martedì 18 febbraio 2014

C'era una volta un Principe e una Principessa




Prima di commentare questo articolo del Corriere, lo pubblico testualmente. Giudicate un po' voi a cosa siamo ridotti, alla modifica e alla revisione  e perfino all'estinzione della letteratura per l'infanzia. Alla fine di Perrault,  dei fratelli Grimm, di Afanasjev, della grande fiaba di magia, siamo ridotti a dover rinunciare alla  fiaba popolare e di folclore su cui fece ampia ricerca anche il nostro Italo Calvino nella sua famosa raccolta di fiabe popolari italiane. Alla  derisione della grande fiaba romantica  d'autore di Hans Cristian Andersen. In nome di cosa? Della paura che i bambini possano essere avviati a diventare normalmente eterosessuali e ad agire e comportarsi secondo natura una volta diventati adulti.



Tre opuscoli pubblicati dal dipartimento per le Pari opportunità e destinati agli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori sconsigliano di leggere le fiabe ai bambini: tendono a promuovere un solo modello, quello della famiglia tradizionale, e impediscono identificazioni diverse. La collana ha lo scopo di combattere il bullismo e la discriminazione, e al suo interno si trovano anche capitoli contro l’omofobia.

Per secoli le fiabe hanno fatto il loro onorato servizio per divertire, appassionare, distrarre, a volte anche consolare i bambini: ma ora è finita, Grimm e Andersen se ne devono andare in pensione, come anche le molto amate riscritture cinematografiche delle loro belle fiabe, firmate Walt Disney. Al bando Biancaneve, la Bella addormentata, il Principe rospo e tutte quelle storie che parlano di principi azzurri e principesse in cerca di un eroe che ammazzi il drago, colpevoli di indurre le bambine a cercare poi - invano - per tutta la vita un uomo che assomigli a quel perfetto prototipo e i bambini a convincersi di dover usare spada e coltello per far colpo sulle fidanzate.

Fin qui, nulla da dire sul contenuto dei tre volumetti ideati dal Dipartimento delle Pari opportunità e destinati agli insegnanti delle scuole elementari, medie e superiori. Peccato per la rottamazione delle fiabe, che hanno incantato tante generazioni, piccole catarsi - secondo gli studiosi - per le grandi paure dei bambini; tuttavia, se l'eliminazione dalle favole di principi e principesse può servire a far crescere ragazzi e ragazze senza vani sogni capaci di rovinare loro la vita, ben venga la ghigliottina letteraria su questi personaggi nocivi, certamente nutriti a zuccherose brioche invece che a umile pane nero.
Scorrendo i consigli delle Pari opportunità, accanto a indicazioni intelligenti e benvenute per combattere il bullismo e insegnare il massimo rispetto per chi in qualche modo è diverso, si scopre però che principi e principesse hanno ben più gravi responsabilità di quella di istillare sogni balordi: insegnano, cioè, che per formare una famiglia, gli uomini si sposano con le donne e mai viene loro in mente di accennare alla possibilità che un uomo sposi un uomo oppure una donna un'altra donna. Queste ammuffite storie d'altri tempi raccontano, infatti, sempre e soltanto di cavalieri che dopo la partita di caccia tornano a casa dalla dolce sposina che culla il bambino cantando una ninna nanna.
Per le Pari opportunità è, dunque, davvero ora di finirla con la bigotta famiglia tradizionale. Aria nuova ci vuole, specialmente per i bambini. Avanti allora con esempi più moderni, di coppie omosessuali, con genitori uno e due. E basta anche con giochi e passatempi tradizionalmente maschili o femminili: bisogna decidersi a mescolare le carte insegnando il calcio alle bambine e lasciando le bambole in mano ai loro amichetti. Le macchinine meglio regalarle alle femminucce e i servizietti da cucina, invece, ai maschi (il che, al tempo di Masterchef e della recente mania per il food avrebbe anche un senso).
Ironia a parte, le raccomandazioni per gli insegnanti hanno l'aria di essere una corsa in avanti un po' troppo precipitosa. Con uno scopo che sembra, chissà, abbastanza preciso: preparare, cioè, il terreno (tra bambini e ragazzi e, quindi, nelle famiglie) al matrimonio omosessuale. Il che può essere una scelta, da farsi, però, piuttosto, per così dire, a viso aperto, non nel modo un po' strisciante, all'insegna della correttezza politica per bimbi, cui fanno pensare le istruzioni dei tre libretti.

Corriere della Sera 15 febbraio 2014


Il Commento

Il progetto di queste élites è a dir poco immondo perché vorrebbero esercitare violenza non solo con la loro contro-pedagogia e diseducazione servendosi della scuola e delle pubbliche istituzioni prese in ostaggio da circolari "europee", ma pretendono cancellare le radici storiche dei racconti di magia (fairy tales), dei racconti della tradizione popolare (folk tales), così radicati nell'immaginario collettivo dei popoli fin dagli albori della civiltà. Di quella tradizione orale popolare che poi si va facendo via via scrittura.
La letteratura per l'infanzia, contrariamente a quel che si crede, è destinata agli esseri umani tout court a partire  dalla loro nascita  accompagnandoli  nel corso della vita. Pertanto,  non è  necessariamente ed esclusivamente  destinata ai bambini, anche se  poi questi ne sono i principali lettori e ascoltatori.   Madri e padri trasmettono miti, fiabe, favole di animali, racconti ai loro figli creando quell' empatia e  quell'affettività, necessari all'apprendimento e alla formazione psicologica  e culturale dei più piccoli, preparandone il terreno come farebbe  ogni buon agricoltore . Bene lo ha descritto Bruno Bettelheim nel suo saggio "Il mondo incantato" di  cui riporto questo brano:

Per imparare a destreggiarsi nella vita e superare quelle che per lui sono realtà sconcertanti, il bambino ha bisogno di conoscere se stesso e il complesso mondo in cui vive. Gli occorrono un'educazione morale e idee sul modo di dare ordine e coerenza alla dimensione interiore. Cosa può giovargli più che una fiaba, che ne cattura l'attenzione, lo diverte, suscita il suo interesse e stimola la sua attenzione? Sia essa Cappuccetto rosso, Cenerentola o Barbablù, la fiaba popolare, anche se anacronistica, trasmette messaggi sempre attuali e conserva un significato profondo per conscio, subconscio e inconscio. Si adegua perfettamente alla mentalità infantile, al suo tumultuoso contenuto di aspirazioni, angosce, frustrazioni, e parla lo stesso linguaggio non realistico dei bambini. Tratta di problemi umani universali, offrendo esempi di soluzione alle difficoltà. E' atemporale e i personaggi dei suoi scenari fantastici sono figure archetipiche che incarnano le contraddittorie tendenze del bambino e i diversi aspetti del mondo. Le situazioni fiabesche, rispettando la visione magica infantile delle cose, esorcizzando incubi inconsci, placando inquietudini, aiutando a superare insicurezze e crisi esistenziali, insegnando ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita. 

 
Le più celebri fiabe di Perrault sono universalmente note e parte indelebile della nostra cultura e del patrimonio tradizionale e popolare; i riferimenti a esse in altre opere d'arte e in altri contesti sono semplicemente incalcolabili, così come sono numerosissime le trasposizioni in opere liriche, teatrali, cinematografiche, musicali,  cartoni animati e così via. Si possono ricordare in particolare oltre alla nota Cenerentola, Pollicino, La Bella Addormentata, Il gatto con gli stivali, e la stupenda Pelle d'Asino con i suoi tre  indimenticabili abiti di sole, di luna e di stelle. 
Con un'ambientazione  più oscura e tenebrosa, fatta di fitte foreste popolate da streghe, goblin, troll e lupi in cui accadono anche  cruenti fatti di sangue, così come voleva la tradizione popolare tipica tedesca, sono invece le fiabe dei Fratelli Grimm. Una delle motivazioni che spinsero i Grimm a trascrivere le fiabe, retaggio culturale comune dei popoli di lingua tedesca, fu il desiderio di favorire la nascita di un' identità germanica.

E comunque Biancaneve, I 4 musicanti di Brema, Il Pifferaio di Hamelin, il Principe Ranocchio, Raperonzolo (Rapunzel), Hansel e Gretel e la loro indimenticabile casetta di marzapane col tetto in cioccolato, restano impresse per sempre nell'immaginario popolare trascendendo i confini germanici per diventare patrimonio di tutti.  All'inizio del XIX secolo la Germania era frammentata in centinaia di principati e piccole nazioni, unificate solo dalla lingua tedesca.  
I signori di Bruxelles che stanno imponendo certi scempi pedagogici dovrebbero sapere che fiabe popolari e racconti di magia servono  a costruire la lingua. L'articolo riportato dal Corriere mostra pertanto ignoranza sesquipedale in materia di fiabe.
E che dire del "favoloso" Andersen e della sua Sirenetta che è diventata il simbolo della Danimarca stessa? "I vestiti nuovi dell'Imperatore" è una fiaba allegorica e morale ("Il re è nudo" visto con gli occhi della verità che solo  un bambino può avere,  mentre i  ciambellani e i cortigiani si ostinavano ad adularne gli abiti), Scarpette rosse" (fiaba certamente un po' crudele) coniuga il macabro col sublime  e ne fecero un film indimenticabile a firma Powell e Pressburger, "L'usignolo" (fiaba tanto amata da Oscar Wilde) è una reprimenda contro il meccanicismo e il progresso che uccide la vera poesia e  la vera musica.
 
Il fascino delle Scarpette Rosse
La Regina delle Nevi fiaba alla quale dedicai già un apposito post,  ci lascia impresse nelle memoria, atmosfere rarefatte di sortilegio, di meraviglia, con tanta voglia di scoprire paesaggi incantevoli come la Norvegia, la Lapponia, la Finlandia. Tutti ricorderanno l'incontro fatto di fascinazione tra il piccolo Kay e la Regina delle Nevi, bella e altera sulla sua slitta, avvolta nella suo candido manto di pelliccia e manicotto, coi suoi occhi azzurini come il riflesso della neve sotto le luci del Nord. Una sorta di Bella Dama delle pianure innevate (già presente anche nella grande tradizione popolare russa), il cui bacio glaciale è fatale al piccolo che viene rapito e separato dai suoi affetti familiari. Bellezza, fascino e algore, non si oppongono tra loro e rappresentano stilemi letterari resi già abilmente fruibili ad un pubblico giovanissimo.
La principessa Vassilissa di Afanasjev

C'era una volta un Re e una Regina, c'era una volta un Principe e una Principessa... In un castello vivevano... Cammina, cammina...  strada facendo, e vissero felici e contenti, sono tutte le formule magiche che servono a spalancare al bambino quel mondo incantato di cui ha bisogno per diventare a sua volta creativo.   Il mondo della fiaba e della favola dev'essere un mondo sospeso e atemporale... Inutile volerlo attualizzare alla luce di  surrettizie problematiche "di genere" e di "ruoli sessuali", che non interessano minimamente al bambino. Pertanto, non permettiamone la sua distruzione prima ancora che si affacci alla vita e impari a scoprirla.

Hesperia








28 commenti:

Josh ha detto...

Che roba!
Oltre al danno nella presa in giro e rimozione nei giovanissimi di Perrault, dei Grimm, Afanasjev, Italo Calvino, Hans Cristian Andersen..
che sono fiabe per bambini ma per chi sa leggere c'è tanto in loro anche per gli adulti (specie per adulti inconsapevoli come tanti ce ne sono in giro oggi),
oggi si trancia evidentemente e si probisce la parte di cultura originaria, tradizionale e di radice che appartiene al mito dei popoli,
perchè è lì che nasce la fiaba,
e si taglia via anche quanto di ricerca psicologica-archetipica (mica solo Jung) era stato fatto sia come studio letterario antropologico sia come modello educativo (e terapeutico tra le righe, pensare all'importanza delle "Storie che curano" alla Hillman) e anche gli studi alla Vladimir Propp, ma anche Juri Lotman e lo stesso Rolanmd Barthes.

Una vera dittatura quella dell'ipecorrettismo ONUsiano OMS Euroidiota che trancia le stesse radici native dei popoli...
che è un po' come tagliarsi gli attributi.
E tutto per non chiamare le cose con il loro nome e snaturare a forza.

Josh ha detto...

estraggo dal post....nel mondo di oggi stiamo vivendo una follia dietro l'altra.
Ma i bambini devono proprio essere avviati a diventare normalmente eterosessuali e ad agire e comportarsi secondo natura una volta diventati adulti.

Anche nel punto di vista ONUsiano dovrebbe essere così.

Se poi....si manifesta ...
l'altra eccezione,
i singoli da adulti decideranno cosa fare...
ma non vedo che senso abbia demonizzare le fiabe come la natura:
le fiabe raccontano, e NON tendono a promuovere un solo modello. Che è poi quello che serve a fare famiglia.

Le fiabe non creano nè bullismo nè discriminazione, nè "omofobia".

Josh ha detto...

dal post
"I signori di Bruxelles che stanno imponendo certi scempi pedagogici dovrebbero sapere che fiabe popolari e racconti di magia servono a costruire la lingua."

E' vero. Sanno però che le fiabe servono anche a rinfrancare, a educare e formare, a strutturare l'immaginario, a coordinare elementi inconsci:
ed è proprio lì che vogliono entrare a distruggere, a manomettere e a telecomandare.

Non a caso formando a fondo da un punto linguistico ci si forma anche da un punto di vista concettuale.

Adamo che dava il nome alle cose, le chiamava per nome, era come un trarle dall'anonimato all'esistenza, attraverso il nominarle, quindi il viverle e il conoscerle.

MA
Cenerentola e il principe...un uomo e una donna. Per i bruxelliani-pariopportunisti sarebbe diverso se fossero 2 donne e 2 uomini.
Ma visto che si preoccupano fintamente a chi farebbero torto,
ma con 2 cerentoli maschi fanno torto agli eterosessuali e alle lesbiche, con 2 cenerentole donne fanno torto agli eterosesssuali e ai cenerentoli maschi, quindi è chiaro che lasciamo le fiabe come sono.
Siamo al delirio finale. Preceduto da crassa ignoranza ma anche da sottile, diabolica perversione.

Josh ha detto...

Riflettiamo comunque sullo schema immediato per es. di Cenerentola:

ragazza schiavizzata dalla matrigna-strega e dalle sorellastre.

la matrigna strega è la vera accusata di bullismo!

Non certo il fatto che cenerentola alla fine si innamori e si unisca al principe.

Josh ha detto...

Non è che si teme che nella matrigna schiavizzante di Cenerentola tutti vediamo palesemente l'UE?

O da Cappuccetto Rosso, oggi ci vogliono "insegnare" invece che il Lupo Cattivo e l'Orco siano belle destinazioni, desiderabili.

mala tempora currunt....dicevano gli antichi
E in Chiesa, a quei pochi cui è rimasto senno, motus in fine velocior, sì ma verso la disfatta della civiltà.


Josh ha detto...

cara Hesperia, molto ancora avrei da dire, ma alla lunga le parole diventano anche superflue;
non posso nascondere quello che credo intimamente, che riassumo così:

http://www.unavox.it/doc04.htm

Hesperia ha detto...

Il discorso della fiaba meriterebbe più spazio di quello che ho messo io, preoccupata com'ero di riportare integralmente l'articolo del Corriere, per meglio metterlo a fuoco. E' vero che ci sono i link, ma ho ritenuto doveroso FAR SAPERE cosa bolle in pentola copiaincollando l'obbrobrio pedagogico in atto. Che è assai di più di un kit per l'educazione sessuale dei piccoli (peraltro vergognoso come quello come quello che hanno tentato di introdurre in Svizzera).
Dico che va ben oltre, poiché come sottolineato, c'è la pervicace volontà di CANCELLARE la cultura e l'identità dei popoli, di cui le fiabe, i racconti e le favole sono parte integrante fin dalla nascita delle nazioni.
Prova ne sia la raccolta dei Grimm, che coincide con la diffusione della lingua tedesca. In Perrault invece, c'è una tradizione celtica importante come la comparsa delle "fate" in molte sua fiabe (Cenerentola dove compare una fata-madrina, La Bella Addormentata dove compaiono fate buone in grado di far prodigi ecc.).

Hesperia ha detto...

Non a caso le fiabe sono state fatte oggetto di studi da parte di importanti etnologi ed etnografi strutturalisti come Valdimir Propp ( di cui ho letto "Le radici storiche dei racconti di magia" e "Morfologia della fiaba").
Le fiabe, come ricordi, al di là della lettura ignorante e rozza che ne vogliono fare i mondialisti, sono distillati di saggezza e di moralità mai imposta dall'alto, ma basata sull'esperienza dei piccoli protagonisti (Pollicino, Hansel e Gretel ecc.). Quello che invece trovo oltremodo impositivo e calato dall'alto è il fatto che vogliano riscriverne i contenuti dalla parte del gay o del femminismo o altre frescacce.

Josh ha detto...

beh certo, il "progetto" va poi visto insieme a tutto il resto, con gli esempi "pratici":

http://www.citizengo.org/it/443-ritiri-il-documento-standards-sexuality-education-europe?sid=MzE4MDcxNDc4NTg3MDMx

http://www.aleteia.org/it/societa/articolo/educazione-sessuale-in-svizzera-arriva-il-sex-box-per-le-maestre-di-asilo-18424001

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-loms-gioca-al-dottore-con-i-bebe-7631.htm

http://www.aispa.it/attachments/article/78/STANDARD%20OMS.pdf

http://reseauinternational.net/2014/01/28/suisse-des-sex-toys-pour-les-ecoliers-de-maternelle-et-de-primaire/

Hesperia ha detto...

Tutto questo che sta avvenendo però era già stato preparato molto tempo fa con la critica ai "ruoli sessuali" fatta dalle femministe (Carla Ravaioli, Lea Melandri, Dacia Maraini ecc.) che contestavano il ruolo definito "passivo" di Cenerentola che lascia la casa della matrigna e delle sorellastre solo grazie al "principe azzurro". O di La bella addormentata che si sveglia, grazie al bacio del Principe.

Ma queste signore sono capaci o non di storicizzare le fiabe, in che epoche sono state raccontate, tramandate e scritte? E' evidente che se Perrault visse tra il cinquecento e il seicento, non poteva certamente descrivere una donna moderna che lavora in ufficio, in fabbrica o in un'azienda. Quanta stupidità e ignoranza!

Hesperia ha detto...

Da questo tipo di critica "femminista" poi sono andati avanti, radicalizzandosi con la gaiezza. Il problema per questi stolti è ormai il fatto che queste fiabe hanno ispirato pure Musicisti (Ciakosvski, Rossini), cineasti, registi teatrali, coreografi di balletti, cartoons, per cui non si salva più nemmeno Disney che pure ha diffuso le fiabe in versione hollywoodiana sottraendovi una certa dose di aura.

Hesperia ha detto...

Quindi per riscrivere la nostra cultura popolare e di folclore, avrebbero da sudare sette camicie, visto che la fiaba è un materiale arcaico e archetipo finché si vuole, ma riproducibile e declinabile in mille varianti artistiche, musicali, cinematografiche. Per non dire del ruolo importantissimo degli illustratori. Basti pensare a Gustave Doré! Insomma secondo me, ci proveranno a cancellarle, ma non ci riusciranno.

Johnny88 ha detto...

Mamma mia, siamo proprio alla deriva orwelliana. Adesso pure le favole "politically correct". Manco il nazismo e il bolscevismo sono arrivati a tanto

Hesperia ha detto...

Vero! Non mi risulta che le fiabe fossero oggetto di contestazione e di revisione né sotto il fascismo né sotto il nazismo né sotto il comunismo. Ci volevano solo Loro, gli illuminati di BruxellesGrado. O se preferiamo BruxellesBurgo.

Josh ha detto...

è che qui non buttano nel pattume solo le favole per bambini,
ma proprio anche i bambini:

http://www.riscossacristiana.it/belgio-e-legale-sbarazzarsi-dei-bambini-malati-stiamo-precipitando-nellabisso-di-carla-dagostino-ungaretti/

Hesperia ha detto...

Beh, la cosa va da sé. Se spariscono le fiabe è perché si presuppone che ci sia chi non ha più voglia di ascoltarle o leggerle. Meglio far sparire anche i bambini. Una malvagità e un cinismo così reiterato, fa venire i brividi. In Belgio hanno già iniziato.

Hesperia ha detto...

Intanto a Venezia, non perdono tempo con le "fiabe alternative" anti-omofobia:

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=283489:fiabe-gay-per-i-bambini-negli-asili-e-nelle-materne-il-comune-compra-libri-contro-omofobia&catid=35:worldwide&Itemid=152

Josh ha detto...

http://doncurzionitoglia.net/2014/02/15/da-sodoma-e-gomorra-al-decalogo-di-satana-anche-in-italia/

Lo PseudoSauro ha detto...

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=284055:lgay-e-immigrati-servono-per-disgregare-la-societar&catid=35:worldwide&Itemid=152

L'ambasciatore presso l'ONU della Federazione russa in visita a Trento, da cui traggo:

«Innanzi tutto un po’ di storia: la Russia è sempre stata un paese cristiano, e solo a partire dall’Ottocento, con le idee illuministiche fortemente anticristiane, le teorie massoniche e liberali infiltrate nella nobiltà russa contro la Chiesa, si arriva, nel 1917, alla Rivoluzione bolscevica provocata da dei sovversivi di professione, pagati dai banchieri di Wall Street e dal governo tedesco in funzione antirussa. Con il comunismo che, ripeto, è stato importato nella Russia cristiana, e non a caso Marx e Engels non erano russi, si impone la teoria della famiglia come nemico da distruggere, perché opprime la donna: sono stati così così decriminalizzati l’aborto, l’amore libero e l’omosessualità. Milioni di cristiani vennero assassinati dai rivoluzionari, le chiese distrutte. non solo: negli anni Venti si costruivano case senza la cucina e senza le porte per evitare la privacy e favorire la promiscuità e l’amore libero tra la gioventù comunista»

C'e' bisogno di aggiungere altro ? La cifra e' la stessa perche' quelli che comandano sono gli stessi. La guerra contro questi satanassi e' stata gia' combattuta e perduta. Se non ci pensa il Padreterno...

Hesperia ha detto...

Interessante, la testimonianza dell'Ambasciatore russo all'ONU. Grazie Sauro!

Vale la pena di ricordare che durante il regno della Grande Caterina, lei si innamorò dei filosofi illuministi e ne invitò qualcuno a corte (Diderot, se non erro). Poi quando vide che se ne innamorarono un po' troppo anche le avanguardie rivoluzionarie russe che gli buttarono addosso contadini inferociti, allora fece dietrofront e partì con la repressione. Ma ormai il dado era tratto. E da lì scattò la rivoluzione del 1905 e successivamente il fatidico 1917.
Ricordo anch'io che in una prima fase rivoluzionaria le avanguardie marxiste-leniniste eliminarono la famiglia e il matrimonio.

Hesperia ha detto...

Grazie Josh, ma l'articolo di Nitoglia l'avevo già letto.

Sympatros ha detto...

C'e' bisogno di aggiungere altro ? La cifra e' la stessa perche' quelli che comandano sono gli stessi. La guerra contro questi satanassi e' stata gia' combattuta e perduta

Non si finisce mai d’imparare, quindi gli americani sono i nipotini dei bolscevichi che sfasciarono la famiglia? Direi che i nipotini sono stati più bravi dei nonni, hanno reso scic e non scioc essere omosessuali, non c’è telenovela o film dove non ci infilzino omosessualli… i russi bolscevichi si sono trasferiti in america? Quelli che comandano sono gli stessi, Stalin sarà contento… poverino pensava di essere stato sconfitto.. invece la vittoria è dei satanassi. La guerra è perduta e anche senza onore!

Josh ha detto...

no sympatros sai bene, o forse no, che il potere massonico e della finanza apolide è sia dietro al mondialismo usa travstito da liberalismo sia dietro al bolscevismo

http://radiospada.org/2014/01/le-forze-occulte-della-sovversione-giudaismo-massoneria-liberalismo-bolscevismo-millenaristi/

GL ha detto...

Invece in Europa sta tutto il virtù del mondo, i valori della famiglia, la carità per i poveri, la generosità per il prossimo ecc.

Hesperia ha detto...

Forse Josh, per chi si ostina a non voler capire meglio sarebbe parlare semplicemente della "dittatura dell'Uguaglianza". Anche dei sessi e di quelle cosiddette "minoranze" che ora ci stanno opprimendo con la pretesa di riscrivere il decalogo di cultura, educazione, moduli narrativi e perfino letteratura per l'infanzia. Poi è chiaro che questo tipo di Ugualitarismo è di matrice ONU, più che legato al sovietismo vero e proprio, che perlomeno con la lotta di classe, manteneva ancora un po' di dignità.

Però, consiglio a Sympatros (che saluto) di leggere il libro di Nikolaj Černyševskij che tanto piacque a Lenin, dal titolo "Che Fare'". Lì c'era già in nuce un programma di distruzione della famiglia. Poi ci ripensarono pure i marxisti-leninisti e durante la II GM, pensarono bene di ripristinarla.

Hesperia ha detto...

Gl non ti rispondo perché come al solito entri in un bosco e vedi sono l'albero che ti interessa. Ma chi mai ha detto che l'Europa che critichiamo ogni due per tre sia quel mondo idilliaco che descrivi con ironia del piffero? Anzi, il post va proprio nella direzione opposta, visto che le direttive della Ue in materia di educazione e di pedagogia sono proprio quelle che critichiamo.

GL ha detto...

Visto che stai facendo storia dell'archeologia sul morale della famiglia, lo fai fino al fondo. La messa in discussione dei valori tradizionali (anche della famiglia) in Russia è cominciata nel grembo del cristianesimo, è roba delle sette che in Russia pullulavano di più che in America.
Lo stesso è successo anche in Europa, più vecchia di Russia ed America, eresia europea è roba di archeologia. Tu sai origine catara di amor cortese, la base del romanticismo, e in un certo senso di tutta arte europea.
Altrettanto sai che omosessualità è stata accettata ufficialmente per la prima volta nella tradizionale Vienna (di grande cultura Mitteleuropea), prima del rivoluzione di Ottobre.
Visto che raccomandi a Sympa "Che fare" di Černyševskij, ti raccomando da mia parte autore di "Lolita" che ha fatto una parodia "virtuosa" del romanzo di Černyševskij

http://en.wikipedia.org/wiki/The_Gift_(Nabokov_novel)

Tutto quello che è successo in Russia e in America ha cominciato in Europa, America e Russia hanno spinto nel ultimo conseguenze.
E' difficile di vedere il palo nel tuo occhio ...

Hesperia ha detto...

Ignorante! La Russia non è un impero a sé stante, ma prima che nascesse la Ue e prima del cosiddetto Est comunista (detto anche Cortina di Ferro), era parte integrante dell'Europa! ha i piedi e le radici in Europa.
La Grande Caterina, proveniva da una casata prussiano- tedesca, ad esempio:

http://it.wikipedia.org/wiki/Caterina_II_di_Russia

Smetti di fare la morale con quel tuo Italiano rozzo ("ha cominciato"). Quanto a Nabokov che citi con disinvoltura, ebbene sappi che anche se è stato naturalizzato statunitense, è nato a Pietroburgo (Russia, per l'appunto). Difficile dire se è nata prima l'Europa o la Russia, visto che anticamente l'impero zarista si considerava europeo dell'Est.
Quanto all'America, sappi che i suoi padri fondatori sono a loro volta europei.

Ma cos'hai al posto del cervello? Guarda i tuoi di pali e togliti le fette di prosciutto con quelle tue idiote contrapposizioni. Ti avevo già detto che non eri ospite gradito. Marsc! Fila via sei solo un elemento di confusione e sei assai in malafede.