Ieri la PBS, televisione "pubblica" americana, ha trasmesso un bel documentario sulla deportazione degli indiani Navajo, (lo si puo' comperare e cosi' contribuire al finanziamento della PBS) e mi ha fornito l'idea di parlare di questo Popolo antico e straordinario.
Nel 1864, migliaia di indiani Navajo, gli "Uomini", furono deportati dalla loro terra, la magnifica Monument Valley e il Canyon de Chelley, fino in New Mexico in una postazione chiamata Bosque Redondo dove sarebbero stati tenuti insieme ad altri indiani, gli Apache.
Nella loro terra, i Navajo, coltivavano il grano e allevavano le pecore e vivevano pacificamente all'ombra dei picchi rocciosi. La Madre Terra é sacra per loro e sono devoti allo Spirit of the Land.
Fu il generale Kit Carson ad occuparsi della deportazione e non risparmio' metodi violenti, anche se le intenzioni degli americani non erano del tutto cattive. Volevano infatti anche sottrarli ai messicani che, appena potevano li riducevano in schiavitu'.
I soldati americani bruciarono le coltivazioni, distrussero le loro abitazioni ( le sacre hogans) , uccisero le greggi e constrinsero alla fame la popolazione per convincerla a partire.
Il Popolo Navajo dovette camminare giorni e giorni al freddo degli altipiani, con la neve e con poco da mangiare. Molti morirono annegati nell'attraversare i fiumi perché non sapevano nuotare e molte furono le donne incinte che non riuscirono a sopportare il viaggio.
Quelli che sopravvissero e arrivarono a destinazione furono ammassati con gli Apache in un campo e continuarono a patire fino a che, infine, visto il fallimento dell'operazione, e con l'elezione di un nuovo Presidente, furono riportati indietro.
Il Popolo Navajo é un popolo saggio e fiero ed é abituato a vivere in uno dei posti piu' suggestivi del mondo. La Monument Valley é infatti un luogo che impressiona e toglie il respiro. Si ha la sensazione che, veramente, il Grande Spirito abiti là, nel vento, tra le aquile.
In seguito, durante la II seconda guerra mondiale, molti Navajo parteciparono e furono decorati e utilizzati per codificare i messaggi, a causa del loro linguaggio.
In questi ultimi tempi si cerca di porre rimedio ai tanti soprusi che gli Europei hanno fatto agli indiani d'America. Una decina di giorni fa il Premier del Canada ha ufficialmente chiesto scusa per le sofferenze inferte agli autoctoni.
In questo caso ci si scusava per aver strappato moltissimi bambini indiani alle loro famiglie per inviarli in pensionati, veri orfanotrofi, dove si pensava di fornire loro una migliore educazione
Nel video la Long walk
Cliccare qui per un altro bel filmato esplicativo.
Qui una Ghost Dance
Ed ora il filmato col canto che preferisco:
Egle
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lunedì 23 giugno 2008
The long walk
Pubblicato da
unedame
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03:19
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Etichette: Indiani, Navajo, Storia americana
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