giovedì 19 marzo 2009

Emile Bernard e la scuola di Pont-Aven

C'è un momento suggestivo della storia dell'arte, inestricabilmente legato alla magia di un luogo, per cui è d'obbligo la visita a questo breve sito per farsi un'idea almeno della splendida regione francese della Bretagna. In questa terra, sospinta dal fascino originario locale, ebbe origine una rivoluzione pittorica, il Sintetismo (o Cloisonnisme) della Scuola di Pont-Aven: ci si distacca dall'Impressionismo e da una forma più antiquata di Naturalismo, accentuando l'astrazione della forma pittorica, rinunciando alla rappresentazione prospettica (aboliti la piramide rovesciata, il senso di profondità, gli effetti ombreggiati) per forme piatte, realizzate con colore puro e non mescolato; si accentua la rappresentazione non del reale, ma dell'eco interiore del dato osservato, compaiono elementi culturali non solo contemporanei ma arcaici e originari, quando non tratti primitivi. Il Sintetismo costituirà così uno dei rivoli del Simbolismo, che si rivela non solo decadenza, non solo consunzione lussureggiante e spirali di eros-lusso-morte. Emile Bernard (1868-1941) è la figura di svolta, l'inventore della nuova concezione delle forme appena ventenne, nel 1888, anche se la comunità di pittori si andava formando in paese fin dagli anni '60.Nel 1888 i maestri dell'arte moderna sono all'opera, ma non da loro stanno arrivando le ultime novità: Paul Cezanne (1839-1906) e' nel sud della Francia, Vincent Van Gogh (1853-1890) è ad Arles dove lo raggiungera' Paul Gauguin (1848-1903), proveniente da Pont-Aven. Nel villaggio di pescatori c'è il giovane Emile Bernard che mostra a Gauguin l'opera rivoluzionaria.

Bernard aveva dipinto "Donne bretoni su prato verde"(1888) (olio su tela, Germain-en-Laye, coll.privata), con parziale assenza di prospettiva, tinte essenziali e contorno nero marcato intorno alle figure: modelli ideali le vetrate delle chiese, le xilografie popolari, gli smalti (il cloisonné). Era la svolta che Gauguin cercava, una modalità astratta per allontanarsi dal Naturalismo e dall'Impressionismo. Gauguin adotta il nuovo stile mostrato dal giovane Bernard, addentrandosi in seguito nel primitivismo magico che lo rendera' famoso, soprattutto per le visioni tahitiane. Il ventenne Bernard reclamerà inutilmente il merito della scoperta, mentre, secondo Pissarro, Gauguin "ha rubacchiato tutto ai giapponesi". Saranno comunque sia Paul Gauguin sia Emile Bernard a mettere a punto il nuovo stile, e da Gauguin ne verranno gli sviluppi maggiori. Frequentano il gruppo anche Paul Serusier, futuro capostipite dei Nabis, ma anche Emile Schuffenecker, Jacob Meyer De Haan, Charles Laval, ne subiscono influenza anche le trasfigurazioni mistiche e misteriosofiche successive del poetico Maurice Denis.

Il termine 'Sintetismo' è impiegato per la prima volta nel 1889, in occasione della mostra organizzata al Café Volpini di Parigi dagli artisti raccolti attorno a Gauguin e Bernard. Il termine 'sintetismo' pensato da Bernard vuole indicare la semplificazione del disegno, la riduzione della complessità cromatica del reale a pochi colori-base, il ritorno alla plasticità, e l'idea di figurazione di sintesi.

"La visione dopo il Sermone", 1888 (olio su tela, Edimburgo, National Gallery of Scotland)è il primo dipinto sintetista di Gauguin, che riprende le cuffie delle donne bretoni di Bernard del dipinto precedente. Le donne, il mondo reale a sinistra vengono separate dall'albero trasversale; nella metà a destra vediamo raffigurata la Lotta di Giacobbe con l'Angelo (appunto, il soggetto della predica, cfr. Genesi 32:22-32): reale e immaginario si confondono nel quadro...in perfetto stile sintetista. Il Sintetismo di Gauguin condensa in un'unica immagine dati reali e elementi visionari, con forti valenze simboliche. C'è anche un dipinto di Van Gogh della stessa epoca che rientra in questo 'ciclo bretone': "donne bretoni", 1888 (tempera e acquerello su carta, Milano Civica galleria d'Arte Moderna), è una copia del dipinto di Bernard che Van Gogh eseguì per intendere al meglio la nuova pittura (Van Gogh e Bernard erano in rapporto epistolare).

I quadri sintetisti, pur risentendo chiaramente di un paesaggio, sono realizzati in studio in base all'immagine impressa nell'interiorità, e non dal vero. Tra i contorni fortemente marcati delle figure, la scomparsa di microdettagli, la pittura sintetista dà il primato a una visione interiorizzata del mondo, con la ricorrenza di alcuni simboli. Tra le influenze vanno citate le stampe giapponesi e il loro metodo di uso del colore, spunti primitivisti (in seguito si possono rinvenire nei Nabis, o nella carriera successiva di Gauguin, per es. nel "Cristo verde"), un impiego di tecniche di raffigurazioni mutuate dalle vetrate delle cattedrali medioevali.

L'elemento ricorrente del paesaggio bretone è inteso come oasi di autenticità, con le affascinanti figure di donne in costume tradizionale bianco e nero, dalle caratteristiche cuffie: il costume tipico richiama a un'ideale arcaico in cui la Tradizione si mescola ad un Cristianesimo incontaminato delle origini, in una terra spettacolare densa di arte e storia, ma anche di vita semplice contrapposta alla sofisticazione della vita cittadina e delle malattie fin de siècle.La vicenda di questo momento dell'arte ci dice di più: già allora i costumi culturali e tipici erano conservati in un piccolo incantato paese, che, come fuori del tempo, manteneva intatte tracce ancestrali e lontanissime di storia e stili di vita. In seguito, la scomparsa dell'originario e delle antiche identità è stata velocizzata non tanto dal 'progresso' ma dalla Rivoluzione Industriale, con le sue peculiari mire, e dalle Rivoluzioni Tecnologica e Informatica. La scomparsa dei costumi popolari tipici, depositari di una parte emotiva della memoria, (come la scomparsa di lingue minoritarie, dialetti, prodotti artigianali) e la scomparsa forzata oggi del 'tipico, del 'locale', sono un passo ulteriore verso il suicidio culturale dell'Europa.




In alto a sinistra: "La moisson" di Emile Bernard, '1888

La visione del sermone di Emile Bernard (terza a sinistra)

Donne bretoni di Van Gogh (quarta a sinistra)

"Donne bretoni su prato verde"(1888) di Emile Bernard (quinta a destra)
"Bretone sul campo di grano verde" di Paul Serusier

Autore: Josh

20 commenti:

Hesperia ha detto...

Sì credo che il suicidio dell'Europa inizi proprio dalla scomparsi di antichi riti, costumi, dialetti e quindi l'arte che avremo sarà necessariamente povera e depauperata. Scuola pittorica interessantissima Josh.

Marsh ha detto...

Josh,
ho visitato il "breve sito", di appena 4 pagine, condensate ma molto esplicative, sulla regione Bretagna. Per me, che avevo una conoscenza approssimativa della regione, quasi solo come di un angolo remoto della cartina d'Europa (St.Michel, a parte), è stata una scoperta affascinante.

E, mi si consenta una divagazione pettegola. Ora capisco perchè Bertinotti, nel 2007, quand'era presidente della Camera, commise "quell'irriguardevole infrazione", utilizzando l'aereo di Stato per andare, lui e la sua consorte, in vacanza a Quiberon.
E chi non ci andrebbe, se "a ufo"? Basta guardare il sito!

Marsh ha detto...

Errata-corrige

Il viaggio di Bertinotti in Bretagna, a spese della collettività, è avvenuto nel 2006 e non nel 2007, come erroneamente scritto.

Leggere http://www.bastia.it/news/news_item.asp?NewsID=5808

Josh ha detto...

Lo penso anche io, Hesperia, che man mano che scompaiono riti, costumi, dialetti, e ogni contenuto legato al locale e alle radici non potremo che averne grandi perdite.
In effetti un po' in tutti i campi abbiamo già da tempo un'arte-non arte specialmente per questo motivo, o arte astratta nel senso proprio anche di 'abstracta'. Alla lunga 'abstracta' letteralmente anche dal senso e da ogni motivazione, abstracta anche da se stessi.
E mi sembrano anzi osteggiate o trattate con indifferenza tutte quelle arti che mantengono un contatto con qualche radice originaria. "Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare", si potrebbe dire: la grande eresia della s-cultura contemporanea è proprio mantenere un contatto con le radici e il locale per sostituirlo con l'intercambiabile e l'impersonale.

Josh ha detto...

Marshall, non ti preoccupare, tanto anche se la data è un po' differente, non cambia il succo delle attività collaterali a nostre spese dei nostri ineffabili governanti, specialmente quelli che rimpinzati come i peggiori capitalisti (ma stavolta dai beni dello Stato) fanno poi le parti di rivoluzionari companeros arruffoni del popolino.

Marsh ha detto...

Josh,
parto ancora con una richiesta di chiarimento, visto che della materia pittorica t'intendi parecchio, avendomelo fatto intendere con quella chiara spiegazione sul concetto della Fratellanza Preraffaellita.
Scrivi, all'inizio: il Sintetismo...rinuncia alla rappresentazione prospettica (abolita la piramide rovesciata,...).
Considerami un allievo desideroso d'imparare dall'esperienza altrui, più che dai libri: cosa si intende con quel concetto che ha a che fare con la piramide rovesciata?

Aretusa ha detto...

Josh, sapevo che la Bretagna era una regione molto bella, e il tuo sito ha confermato le mie notizie di "seconda mano", ho degli amici, infatti che se ne sono innamorati e si recano spesso in Bretagna, anche perchè l'hanno trovata conveniente.
Molto interessante anche la parte artistica. Certo che tu te ne intendi veramente molto di pittura.
Infine condivido interamente la tua amara conclusione, la scomparsa di stili di vita, costumi,dialetti, prodotti artigianali non potrà che accellerare il suicidio culturale dell'Europa, Appiattendo tutto al "blob" informe e "melassoso" del politicamente corretto e del multiculturalismo, le culture più forti e identitarie prenderanno il sopravvento (ogni riferimento all'islam non é puramente casuale).
Ciao Are

Aretusa ha detto...

Marsh ricordo perfettamente la vacanza in aereo blu, del partigiano in cachemire con la 'Sora' Lella, all'anagrafe Fausto Bertinotti.
A quei tempi, aveva eccome di che essere fausto:-)un po' meno lo eravamo noi italiani.
Ci scrissi anch'io un post su Orpheus....
Ciao Are
Ah, dimenticavo ho lasciato un commento anche al tuo post sui canti popolari sacri.

Marsh ha detto...

Are,
ricordo che si "scatenarono" parecchi bloggisti, o bloggers, che dir si voglia, a scrivere su quella vicenda; anche il mio omologo Marshall e un pò tutti quelli del blog aggregante "Il Castello", che a quei tempi andava molto forte. Ricordo che c'era una squisita scrittrice di blog, Zanzara, i cui post, vere composizioni artistico letterarie, erano spumeggianti frecciate satirico-umoristiche contro i baldanzosi governanti di allora. Non ricordo se scrisse anche dell'episodio testè citato, ma, se dovesse averlo fatto, inviterei senzaltro chiunque alla lettura, per un sano ed allegro divertimento.

Andrò a ricercare su Orpheus, cosa ne scrisse allora e, conoscendone già lo stile baldanzoso, sarà sicuramente una preziosità.

(Detto internobis, riusciremo ad emulare codesto Josh?)
Ciao.

Hesperia ha detto...

Josh, sono in giro con un barracco lentissimo a chiavetta, ma ho corretto il refuso del titolo. Volevo aggiungere che questi soggetti ritratti mi ricordano un po' il film Witness di Peter Weier, quel film sugi Amish. Ciao a presto.

Aretusa ha detto...

Marsh ricordo Zanzara, purtroppo ci ha lasciato.
Era bravissima e simpaticissima, la sua "Odissea nello strazio" (sul governo Prodi), mi faceva morire dal ridere.
Non l'ho mai dimenticata...

Quanto ad emulare Josh, per me é un po' arduo, non ho la sua cultura in campo artistico...
Ciao Are

Aretusa ha detto...

Bel film lo ricordo anch'io...con Harrison Ford, che se l'è cavata niente male.
Brava anche l'attrice, di cui non ricordo il nome, ma che era stata la protagnista di Top Gun con Tom Cruise.
Poi é sparita...
Hesp sei dalle parti dei nostri "bei lidi"?
Ciao Are

Hesperia ha detto...

Sì Are, c'è il sole ma fa un freddo cane, per via della tramontana.
L'attrice di Witness a cui fai riferimento è Kelly Mc Gillis, tipica donna del Nord. Questo post è stato scelto dalla redazione di TCQV e mi fa piacere che si accorga di noi. Ciao a tutti e a presto.

Josh ha detto...

Marsh, la piramide rovesciata, o meglio avrei potuto dire il tronco di piramide rovesciata è la classica rappresentazione prospettica in pittura, la prospettiva rinascimentale dell'Alberti, con i punti di fuga, o come puoi vedere nelle declinazioni successive anche nelle 'quinte' architettoniche e teatrali dei dipinti del manierismo, del barocco, o del 1700-1800.
Sarà Cézanne nella 2nda metà 1800 il primo rivoluzionario a rifiutare il sistema di rappresentazione con la prospettiva classica, appunto senza 'il tronco di piramide rovesciata'. Cézanne utilizza un sistema calibrato su uno sferoide prospettico: gli elementi portanti dello sferoide immaginario sono curvilinei...quindi sostituiscono il tronco di piramide rovesciata dell'Alberti.

Per intendere le 2 tipologie prospettiche (che non sono 2, questi citati sono i punti di svolta: Alberti il cui modello domina per 4-5 scoli, e poi Cèzanne per l'arte moderna, e da lì in poi)
_Immagina un foglio, una tela, un riquadro, appeso: immagina di 'sfondarlo' per ritrovare nella volumetria appunto quella figura geometrica tridimensionale di tronco di piramide rivesciata: quella era la modalità di pittura dal 1400 al tardo 1800, modello Alberti e succ.
_immagina la stessa situazione, e nello sfondamento prospettico, pensa a uno sferoide nel caso di Cézanne, o a una moltitudine di punti focali di profondità per parte della pittura successiva....

Josh ha detto...

Ciao Aretusa e bentrovata. Troppo buona. Di pittura sono appassionato, quanto di letteratura e di musica...
la pittura è anche un mio hobby fin dall'infanzia, ma la storia dell'arte è materia di lavoro...e così un po' per passione e un po' per dovere e per scelta ecco i post:)

Josh ha detto...

in effetti Hesperia quesi dipinti ricordano proprio gli amish, gli anabattisti fermi a qualche secolo fa, almeno nel dècor quotidiano:)

Kelly McGillis era niente male in quel film:)

Marsh ha detto...

Josh,
spiegazione semplice e perfetta. Ci studierò sopra due o tre volte, e poi, entrambi i concetti mi saranno del tutto chiari.

Sono rimasto affascinato dai vostri articoli sul Belgio (tuo e di Hesperia), tanto che ieri, quando in "Alle falde del Kilimangiaro" hanno trasmesso di quel viaggio dal Belgio, a Gand e a "Mettelinch" (so che è scritto da "cane", ma non ho fatto in tempo a prendere nota del nome esatto, e non l'ho nemmeno trovato su Google maps; e neppure un nome che gli s'accosti: ha 70 mila abitanti, ci sono anche lì i canali e una torre campanaria del 13° secolo (o giù di lì) con carillon da 49 campane(?), come quello che c'è a Bruges (?) (vedere post su "Bruges la morta", nel quale l'autore descrive la sua città "come avvolta nel loro continuo scampanio"(?).
La località m'è piaciuta molto, e tutto ciò che ora parla di Belgio m'attira come una calamita.

Han parlato e fatto vedere di sfuggita alcuni particolari del polittico di Gand sull' "Agnello Mistico", dei fratelli Van Eyck.
Dal poco che ho visto, m'è sembrato uno di quei capolavori dei quali si parla poco, o niente (m'immagino il tempo che può aver richiesto per essere eseguito).

Concludendo, se lo conosci, e se ti và, perchè non dedichi un post all'argomento?

Josh ha detto...

Marsh, sai che quella 'Mettelinch' lì non la trovo nemmeno io? Domani do un'occhiata a un Atlante cartaceo più dettagliato.

"L'Agnello Mistico" dei Van Eyck sarebbe interessante come post, ma tieni presente che il polittico ha tante chiavi di lettura, diventerebbe un post più lungo di questi; prima o poi torneremo a parlare anche di cose italiane, e i prossimi 2 miei post saranno 1 su una mostra in corso solo di italiani e 1 su un passaggio letterario (italiano). Si vedrà.

Sui 2 sistemi prospettici suddetti nella storia dell'arte:
per intendere la prospettiva classica a piramide tronca rovesciata cfr. per esempio questo quadro, una classica veduta di Canaletto:
http://www.senato.it/img/repository/notizie/2005/canaletto_galleria_web/canaletto09.jpg
noti che nella veduta veneziana la prospettiva (in questo caso in maniera molto evidente) sembra proprio una piramide tronca (ideale)? é solo un esempio, molto calzante, ma dall'Alberti in poi tutta la pittura ha seguito questo codice di rappresentazione della prospettiva e della profondità, con questo senso dei punti di fuga.

Prendi ora Cézanne, 'le grandi bagnanti' del 1906

http://www.tbarte.com/sito%20normale/RUBRICA%20STORIA%20DELL%27ARTE/PAGINE%20RUBRICA/foto%20cezanne%20e%20il%20cubismo/cezannelebagnanti.jpg

visto? non c'è più lo stesso senso di profondità. Tutto è più vicino, meno 'sfondato', le linee sono curve (lo sferoide) e piatte.
La vera rottura Cèzanne la ottiene con l’utilizzo di un sistema prospettico basato sullo sferoide, i cui elementi sono curvilinei e che sostituisce la piramide tronca rovesciata di Alberti: C. si
richiama al principio dell’immagine del mondo proiettata sulla superficie curva
della retina. Nelle opere di C. e nelle successive di molti altri lo spazio dentro alla
sfera (o nella successiva moltiplicazione dei punti di vista e dei piani di visione in contemporanea come nel Cubismo) non potrà mai allontanarsi dall’osservatore quanto quello costruito in una piramide, il cui
vertice, mantenendo la stessa base, poteva allontanarsi all’infinito.

C'è anche un famoso testo di storia/critica che spiega molto meglio di me l'arte non solo a periodizzazioni o medaglioni, ma da un momento di svolta effettiva a un altro, intanto te lo segno:

Renato Barilli, "L'arte Contemporanea", Feltrinelli, MI 2003

Marsh ha detto...

Josh,
ho poca conoscenza di storia dell'Arte, ma, in ogni caso, non pensavo che Cèzanne fosse una delle sue pietre miliari.
Infatti, scrivi:
"Per intendere le 2 tipologie prospettiche (che non sono 2, questi citati sono i punti di svolta: Alberti il cui modello domina per 4-5 secoli, e poi Cèzanne per l'arte moderna, e da lì in poi".

Facendo una ricerca su Cèzanne, in un libro d'arte allegato a fascicoli a Corsera, anni fa, arrivato a Modigliani Giulio Carlo Argan scrive:
"Quando arriva a Parigi nel 1906 Modigliani capisce che tutta l'arte moderna nasce da Cèzanne. Lo scultore rumeno Brancusi,(...) gli ispira il culto della forma pura e chiusa, di cui la linea, da sola, plasma e definisce il volume. Si dedica dapprima alla scultura, solo più tardi si rende conto che la materia più adatta alla sua ricerca plastica è il colore. L'integrità di una forma che si dà in assoluto, e non nella relazione ad uno spazio capiente, è anche la qualità della scultura negra. Cèzanne e i negri erano i due estremi tra cui Picasso situava il problema storico dell'arte moderna."
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Il concetto dello "sferoide", da te spiegato, mi si è chiarito visionando il quadro di Cèzanne che mi hai consigliato "Donne al bagno" (altro titolo dello stesso quadro: "Le grandi Bagnanti"), ma anche quadri di altri pittori, che però cito solo a titolo accademico, perchè non sò se c'entrano col concetto dello sferoide (Matisse - La gioia di vivere).

Per quanto riguarda l'altra "Pietra Miliare", tempo fa, un titolo del Corsera declamava Alberti come l'"inventore" di quello stile andato in voga per 4 o 5 secoli. Se riuscirò a recuperarlo, mi rifarò vivo nel commentario.

Marsh ha detto...

Josh,
l'articolo in questione è del 19 febbraio scorso; s'intitola: I cinque cavalieri del Rinascimento.
Leon Battista Alberti arrivò a Firenze nel 1434, al seguito di Papa Eugenio IV, in fuga da Roma, e intuì la rivoluzione culturale.

I cinque cavalieri sono: Luca Della Robbia, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Ghiberti.