero' un'altra pillolina omeopatica :-)

Hesperia ha detto...

Euterpe (musa della Musica) Tersicore (della danza), Clio, Calliope ecc... Un tempo conoscevo a memoria il nome delle 9 Muse. :-) Ma quante muse ispiratrici qui in questo giardino!
Mancano gli Apolli con la lira in mano. A parte il Drago,naturalmente. E anche Josh. Bisognerà rinfoltire le schiere.

Hermes ha detto...

In questo delizioso Giardino Musicale, avrei anch’io qualcosa da dire.
Non se ne abbia la deliziosa e dolce Musa Euterpe: sono stato io l’inventore del primo strumento musicale: la cetra. Con la mia musica, incantai l’irretito dio Apollo, che, affascinato dal suono della mia cetra, gli svanì l’ira contro un mio misfatto, divenendo addirittura mio grande amico.
Magia antica della Musica.

Lo PseudoSauro ha detto...

Olimpo, Parnaso ed Elicona si sono tutti dati convegno qui?

Anonimo ha detto...

A quanto pare si...
Personalmente preferisco ascoltare le fughe di Bach suonate da Glenn Gould. Mi sembrano musicalmente attuali ed anche l'esecutore moderno è un raro esempio di genio e sregolatezza. Insomma un mito per chi come me ha solo la sregolatezza.
:-)

Aconzio

p.s. Hesperia ho rinunciato al nick Zefiro per abbracciarne uno che mi sento più consono.

Hesperia ha detto...

Zag-Aconzio, io avrei preferito il nick di Zefiro, un venticello primaverile. Ma dopo aver letto il mito di Aconzio, direi che puoi passare :-)
Di Bach conoscevo anche l'arrangiamento jazzistico dei Swingle Singers.
Drago, suppongo che ci siano organi più adatti di altri per le interpretazioni di Bach, relativi alle fughe.

Drago Draghi ha detto...

X Aconzio - Zag (la Z sta per Zorro?)

Complimenti per la scelta. Gould era un geniaccio. Magari ti puoi ascoltare anche la sua versione delle Goldberg Variationen di J.S. Bach. Pero' se vuoi avere un'idea piu' precisa della prassi barocca devi scegliere esecutori meno estrosi di Gould; e magari che suonino sugli strumenti per cui le composizioni sono state concepite. Das Wohltemperierte Klavier puo' essere suonato su qualunque tastiera (anche sull'organo), come tutte le opere didattiche di Bach, pero' sugli strumenti dell'epoca la polifonia risalta meglio. E' tutta un'altra cosa. :-)

Drago Draghi ha detto...

X Hesperia

Diciamo che la musica di B e' tanto bella che regge qualunque violenza, ma ormai la filologia musicale ha prodotto ottime interpretazioni su strumenti originali (o riprodotti), che costringono a suonare diversamente da come si farebbe su strumenti moderni. Per quanto riguarda l'organo, gli interpreti piu' attenti usano il Silbermann, ma molto dipende dall'opera e dal periodo in cui e' stata prodotta. A Muehlhausen, Koethen, Leipzig c'erano strumenti molto diversi tra loro, anche se B stesso progetto' gli strumenti su cui suonare. Il Silbermann, comunque, rimane una buona scelta per tutta la sua produzione.

Anonimo ha detto...

Goldberg Variationen di J.S. Bach.

l'ascolto quando posso perchè è lunga...le fughe sono short, meno impegnative...:-)..

Aconzio

Anonimo ha detto...

Bel blog complimenti. A me hanno insegnato che Bach era uno anche scienziato. Ciao Ernesto

Drago Draghi ha detto...

X Aconzio

Ma no, guarda che anche le variazioni le puoi ascoltare una alla volta come i preludi e fughe del WK. Anzi, sarebbe meglio fare altrettanto anche per i due libri del suddetto; se no c'e' da spararsi. Gould riesce a suonare sul pianoforte alcune variazioni composte per due tastiere in modo misterioso. Comunque prova a sentire le stesse opere suonate su di uno strumento d'epoca e poi mi saprai dire. Magari ti mando qualcosa se proprio t'interessa.

Drago Draghi ha detto...

X Ernesto

Credo che le Esperidi saranno liete per il tuo apprezzamento. Io sono solo il guardiano dei pomodori che esce di rado a prendere una boccata d'aria. :-)

Siccome mi hai provocato, povero te.

E' giusto, ma la cosa e' un po' complicata. Nell'Illuminismo dell'epoca convivevano approcci diversi che dopo le successive rivoluzioni finirono per diventare antitetici, anche se non in tempi cosi' rapidi. A tutti gli effetti ci troviamo ancora ad un crocevia culturale nel quale convivono la tradizione antica (religiosa) e la nuova idea di "scienza". In realta' il musicista colto (musicus) e' sempre stato anche matematico perche' lo studio non era frammentato come oggi, anche se in precedenza tra compositore ed esecutore non c'era equivalenza di rango. Ancora nel '700 l'impostazione educativa della Scholastica era prevalente, quindi chi accedeva a cio' che era l'evoluzione di Trivium, e all'eccellenza del Quadrivium, aveva una formazione culturale completa ed enciclopedica. Bach non completo' gli studii universitari e questo gli peso' tanto che in tarda eta' cerco' di acquisire uno status di scienziato partecipando ad una societa' scientifica segreta promossa dall'allievo Mizler (famoso e' il ritratto nel quale esibisce un canone a 6 voci composto espressamente per la sua ammissione a tale societa'). Comunque Bach nasce come virtuso dell'organo (uno dei migliori d'Europa, quindi del mondo), poi come esperto dello strumento, infine come compositore nell'ormai tramontante stile contrappuntistico; tanto che Federico II stesso (presso cui lavorava uno dei suoi figli) invito' l'ormai vecchio Bach, a corte per rendersi conto di persona della sua fama di compositore-improvvisatore; su di un tema regio nasce infatti Das Musikalisches Opfer. Opera speculativa al pari di Die Kunst der Fuege e delle variazioni sul corale Von Himmel Hoch. Ma prima di questo c'e' tutta una vita di lavoro quotidiano. Tutto questo approccio "scientifico" non e' mai disgiunto dalle nozioni di "gusto" e "espressione" che equivalgono a nostri "stile" e "passione" e si riferiscono agli stilemi delle scuole nazionali, ad una sensibilita' che sfocera' nell'empfindsamkeit dello Stile Galante - promosso da due suoi figli, che confluira' a sua volta nel piu' tardo Sturm und Drang - ed alla piu' antica Teoria degli Affectus. Insomma, anche la composizione piu' "scientifica" aveva per obiettivo la commozione oltre che la "maraviglia" barocca. Ma, per quanto valga la grande maestria di compositore e interprete, chi ha studiato la composizione musicale sa bene che la musica da spesso l'impressione di "farsi" da sola. Pertanto, non credo sia azzardato il definire maestri come Bach, degli autentici "medium", come ho accennato nel post. Spero di non essere stato troppo prolisso. :-)

Josh ha detto...

Mi è piaciuto quanto hai scritto, vero come sempre detto con sensibilità.
Del resto..."E' del poeta il fin la maraviglia:/ Chi non sa far stupir vada alla striglia" :))

Drago Draghi ha detto...

Grazie Josh. La frase del Marini e' un'altra delle cifre barocche. Ce ne sono davvero tante. Ho evitato di parlare della religiosita' per non farla troppo lunga, ma e' ovvio che ad un Kantor non si addiceva la produzione di musica particolarmente profana (Bach non compose nemmeno un'opera teatrale). Pero' sui manoscritti della gran parte dei compositori e per almeno 3-4 secoli comparivano sigle come DJ o SDG. Rispettivamente: Deo Juva e Soli Deo Gloria. A mio parere il considerare solo convenzionale questa prassi, vale esattamente come l'opzione opposta. Ovviamente oggi la curiosita' va nei confronti della "scientificita'"... altro segno dei tempi.

E temo che cosi' ci siamo persi l'Ernesto. :-)

Lo PseudoSauro ha detto...

Il drago si e' mangiato una M. Si scrive "Vom Himmel Hoch". Cosi' impara a farmi la concorrenza. :-D

erda ha detto...

Drago,
complimenti per i tuoi commenti. Anche a Josh è piaciuto quanto hai scritto.
Tu qui ci diletti con le tue immense conoscenze. Più che a guardia dei pomi d’oro, dovrebbero metterti su un Trono. Il tuo Sapere è un raggio di sole che illumina il buio. Ascoltarti è come aprire un delizioso scrigno, zeppo di perle e pietre preziose. Se fossi un’autorevole divinità, ti trasformerei in un dio del Sapere. In mancanza, non posso far altro che ascoltare te e tutti gli altri ospiti.

Hesperia ha detto...

Erda, al Drago piace fare il modesto e tenere un low profile, tirandosela da umile "guardiano di pomodori", tanto per passare inosservato. In realtà sa socraticamente di sapere. Certo poi come tutti i veri sapienti (e Socrate era tra questi) sa anche di non sapere abbastanza (metodo maieutico). Ma questa è un'altra storia...
Comunque un serto di lauro per l'Apollo Musagete si trova anche nel Giardino.Glielo conferiremo.
Drago, visto che hai accennato qua e là a questa Teoria degli affetti (affektenlehre) ci puoi dire in parole adatte ai profani, e limitando la lunghezza dei lenzuoloni, in cosa consista esattamente?

Drago Draghi ha detto...

Ma no che la bestia e' proprio sonnolenta e svogliata. :-) Tutto quello che sapevo l'ho messo qui, il resto lo devo ancora imparare, quindi ci vorranno due o tre lustri; il che, confronto ai tempi di "quell'altro", sono comunque noccioline. E poi non e' piu' tempo di musica adesso. C'e' ben altro da fare.

Grazie per l'apprezzamento di cotanta compagnia. :-)

Hesperia ha detto...

Sai perché te l'ho chiesto? perché ho appena finito di leggere al riguardo una pappardellona lunga del Fubini dove non ci ho capito granchè.

Drago Draghi ha detto...

Provero' ad essere molto sintetico.
La teoria degli Affectus nasce con le Sacre Rappresentazioni e matura nello stile Rappresentativo della Camerata Fiorentina (verso la fine del '500), per poi raggiungere il suo culmine con Claudio Monteverdi. Si tratta anche della base della successiva musica descrittiva. A dispetto della sua denominazione ha anche a che vedere con la scienza (per via delle antiche teorie sugli umori). Il "muovere affetto" era sia terminologia usata in medicina che in letteratura, a riprova dell'organicita' del sapere antico. Gli stilemi usati sono diversi da scuola a scuola, ma si rifanno seppure vagamente alla teoria degli echoi dell'antica Grecia, e questo anche a causa degli influssi classici sulla cultura del tempo che, per altro, non sono mai cessati nemmeno durante il Medio Evo. Esempi elementari sono l'uso di un tono minore, equivalente alla tristezza, ed uno maggiore equivalente alla gioia. E' una semplificazione dei modi greci che erano molto piu' ricchi di sfumature perche' gli antichi non si ponevano il problema di sistematizzare rigidamente il rapporto dei suoni all'interno dell'ottava. Insomma, non avevano i toni e semitoni aggiustati come li conosciamo noi ora dopo il Werckmeister e il temperamneto equabile. Non e' roba semplice, purtroppo... Poi ci sono i tempi: binari, ternari e misti che hanno una loro ulteriore valenza, poi c'e' la strumentazione, i passaggi cromatici... tutto l'armamentario veniva messo al servizio dell'espressivita' ed ogni nuova scoperta tecnica l'arricchiva e al tempo stesso la cambiava. Quello che ho scritto non e' esattamente cio' che si trova nelle definizioni ufficiali, che partono spesso da un periodo storico successivo, ma serve a vedere l'evoluzione della teoria che risente anche dello sviluppo dei mezzi per rappresentarla.

Drago Draghi ha detto...

Se vai a leggerti i trattati di estetica, ti vuoi male. :-) Ti raccomando "Il bello musicale" di Leo Hanslick... Adorno, forse non e' il caso. :-P

Drago Draghi ha detto...

Ora vedo che manca qualcosa.

Non si puo' considerare la musica come un'arte a se' stante. In passato dipendeva sempre dalla parola, tanto che i primi trattati, come il De Musica di S. Agostino erano in realta' trattati di metrica. Pertanto si tratta della ricerca della massima interazione tra parola e musica che poi si sublimera' nella musica strumentale che ereditera' tutto il patrimonio precedente.

Hesperia ha detto...

Direi che così è molto più chiaro. Quel che non insegnano quando ti spaccano le palle col solfeggio, è proprio questo: che anche la musica deve avere un colore e degli umori. Grazie o doktor Drakenstein :-)

Anonimo ha detto...

che origine ha il nome erda?

Aconzio

Egle ha detto...

Il Drago sta superbamente allevando i pomidoro delle Esperidi che stanno sdraiate a oziare e ad ascoltare la musica e le teorie del Drago...

Ma Egle diffida di Aconzio che é furbetto...e utilizza le mele per i suoi scopi...:-D...

P.S. Meno male che si conosce il folle Gould almeno in Italia! In Canada se chiedi in giro ti chiedono se é una mela! ( ancora!)

Drago Draghi ha detto...

X Aconzio

Per quello che ne so Erde in tedesco significa Terra (in senso fisico). Mi pare che nella mitologia nordica sia una veggente.

X Egle

forse e' meglio che torni ad occuparmi dei pomodori :-)

Anonimo ha detto...

x Egle
http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=25788

x Drago
Ti riferisi a Erda la madre terra invocata nel "Siegfried" di Wagner?

Aconzio

Erda ha detto...

x Aconzio
come ti ha ben spiegato l'anonimo, il mio nome Erda è riferito a la madre terra invocata dal Viandante nel "Siegfried" di Wagner, “Vien Erda, vien su!”
Nel sorgere dal sonno, sono venuta a visitare questo Giardino incantato, la cui bellezza molto mi attrae.

Anonimo ha detto...

che poi l'anonimo sono io
:-)

Aconzio

erda ha detto...

Scusa Hesperia,
che pasticcio! Che confusione che ho fatto! Credo comunque che il Sapiente Drago abbia capito ugualmente. O sbaglio pure ora?
Chiedo scusa ad anonimo Aconzio.

p.s. Aconzio, perchè passi per "anonimo"?

Anonimo ha detto...

..perchè non sono registrato...io non mi registro mai nè m'iscrivo.
:-)

Aconzio

Minna ha detto...

Great work.