Non sono pochi i film che rimangono impressi per le battute lapidarie, fulminanti e per i dialoghi serrati e brillanti. Molti di questi film sono stati tratti da romanzi, come ha ricordato Aretusa in un suo vecchio post, ma è certo che anche quelli che non si basavano su prodotti letterari, erano comunque scritti da eccellenti sceneggiatori. Chi non ricorda il ricorrente "Segua quella macchina!" che compare in numerosi film d'azione? Un tormentone, che poi divenne un libro di raccolta delle battute cinematografiche più famose.
Lauren Bacall e Humphrey Bogart ne " I mari del Sud" lanciarono il loro "Se mi vuoi fammi un fischio". E nel film Casablanca (sempre con Bogart accanto a Ingrid Bergman) ci fu il memorabile "Suonala ancora Sam" che poi sarebbe la nota canzone "As time goes by" che tutti i grandi cantanti americani (Sinatra in testa) vollero rifare. Per non dire del celeberrimo "Francamente me ne infischio" di Rhett Butler (Clark Gable) che prese cappotto e cappello, chiudendosi la porta alle spalle e chiudendo anche il suo matrimonio con Rossella O'Hara in "Via col vento". Inutile ricordare che lei poté consolarsi con il fatidico "Dopotutto domani è un altro giorno", battuta che chiosa il film.
Lauren Bacall e Humphrey Bogart ne " I mari del Sud" lanciarono il loro "Se mi vuoi fammi un fischio". E nel film Casablanca (sempre con Bogart accanto a Ingrid Bergman) ci fu il memorabile "Suonala ancora Sam" che poi sarebbe la nota canzone "As time goes by" che tutti i grandi cantanti americani (Sinatra in testa) vollero rifare. Per non dire del celeberrimo "Francamente me ne infischio" di Rhett Butler (Clark Gable) che prese cappotto e cappello, chiudendosi la porta alle spalle e chiudendo anche il suo matrimonio con Rossella O'Hara in "Via col vento". Inutile ricordare che lei poté consolarsi con il fatidico "Dopotutto domani è un altro giorno", battuta che chiosa il film.
Ricordiamo le battute corrosive, laconiche e un po' fumettistiche dei western-maccheroni come in "Per un pugno di dollari di Sergio Leone: "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, l'uomo con la pistola è un uomo morto". O Eli Wallach che fredda un suo antagonista logorroico che stava per vendicarsi di lui con la pistola puntata, anticipandolo con un corrosivo "Quando si parla si parla, quando si spara si spara" ne "Il buono, il brutto, il cattivo".
Orson Welles (nel ruolo del marinaio O'Hara) dopo essere uscito con sollievo dal labirinto cinese e aver assistito alla mattanza della sala degli specchi tra la perfida Elsa Bannister e suo marito, ne "La signora di Shanghai" pronunciò la memorabile battuta misogina: "C'è sempre in qualche parte del mondo una donna disposta a ingannarti e l'unico modo per evitare guai è invecchiare".
Senza contare l'altra battuta ne "Il terzo uomo" di Carol Reed, sceneggiato dal grande Graham Greene, rimasta famosa - a detta dello stesso Greene - per essere stata inserita all'ultimo momento proprio dallo stesso Welles che vi compare come attore nei panni del diabolico Harry Lime.
"Sai che diceva quel tale? In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto assassini, guerre, terrore e massacri e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e di democrazia e cosa hanno prodotto? Gli orologi a cucù".
William Holden (Joe) : Siete Norma Desmond, la famosa attrice del muto. Eravate grande.
Gloria Swanson ( Norma Desmond) Io sono sempre grande. È il cinema che è diventato piccolo. (da Viale del Tramonto di Billy Wilder).
Potrei lasciare un bel ragazzo per un buon film, ma non potrei mai lasciare un buon film per un bel ragazzo" (Nathalie Baye in "Effetto notte" di Truffaut).
Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...come lacrime nella pioggia. Ma già è tempo di morire (Rutger Hauer ovvero il replicante Roy in Blade Runner di Ridley Scott).
Forse in quest'amaro accorato
epilogo dell'androide Roy potremmo identificare un po' la morte di un cinema basato sulla trascendenza
della parola.
Oggi i film si dimenticano perché rozzamente e malamente scritti. Forse in molti casi non si può nemmeno pensare di parlare di vera sceneggiatura. In particolare al cinema italiano, manca quella scrittura che prima i grandi maestri della regia, possedevano. Nel loro staff si avvalevano di scrittori-sceneggiatori come Ennio Flaiano, Tonino Guerra, Zavattini, Ettore Scola che divenne poi regista in proprio, e numerosi altri.
Ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...come lacrime nella pioggia. Ma già è tempo di morire (Rutger Hauer ovvero il replicante Roy in Blade Runner di Ridley Scott).
Forse in quest'amaro accorato
epilogo dell'androide Roy potremmo identificare un po' la morte di un cinema basato sulla trascendenza
della parola.
Oggi i film si dimenticano perché rozzamente e malamente scritti. Forse in molti casi non si può nemmeno pensare di parlare di vera sceneggiatura. In particolare al cinema italiano, manca quella scrittura che prima i grandi maestri della regia, possedevano. Nel loro staff si avvalevano di scrittori-sceneggiatori come Ennio Flaiano, Tonino Guerra, Zavattini, Ettore Scola che divenne poi regista in proprio, e numerosi altri.
Dal canto suo, Hollywood disponeva di grandi scrittori del calibro di Raymond Chandler, James Cain, Steinbeck, Faulkner, Fitzgerald, Pinter e altri. Oggi invece prevalgono gli effetti speciali, i maghetti volanti, il tridimensionale con alieni che si aggrappano alle liane ecc. Insomma, un cinema che deve immediatamente appagare lo sguardo, dimenticando che lo spettatore ha anche un cervello e una sensibilità per elaborare i messaggi filmici. Putroppo l'eccesso di attenzione preventiva agli incassi presso i botteghini, prevale sul piacere dei dialoghi scritti bene in film di alta fattura artigianale. Soprattutto, dalle battute memorabili. Se il cinema perde l'uso sapiente della parola, del motteggio e delle arguzie, muore.
GIOCO PER LETTORI: Trascrivi una battuta memorabile di un film che ti è piaciuto.
Hesperia
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