A chiunque di voi sarà capitato di vedere un giardino di erbe aromatiche e officinali sorto tra le mura di un monastero. I frati in passato (e anche oggi), sono sempre stati i gelosi custodi sulle proprietà benefiche di erbe, piante e fiori medicamentosi valorizzandone le proprietà . Fin dal Medioevo i "semplici" (varietà vegetali con virtù medicamentose) si coltivavano in vari orti cittadini. La parola semplici deriva dal latino medioevale medicamentum o medicina simplex usata per definire le erbe medicinali. Inizialmente aveva il nome di Horto dei semplici. Il primo orto botanico del mondo occidentale sorse a Salerno, ad opera di Matteo Silvatico, insigne medico della Scuola salernitana tra il tredicesimo ed il quattordicesimo secolo. Egli si distinse come profondo conoscitore di piante per la produzione di medicamenti.
Sono erbe impiegate non solo in cucina e nelle varie gastronomie, ma nella farmacopea e nella fitoterapia, mediante decotti, tisane ed infusi. Trattasi di erbe, piante e fiori forse non pregiate ma utilissime. In tempi di crisi economica il distacco tra l'uomo e la natura e il ricorrere di continuo alla grande distribuzione dei supermercati anche per un po' di prezzemolo, ci fa capire l'utilità di queste erbe e la possibilità di coltivarle anche in un terrazzo, un poggiolo, un balcone per averle a portata di mano nell'uso di ogni giorno. Tutti noi sappiamo che la maggiorana, ad esempio, è ottima nelle polpette e nei polpettoni. Che l'origano insaporisce le insalate di pomodori. Che un trito di aglio e prezzemolo rende più gustoso il pesce arrostito. Per non dire del basilico indispensabile per il pesto alla genovese. Occorre coltivarlo nella mezz'ombra, in quantità massiva per preparare i deliziosi vasetti di pesto anche per l'inverno.
Non sono pochi inoltre liquori che vengono aromatizzati ad esempio coi semi di finocchio selvatico di montagna (kummel), con scorze di arance selvatiche o anche erbe come la ruta (quest'ultima come è noto, ottima per aromatizzare la grappa). Gli estratti di molte erbe vengono impiegati anche nella distillazione di liquori (genepì, genziana ecc).
Non sono pochi inoltre liquori che vengono aromatizzati ad esempio coi semi di finocchio selvatico di montagna (kummel), con scorze di arance selvatiche o anche erbe come la ruta (quest'ultima come è noto, ottima per aromatizzare la grappa). Gli estratti di molte erbe vengono impiegati anche nella distillazione di liquori (genepì, genziana ecc).
Inizio questo percorso...vegetale con l'erba cedrina (foto in alto) dal sapore forte di cedro. Sembra una pianticella insignificante con infiorescenze di modesta apparenza, ma la verbena odorosa o erba luisa ( sono questi sono gli altri nomi dati alla cedrina) dalle ruvide e rugose foglioline verde tenero, ha proprietà digestive, antisettiche e viene impiegata anche per fare degli ottimi cordialini digestivi.
La camomilla matricaria è una composita facile da far crescere e bisogna tenerla a bada perché piuttosto infestante. Se la coltivate e fatte voi stessi essicare, conterrà proprietà analgesiche superiori a quelle confezionate dalla grande distribuzione. Ottima anche per impacchi in caso di irritazioni agli occhi. Anche la malva ha proprietà decongestionanti.
La lavanda è notoriamente impegata nella profumeria e cosmesi (olio essenziale, ottimo per i massaggi), e ha proprietà battericide (lavande intime). Le palline o i sacchetti di lavanda nei cassetto oltre che profumare gli indumenti, impediscono la formazione di tarme. Ma eccellente è il miele di lavanda dalle proprietà balsamiche.

Il timo, che cresce nei dirupi collinosi mediterranei, oltre che essere ottimo nei ripieni e per aromatizzare le olive, ha proprietà espettoranti, come espettoranti sono il rosmarino e il lauro, le foglie della canfora e dell'eucaliptus. Quella che ha più proprietà medicamentose è la variante del timo serpillo.
L'elicriso, di colore bianco cenerino dal caratteristico profumo di liquirizia è la pianta tipica delle isole pelagiche e dei colli marittimi. Quando ci si avvicina coi traghetti, il profumo forte dell'elicriso che imbalsama l'aria di mare, coi suoi fiori gialli (da qui la radice elio/sole), ci riporta agli antichi quando lo mettevano nei braceri e negli scaldaletto per profumare la brace ardente.
I semi di finocchio mediterraneo (ne esiste anche una varietà montana come il kummel, come detto in precedenza) sono ottimi per aromatizzare il pesce alla griglia o insaporire le acciughe marinate. E non dimenticate di metterne un ramoscello sulle caldarroste in autunno: le vostre castagne assumeranno un aroma speciale.
Il mirto, pianta simbolo della Sardegna (su mirtu, in dialetto sardo) ha origini antichissime, ed era la pianta cara a Venere. I ramoscelli di mirto sono visibili anche nel famoso dipinto de la Nascita di Venere di Botticelli. Ha fiori bianchi piccoli e profumati che diventano poi bacche bluastre come quelle dei mirtilli. Oltre che per il famoso liquore, i sardi lo impegano anche per farcire il porceddu arrostito. E che delizioso profumo dà alle carni del tenero porcellino!
Nell'erbario di casa non si può dimenticare l'erba salvia anche per le sue belle foglie grigio-verdi e la sua fioritura violetta, erba così utile in cucina. Alzi la mano chi non ha mai mangiato involtini di carne o uccelletti allo spiedo aromatizzati con la salvia . Tornare alla natura, dopotutto è ...semplice.
Hesperia



