Oggi le cose più popolari sono crudeli, perché si è alla ricerca di emozioni forti. Non c' è spazio per la dolcezza e la clownerie è, in primo luogo, tenerezza. Io sono stato più testardo di altri, perché credo fermamente che la tenerezza sia necessaria". Così parla l'artista russo Slava Polunin, un mimo capace di creare atmosfere e suggestioni fiabesche. Ma quando e dove è iniziata la carriera teatrale di questo artista-clown?
Io lo sono diventato negli anni Sessanta, quando, a dodici anni, guardavo i film di Chaplin. Facevo spettacoli per parenti e amici. Ma mia madre non voleva, così mi sono iscritto a ingegneria e per cinque anni ho continuato a farli di nascosto, fino a quando mia madre, vedendomi tra luci e belle donne, ha pensato che fare il clown non era poi così male».
E il suo personaggio Asisyai come è nato? «Studiando. Passavo le mie giornate leggendo tutto quello che mi aiutasse a capire il segreto di eroi popolari come Don Chisciotte o il Piccolo Principe. Come un immenso puzzle, ho messo insieme i tratti del carattere di quei personaggi combinandoli ai miei con la pantomima, creando un clown sincero e testardo".
Chi non avesse ancora visto i suoi spettacoli, si informi del suo passaggio e segua il calendario teatrale della propria città. Ma non se lo perda. Si ritorna bambini con lo stupore indescrivibile di chi non sperava più di venir catapultato in un mondo fatto di poesia che questo artista sa spargere a piene mani, insieme alle sue bolle di sapone iridescenti o ai suoi cristalli di neve, in una scenografia fatata.
Slava Polunin, considerato "il miglior clown del mondo", Il Times l'ha definito "un classico del teatro del XX secolo".
E i riconoscimenti internazionali sono sempre stati su questo livello, fino al Time Out Award. Trionfì ovunque, adorazione in salita perenne. Forse Slava Polunin non pensava di raggiungere tali vette, con la sua umiltà, il suo candore e la sua ingenuità. Non ha mai fatto le cose "così, tanto per fare". Non si è mai adagiato, niente allori su cui riposarsi. Tutto nella sua vita è ponderato e accuratamente soppesato, persino le imprese più pazze, più incredibili, più avventurose. E nel raggiungere i suoi scopi è concreto, tranquillo e imperturbabile.
Evidentemente è sempre stato così; da quando ha lasciato la sua nativa Novosil (una piccola città nella provincia di Orlovsk dove Slava imparò perfino a vivere nelle capanne sugli alberi, ad ascoltare il canto degli uccelli nella foresta russa, il gorgoglio dei ruscelli, o i suoi passi che scricchiolavano sulla neve) per vedere la città più magica del mondo: San Pietroburgo, fin ad allora immaginata e sognata attraverso le lezioni di geografia della sua insegnante. Oppure quando ha lasciato l'Istituto di Ingegneria ed Economia di San Pietroburgo (che allora si chiamava ancora Leningrado) noncurante dell'aspettativa di sua madre di avere un figlio ingegnere; o ancora quando, in maniera autonoma, ha iniziato a lavorare nella pantomima, quest' arte poetica e intrigante così ricca di fascino e di segreti. "Slava's snowshow" è lo spettacolo della neve in un perenne turbinio, in una continua evoluzione di idee, di innovazioni ed invenzioni, sulla base del celebre "expressive idiotism" (idiozia espressiva), la sua eccentrica pantomima ispirata a Marcel Marceau, a Grock e allo stesso Charlot - pantomima che l'ha reso unico nel suo genere e popolare in tutto il mondo. La creazione di Asisyai, il suo personaggio clownesco più famoso, è una figura commovente e ironica, vestito di una tuta gialla da lavoro, con un paio di pantofole rosse soffici, che ci riporta a semplici antiche maschere, ormai parte dell'immaginario popolare: l'Arlecchino e Colombina, il lunare Pierrot o il tragicomico Pulcinella. Hesperia


