"Sono i cittadini a fare la città": frase
coniata da un ex contadino, mio conoscente, a cui piace inserirla nei discorsi, quando gli vien chiesto se sia meglio viveve in città o in campagna. Frase enunciato valido per Venezia, che, al diminuire incessante del suo numero di cittadini, potrebbe perdere il diritto di chiamarsi città. Ipotesi assurda, ma non tanto. Dal 1600 in poi, Venezia è andata progressivamente spopolandosi, perdendo il ruolo di seconda metropoli più popolata d'Europa; dopo Londra, che invece ha mantenuto e consolidato il primato costantemente nel tempo. Con i suoi 200.000 abitanti, Venezia era la seconda città del mondo occidentale, per numero di abitanti, durante il Rinascimento. Un numero molto elevato, se consideriamo che Roma, all'inizio del '500, aveva appena 85.000 abitanti, e 100.000 un secolo più tardi.
Per sensibilizzare l'opinione pubblica sul decremento demografico di Venezia, dovuto al deflusso progressivo e inarrestabile dei suoi residenti, sabato 14 novembre è stato inscenato il
Funerale di Venezia. Una bara addobbata di tutto puntino, racchiusa in un manto color fucsia, incoronata di fiori e con la scritta"I Cittadini Veneziani", contenente simbolicamente il "cadavere" della città di Venezia, è stata trasportata da una "balotina", con quattro
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vogatori che le hanno fatto percorrere tutto il
Canal Grande, passando sotto il
Ponte di Rialto con arrivo alla sede del Municipio
Cà Farsetti. La cerimonia è descritta da
Fausto nel suo
blog, con dovizia di particolari. Dati inoppugnabili testimoniano il progressivo spopolamento della città, che, alla lunga, potrebbe causarne la "morte". Nell'immediato dopoguerra Venezia aveva ancora 150.000 abitanti. Ridotti a metà negli anni '80, secondo dati da verificare ci sarebbero attualmente (ottobre 2009) 60.020 abitanti residenti. Di questo passo Venezia è destinata a diventare una sorta di Disneyland, frequentata solo da pendolari addetti alle varie attività e servizi turistici, e dai turisti stessi.
Fausto, veneziano da tante generazioni, forse tra i pochi appartenenti a questa sorta di specie in via d'estinzione (nella quale possiamo sicuramente includere l'attore veneziano Lino Toffolo), rimasto fedelmente a risiedere in città - dove gestisce un albergo economico - ne conosce assai bene storia e vita, abitudini e modo di vivere dei suoi concittadini. A suo parere, l'esodo dalla città lagunare per andare a risiedere sulla terra ferma, è dovuta agli affitti troppo elevati. E ad ogni trasloco, cui ha modo di assistere, vede scomparire una parte viva della città, rammentandogli la lenta agonia e la morte cui è destinata, se non si riuscirà a bloccarne l'emorragia.
Confidando nella
Divina Provvidenza, affinchè risparmi al mondo la catastrofe che prevedono si verifichi, causata dall'
effetto serra, per rivitalizzare Venezia c'è un unica strada percorribile, le cui idee verranno esposte nell'altro blog:
ecopolfinanza .
Ma le cause dell'esodo sono forse anche altre. Nell'epoca degli agi e dei confort portati dalla motorizzazione di massa, Venezia, pur mantenendo integro il suo fascino unico al mondo, non può dare quel genere di confort che invece potrebbe essere fornito mediante un uso intelligente delle automobili. Col progresso, Venezia è quindi diventata città difficile da vivere, soprattutto per i non più giovani o per chi è affetto da patologie o da postumi di incidenti invalidanti. La fitta presenza di canali (ve ne sono circa 200 nel centro storico) e relativi ponti per poterli attraversare (ve ne sono oltre 400 in tutta Venezia), costituisce un forte deterrente per le famiglie che volessero andare a vivere a Venezia, e una barriera reale al libero movimento di persone con handicap motori. Vorrei sbagliare, ma credo che nelle valutazioni di chi intende lasciare Venezia per andarsi a stabilire sulla terraferma, vengono prese in considerazione anche tali infauste eventualità. A completare il quadro sui motivi che sconsiglierebbero di
"metter su casa a Venezia" vi sarebbe poi il catastrofismo messo in piedi dai teorici del global warming. In assenza di adeguate politiche globali, volte a salvaguardare le condozioni di vita sulla terra, potremmo assistere all'innalzamento del livello del mare fino a sei metri, con la conseguente andata sott'acqua di Venezia. Sarebbe una tragedia di portata biblica, forse paragonabile a quella del Diluvio Universale, che priverebbe l'Umanità di una delle sue Perle più belle: Venezia.

Tralasciata questa molto malaugurata ipotesi, soffermiamoci per ora su quanto l'Amministrazione Comunale di Venezia ha fatto, con mio grande stupore, negli anni appena trascorsi, e quanto ancora sembra determinata a fare proprio in favore dei disabili e degli anziani, siano essi turisti che residenti. Le passerelle allestite per agevolare e rendere meno faticoso l'attraver

samento dei 13 ponti - di cui 6 in Fondamenta delle Zattere (vedere
http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/2008/11/fondamenta-delle-zattere.html ) e 7 in
Riva degli Schiavoni -
da parte dei circa 7000 atleti che il 25 ottobre scorso hanno partecipato alla
Venice Marathon 2009 - la maratona di Venezia giunta alla 24a edizione - resteranno montate e funzionali
fino all'11 febbraio 2010, data di chiusura del Carnevale di Venezia. Alla maratona ha partecipato anche un gruppo di disabili, partiti con 15 minuti d'anticipo rispetto ai concorrenti normodotati, capeggiato da
Alex Zanardi, lo sfortunato pilota di
Formula 1, che ha perso l'uso delle gambe nel noto incidente di gara. Sono chiari segnali d'attenzione dell'amministrazione comunale veneziana verso i portatori di handicap motorio, ai quali stanno cercando di rendere il più accessibile possibile, e quindi godibili, le bellezze di Venezia anche per loro. Almeno una volta nella vita, fare un giro per Venezia, godere della sua magia, passeggiare lungo i canali, magari passando sui ponti alla maniera di
Indiana Jones, in compagnia della bella professoressa Elsa Schneider e di Marcus Brody, nel film
Indiana Jones e l'ultima Crociata, con l'attraversamento del
Ponte dei Pugni, per andare verso la bliblioteca, che in realtà è una chiesa, situata nell'omonimo
Campo San Barnaba, la quale ospita da qualche anno la mostra dedicata alle "
Macchine di Leonardo da Vinci".
Andare per calli e calletti, campi e campielli, attraversando i numerosi sottoportici sparsi per la città, deve essere un piacere unico, che l'am

ministrazione comunale, con queste iniziative, sembra voler far provare anche ai meno fortunati.
Con queste ed altre iniziative, descritte con precisione da
Fausto nel suo corposo blog, e in modo particolare nel post
Venezia per i disabili , la Città si prepara a diventare sempre più accessibile anche ad
anziani e disabili con problemi di deambulazione.
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-A lato: Ponte Ognissanti - allestito per disabili.
Da notare il lungo percorso fatto dalla pedana, per darle una giusta pendenza, tale da rendere il meno faticoso possibile il suo attraversamento. Esso non fa parte dei 13 ponti allestiti per lo svolgimento della Venice Marathon. Si presume sia quindi in servizio permanente.
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-Sopra, a destra: concorrenti della Venice Marathon 2009 al passaggio di Ponte Lungo
in Fondamenta Zattere al Ponte Longo, prospicienti il Canale della Giudecca
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-In mezzo: servoscala per disabili al Ponte Manin
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Si ringrazia il sig.
Fausto, dal cui blog sono stati desunti buona parte dei dati menzionati in questo post. Si ringrazia, inoltre, per l'autorizzazione concessa alla pubblicazione delle tre foto di cui sopra. Il blog di
Fausto è il seguente:
http://www.alloggibarbaria.blogspot.com/ - Venezia.
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Sopra a sinistra: Cà Farsetti e Cà Loredan, sede del Municipio di Venezia - da Wikipedia
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Al centro, in alto: Riva degli Schiavoni (Canaletto) - da Wikipedia: luogo di conclusione (in Riva dei Sette Martiri) della Maratona di Venezia.
Nota: posseggo una conoscenza molto limitata di Venezia, per cui, per rispondere a specifici commenti a riguardo, mi avvarrò della consulenza professionale del sig. Fausto, che ringrazio fin d'ora per la preziosa collaborazione offerta.