Visualizzazione post con etichetta dive e divismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dive e divismo. Mostra tutti i post

giovedì 5 settembre 2013

BB, una vita per lo scandalo




E quando nel titolo parlo di scandalo BB, mi riferisco anche allo scandalo (senile) di aver affrontato la Francia perbenista legata al pensiero politicamente corretto e alle "idées reçues" della gauche au caviar che imperversano nell'ambiente del cinema e dello spettacolo francese. Infatti il suo matrimonio con Bernard d'Ormane, amico di Le Pen del Front National, le ha garantito l'ostracismo nell'entourage degli "intellos". Ma cominciamo con ordine.

Brigitte Bardot nasce bene in una famiglia borghese e conservatrice, perfino un po' "prude".  Fu Roger Vadim (di origine russa) a tirarla fuori dal suo ambiente familiare, la amò, la sposò e la  introdusse nel mondo del cinema, facendone un'icona sexy. Ormai su di lei e la sua vita scorrono fiumi di inchiostro. E l'autobiografia l'ha scritta proprio lei nel suo libro "Initiales BB", dove racconta film, viaggi, cambi di case, amori, mariti, fidanzati,  divorzi e miracoli vari della sua vita trasformatasi da icona sexy a protettrice degli animali.
Lei stessa, non si è mai giudicata una grande attrice e i film di cui va fiera sono pochi: "La verità" di Clouzot, il noir tratto da Simenon "La ragazza del peccato" Di Claude Autant.Lara ("En cas de malheur", in francese). E tuttavia ad onta della sua modestia, Brigitte buca lo schermo ed è a tutti gli effetti una vera diva. Della diva ne ha tutte le caratteristiche: il temperamento volubile e  capriccioso, la capacità di dettare moda e stile e di essere stata pertanto imitatissima. Se vogliamo, non aderisce troppo al protocollo dello star system: non ama eleganti toilettes, gioielli, serate di gala, meno che mai le pellicce, animalista com'è. Ma è comunque una diva che ha saputo imporre il suo modus vivendi e il suo modo di indossare abitini semplici in cotone di Vichy a quadretti o a pois, pantaloni attillati alla pescatora, scarpette ballerine o sandaletti succinti (quando non va addirittura scalza), capelli arruffati e conciati con la famosa choucroute, labbra  carnose e imbronciate ma totalmente prive di silicone come è invece,  triste usanza oggigiorno. Una sorta di Lolita ante litteram che faceva impazzire il grigio avvocato dalla vita irreprensibile nel citato film di Autant-Lara, interpretato da Gabin. O Curd Jurgens in "Et Dieu créa la femme"  di Vadim, pellicola  dello scandalo  che fu vietata in Usa e che venne sequestrata da pastori protestanti. Il film fu vietato ai neri, per paura di disordini. Che faceva Brigitte in quel film? Nulla... danzava un mambo, dato che come è noto studiò danza classica fin da bambina e sa ballare. Ma la sua scatenata danza selvaggia e sensuale fu sufficiente  ad essere all'origine di tanto pandemonio.

 Non è durata molto la bellezza di Brigitte, perché porta nei suoi lineamenti i  famosi "segni infantili" che l'hanno resa unica e ineguagliabile (sebbene imitatissima),  ma  poi l'infanzia, l'adolescenza e la giovinezza  durano un soffio. Tuttavia,  come dicono i giapponesi nei loro haiku, nulla è più bello e perfetto di un ramo di pesco i cui fiori durano una notte sola. Il corpo di ballerina classica è snello e curiosamente androgino, ma con le curve al punto giusto. Le movenze sono agili, scattanti e feline, e  i  suoi bikini  d'estate nella sua villa La Madrague a St. Tropez sono uno schianto: trame a quadretti bianchi e rosa orlati di pizzo di Sangallo, reggiseno a balconcino lanciato proprio da lei.

Su di lei, i suoi partners e accompagnatori si sono fatti una vigna. Prova ne sia il nostro play boy Gigi Rizzi , morto quest'estate (il 23 giugno a St. Tropez, nel giorno del suo 69 esimo compleanno) , che sulla love story con la Bardot, ci ha costruito sopra una carriera: ospitate in tv, libri di memorie, donne curiose che volevano conoscerlo come fosse una sorta di "unto del signore" solo per essere andato a letto con la Bardot.
Prima di Rizzi e capricci vari, ci fu  per la Bardot un matrimonio  con intenzioni "serie" (si fa per dire)  con Gunther Sachs, aristoratico play-boy patron della Opel automobili e preso al lazo dal suo fascino. Serio, per il fatto che Sachs, non era uno dei tanti "Monsieur Bardot" oscurato dalla sua personalità, dato che ne possedeva una sua assai forte.  Per il resto, fu un matrimonio celebrato a Las Vegas che non durò più di tre anni. Le cronache mondane del tempo raccontano il   cavalleresco lancio di 1200 rose, a scopo seduttivo,  dall'elicottero personale del play-boy  tedesco vestito col manto di Dracula, mentre lei e la servitù, rimasero nel giardino della Madrague,  a raccoglierle per tutta la giornata fino a sera. Restò sempre in buoni rapporti con Gunther Sachs anche a matrimonio concluso, e lui  donò molti quattrini alla Fondazione animalista Bardot. Memorabile, il bracciale che Gunther regalò a Brigitte durante il fidanzamento: un gioiello composto di diamanti, zaffiri e rubini che riprendono i motivi bianco, rosso e blu,  della bandiera francese. Poi, anche  un anello con un diamante di parecchi carati che lei vendette all'asta per finanziare la sua Fondazione e che lui, assai generosamente, ricomprò. Del resto BB, si configurò  sempre più come un simbolo della Francia. Anzi, un made in France per antonomasia. Tant'è che  De Gaulle volle conoscerla  e le venne pure consacrato il busto della Marianna.

Brigitte è nello stesso tempo un archetipo (Artemide e Afrodite nello stesso tempo)  e uno stereotipo che molte giovani donne degli anni '50 e '60 sentirono vicina. John Lennon si dichiarò ossessionato dalla sua tipologia e dichiarò di essersi innamorato solo di donne che le rassomigliavano. La Bardolatria si diffuse per il mondo e perfino gli Americani le dedicarono un film dal titolo "Dear Brigitte" (in Italiano, non si sa bene perché fu distribuito con "Erasmo il lentigginoso"). Storia di un ragazzino che è così ossessionato da lei, che le scrive centinaia di lettere, e che il padre (James Stewart)  accompagna in Francia per andare a conoscerla.
Il successo non sembra interessarla molto. Al contrario era invece interessatissima a difendersi dagli  inconvenienti della sua celebrità, come la  totale perdita di libertà, il dover spesso spostarsi in incognito nel terrore dei paparazzi, l'ergere un muro sulla spiaggia di St. Tropez per impedire incursioni di curiosi alla Madrague. Del resto St. Tropez, divenne famossisima dopo che lei ne fece il suo quartier generale.   Louis Malle, racconta una storia simile alla sua vita in difesa della privacy e della riservatezza nel film "Vita privata", film a lei anche troppo speculare.
Intanto però quel  successo  che snobba, esplode incontrollato e va avanti in tutti gli ambiti che sfiora. E allora perfino la musica pop diventa intrigante se le canzoni vengono cantate con la sua vocina civettuola. Incide "C'est rigolo", "La Madrague" , "Les amis de la musique"e molti altri succcessi. Serge Gainsbourg scrive per lei canzoni pop come L'appareil à sous", Harley Davidson, Bonnie et Clyde e naturalmente quella canzone dello scandalo a base di sospiri amorosi che è "Je t'aime, moi non plus", che poi lei fece ritirare dal circuito distributivo, dato che Gunther Sachs (allora suo marito) , andò su tutte le furie. Come è noto la canzone venne rifatta con la coppia  Gainsbourg-Birkin.




Il resto della sua vita  è ormai cronaca recente. Il suo impegno contro lo sfruttamento e i maltrattamenti degli animali, la fondazione animalista che reca il suo cognome. L'impegno contro i cuccioli di foca trucidati a sangue con tanto di mazze di ferro sulla banchisa canadese.
Ma ecco che oltre a ciò,  l'indomabile Brigitte, va a toccare un tasto tabù: quello contro la carne halal e la macellazione rituale praticata dai mussulmani. E non bastasse ciò, il suo libro contro l'immigrazione islamica in Francia nel suo libro "Un cri dans le silence". Fioccano come  è ovvio (e come già avvenne per la nostra Fallaci) querele da parte di varie associazioni come il Mrap e la Licra. Non è finita. Anche lei ebbe modo di toccare con mano, le conseguenze disastrose del pensiero politicamente corretto legato alle lobbies gay, ai quali Hollande non pago dei Pacs, ha concesso il matrimonio con possibilità di adozione.
La Francia della nuova polizia del pensiero la linciò come ora sta facendo col suo grande amico di sempre Alain Delon. Che hanno detto di tanto "scandaloso" i due? Che l'omosessualità è contro natura e che la relazione tra uomo e donna è  basilare e complementare alla continuità del mondo e della specie.
Ma lo scandalo tra gli scandali, non sono le sue scene di nudo (troppo facile!) o quelle trasgressioni di cui fu un'apripista in tempi non sospetti. Ma l'aver sposato un grande amico di Le Pen, essere stata a fare una gita in barca col marito, Jean-Marie detto "la honte" (la vergogna)  e altri del Front National. Dulcis in fundo, aver dichiarato che in caso di nuove elezioni voterà per Marine Le Pen. Quelle horreur per la Francia ormai allineata al Pensieo Unico e che ha per sempre decretato la sepoltura del diritto di espressione di Voltaire!
Ora Brigitte è diventata un'anziana signora e il 28 settembre (è nata sotto il segno della Bilancia), ricorre il suo compleanno. Ma lo scandalo continua... Non resta che augurare lunga vita a BB!



Filmografia di Brigitte Bardot
Discografia di BB

Il mambo dello scandalo in "Et Dieu créa la femme"