Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta jazz. Mostra tutti i post

martedì 17 gennaio 2012

Rodgers & Hart

E' un piacere poter parlare in breve di questo piccolo "team" di Autori.

Dietro a questa apparente 'sigla',
si cela un duo di geniali compositori dell'era del jazz, ovvero
Richard Rodgers (1902 - 1979), compositore, e Lorenz Hart (1895 - 1943), il paroliere.


La premiata squadra è coautrice di uno dei più riusciti songbooks di standards molto noti nel jazz e nella musica internazionale di classe, con alcuni punti ricorrenti.
Le indimenticabili melodie di Rodgers sono spesso sentimentali, ariose, ma particolarmente intense, con una qualità introspettiva molto moderna per l'epoca, famose e continuamente reinterpretate anche in versione solo strumentale.
Le parole di Hart (formazione letteraria, giornalista, accademie d'arte, di discendenza dal poeta Heinrich Heine), nella loro apparente semplicità, sono piccoli brani poetici:
alla loro comparsa sembravano il primo alfabeto dei sentimenti e di un differente modo di narrare in questo genere musicale, più dei brani pur ottimi dei Gershwin o di Irving Berlin o di Cole Porter.
Hart era in fondo un poeta della disillusione della (sua stessa) generazione USA,
la sua attività va dal 1919 fino agli anni '40, che comprendeva la (così attuale anche per noi oggi) crisi del '29;
sensibilità personale e circostanze contingenti ne fanno un abile ritrattista dello smarrimento esistenziale, della solitudine sentimentale, della caduta delle illusioni per la vita "moderna" e spersonalizzata nelle gelide metropoli, grazie alla creazione di immagini verbali interiorizzate e inedite.

Il lavoro di Rodgers-Hart si concretizzò al principio in ben 28 musicals (anche se i brani loro più famosi nei decenni successivi appartengono ad una dimensione di rilettura intimistica e non tipicamente Broadway), e più di 500 brani musicali, di cui ricorderemo solo alcuni, illuminati e fatti vivere da grandi interpreti degli strumenti o della voce nel tempo. La pregnanza del loro connubio tra musica e parole uscirà dal genere musicale originario (saranno riletti decenni dopo anche nel pop e nel rock), anche se Rodgers-Hart possono essere considerati tra i capostipiti di una qualità di scrittura musicale che mira all'interpretazione emotiva dei loro pezzi, dalla tensione estrema che pulsa tra le note e quasi liberatoria.

La cifra più personale (sia nella musica sia nelle parole) che li pone tra i maggiori del Novecento in questo ambito, ricorrente nei loro lavori più riusciti, è la capacità di inscenare una sorta di oscillazione dell'emozione tra poli differenti, un'ambivalenza dei significati dei fatti dell'esistenza, una gioia di vivere su cui incombe spesso un risvolto drammatico,
da cui scaturisce il loro tono poetico:
vittoria/sconfitta, slancio del desiderio/utopia e disillusione,
poesia/brutalità, fantasia/realtà, ideale/ caduta....dipinte in brevi efficaci tratti.

_Dal loro primo musical, la classicissima "Manhattan", in origine da "The Garrick Gaieties" 1925, qui nella versione di Dinah Washington e l'insolita Blossom Dearie

_"I didn't know what time it was" in origine da "Too many Girls" (musical del 1939), qui nella splendida versione di Sarah Vaughan,
o qui anche nella versione di Charlie Parker + strings.

_La famosissima "My funny Valentine" da "Babes in Arms" (1937) da cui divennero noti anche "Where Or When", "The Lady is a Tramp"...
qui nelle storiche versioni di Miles Davis e di Sarah Vaughan


_"Blue Moon" da "Manhattan Melodrama" (1934) qui nella versione di Tony Bennett

_"Little Girl Blue" da "Jumbo" (1935) nelle versioni, diversissime,
di Nina Simone tra pianismo classico e blues, e l'intensa versione soul-rock di Janis Joplin

_ "Spring is Here" da Nina Simone, e qui, strumentale da Bill Evans

"Glad to be unhappy" da "Lady in Satin" di Billie Holiday

"Wait 'til You see her" (1942 da Jupiter) di cui si ricorda una celestiale versione di Ella Fitzgerald (assente in toto dal web), qui presente ma remixata in una recente compilation Verve,
qui invece nella versione classica Miles Davis e Gil Evans.

Buon ascolto


JoshInserisci link