venerdì 6 marzo 2009

RV come Rosso Valentino



Quando inaugurai questo blog lo feci con un argomento apparentemente frivolo come la moda nel post "Aforismi per una demoiselle" dedicato a Coco Chanel.

Oggi questo blog compie un anno. Per l'esattezza lo ha compiuto il 29 gennaio scorso, ma non mi andava di festeggiarne il compleanno nel bel mezzo di un gelido inverno, un inverno interminabile. Ora con l'aiuto di cari e bravi amici Esperidi che apprezzo e stimo il Giardino è arrivato alle soglie della sua seconda primavera. E cosa c'è di meglio che ricordare la stagione entrante (che peraltro tarda a farsi avanti) ancora con la moda?
Da mademoiselle Coco a L'Ultimo Imperatore. Ovvero Valentino Garavani in arte solo Valentino e con il logo di V in profumi, occhiali, cinture, borsette e altri accessori. Naturalmente non mi soffermo sulla biografia e sulla sua identità di gay di cui non mi importa un bel nulla.
Ma sulla genialità della sua cifra stilistica di inimitabile couturier, termine quest'ultimo, che preferisco al generico "stilista" odierno. Da coudre = cucire. Uguale= alta sartoria. Ovvero artigianalità ideata e fatta in Italia, e successivamente esportata e apprezzata nel mondo intero. Oggi la moda italiana si è conquistata sul campo la sua "legion d'onore" (Valentino ne è stato insignito in Francia) e non ha più nulla da invidiare ai cugini d'Oltralpe, i quali sono stati i padri

fondatori della haute couture in Europa e nel mondo, ma permangono a tutt'oggi forse un po' élitari. Armani, Laura Biagiotti, Ferré, Versace, Gattinoni, Romeo Gigli e molti altri nomi di Maison d'alta moda, vengono apprezzati (e imitati) in tutto il mondo. Ma trovo che Valentino abbia quel pizzico di eccentricità in più rispetto a tutti gli altri che ben si coniuga all'eleganza delle sue linee, laddove Bellezza e Bizzarria convivono egregiamente. Eppoi aggiungiamo pure che quel suo rosso Valentino è diventato un marchio di fabbrica made in Italy un po' come la Ferrari. Un rosso dai toni accesi che vanno dal cadmio, al carminio, al vermiglio, alle tonalità del cremisi dei nostri dipinti rinascimentali (in particolare Tiziano).
Valentino osa credere ancora nel divismo e nel glamour della donna che veste. E guarda caso, veste Sharon Stone, forse l'ultima delle dive dello star system hollywoodiano, creando oggi, lo stesso binomio che legò Audrey Hepburn a Hubert de Givenchy. O Jacqueline Kennedy e Oleg Cassini. Il rosso è in fondo il colore più semplice e ad un tempo più difficile da indossare. Perchè troppo "coprente" e chiassoso. Alla fine si guarda il colore e non più l'abito. Insomma rappresenta un'audacia vestire di rosso una donna. Non così per i suoi modelli che fanno del femminile un qualcosa legato a quell' 'eterno femminino della pittura e dell'arte italiana. Eppoi lui è davvero capace di osare: piume di struzzo, strass, drappeggi e chiffon. Il tutto per creare fascino e senso del mistero in un'epoca che non ha più niente di misterioso. Di fronte al Rosso Valentino è un po' come davanti al disco rosso di un semaforo: si è obbligati a fermarsi. E tanto peggio se c'è la crisi. Nulla mi è più necessario del superfluo, è una battuta di Re Lear, ripresa e copiata di sana pianta dai pubblicitari, che di tutto si impossessano e triturano, nei loro slogans. La moda, che rappresenta per antonomasia la cultura e l'industria del superfluo, andò avanti anche sotto le bombe della II guerra mondiale coi suoi preziosi défilé. Un motivo ci sarà pure...

Hesperia

19 commenti:

Josh ha detto...

Beh allora Buon Compleanno Hesperia, a te e al blog Hesperide! :-))
Un bell'argomento! Ci voleva un po' di Rosso Valentino in mezzo alla grisaglia meteorologica continuata. Anche io preferisco il termine couturier: indica ancora "il sarto" che sa cucire, per esempio, a differenza di D&G che sono stilisti, ma solo designer, cioè con ago, filo e forbici non fanno nulla: ecco perchè la differenza è abissale. Trovo appropriata la definizione prazziana bellezza e bizzaria applicata a Valentino. Ha saputo usare il rosso 'difficile' ma continuando a sottolineare la grazia della femminilità, questo a me sembra il suo pregio individuale maggiore, e che lo ha fatto diventare un classico.

Hesperia ha detto...

Grazie per il compleanno del blog, e anche per il mio che cade in questo giorno :-). Verissimo quello che dici sul couturier e sull'allusione alla sua manualità artigianale e sartorialità (tagliare e cucire). Figurati un po' che ora si chiamano stilisti pure i parrucchieri (hairstylist). Ma per favore! - direbbe quel tale. :-).
Altrettanto vero poi quello del "classico" un po' eccentrico e intrigante.
Ricordi quello spot pubblicitario del Martini con Sharon Stone con abito a palloncini bianchi e neri e le piume di struzzo in testa? Beh, il modello era suo, manco a dirlo. Bello anche il modello di abito cremisi creato per Charlize Theron.

E già che sei emiliano vale la pena di ricordare anche un altro Valentino: Valentino Rossi (curioso che ci sia il gioco inverso dei due nomi), il quale è un po' pazzerello, ma ce lo invidiano in tutto il mondo. Ciao!

marshall ha detto...

Hesperia,
mi piace molto il finale: "ci sarà pure un motivo...".

Per vincere questa crisi che sta travolgendo le borse di tutto il mondo, mandando a catafascio i risparmi di centinaia di milioni di famiglie, forse bisognerà tornare al "vecchio" e al "superfluo"; tutto questo, anche se ci saranno centinaia di milioni di uomini sulla terra che soffriranno la fame. E' una constatazione che, purtroppo, bisogna fare.

Questa mattina mi hanno portato a visitare un caro vecchio fornitore di articoli per bomboniere. A parte la gioia provata nel rivederli, e il piacere che ho riprovato nell'aggirarmi tra le sue scaffalature colme di articoli per bomboniere, ho capito lì che per risolvere questa crisi bisognerà riguardare al passato; a quello che facevamo nei decenni addietro.
Mi hanno detto che stanno riscontrando un certo ritorno alle Nozze Classiche. E quello era un formidabile volano per la messa in moto di tanto lavoro creativo manuale.
(Quell'aziendina familiare "gioiello" si trova in provincia di Milano, ai confini con la provincia di Varese).

Sia ben tornato il passato!
Ciao.

Aretusa ha detto...

Ciao Hesp ben tornata:-)
E' passato già un anno, il tempo vola, veramente!
Valentino é l'ultimo dei grandi 'couturier' che vestivano le donne-donne, con arte e sapienza, per esaltarne la femminilità.
Adesso è l'epoca del 'cafonal' e la donna più che vestita é svestita, o cmq. involgarita.
Pare proprio che la classe sia morta, o quasi, la sensualità é stata soppiantata dal sexi ad ogni costo e ad ogni età.
Fanno pena quelle cinquantenni, con labbroni, tettone in bella mostra, e scosciamento d'ordinanza. La tv ne é piena.
Che tristezza. Il bello é che il sesso così sbattuto in faccia, ha prodotto l'esatto contrario negli uomini e cioè l' indifferenza...un tempo bastava una caviglia, per far sognare e desiderare, adesso nemmeno un nudo integrale, produce lo stesso effetto.
Quanto al rosso, mi piace tantissimo, ma non riesco ad indossarlo, ogni volta che provo un capo rosso, me lo tolgo, ho l'impressione di essere un po' troppo vistosa. Forse dipende dall'altezza.
Ciao Are

Hesperia ha detto...

Ben ritrovati amici! Ho scelto volutamente un argomento frivolo per tirarci un po' su di morale, dato che le notizie sulla crisi economica americana (ma mondiale) ci sta affligendo e non promette nulla di buono. E nemmeno la faccenda degli stupri ad opera di immigrati.
Comincio con te, Marsh. E' vero: qui nella provincia varesina e nell'hinterland milanese ci sono tante fabbrichette qualificate che producono degli accessori più svariati, ma che ora se la passano assai male.
Ma soprattutto l'atelier o l'officina annessa alla villetta è sempre stata un classico della way of life italiana. Distruggere queste piccole realtà in nome della globalizzazione significa distruggere parte integrante del nostro tessuto sociale.
La fortuna di questi grandi couturier italiani è stata quella di esportare l'artigianalità e genialità italiana su larga scala.

Hesperia ha detto...

Are, conoscendoti di persona e col fisico che ti ritrovi ti consiglio il motto dannunziano "Memento Audere Sempre". Quindi, OSA. Il rosso ti starebbe meravigliosamente a pennello, e inoltre è un colore che dà la carica quando si è depressi o abbattuti. Conosci la teoria dei colori di Steiner? Macché "vistosa" d'Egitto! Osare, è la parola d'ordine :-).
Quanto al pret à porter italiano, è evidente che non tutti sanno essere alla sua altezza. E' importante frenarsi al momento giusto e inserire dei dettagli eccentrici su un insieme "classico". Un dosaggio difficile a farsi. Ciao!

Aretusa ha detto...

Hesp...mi dici di osare? Chissà, magari seguirò il tuo consiglio, anche perchè mi é piaciuto molto il cappotto rosso che indossavi l'ultima volta che ci siamo viste...

Sai che il pezzo su Valentino e in rilievo su Toucqueville? Complimenti:-)
Are

Hesperia ha detto...

Pensa te! L'avrò scritto in tre minuti d'orologio, perché sono arrivata stanca dal viaggio e non avevo manco voglia di aggiornare i blog. Quelli di TCQV sono dei pazzi furiosi. Ho scritto post ben più profondi e, a mio avviso, interessanti di questo, ma come vedi vince sempre "l'easy writing" :-).
Certo che devi osare, Are, circa il rosso! Nauralmente, scegliendo la tonalità e la sfumatura giusta: quella che ha dentro un punta di arancio. Ti senti spilungona? Allora esaspera la cosa con un bel paio di scarpe col tacco alto. Magari scarpette rosse di vernice, che ricordino quelle della fiaba di Andersen. Il miglior modo per nascondere un difetto è metterlo in mostra (O.Wilde). Grazie per i complimenti sul cappottino :-)

Aretusa ha detto...

L'avrai scritto in cinque minuti, ma é un buon pezzo, di facile lettura e accattivante, non sempre i pezzi colti, hanno successo, anche se sono più interessanti.
O forse sarà l'annuncio della Primavera, a far desiderare argomenti frivoli:-)

Mi vuoi morta;-)
Io e le scarpe con il tacco alto siamo incompatibili. Massimo sette centimetri e solo per gran serate o cerimonie, dove cammino poco:-D
Ho un problema di equilibrio...
Però seguo il tuo consiglio sul rosso, con una punta di arancio (che é quello che più mi piace)
Ciao Are

demetra ha detto...

Che fate ragazze? Sentite la primavera o vi preparate per il fatidico 8 marzo che prevedo sarà la solita lagna retorica? In effetti quel che suggerisce Hesperia sull'uso dei colori è abbastanza vero. Se uno o una è giù di corda, automaticamente eviterà di vestirsi di grigio o di marron. A me personalmente piacciono le mezze tinte pastello ma questi "rossi valentino" esposti qui attirano e colpiscono l'occhio da morire. Ciao a tutti.

Hesperia ha detto...

Ciao Demetra. In effetti a primavera viene proprio voglia di rinnovarsi il guardaroba, crisi permettendo, ovviamente senza scialare con griffe inaccessibili ai nostri portafogli.
Sì, lasciamo pure perdere la festa della donna che personalmente cancellerei dal calendario come pure i discorsi carichi di fanfare retoriche di Napolitano.

p.marlowe ha detto...

Inutile sottolineare che in epoca di tette e culi al vento è più sexy la donna vestita che denudata.

Hesperia ha detto...

Marlowe, è quel che sta accadendo. Il mercato delle carni in perenne esposizione ha proprio stufato. E i couturier di grido come V ben lo sanno.

Anonimo ha detto...

Questo commento è fuori tema!

Hesperia,
sto leggendo quel libro che m'hi consigliato: La morte in banca, di Giuseppe Pontiggia. Non so se è la stessa edizione che hai letto tu, perchè sulla copertina del mio c'è il particolare di un quadro di Renè Magritte, "Golconda".
Con questo appunto mi riallaccio così ad un tuo post precedente: quello sulla mostra di Renè Magritte - Il mistero della Natura, che si stà svolgendo a Palazzo Reale di Milano.
Tu che hai già letto il libro, sai se c'è un nesso tra la copertina del romannzo e quel particolare quadro di Magritte?
Ciao.
Mario (Marsh)

Anonimo ha detto...

nota al commento precedente

per un refuso, è venuto scritto m'hi consigliato, al posto di m'hai consigliato.
Sarebbe stato chiaro ugualmente, ma è meglio correggere.
Mario

Nessie ha detto...

Evvabbé Marsh, anche se c'è un refuso non è la morte di nessuno e si capisce benissimo. L'edizione della "Morte in Banca" di POntiggia è la stessa che ho letto anch'io e che aveva in copertina il quadro di Magritte con gli ometti in impermeabile e bombetta che piovono dal cielo e che titola Golconda, come hai scritto. Certo che c'è il nesso: la personalità uniforme dell'uomo da vestito grigio - quello che lavora in Banca. Ciao

Marsh ha detto...

Infatti.
E senti cosa scrive al capitolo settimo.
"Dopo tre settimane Carabba ha imparato a distinguere, nella piccola folla che sale a ogni fermata del tram, gli impiegati della banca. E non solo della sua, ma anche di altre, sono sempre le stesse facce. Esteriormente non presentano segni particolari, per ora asi accontenta di questa constatazione. ..."
Mi chiedo se, in tale descrizione, Pontiggia sia stato ispirato anche dal quadro di Renè Magritte.
Ciao.

Josh ha detto...

Comunque...per la serie: le cose non sono più come una volta....Dal 2007 Valentino si è ufficialmente ritirato. Cioè la Casa di moda, la griffe rimangono, ma lui non disegna più.
Quindi le cose a nome Valentino uscite dal 2007 in poi non sono di Valentino, così come Chanel è stato a lungo Karl Lagerfeld, o come da qualche anno Kenzo è in realtà il nostro Antonio Marras, e Romeo Gigli da 5 anni non ha disegnato Romeo Gigli ma Rebecca Brown e ora Io Ipse Idem.

La particolarità della storia attuale della maison Valentino è che nel 2007-2008 era affidata ad Alessandra Facchinetti, figlia di un membro dei Pooh...e sorella di Dj Francesco, orrore orrore!
E' già stata 'dismessa', e al suo posto la maison è gestita da Pier Paolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri.

Hesperia, sopra citavi Sharon Stone, e poi anche Charlize Theron... ma in quei casi penso a tutto tranne a come si sono vestite:))

Marsh ha detto...

Josh,
mi sembra che Facchinetti senior abbia avuto, finora, quattro mogli; che Alessandra sia una delle figlie della sua prima moglie; che Francesco Dj sia figlio della terza moglie (?), la quale si chiama Rosaria Longoni. Ti rivelo questo groviglio di notizie perchè, quando ho pubblicato quel pezzo sui mosaici, mi sono imbattuto in Rosaria Longoni, assessora di Nova M., e, lì per lì, avevo immaginato fosse la madre di Dj Francesco. Ma era solo omonimia.
Detto ciò, Alessandra dovrebbe essere sorellastra di Dj Francesco.

Tanto per concederci un pò di "gossip", o pettegolezzo. :-)